il lago sbagliato

13 Giu

c.calati

 

 

Mi sarei dovuto fermare qui, a questo lago piccolo e ombroso. Avevo già fatto la mia parte, una salita assai dura ad arrivarci, castagni e ginestre a stemperare le impossibili pendenze. Era la conca perfetta, idilliaca, l’acqua a specchio, la corona di conifere, il cielo promettente, la quiete. Avrei dovuto stendermi sull’erba a riva, rifocillarmi, farmi cullare dai pochi suoni, il cinguettio dei merli, il fruscio del vento tra le foglie, il salto esuberante della trota, e poi sonnecchiare soddisfatto. Avrei dovuto, invece ho voluto riprendere a salire. In alto, sempre più in alto, gridava quello dalla cima del Cervino sventolando una bottiglia di grappa per pubblicità. Che idiozia questa mania di voler raggiungere mete sempre più elevate, impegnative, io il primo idiota perché quando superi la soglia estrema di fatica non hai più occhi per il bello, tutto s’imbruttisce. Al primo lago ero comprensibilmente stanco  ma beato, arrivato al secondo ero stravolto e incarognito, ogni cosa vissuta malamente, scialbo lo specchio d’acqua, un bacino grigio mezzo vuoto, brutto il cielo in un arrembaggio di nuvole nere, brullo il panorama come sulla luna, odiosi e fessi i motociclisti al bar, la spavalderia del rombo appena spento, l’impresa da centauri della piega nelle curve, ma ci avevano trattato, a noi ciclisti, come birilli da sfiorare in un soffio d’arroganza che poteva essere mortale.

c.calati

Sbavo una rabbia che mulina a vuoto e poi mi agghiaccia la metafora che m’affiora in mente: il primo lago è il mentre, ciò che incontri nel grande viaggio e che trascuri tutto preso dall’ultima meta, il secondo è la destinazione finale, quella meta perseguita con tanta ostinazione e fretta. Ma altro non è che il nulla desolante che ci aspetta.

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56 Risposte to “il lago sbagliato”

  1. diserieZero 13 giugno 2018 a 10:43 #

    Hai sempre avuto la capacità di trasportar, con le tue parole, nei luoghi che descrivi. Una scrittura in movimento, magnetica. Buona giornata 🙂

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 11:28 #

      bello il termine che hai usato, scrittura in movimento, trovo che mi si adatti bene 🙂
      grazie Claudia
      ml

      • diserieZero 13 giugno 2018 a 16:03 #

        Di nulla. La tua scrittura mi è sempre arrivata così, priva d’inerzia 🙂

      • massimolegnani 13 giugno 2018 a 16:42 #

        grazie 🙂

  2. lepastelbleu 13 giugno 2018 a 10:49 #

    molto bello, come sempre, sei bravissimo

  3. teti900 13 giugno 2018 a 10:59 #

    quindi se fossi arrivato prima al secondo e poi al primo cambiava tutto o è la fatica che determina la visione?

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 11:34 #

      belle domande!
      sicuramente la spossatezza gioca un ruolo determinante in questa visione cupa. Però è anche vero che se avessi invertito il percorso (e avrei potuto farlo) e avessi incontrato il “lago bello” per secondo, scendendo, probabilmente sarebbe stato un balsamo che mi avrebbe riequilibrato l’umore (tra l’altro si trova poco sopra alla bella Abbazia di Novalesa)
      ciao Teti, i tuoi interventi sono sempre stimolanti
      ml

      • teti900 13 giugno 2018 a 13:03 #

        stamani mi sentivo un po’ marzullo… è che il lago aperto e brullo trovo stimoli la contemplazione… viceversa il primo solo a vederlo mi si incrocchiano le giunture… sa di posto umido assai… insomma… la natura è variamente bella… sui motociclisti invece ho meno incertezze e secondo me potrebbero essere loro il fattore discriminante:)

      • massimolegnani 13 giugno 2018 a 14:14 #

        ero con un amico e mentre io schiumavo rabbia per essere allo stremo lui mi decantava il fascino di questo “lago lunare” 🙂
        quanto ai motociclisti, non uno che facesse del turismo, sai quelli che le grosse bmw o harley se vanno placidi e lenti che è un piacere vederli, no tutti centauri che si credevano in circuito e non in mezzo alla natura.

  4. cisonduecoccodrilli 13 giugno 2018 a 11:18 #

    Sembra che il pensiero della morte ti accompagni, ultimamente. E della vita, vista da quella prospettiva. Credo siano momenti preziosi, che ci regalano una visione più ampia e profonda, seppur a volte deprimente. Sì, presto sarà tutto finito. 🙂 It’s just a ride. https://youtu.be/p020T2j9EGc
    Un altro bellissimo racconto

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 11:37 #

      un po’ è questione di età, un po’ di conformazione mentale. Certo che questi pensieri funerei mi fanno apprezzare di più la vita 🙂
      it’s just a ride 🙂 (bellissimo monologo)
      grazie coccodrilla, un sorriso
      ml

  5. Andrea Consonni 13 giugno 2018 a 12:10 #

    Io son giorni che dopo il lavoro, quando riesco, o nei giorni liberi cammino fino al lago sperando di potermi tuffare ma per ora piove sempre e l’acqua è ancora troppo fredda e sporca per tutti i detriti. La volta che raggiunsi il Lago Ritom ero cosi’ stanco che vidi le marmotte volare. 😉

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 14:05 #

      io avrei voluto veder volare qualche motociclista, la predisposizione mentale c’era e anche la stanchezza, e invece niente, nemmeno come allucinazione
      🙂
      ml

  6. alemarcotti 13 giugno 2018 a 12:37 #

    Ci aspetta sempre qualcosa di bellissimo💗

  7. flampur 13 giugno 2018 a 14:38 #

    Non c’è niente da fare, la mèta rimarrà sempre il viaggio, a saperlo saggiamente percepire.
    Poi mi è venuto in mente l’ultimo viaggio a giugno in Trentino, periodo – ci dissero – in cui orde , sciami, nugoli di motociclisti tedeschi assalgono cime e valli, devastando l’udito e i tanti ciclisti che arrampicano. Eravamo stupefatti. Unica nota negativa di un viaggio splendido. Innamorato del kaiserscmarren così come delle tre Cime.. 😉

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 16:35 #

      è la lezione che ho imparato l’altro giorno, il mentre è più importante del fino a dove.
      Franco, mi hai fatto venire nostalgia della val Pusteria e dintorni 🙂
      ciao
      ml

  8. dimaco 13 giugno 2018 a 15:49 #

    Carissimo, il tuo brano è, come sempre, notevole.
    Ma stavolta hai commesso un errore imperdonabile nell’accomunare Harleysti e (non riesco neanche a scriverlo…) cammellieri sul Bmw.
    Io, da ex harleysta, non voglio ritrovarmi, in un tuo egregio post, accomunato a quei Robocop. E poi con l’Harley non si corre, neanche se la spingi coi piedi.

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 16:41 #

      ahah, era per semplificare
      comunque hai ragione, ma per la ragione opposta a quel che dici: la Harley ha l’unico pregio che non corre, mentre la BMW è l’emblema del motociclismo turistico, bella sin dal suo ineguagliabile ronfare.
      ciao 🙂 (e grazie)
      ml

  9. yourcenar11 13 giugno 2018 a 16:36 #

    Ti leggo e rileggo e – se potessi – vorrei che potessi ascoltare e decifrare il mio silenzio. Forse nel nostro grande viaggio, conviene talvolta fermarsi al primo lago, senza l’ostinazione di voler raggiungere a tutti i costi l’ultima meta (che invece in realtà ti viene incontro..,).
    Ciao!
    Cristina

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 17:01 #

      purtroppo hai ragione, il “secondo lago” è lui a venirci incontro, anche se noi vorremmo fermarci al primo.
      un abbraccio, Cris
      ml

  10. Giuliana 13 giugno 2018 a 17:46 #

    Io non la vedrei così negativa, al massimo attingerei alla vecchia saggezza popolare che recita “chi troppo vuole, nulla stringe” o “il troppo stroppia” 😊 foto magnifiche

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 18:21 #

      scelgo il secondo che è stato proprio il mio caso, il surplus di stanchezza mi ha fatto vedere tutto nero
      ciao Giuliana
      🙂
      ml

  11. Pendolante 13 giugno 2018 a 20:31 #

    Non vado i bicicleta, ma quell’intestardisri a proseguire quando sarebbe meglio fermarsi, quell’arrivare esausti è incarogniti, si, lo conosco. È come dici

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 20:53 #

      Infatti non e’ colpa della bicicletta ma nostra quell’intestardirsi oltre ogni ragionevole limite 🙂
      Ciao Katia
      ml

      • Pendolante 14 giugno 2018 a 06:51 #

        C’è anche chi non lo fa. Questione di carattere.

      • massimolegnani 14 giugno 2018 a 08:02 #

        Vero 🙂

  12. ilmestieredileggereblog 13 giugno 2018 a 22:41 #

    spesso è più la sfida con se stessi che ci spinge, perché arrivare al massimo dei propri mezzi ci fa sentire vicini alla perfezione

    • massimolegnani 13 giugno 2018 a 23:00 #

      in linea di massima è vero quello che dici, una sfida con se stessi, ma questa volta non ho provato alcuna soddisfazione a vincere, semmai la delusione di essere arrivato su sfatto 🙂
      buona serata Pina
      ml

  13. Ghiandaia blog 14 giugno 2018 a 16:08 #

    Chi troppo vuole nulla stringe! Ciao, saluti cari.🚲🏍🚲

    • massimolegnani 14 giugno 2018 a 16:53 #

      eheh, però, dai, qualcosa ho stretto, almeno il piacere di una discesa interminabile 🙂
      ciao Lucia, sorrido
      ml

  14. newwhitebear 14 giugno 2018 a 16:15 #

    hai trasfuso con le tue parole quel senso di irritazione per aver voluto strafare senza goderti il bello.

    • massimolegnani 14 giugno 2018 a 16:56 #

      è andata esattamente come dici.
      oggi invece sono più saggio: salito a Gressoney, ho evitato di di proseguire fino a Staffal che mi avrebbe stroncato le gambe.
      mi sono accontentato e sono soddisfatto 🙂
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 14 giugno 2018 a 17:21 #

        Dico sempre che è inutile strafare. Una volta si può fare per verificare il limite ma poi si deve essere saggi a fermarsi prima.

      • massimolegnani 14 giugno 2018 a 20:02 #

        Hai ragione, ma non sempre e’ facile fermarsi appena prima del limite 🙂

      • newwhitebear 14 giugno 2018 a 20:36 #

        ti capisco. Ciao

      • massimolegnani 14 giugno 2018 a 22:28 #

        🙂

  15. Bloom2489 14 giugno 2018 a 23:42 #

    Io ho provato sana invidia già ai castagni e alle ginestre… già di quello io non ho proprio idea. Mai stata in posti così…

    • massimolegnani 15 giugno 2018 a 00:29 #

      che tenera la tua invidia per questi luoghi 🙂
      d’altronde ognuno ha il suo habitat, io per dire mi muovo bene qui ma ho poca dimestichezza col tuo mare.
      ciao, un sorriso
      ml

      • Bloom2489 15 giugno 2018 a 14:21 #

        Se è per questo non so nuotare… 🙂 Ma capisco cosa intendi 😉

      • massimolegnani 15 giugno 2018 a 15:39 #

        Mannaggia, se non sai nuotare crolla la mia teoria della simmetria 😦

        🙂

      • Bloom2489 15 giugno 2018 a 15:54 #

        Ahahah beh credo sia una teoria mooolto.. teorica e basta 🙂

      • massimolegnani 15 giugno 2018 a 15:57 #

        eheh, vero 🙂

  16. lamelasbacata 15 giugno 2018 a 00:01 #

    A volte l’ostinazione nel perseguire un risultato impedisce di godersi il tempo dedicato ad arrivare al traguardo. Tu sei saggio anche nel fare autocritica e, conoscendoti un pochino, penso che prima o poi tornerai a saldare il conto in sospeso con il primo lago.

    • massimolegnani 15 giugno 2018 a 00:35 #

      oggi ho cercato di fare tesoro dell’esperienza spiacevole dell’altro giorno e sono salito in montagna solamente fin dove mi hanno supportato le forze, senza voler andare a tutti i costi oltre (e me la sono goduta, la gita)
      buona notte Mela cara
      (e sì penso che ci tornerò per un picnic e una pennichella su quel laghetto :))

  17. elettasenso 15 giugno 2018 a 08:07 #

    Sempre in linea sincronica con quello che sto meditando. Ieri sera ho letto proprio sul tema della capacità – rara da imparare – dell’assaporare ogni momento senza fretta di fare altro. Immersi nel momento, totalmente dentro. Allenati fin da piccoli al dovere ( dover fare, dover arrivare, ottenere, salire, possedere… ) ci siamo scordati il gusto dell’assaporare.
    Bella, dunque, la riflessione sul primo lago.
    Una ottima giornata 🌸🌼🌸🌸🌷

    • massimolegnani 15 giugno 2018 a 10:19 #

      ecco, è l’assaporare (o il mancato assaporare) i frutti di nostre piccole o grandi fatiche la discriminante tra soddisfazione e frustrazione.
      buon giorno a te, Eletta, e grazie 🙂
      ml

  18. Guglielmo 15 giugno 2018 a 10:00 #

    Vedendo le salite al primo prato io sarei già steso a guardare il cielo…

    • massimolegnani 15 giugno 2018 a 10:23 #

      ..e avresti fatto bene, è cosa saggia fermarsi al momento giusto 🙂
      ciao
      ml

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