di sentinella

26 Giu

c.calati

 

 

È venuto il capitano, all’inizio del turno, a tastarmi il morale e a ricordarmi i doveri. Il capitano è giovane e in carriera, di gradi recenti e baffetti curati, è di quelli convinti che la sola presenza, il suo ruolo, non certo l’esempio, esaltino la truppa e lo esentino dal fare. La truppa? Ci sono solo io a dovermi esaltare e grazie non posso, ho troppo da fare, se vuol favorire. 
Di sentinella da mattino a mattino, turno da massacro e ti massacri nel giorno perché tutto sia in ordine, gli spalti spazzati, le scorte ammassate, le armi innescate e il tempo ti vola che tutto sia pronto se arriva il nemico in questo avamposto del nulla. E il tempo ti vola che non te ne accorgi, ma non compare il nemico, e quasi ti spiace.
E poi, dopo l’ultima ronda, dopo il messaggio di rito, vai pure buon rancio chiudo la linea, arriva quest’ora sospesa sperduta assassina, dove anche una merda ti sembra un segno di vita.
E adesso, in questo crepuscolo che non vuole annerire ti andrebbe anche il capitano, lo vorresti con te, sapresti ascoltare e star dietro ai suoi tronfi discorsi. Ma no! Ma che capitano! Questo sarebbe un posto da donne, un’ora da donne, da donne da prendere al volo dietro il portone, da amare alla branda con calma, da attraversarci la notte e sparire con l’alba. Ma non c’è una donna che salga fin qua, hanno tutte un amante, una figlia, un marito più importanti di te. Fino a qui sale solo il silenzio, un silenzio violento come il sole a mezzogiorno da cui non hai scampo, t’insegue dovunque ed anche le scarpe qui dentro fanno troppo rumore, lo senti di più il tacere d’intorno.
E allora non ti resta che salire agli spalti e guardare il deserto di strade e di tetti che ti voltan le spalle. E allora ti occorre aspettare che cali notte, che tutto sia fermo per metterti a urlare. E sperare che l’eco ti rimandi una voce.

Annunci

28 Risposte to “di sentinella”

  1. ilmestieredileggereblog 26 giugno 2018 a 09:42 #

    la chiusa esprime in modo indelebile il senso di solitudine

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 13:59 #

      sì volevo esprimere lo sperdimento, la frustrazione solitaria di certi turni di lavoro alla periferia del mondo.
      ciao, Pina
      🙂
      ml

  2. remigio 26 giugno 2018 a 12:07 #

    Il posto appare troppo bello, con quel castello circondato da una vigna terrazzata e, pertanto, ho grande difficoltà ad immaginarlo come scenario de “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati. Quel bel maniero non mi ricorda affatto la fortezza Bastiani dove venne assegnato il sottotenente Giovanni Drogo: è troppo accogliente. In un avamposto così – lontano dai rumori, dal caos cittadino e dagli scocciatori – non mi dispiacerebbe fare la sentinella, in attesa di un nemico che non arriverà mai. E sarei pure disposto a sopportare, ogni tanto, il controllo di un capitano in carriera, rompiballe. Le donne?…ma lascia perdere, alla nostra età! Dopo aver raggiunto, con grande fatica, la pace dei sensi, dico io: godiamocela! Rido…:-)

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 13:57 #

      eheh, hai ragione, quel castello poco si concilia con un’atmosfera cupa e annoiata, ma non avevo altre immagini a disposizione.
      d’altronde questo brano anche se ha evidenti suggestioni dal deserto di Buzzati vuole giocare sul filo tra due professioni, quella militare e quella medica, prendendo spunto da certi turni di guardia che a rotazione svolgevamo in un ospedaletto sperduto dove non succedeva mai nulla se non rare e improvvise catastrofi.
      un abbraccio fraterno, Remigio
      ml

  3. lamelasbacata 26 giugno 2018 a 14:17 #

    È un brano con una spiccata musicalità. Quel fraseggiare sincopato mi sembra la melodia di un musicista che intrattiene un dialogo con la luna, unica femmina disposta ad ascoltarlo nella solitudine del suo eremo.
    Bello, mi è piaciuto moltissimo.

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 14:23 #

      è vero, ho cercato di dare ritmo alle parole, come fosse una ballata. Felice che tu l’abbia colto.
      e mi piace anche che parli di “dialogo con la luna”, ci sta!
      grazie Mela cara
      ml

  4. flampur 26 giugno 2018 a 14:55 #

    Sarà che ho cancellato le mie esperienze militari. Per rabbia, per impotenza.. ho fatto guardie a ponti radio sperduti, quando più che dalle ispezioni eravamo minacciati dalle brigate rosse..poi ho odiato i graduati e quell’ambiente..non potrei crearci una storia attorno, forse non ci creo più neanche uno straccio di memoria…

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 15:29 #

      Come dicevo a Remigio, fingo solo di parlare di ambiente militare, in realtà attingo alla mia esperienza medica caratterizzata dalla medesima insipienza dei capi, un dispendio di risorse per mantenere operante un presidio isolato poco o nulla frequentato.
      Ciao Franco
      ml

  5. Evaporata 26 giugno 2018 a 15:21 #

    La vite addolcisce il maniero.

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 15:40 #

      Il maniero della foto rappresenta male, imbellisce, una realtà più desolante, purtroppo!
      Ciao Eva 🙂
      ml

  6. newwhitebear 26 giugno 2018 a 17:23 #

    un ricordo oo un immaginario capitano? Un volo di fantasia che si legge piace piacevolmente.

  7. Valeria Minciullo 26 giugno 2018 a 18:00 #

    Mi è piaciuto molto questo brano, Massimo, a tal punto che ho provato a leggerlo e registrarlo per cimentarmi in un genere diverso dal solito mio.
    Bello soprattutto il finale, ma anche l’inizio (mi è piaciuta molto l’espressione “tastarmi il morale”) e in mezzo (“quest’ora sospesa, sperduta, assassina”).

    • massimolegnani 26 giugno 2018 a 19:24 #

      Che piacere queste citazioni piluccate qua e la’ con gusto
      E mi piacerebbe sentirla la tua lettura che mi onora
      Ciao Valeria 🙂
      ml

  8. teti900 27 giugno 2018 a 08:41 #

    ci vado io volentieri, una settimana e vedrai poi come apprezza la solitudine o qualsiasi altra sciagura umana (sempre che sopravviva alla mia presenza:)

    • massimolegnani 27 giugno 2018 a 11:40 #

      ahah..però non aspettarti il castello della foto che messo lì solo per bellezza 🙂
      buona giornata Teti
      ml

  9. Ghiandaia blog 27 giugno 2018 a 10:19 #

    L’eco ti rimanderà la voce di chi ami e non urlerai più.

    • massimolegnani 27 giugno 2018 a 11:41 #

      sì, il recupero degli affetti a risanare frustrazione e rabbia
      buona giornata, Lucia
      ml

  10. Stefi 1 luglio 2018 a 18:42 #

    Nell’eco, il calore.

    • massimolegnani 1 luglio 2018 a 23:55 #

      una finzione di calore che si accetta per vero se non c’è altro.
      buonanotte Stè
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: