due o tre cose che so di lei

15 Apr

web

 

 

Ogni vita è un mosaico difficile da ricomporre perché, se alcune tessere sono lì a disposizione di tutti, precise e facili da collocare, altre mancano o sono ricoperte di una patina bianca che le rende incomprensibili.

Mentirei se dicessi che io questa donna la conosco bene, non so il suo nome né dove abiti, né se viva sola. Posseggo, però, qualche pezzo rivelatore del suo mosaico, che se lei fosse un personaggio famoso potrei rivendere al miglior offerente; purtroppo invece è una di quelle persone che scivola via, inapparente come un’ombra. Per esempio, senza che gliela chiedessi, mi ha dichiarato la sua età, mossa forse dalla vanità a rovescio di portare male i propri anni, perché in realtà ha un’età decisamente inferiore a quella che l’aspetto fisico generale, il bastone, qualche ruga, la schiena curva, suggeriscono. La pallavolo mi ha rovinato le articolazione mi ha confidato una volta che in negozio era l’unica cliente. Così ho appreso dalla sua bocca  che l’attività sportiva intensa (aveva fatto parte della Nazionale giovanile) ti fortifica finchè la pratichi, ma poi, dopo che hai smesso, spesso ti presenta un conto salato. Personalmente non corro questi rischi, sedentario e pigro come sono. Mesi dopo, come fossero passate poche ore, aggiunse ma non è stata solo la pallavolo a ridurmi così, e mi strizzò l’occhio sinistro a far balenare scenari inimmaginabili. Allungandosi sul bancone che ci divideva mi sussurrò che Giulio era stato per anni un amante focoso e assai perverso. Lei non ha idea, concluse con aria da cospiratrice. Poi, come seguisse un suo pensiero, aggiunse sin da bambina mi sono sempre piaciuti i pipistrelli. Forse per questo Giulio mi affascinava così tanto. Probabilmente s’aspettava che le chiedessi qualcosa, ma io non sono un tipo curioso. In effetti non avevo idea di chi potesse essere Giulio né che diavolerie combinasse con la signora, né soprattutto che c’entrassero i pipistrelli, ma mi guardai bene dal fare domande.

Un giorno, mentre ero in chiesa raccolto in preghiera, me la ritrovai accanto sul banco come comparsa dal nulla: bofonchiava a mezza voce, ma non erano preghiere, sembrava piuttosto che stesse litigando con qualcuno. Andò avanti per un bel pezzo, con brevi pause in cui concedeva al suo invisibile interlocutore la possibilità di difendersi dai rimproveri che lei gli muoveva con veemenza. Non so se Dio le rispondesse, forse sì perché a un certo punto la donna assunse un’espressione soddisfatta. Ho parecchi conti in sospeso con Lui, mi soffiò all’orecchio prima di allontanarsi zoppicando.

Ormai è mesi che non entra nella mia bottega, né la vedo più passare come un tempo davanti alla mia vetrina col suo passo strascicato, diretta in chiesa o forse al mercato. Sparita. Chissà che fine ha fatto, fossi uno scrittore la sua scomparsa mi scatenerebbe la fantasia e da quei pochi pezzi costruirei un ritratto a tutto tondo. Ma sono un ciabattino e della signora dall’invecchiamento precoce e dalla fede litigiosa non so proprio che farmene. Magari  ne accennerò col Giosuè, il Daniele e il Pinotto, stasera tra una partita e l’altra a scopa. Calcherò la mano sulla perversione misteriosa del suo amante, che quello è un argomento che li manda in fibrillazione.

 

Annunci

44 Risposte to “due o tre cose che so di lei”

  1. cazzeggiodatiffany 15 aprile 2018 a 10:11 #

    Sta intrigando anche me questa storia, devi approfondire!! 😆

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 15:17 #

      eheh gli elementi a disposizione sono questi, tu puoi elaborare la storia che preferisci 🙂
      Ciao Tiffany
      ml

  2. Elianto 15 aprile 2018 a 11:36 #

    Eppure la signora sembrava desiderosa di condividere la sua storia 🙂

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 15:20 #

      La signora sicuramente buttava esche per diventare protagonista di una storia, purtroppo per lei ha scelto un interlocutore poco adatto che non ha abboccato 🙂
      Buona domenica
      ml

      • Elianto 15 aprile 2018 a 15:50 #

        Forse sarebbe stata una storia meno interessante di quello che poteva sembrare. Buona domenica a te 🙂

      • massimolegnani 15 aprile 2018 a 16:28 #

        forse 🙂

  3. Marta 15 aprile 2018 a 16:34 #

    ..quindi è un fatto reale?

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 18:03 #

      Vuoi sapere se faccio davvero il ciabattino? 🙂 scherzo, dai.
      No, e’ una cosa completamente inventata che prende lo spunto da un TAG (si dice così?) che gira nei blog in cui devi raccontare alcune cose di te. Ecco ho voluto costruire un non-racconto in cui dai singoli episodi conosciuti non si potesse ricostruire la personalità di una persona.
      Ciao, Marta, un sorriso
      ml

  4. newwhitebear 15 aprile 2018 a 16:49 #

    un bel post intrigante. Una signora misteriosa, un ciabattino riservato e poco curioso. Forse ispirava fiducia.
    Ottimo lavoro, Massimo

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 18:06 #

      Grazie GianPaolo.
      Come ho detto in un altro commento ho voluto scrivere un non-racconto.
      Mi fa piacere il tuo apprezzamento
      Ciao
      ml

  5. Stefi 15 aprile 2018 a 18:03 #

    Riapro le mie righeorizzontali dopo lunghi giorni di assenza e scrivo di una lei misteriosa, di una vetrina, di scrittori a cui basta poco per far nascere una storia.
    Poi passo qui, a vedere cosa mi sono persa nel frattempo ed ecco che trovo una lei, un bottegaio e uno che se fosse uno scrittore gli si scatenerebbe la fantasia.
    Mi stupisco ancora, ml?
    Ci stupiamo ancora, amico caro?

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 18:43 #

      eheh, tu eri qui a dirmi il non più stupore, io da te, a cercare a lungo le parole a dire la meraviglia di trovare lo specchio che incrocia la destra con la sinistra ma restituisce la somiglianza.
      Un abbraccio Ste’
      (naturalmente non ti sapevo qui mentre ero di la’)

      • Stefi 15 aprile 2018 a 19:30 #

        Quante volte ci siamo scoperti in questa specularità? Quanti specchi, quanti rimandi, quante storie inconsapevolmente parallele? Tante ne abbiamo avute, tante ne verranno.
        Un sorriso sotto sera, un sorriso per te, ml.

      • massimolegnani 15 aprile 2018 a 23:47 #

        sicuramente 🙂

  6. Evaporata 15 aprile 2018 a 18:19 #

    Mio padre faceva il ciabattino…

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 18:47 #

      Ecco! E pensa che non e’ nemmeno il primo racconto in cui “impersono” un ciabattino, mi piace il suo sapore antico di mestiere superato dai tempi, quel lavorare solitario a riparare le suole, le cose, degli altri
      🙂
      ml

      • Evaporata 15 aprile 2018 a 18:56 #

        Mio padre sapeva costruire le scarpe cominciando dal taglio del cuoio per le suole.

      • massimolegnani 15 aprile 2018 a 19:16 #

        Doveva essere un lavoro impegnativo, da vero artigiano

      • Evaporata 15 aprile 2018 a 19:42 #

      • massimolegnani 15 aprile 2018 a 23:47 #

        🙂

  7. yourcenar11 15 aprile 2018 a 20:20 #

    Quella maschera bianca e misteriosa ha attirato la mia attenzione, poi scopro un simpaticissimo non-racconto con una signora in là con gli anni desiderosa di parlare di sé (non solo dei suoi malanni, ma chissà forse anche dei suoi amori…) a un ciabattino introverso e per niente curioso, che fa cadere tutti i tentativi di approccio.
    Però almeno in chiesa, poteva essere un po’ più misericordioso, povera donna…

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 23:51 #

      ..ma in chiesa lui non voleva interferire nel dialogo (acceso) tra la donna e Dio 🙂
      la maschera bianca con i suoi tratti anonimi voleva simboleggiare l’impossibilità di ritrarre pienamente questa donna nonostante qualche elemento a disposizione.
      buonanotte Cris
      ml

  8. Primula 15 aprile 2018 a 20:44 #

    Un input eccellente per scatenare l’immaginazione di una storia dalle moltepici sfaccettature. 😉
    Un’ottima idea, la tua.

    • massimolegnani 15 aprile 2018 a 23:56 #

      ho voluto proporre qualche dettaglio di questa possibile personaggio senza nemmeno abbozzarne un ritratto.
      grazie, Primula
      ml

  9. franco battaglia 16 aprile 2018 a 06:42 #

    Certo bondage avanzato può ucciderti.

    • massimolegnani 16 aprile 2018 a 09:29 #

      probabilmente è stato quello a rovinarla o qualche pratica di “sano-naso” estremo 🙂
      ciao Franco
      ml

  10. Neda 16 aprile 2018 a 14:18 #

    Un bel racconto. Ci si potrebbe costruire un giallo.

    • massimolegnani 16 aprile 2018 a 15:32 #

      eh, sì, potrebbe diventare qualunque cosa, giallo, rosa, nero 🙂
      grazie Neda
      ml

  11. elettasenso 16 aprile 2018 a 14:31 #

    Due o tre cose che ne fanno un ritratto interessante. “L’altro è l’inconoscibile” diceva Barthes. Ed è proprio questo il fascino. Chi pensa di sapere ormai già tutto sbaglia: alla fine non conosciamo neppure noi stessi. La signora col bastone mantiene il fascino grazie ai giochi e ai pipistrelli.
    Eletta

    • massimolegnani 16 aprile 2018 a 15:34 #

      sono con te e con Barthes, quello che possiamo cogliere dell’altro è poco, più suggestioni che verità 🙂
      buona giornata, Eletta
      ml

  12. lamelasbacata 16 aprile 2018 a 17:29 #

    Molto intrigante! Mi ha ricordato un caleidoscopio. In fondo sono solo pezzettini vetro colorato, ma quante figure fantastiche si riescono a comporre con pochi gesti. Ecco, le tue parole hanno pennellato un non-ritratto con maestria! 🙂

    • massimolegnani 16 aprile 2018 a 17:59 #

      Grande Mela!Il richiamo al caleidoscopio e’ perfetto.
      E poi da bambino non mi capacitavo come quel tubo di cartone potesse contenere infinite immagini mirabolanti, allo stesso modo del ciabattino che non si capacita di tutte le estrosità presenti in una donna ( forse) anziana e acciaccata:)
      Ti abbraccio, amica mia,
      ml

  13. biondograno70 17 aprile 2018 a 22:23 #

    …quasi una forma di tenerezza… in questo sali e scendi di suspense e burloneria, di emozione e frustrazione…

    di amici di scopa e frottole da quartiere, di una dolcezza magica che fa bagnare gli occhi e schiudere i baci….

    buona serata max.

    m.

    • massimolegnani 18 aprile 2018 a 00:15 #

      mi piace quel termine “burloneria”, perchè qui in effetti sono un po’ ironico e burlone a mettere in scena dei pezzi sparsi, inverosimili, di una donna e poi lasciarli lì senza farne una storia.
      buona notte, m(onica?)
      ml

  14. Bloom2489 17 aprile 2018 a 23:55 #

    Mi viene da pensare che la calma e la poca curiosità del ciabattino siano l’esatto opposto della personalità della signora, entrambi emergono dai loro ‘contrasti’..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: