un mese dopo

16 Giu

automat (Hopper)

 

 

Si era portato una sigaretta alle labbra, come ancora gli capitava di fare nei momenti di tensione. Ma che tensione poteva esserci nel ricordarsi di un non-avvenimento? Lei gli era tornata in mente senza motivo, a un mese di distanza, con una prepotenza che non riusciva ad arginare.

La sigaretta continuava a penzolargli spenta dal lato destro della bocca, mentre ripensava a quell’incontro fortuito. La rivide proiettata nello specchio mentre lui, con un gomito appoggiato al bancone del bar, rigirava il cucchiaino nella cioccolata come in una ferita aperta. Non ricordava più quale fosse la ferita, Camillo le rinnovava di continuo con un autolesionismo involontario che lo sconcertava. 
L’aveva colpito il profilo pallido che contrastava con il viola cupo delle labbra e il nero rimarcato delle ciglia. Era seduta su un divanetto rosso che aveva conosciuto tempi migliori, qualche sfilacciatura mostrava l’imbottitura bianca, ma lei non se n’era di certo accorta. Lei era assente, non avrebbe nemmeno saputo dire se sul tavolino c’era un cognac o un caffè ad attendere con pazienza le sue labbra. Gli occhi fissavano la porta d’ingresso, non con la trepidazione per l’attesa di qualcuno che tardava, ma con il rammarico per qualcuno che di lì doveva essere uscito chissà quando.
Camillo aveva fatto durare la cioccolata un tempo infinito, ancora aveva da cercare sul volto della donna una traccia di speranza. Quando fu convinto che da sola lei non sarebbe riuscita a riemergere da quel lago di nostalgia in cui stava affogando, si voltò e fece una cosa sciocca. A metà tra mimo e pagliaccio, si produsse in un discorso muto con espressioni del volto buffe e consolatorie, gesticolando e strabuzzando gli occhi, come quei tipi che si ostinano a voler far ridere un bambino che ha mille motivi per sacrosante lacrime. La donna lo aveva guardato con attenzione, ma aveva impiegato un tempo lunghissimo a far comparire sul pallore un vago sorriso di cortesia. A lui sembrò di aver parlato troppo, pur non avendo ancora detto una parola. Allora si avvicinò al tavolino e disse mi scusi..accennando un mezzo inchino.

Lei lo aveva guardato di nuovo, con aria interrogativa, aspettando che proseguisse. Ma, per lui, quella era già la conclusione, non aveva altro da aggiungere. Così si era allontanato a passo lento, contagiato dalla tristezza della donna.
Ora Camillo, ripensando a quella scena, si domandò se la donna avesse perdonato la sua intrusione, per la quale si era scusato così goffamente. Ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a darsi una risposta.
E allora si accese la sigaretta, come non avesse mai smesso di fumare.

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46 Risposte to “un mese dopo”

  1. alemarcotti 16 giugno 2018 a 11:08 #

    Bello…. Come si fa a non essere felici se uno ti viene a parlare?????????

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 16:41 #

      eheh, si vede che lei era troppo presa dalle proprie malinconie
      ciao Ale
      ml

  2. Giuliana 16 giugno 2018 a 11:27 #

    La tristezza è contagiosa assai, chi ne è portatore vive in una bolla poco trasparente

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 16:55 #

      vero, e pensare che lui avrebbe voluto contagiare lei con un poco di spensieratezza!
      ciao Giuliana, un sorriso
      ml

      • Giuliana 16 giugno 2018 a 18:08 #

        Già, non sempre le buone azioni vengono comprese 😊

      • massimolegnani 16 giugno 2018 a 21:01 #

        ..specie se sono un po’ maldestre 🙂

      • Giuliana 16 giugno 2018 a 21:44 #

        … ma spontanee

      • massimolegnani 16 giugno 2018 a 23:29 #

        assolutamente sì

      • Giuliana 17 giugno 2018 a 07:15 #

        😊

      • massimolegnani 17 giugno 2018 a 08:55 #

        🙂

  3. teti900 16 giugno 2018 a 12:06 #

    se un giorno dovessi incontrare Camillo gli regalerei questo libro.

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 16:54 #

      camillo ne sarebbe felice (ho letto il Soccombente, romanzo cupo e fascinoso)
      buona giornata, Teti
      ml

  4. lamelasbacata 16 giugno 2018 a 12:58 #

    Povero Camillo! Una goffaggine a fin di bene che sono certa sarà stata perdonata.

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 16:47 #

      speriamo 🙂
      tra l’altro trovo che le persone goffe, a piccole dosi, siano irresistibili 🙂
      buon pomeriggio, Melina
      ml

  5. newwhitebear 16 giugno 2018 a 18:07 #

    un ricordo che Camillo ha trasportato su una donna che forse non ha capito nulla di lui. Ma c’era qualcosa da capire?
    Un bel racconto piacevole da leggere.

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 21:00 #

      In effetti non c’era nulla da capire, era un goffo tentativo di consolazione non richiesta 🙂
      Grazie,
      ml

  6. lepastelbleu 16 giugno 2018 a 22:19 #

    molto bello, e bellissima la scelta di Hopper che adoro. buona serata carissimo ml.

    • massimolegnani 16 giugno 2018 a 23:33 #

      grazie Margot, mi era sembrato che il quadro di Hopper (anche a me piace molto) fosse particolarmente adatto al racconto.
      buona notte
      ml

  7. Ghiandaia blog 17 giugno 2018 a 15:58 #

    Episodi simili succedono nei sogni e al risveglio lasciano una grande angoscia come se uno dovesse scusarsi per qualcosa di sbagliato.🎈

    • massimolegnani 17 giugno 2018 a 17:30 #

      Suggestivo il tuo parallelo coi sogni
      Camillo è capace di creare frammenti di sogni, che poi non sa portare a termine:)
      Buona giornata Lucia
      ml

  8. cuoreruotante 17 giugno 2018 a 17:35 #

    Eh… è difficile riempire un vuoto…
    Buona serata Massimo!

  9. Un cielo vispo di stelle 17 giugno 2018 a 22:51 #

    Il potere evocativo di questo dipinto si materializza di nuovo con prepotenza, verrebbe quasi da dire, nelle parole di questo tuo breve racconto. Un quadro, come si dice, anch’esso.
    Ricordo ancora la versione/inquadratura che ne desti allora, da dietro il bancone.
    Immagini che ispirano racconti indubbiamente. Che sono racconti. Ieri o qualche giorno fa, sono incappato per caso in una interessante pagina web che illustrava le tante riprese cinematografiche delle “inquadrature” di Hopper. Bello.
    Restano il volto volto e la posa di quella giovane e pallida donna. Tutto in lei, compreso il cappellino, ispirano all’osservatore la tentazione di parlarle, di chiedere, di consolare, o semplicemente distrarre, anche solo per in attimo.
    Così anche per Camillo.

    A proposito di inquadrature che raccontano o “iniziano” racconti, ti segnalo quelle di Claudio Turri (blog omonimo).
    Per il gradevole e sorprendente gioco delle coincidenze, sono entrato dalla sua “camera d’albergo” (luogo molto presente per la mia scrittura di recente), per trovare infinite altre storie da vedere, immaginare, raccontare…

    • massimolegnani 17 giugno 2018 a 23:52 #

      sempre ricchi di spunti e di entusiasmo i tuoi interventi, Paolo, e te ne sono grato.
      Però, a dir la verità, questa volta il brano (a differenza dell’altro mio da te citato) è nato “prima” del quadro e solo in secondo tempo ho notato come ci fosse un’assonanza tra la famosa opera di Hopper e la figura femminile del mio racconto.
      un caro saluto
      ml
      (grazie per la segnalazione, non mancherò di visitare il suo sito)

      • Un cielo vispo di stelle 18 giugno 2018 a 10:02 #

        In effetti, c’era quel dettaglio del divanetto… Stavolta il processo è stato inverso. Hopper è sempre “molto disponibile” in tal senso…
        Grazie a te Massimo.
        Una buona giornata,
        Paolo

      • massimolegnani 18 giugno 2018 a 11:43 #

        già, il divanetto! complimenti, sei un lettore attento 🙂

  10. miaeuridice 18 giugno 2018 a 06:35 #

    Ti sei ispirato solo al quadro di Hopper?

    • massimolegnani 18 giugno 2018 a 08:53 #

      in realtà, come dicevo a Paolo, non mi sono ispirato al quadro. Solo a cose fatte o meglio scritte ho notato una certa somiglianza tra il dipinto e le parole.
      buona giornata, Euridice
      ml

  11. Sabina_K 18 giugno 2018 a 17:38 #

    Mancate parole, mancati discorsi, occasioni perse, intenzioni non espresse: sono tutte cose che vanno ad incrementare il patrimonio della malinconia, a volte in modo irrimediabile.

    • massimolegnani 18 giugno 2018 a 20:16 #

      sicuramente, così s’accumula malinconia.
      lui aveva sperato che bastassero un sorriso e qualche cenno a smuovere la donna dal torpore
      povero illuso
      ciao Sabina
      ml

  12. mrsbean73 19 giugno 2018 a 07:13 #

    Ho vissuto questa scena, come fossi li in una partecipazione muta e attenta, con il fiato sospeso nel timore di che cosa Camillo potesse ancora fare o eventualmente dire. La donna non so se ricorderà quell’intrusione, ma all’epoca lo ha di certo perdonato. La malinconia ti avvolge in una bolla di isolamento e lei stava lì sospesa, assorta, protetta, impenetrabile. Che mirabile racconto, così si scrive un racconto, uno spaccato che lascia immaginare frammenti di vita, la storia di quella donna – che cosa le sarà mai successo? -, che lascia intravedere tratti del temperamento e della sensibilità di Camillo – chissà chi è, cosa fa?- il tutto mantenendo la narrazione sempre ad un livello di tensione alto. Bellissimo! Sul quadro di Hopper hanno già detto tutto gli altri, la scelta è calzante e Hopper un artista che adoro. Buona giornata Massimo. È sempre un piacere leggerti!

    • massimolegnani 19 giugno 2018 a 18:57 #

      questo tuo intervento è stupendo, non tanto per l’apprezzamento (graziegraziegrazie!) quanto per lo sguardo benevolo con cui avvolgi i due personaggi e ne leggi la vita oltre le parole scritte.
      è un onore, credimi, ricevere un commento così
      un abbraccio caldo
      ml

      • mrsbean73 21 giugno 2018 a 00:17 #

        Ma non sai quanto mi faccia piacere, Massimo. Vorrei avere più tempo per leggerti. Da sempre. E sono felice di “venire a cercare” te e le tue storie. Un abbraccio e notte!

      • massimolegnani 21 giugno 2018 a 00:29 #

        un abbraccio e un grazie a te
        buonanotte

  13. Tati 19 giugno 2018 a 17:23 #

    E’ un racconto leggero, carico di “se” e “ma” senza risposta. Mi è piaciuto molto e Camillo mi sta molto simpatico 🙂

    • massimolegnani 19 giugno 2018 a 18:59 #

      è un’istantanea che lascia intuire più che dire il carattere e le emozioni di Camillo e della donna misteriosa.
      grazie Tati
      un sorriso a te
      ml

  14. Stefi 22 giugno 2018 a 18:40 #

    Appena ho visto il quadro, ho capito che c’era di mezzo lui: Camillo.

  15. elettasenso 25 giugno 2018 a 18:06 #

    Bello e sospeso questo racconto come il dipinto di Hopper.
    🌷

    • massimolegnani 25 giugno 2018 a 18:26 #

      Sospeso non perche’ non ha un finale (in questo senso e’ finitissimo) ma perché tutto il brano sta li’ a mezz’aria, evanescente come una nuvoletta di fumo.
      Grazie Eletta
      ml

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