il lavoro nobilita l’uomo?

25 Lug

c.calati

 

 

Amica mia,

forse non c’entra nulla con quello che mi chiedi, forse vengo a dirti altro da ciò che ti aspetti. Ma l’altro giorno ho incontrato Akim e devo raccontartelo.

Naturalmente io non lo avevo riconosciuto, avevo davanti un ragazzotto arabo sui vent’anni o poco più, di quelli che ne incontro tanti in ambulatorio. È stato lui a dirmi Doktore, non ti ricordi di me?, mentre stavo visitando una bimbetta di tre anni, immagino sua figlia. Lo guardo, aveva tenuto il cappuccio della felpa sulla testa, stentavo a distinguere i tratti del volto, ne vedevo solo la magrezza e i denti irregolari che brillavano in sorriso. Sono Akim, ricordi? E io ancora non ricordavo nulla e già mi infastidiva quella pressione ad un legame tra me e lui. Ma lui non molla e dà l’affondo decisivo.

Dieci anni fa, il parcheggio del mercato, tu sei il barba della volvo blu

Eccolo Akim, il ragazzino con la scarsa mercanzia e un’allegria che non sapevo dove potesse prendere. Lo trovavo ogni giorno come fosse rimasto lì a tenermi il posto. Aspettava che scendessi dalla macchina e mi mostrava con orgoglio il vassoietto legato al collo, sicuro che un accendino, un fazzoletto o una spugnetta l’avrei comprato. Poi spesso mi accompagnava su verso l’ospedale, chiacchierando in un italiano stentato. Era diventato un rito che mi alleggeriva la coscienza, lui mi credeva buono. Così per mesi, poi un giorno era sparito e con lui gli altri irregolari del parcheggio, sai le impennate incarognite di civil decoro delle amministrazioni comunali, anche se qui non segano panchine.

Siamo un po’ impacciati, no, sono io impacciato da questo suo riaffiorare prepotente dal passato. Gli chiedo come va e la prima cosa che mi dice non è la figlia, la famiglia o altro della vita ora che è un uomo, no, mi dice ho un lavoro vero, in regola. La fabbrica! Avrà tempo, penso, per esser stritolato dal lavoro, ma per ora è lui che tiene in pugno il lavoro, lo sventola come una bandiera.

La visita è finita, io scrivo medicine, lui riveste la bambina. Ci salutiamo col sorriso e qualche affetto trattenuto.

Tutto qui, ma non è questo che ti volevo raccontare. È che Akim a suo tempo mi ha insegnato che il denaro non è tutto. Lui a me, capisci?, lui che non ne aveva, a me che  in dieci anni di macchine ne ho cambiate troppe e neanche ora ho il coraggio di dirglielo che la Volvo è durata il tempo di uno sfizio. Una mattina che ero di fretta e malumore avevo ficcato una mano in tasca, sai il gesto da gran signori fessi e indaffarati, gli ho dato cinque euro bofonchiando qualche parola sciocca e me ne sono andato senza comprare nulla. Akim ha scosso la testa come non capisse, poi mi è corso dietro. Mi si è parato davanti, piccolo gigante senza la solita allegria, furioso: tu non puoi fare questo a me, darmi soldi per niente. Non li voglio. Mi ha rimesso i soldi in mano e a sua volta se n’è andato senza provare a vendermi la merce. E c’è voluto qualche tempo per me a capire e a lui per ricucire la ferita dell’orgoglio. Poi abbiamo ripreso il rito di una parità difficile ma giusta.

E alla fine posso rispondere alla tua domanda. Ribaltandola, perché Akim mi ha insegnato che a volte è l’uomo che nobilita il lavoro, qualunque lavoro sia.

 

 

49 Risposte a “il lavoro nobilita l’uomo?”

  1. franco battaglia 25 luglio 2018 a 05:51 #

    Voglio credere che l’uomo si nobiliti per qualsiasi cosa fatta, con coscienza o meno, che lavori o meno, che si ricordi di un Akim e dei suoi insegnamenti, o meno, che cambi auto una volta ogni due anni, oppure no.
    Di certo un ragazzino di dieci anni, costretto a vendere accendini per strada, ha un rapporto con la sua dignità, diverso dal nostro, che forse ne avvertiamo l’esistenza spesso quando è troppo tardi.
    A noi troppo spesso il lavoro diviene solo macigno, costrizione, sacrificio. La coscienza la riserviamo per pensieri più aulici, teoremi astrusi. Non dobbiamo ricucire il pranzo con la cena, il sopravvivere col vivere. Viviamo, ma con distacco.
    Forse dovremmo bazzicare più parcheggi, e meno happy hour..

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 11:38 #

      sicuramente, Franco, dovremmo cercare la genuinità nei parcheggi e non l’euforia negli happy hour
      bellissime le tue parole
      ml

  2. Giuliana 25 luglio 2018 a 06:44 #

    Come sempre, con dolcezza e destrezza, ci regali perle di saggezza 😊

  3. sandroamiciblog 25 luglio 2018 a 08:37 #

    Bello leggere di umanità ora. Ora che ci si accanisce contro quelli che arrivano in Italia da situazioni disperate; ora che ci si fa Marketing, strofa politica e slogan!
    Hai fatto bene a scriverlo ora e come lo scrivi tu…
    con umanità!

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 11:41 #

      ti ringrazio, condivido la tua riflessione, disperazione da una parte, marketing dall’altra..e noi non sempre stiamo dalla parte giusta!
      ml

  4. dimaco 25 luglio 2018 a 09:01 #

    Nel contratto sociale che ci siamo inflitti nell’epoca moderna ci troviamo nostro malgrado a barattare qualcosa che ha un valore assoluto (il tempo) con qualcos’altro che ha invece un valore relativo (il denaro), con l’illusione che questo patto osceno ci permetta, al bisogno, la reversibilità di questo scambio.
    Quando ci accorgiamo che ci hanno fregati perché non è possibile, è troppo tardi.
    E il modo di soggiogare le persone passa così attraverso il lavoro, come se il lavoro fosse la rappresentazione della persona stessa, convincendola che la misura della sua vita è il suo lavoro e il denaro che gli danno in cambio.
    Ecco perché hai ragione: lavorare non è nobile, è nobile caso mai chi lavora.

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 11:45 #

      sì, nobile è Hakim nel suo lavoro (il parcheggio prima, la fabbrica poi)
      Hakim ci ricorda che la dignità vale più del denaro, noi spesso ce ne dimentichiamo
      ml

  5. NientedispeciAle 25 luglio 2018 a 09:12 #

    Akim, piccolo gigante che ci da lezioni di vita.
    Mi ha colpita il fatto che Akim si è ricordato subito di te, Massimo. Vuol dire che del buono, anche tu glielo hai messo nel cuore. Il bene genera bene.
    Buona giornata, Ale

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 11:47 #

      “piccolo gigante” hai detto giusto!
      un abbraccio a te, Ale
      ml

  6. cisonduecoccodrilli 25 luglio 2018 a 09:30 #

    Il fatto è che emani buono anche se vorresti dipingerti disattento possessore di Volvo e biglietti da cinque 🙂. E Akim che è una testa pensante voleva far parte del tuo mondo ‘regolare’, e alla fine ce l’ha fatta

  7. alemarcotti 25 luglio 2018 a 09:31 #

    Grazie…

  8. cuoreruotante 25 luglio 2018 a 09:52 #

    È sempre un piacere venire qui a leggerti perché so già che troverò qualcosa di buono. Buona giornata 😊

  9. Pendolante 25 luglio 2018 a 10:07 #

    ecco, io ti abbraccerei

  10. Ghiandaia blog 25 luglio 2018 a 16:29 #

    Perché ti infastidiva l’ eventuale legame tra te e lui?💕

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 20:29 #

      Temevo fosse l’atteggiamento ossequioso e un po’ falso per ingraziarsi le mie cure!
      Come vedi anch’io a volte sono prevenuto 🙂
      Buona serata
      ml

  11. newwhitebear 25 luglio 2018 a 18:03 #

    Akim aveva orgoglio ma quello giusto che noi italiani spessodimentichiamo nel sottoscale ben nascosto.
    E’ evidente che non tutti sono Akim, come non tutti gli italiani vedono nel diverso un pericolo.

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 20:34 #

      Sicuramente, GianPaolo, non tutti sono come Akim, ma e’ un fatto che oggi in Italia vogliono farci credere che gli Akim proprio non esistono.
      Ciao, buona serata 🙂
      ml

      • newwhitebear 25 luglio 2018 a 22:02 #

        Infatti la gente prmai ha portato il cervello all’ammasso così non sudano nemmeno a pensare. Ci pensa lui a pensare per tutti
        Buona serata

      • massimolegnani 25 luglio 2018 a 23:21 #

        purtroppo è proprio come dici!

      • newwhitebear 26 luglio 2018 a 18:04 #

        un’amara constatazione. Avrei preferito essere smentito

      • massimolegnani 26 luglio 2018 a 22:07 #

        Anch’io avrei preferito essere in torto 😉

      • newwhitebear 26 luglio 2018 a 22:38 #

        purtroppo non è così.

      • massimolegnani 26 luglio 2018 a 23:32 #

        già!
        ciao GianPaolo

      • newwhitebear 27 luglio 2018 a 18:08 #

        ciao

  12. elettasenso 25 luglio 2018 a 21:16 #

    La dignità non si compra, non ha prezzo, e ha la schiena dritta: nera bianca gialla o pellerossa.
    Questo anche io l’ho imparato da mio padre. E non l’ho più dimenticato.
    Buona serata caro amico che rifletti anche su un incontro in un parcheggio. Magari lo facessimo tutti. Di riflettere.
    🌸

    • massimolegnani 25 luglio 2018 a 23:18 #

      mi piace che tu l’abbia imparato da tuo padre e io da un ragazzino di dieci anni 🙂
      un abbraccio Eletta
      ml

  13. cazzeggiodatiffany 25 luglio 2018 a 21:37 #

    Ma che bella ❤️

  14. Patrizia Caffiero 26 luglio 2018 a 17:40 #

    Un ritratto efficace, diretto, privo di cinismo, dice solo la verità

  15. Neda 27 luglio 2018 a 10:36 #

    Sì, hai scritto bene: vogliono farci credere che siamo tutti senza dignità, come loro che dovrebbero darci il buon esempio.

  16. Stefi 29 luglio 2018 a 14:37 #

    Mi si stringe il cuore a leggere di Akim.
    E sono orgogliosa di te, amico caro.
    Saviano ha lanciato un appello agli uomini e donne d’arte e di cultura a far sentire la propria voce e a non nascondersi nel silenzio connivente. Se fossi donna d’arte o di cultura prenderei a prestito il tua racconto e il tuo Akim per far sentire la mia di voce. Lo urlerei al mondo questo tuo ricordo intriso di dignità umana.
    Anzi, facciamo che lo urlo lo stesso.
    Grazie.
    S.

    • massimolegnani 29 luglio 2018 a 17:56 #

      Il tuo urlo mi commuove e mi inorgoglisce
      Grazie a te, Ste’
      Ti abbraccio
      ml

  17. yourcenar11 1 agosto 2018 a 17:07 #

    Che senso di benessere mi provoca il tuo racconto, in questo tempo cattivo in cui c’e chi ha scelto l’ultimo (è proprio il caso di dirlo!) capro espiatorio di tutti i nostri mali, seguito da truppe che s’ingrossano ad ogni nuovo sondaggio. Ho terminato di leggere e ora mi sento meglio, tanto che sto sorridendo. Il sorriso naturalmente lo dedico all’autore!
    Ciao
    Cristina

    • massimolegnani 1 agosto 2018 a 20:54 #

      Un sorriso a te e insieme, io e te, lo dedichiamo ad Akim, che gli sia buona fortuna, ovunque sia.
      ml

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