genitori

29 Giu

c.calati

 

 

Non c’è come un ricovero in Pediatria per svelare il carattere delle persone e ora che sono fuori dal reparto posso ripensare ai tanti genitori che ho incontrato. Lo so non si dovrebbe mai generalizzare, perché ogni episodio, tragico o lieve, provoca reazioni differenti, ma ci sono tratti nei comportamenti che accomunano tutte le madri e rendono uguali tutti i padri. O quasi.

 

Minimizzano i padri la banalità del male, non temono pericoli, non vedono fantasmi. Efficienti risolvono piccoli problemi e dispensano rapide carezze guardando l’orologio risucchiati dall’altrove. Ma, se la malattia del figlio è cosa seria, schiantano, i padri, con uno schiocco secco di larici spezzati dal peso lieve della neve. E imparano a ululare, smarriti dall’improvviso ritorno sulla terra, lupi che perdono il pelo e il vizio per un breve sempre.

 

Giocano le madri al gran patema se le notizie sono inezie, soffrono il ricovero a prescindere e ci ricamano su ansie ed angosce a cui nemmeno loro credono. Ma di fronte al vero dramma reggono eroiche il colpo di cannone, barcollando appena, allenate come sono alle disgrazie da millenni. Chinano le schiene elastiche, giunchi pronti al rimbalzo, e già proiettano lo sguardo avanti in cerca di un impossibile rimedio. Con gli occhi sempre asciutti al letto del bambino imparano l’arte del sorriso, le madri, con un coltello in petto.

 

 

 

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62 Risposte to “genitori”

  1. lepastelbleu 29 giugno 2018 a 08:47 #

    scrivi magistralmente.

  2. teti900 29 giugno 2018 a 08:49 #

    come donna, mamma e nonna posso solo ringraziare per questa carezza ai cuori perennemente trafitti e nonostante questo incuranti, tenaci e anche un po’ umili perché il più delle volte fanno a meno anche di un semplice grazie per le loro fatiche e patimenti.

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 10:27 #

      è una carezza che meritano tutte le donne attorno a un piccolo capezzale, perchè più la situazione è difficile, più loro sanno fare le cose giuste, sempre con amore.
      ml

  3. Valeria Minciullo 29 giugno 2018 a 08:55 #

    È meraviglioso quello che hai scritto.

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 10:29 #

      meravigliose, quasi sempre, sono le persone, le madri soprattutto ma anche alcuni padri, che ho avuto modo d’incontrare in questi anni di lavoro.
      ciao Valeria
      ml

  4. figlia dei fiori 29 giugno 2018 a 09:16 #

    Tratteggiato appena e sei riuscita ad elencare molte verità. Complimenti

  5. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 29 giugno 2018 a 09:24 #

    La madri al capezzale, opere d’arte.

  6. ogginientedinuovo 29 giugno 2018 a 09:58 #

    Due figli, svariati ricoveri e tanti medici.
    Mamma, papà e medico è una triade che quando funziona è il motore di tutto.
    Tutte e tre le figure hanno qualcosa da dare al bambino. Insieme funzionano meglio.
    Dipingi sempre delle belle immagini 🙂

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 10:32 #

      è vero quello che dici, una triade fondamentale.
      grazie “oggi” e ben ritrovata qui
      ml

  7. Primula 29 giugno 2018 a 10:58 #

    Ho provato questa realtà, da figlia. I genitori o familiari anziani e/o malati ritornano un po’ bambini. È il ciclo della vita. Avere occhi asciutti nonostante il coltello in petto è esercizio che comporta una fatica necessaria.
    Sai toccare le corde più profonde dell’anima caro Massimo.

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 12:12 #

      apprezzo il tuo ribaltamento generazionale, perchè i familiari anziani e malati tornano bambini nei comportamenti e figli diventano loro “genitori”.
      ti ringrazio Primula per la sentita condivisione e le parole di apprezzamento
      ml

  8. tramedipensieri 29 giugno 2018 a 12:02 #

    Vien qua, che ti abbraccio! 🙂

  9. tramedipensieri 29 giugno 2018 a 12:04 #

    Rotolano felici
    i pensieri positivi
    scacciano
    i mali
    con i sorrisi

    mM

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 12:16 #

      ..e quando il male non può essere sconfitto, quel sorriso è ancora più importante, crea una trincea di (costosissima) serenità attorno al bambino.
      grazie .marta per le belle parole

  10. Giuliana 29 giugno 2018 a 12:43 #

    Questa volta mi hai fatto piangere 😦

  11. Giuliana 29 giugno 2018 a 12:48 #

    Non ho mai letto cosa più bella e più vera 😍

  12. ilmestieredileggereblog 29 giugno 2018 a 16:58 #

    Verissimo. l’ho provato nella vita. Sai sempre trovare le parole giuste per descrivere gli stati d’animo.

  13. newwhitebear 29 giugno 2018 a 18:14 #

    hai descritto magnificamente il ruolo dei genitori di fronte alle malattie.
    Veramente bravo

  14. elettasenso 29 giugno 2018 a 20:32 #

    Bello il tuo rapido dipinto di vita raccolta 🐞

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 22:21 #

      ho avuto modo di raccogliere frammenti di vita di prima mano,
      quante persone straordinarie ho incontrato!
      grazie Eletta,
      ml

      • elettasenso 30 giugno 2018 a 12:28 #

        Che bello, averne incontrati di medici come te: che vivono la professione con passione. Buon sabato 🐝

      • massimolegnani 30 giugno 2018 a 13:57 #

        Grazie, buon week-end a te 🙂

      • elettasenso 3 luglio 2018 a 18:43 #

        🐞

      • massimolegnani 3 luglio 2018 a 20:14 #

        🙂

  15. cuoreruotante 29 giugno 2018 a 21:48 #

    È terribilmente difficile lavorare in un reparto di pediatria, hai più cuori da consolare e supportare (a volte sopportare 😬)

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 22:25 #

      verissimo il supp e il sopp(ortare)
      però in Pediatria ci sono meno barriere, i rapporti sono più spontanei
      Un sorriso, cuore
      ml

  16. Donatella Calati 29 giugno 2018 a 22:06 #

    asciutto, essenziale, verissimo. Il diario di bordo è come il buon vino, ha bisogno del tempo per decantare e dare il meglio di se.

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 22:32 #

      mi lusinga questo accostamento al buon vino 🙂
      un abbraccio Dona
      a presto
      io

  17. lamelasbacata 29 giugno 2018 a 22:39 #

    Sai ascoltare e sai osservare, due doti indispensabili al medico e allo scrittore.
    Bravo, parole perfette e delicate.

  18. cazzeggiodatiffany 29 giugno 2018 a 23:26 #

    Massimo, quello che scrivi è potente e lieve, mi hai fatto emozionare tantissimo. Salveró queste parole. Vorrei dirti tante cose, ma mi esce solo grazie 😘

    • massimolegnani 29 giugno 2018 a 23:46 #

      hai detto molto, sai, con questa tua emozione
      ti sorrido amichevolmente, Tiffany
      ml

  19. sguardiepercorsi 1 luglio 2018 a 16:07 #

    Hai proprio ragione… e l’hai scritto benissimo…
    Un saluto affettuoso!

  20. Stefi 1 luglio 2018 a 18:37 #

    La memoria va ad una notte di gennaio di 15 anni fa.
    Con il coltello nel petto imparai l’arte del sorriso in un solo istante.
    Giorni e notti terribili.
    Poi il tempo, la crescita, la vita che ha vinto.
    Questo è un regalo, ml.

    • massimolegnani 1 luglio 2018 a 23:51 #

      se li si è vissuti sono istanti che non si dimenticano. In quell’attimo tiri fuori risorse che non credevi di possedere, anzi non le possedevi proprio, le inventi in quel momento, l’ho visto succedere a tante donne. straordinarie.
      un abbraccio sentito, Stè
      ml

  21. franco battaglia 2 luglio 2018 a 06:28 #

    Non credo sia prerogativa maschile lo spezzarci come larice al cospetto di inenarrabili disgrazie. Che la donna, in genere, affronti meglio (o si rassegni, meglio), è probabilmente indubbio. Ma io l’ho sposato un fragile larice. Dovrò custodirlo sempre da intemperie e insistente meltemi.

    • massimolegnani 2 luglio 2018 a 10:13 #

      Indubbiamente, a generalizzare, come ho fatto io, si espone sempre il fianco a casi personali di segno opposto a quello generale.
      Io stesso ho incontrato qualche padre che nelle gravi avversità si è dimostrato più solido della sua metà, ma ciò non toglie che solitamente, nella mia esperienza almeno, siano le donne a saper tenere dritto il timone nella burrasca e ad anteporre al proprio strazio il bisogno del bambino a un conforto sereno.
      grazie Franco per il tuo sentito intervento (e sappi custodire sempre il tuo larice)
      ml

  22. Sabina_K 2 luglio 2018 a 13:47 #

    Sono uscite dalla tua descrizione due personaggi fuori del tempo, che potrebbero stare sia dentro una tragedia greca, sia dentro un romanzo contemporaneo.
    Tanto è antico il dolore espresso dai padri, che pare riportarli ad uno stato di primordiale fragilità, quanto è antico, ma molto più mediato “dall’evoluzione sentimentale” , così credo, il dolore agìto delle madri, sempre più rapide a proiettarsi in una direzione diversa da quella in cui il dramma vorrebbe confinarle, sperando che sia quella favorevole.
    Il dolore dei padri appare “statico”, tremendo come un masso, capace di annientarli.
    Il dolore delle madri è movimento, capacità di sfidare la morte a carte, se necessario.

    • massimolegnani 2 luglio 2018 a 14:35 #

      condivido e mi affascina la tua lettura.
      sì, l’atmosfera è quella da tragedia antica, greca, con la “fragilità primordiale” dei padri e il dolore delle madri che è “movimento”, azione.
      grazie Sabina per queste tue parole preziose.
      ml

  23. pikkla 3 luglio 2018 a 02:21 #

    Parole molto belle, complimenti 🙂

  24. Pendolante 17 luglio 2018 a 14:46 #

    hai dipinto un quadro perfetto con perfette parole

    • massimolegnani 17 luglio 2018 a 18:16 #

      Grazie Katia, purtroppo è il quadro di piccole e grandi tragedie
      ml

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