..e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci

20 Ago
foto

by c.calati

 

 

È piena notte quando improvvisamente la stanza si illumina a giorno. Nonostante la luce accecante del lampadario mi sveglio a fatica, dormivo così bene, e meritatamente! Mauri è seduto sul letto, in silenzio, forse non ha digerito la cena o ha pensieri che gli tolgono il sonno. Non mi interessa, lo stramaledico e gli biascico di spegnere. La sua risposta è laconica: non l’ho accesa io, come un assassino che neghi l’evidenza, non l’ho uccisa io, signor commissario.

Inizia così la nostra notte da incubo, che dopo anni ancora la ricordo come fosse ieri. Pensare che fino a quel momento tutto era filato liscio come in sogno, un sole caldo a benedire il nostro primo viaggio a pedali in terra di Germania, una gasthaus (pensione familiare) dall’aspetto tipicamente bavarese, tutta gerani e balconi in legno, apparsa come d’incanto sulla riva di un laghetto proprio quando incominciamo ad esser stanchi. Sulla facciata uno striscione che sembra scritto per noi, benvenuti ciclisti! A completare il quadretto idilliaco un matrimonio di campagna in pieno svolgimento. Si sa, fossimo stati in Italia avremmo avuto da ridire per la baldoria senza fine, i cori alticci, la birra a fiumi, gli ottoni a tutto fiato, ma in Baviera troviamo ogni cosa pittoresca e l’entusiasmo ci rende tolleranti al gran baccano. Dopo cena saliamo in camera e quasi subito dormiamo come sassi, cullati dai cori e dai tromboni. Fino al brusco risveglio e alle parole del mio amico che aprono scenari inquietanti. Di malavoglia mi alzo, controllo la stanza, dai, non c’è nessuno, chiunque fosse, capito l’errore, se n’è andato. Questa volta chiudo a chiave la porta, spengo la luce e torno a letto. Mauri riaccende. È sempre seduto sul letto, immobile come un bonzo:  “chiunqueè nel nostro bagno!

Apro la porta del bagno e in effetti seduto sulla tazza c’è un ragazzone, completamente nudo, in una posa tanto meditativa che manco alza gli occhi su di me. Richiudo e mi consulto con Mauri. Scendiamo alla reception ma non c’è nessuno, a dir la verità non c’è nemmeno la reception, le pratiche all’arrivo le avevamo sbrigate al bancone del bar. Tutta la pensione è immersa nel buio e nel silenzio, dovremo cavarcela da soli. Torniamo in camera e decidiamo un’azione di forza, lo prendiamo sotto le ascelle e lo scaraventiamo fuori, d’accordo?, ci diciamo l’un l’altro per farci coraggio. Irrompiamo in bagno gridando rauss, schnell, il tipo ci guarda con l’occhio spento dell’ubriaco e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci. Poi il ragazzotto si alza, è una montagna di muscoli che puzza di birra e grappa da tutti i pori e, per quanto ubriaco, gli basta appoggiarci una mano ciascuno sul torace per buttarci fuori in un gesto solo.

Speriamo almeno che si sbrighi, è il commento di Mauri, sempre pragmatico. Io, più sanguigno, picchio sulla porta gridando un improbabile “Polizei, polizei” a cui fa eco il crucco con Uno momento, okkupato! Insomma, alle nostre quattro parole in tedesco lui ci ha risposto in italiano, come avrà capito la nostra nazionalità? Spero non dal nostro atteggiamento rinunciatario. Ma che altro possiamo fare se non aspettare? Finalmente sentiamo il rumore dello sciacquone e mentre lui esce noi ci precipitiamo dentro e restiamo inorriditi: lo sciacquone era solo un suo riflesso condizionato, con ogni evidenza ha scambiato il bidet per la tazza e adesso i suoi resti sono lì, maleodoranti, in bella vista.

Mauri che facciamo?

Lascia perdere, ci pensiamo domattina.

Facciamo per tornare a dormire ma il nostro letto è occupato dal tedescotto che ronfa beatamente. Questo è troppo anche per due sprovveduti come noi. Lo ribaltiamo letteralmente giù dal letto e la botta sul pavimento lo rinsavisce. Si guarda intorno senza capire dove si trovi, ci fissa come non ci avesse mai visto e borbottando parole incomprensibili infila l’uscio a passo incerto e se ne va.

Ma io non riesco a prendere sonno, un pensiero fisso mi mette ansia. Scrollo il mio amico:

Mauri, ma secondo te la padrona ci crederà che quella nel bidet non è opera nostra?

Neanche se glielo giuriamo sul santo patrono dei ciclisti.

Così ci alziamo per l’ennesima volta e vincendo lo schifo cancelliamo ogni traccia delle malefatte altrui. E ci serpeggia pure un atavico senso d’inferiorità nei confronti dei tedeschi, come se noi per primi ci sentissimo in qualche modo responsabili dell’accaduto.

Intanto la notte è andata, dormiamo un’oretta striminzita e poi come due zombie ci precipitiamo a fare colazione che tassativamente viene servita solo fino alle nove. Al momento di pagare raccontiamo alla padrona quanto è successo nella notte. Lei non si scompone e taglia corto: sarà stato qualche ospite straniero ubriaco.

Mentre pedaliamo di malavoglia in un paesaggio che non ci coinvolge più, mi assale un dubbio:

Mauri, cosa avrà voluto dire la signora con quelle parole? C’erano altri stranieri oltre a noi nella gasthaus?

Nemmeno l’ombra!

Ancora due giri di pedale e buco la ruota posteriore a coronare una giornata indimenticabile.

 

 

52 Risposte a “..e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci”

  1. Pendolante 20 agosto 2018 a 11:32 #

    scusa, capisco l’incubo della nottata, ma è esilarante 😀

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 11:44 #

      tranquilla Katia, ogni volta che ci ripenso rido di gusto anch’io
      🙂
      ml

      • Pendolante 20 agosto 2018 a 13:55 #

        Meno male. Significa che hai superato il trauma 😉

      • massimolegnani 20 agosto 2018 a 17:10 #

        🙂 sì, ormai fa parte del bello dell’avventura 🙂

  2. Giorgiana 20 agosto 2018 a 11:52 #

    Ahaha!!! Leggendo ho riso di gusto anch’io… sto ancora ridendo, in realtà… 😂

  3. alemarcotti 20 agosto 2018 a 12:59 #

    😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂🤦😂😂😂😂😂grazie per questo momento

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 17:08 #

      ormai sono il primo a riderci, ma che incazzatura quella notte!!
      ciao Ale
      ml

  4. Daniela 20 agosto 2018 a 15:42 #

    mi sa che non ti scorderai più di chiudere a chiave le porte 😀

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 17:12 #

      all’inizio chiudere a chiave mi sembrava una mancanza di fiducia nei confronti degli altri avventori
      ma da quella volta chiusura a doppia mandata!!
      🙂 ciao Daniela
      ml

      • Daniela 20 agosto 2018 a 19:05 #

        ;.) ciao Massimo, comunque non si sarebbe potuta raccontare una storia per certi versi simpatica…

      • massimolegnani 20 agosto 2018 a 22:27 #

        eheh, grazie Daniela

  5. cisonduecoccodrilli 20 agosto 2018 a 17:03 #

    Mi vuoi dire che è una storia vera?!? 😱 Io pensavo fosse un nuovo racconto horror/suspence!

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 17:14 #

      tutto autentico, compresa la foratura appena usciti dalla locanda-horror 🙂
      ml

  6. Neda 20 agosto 2018 a 20:55 #

    Scusa ma sto ridendo fino alle lacrime.
    I primi anni in cui ho lavorato negli alberghi, capitava abbastanza spesso che clienti tedeschi scambiassero il bidet (a quei tempi loro non ne conoscevano l’uso) per il water.
    Oppure ci mettevano in fresco la frutta.
    Così, per evitare il vomito delle donne che rifacevano le camere misi dei cartelli esplicativi in ogni bagno. Ricordo anche che in Germania, all’epoca, molti water erano costruiti in modo tale che si potessero “osservare bene” le proprie deiezioni prima di spazzarle via con lo sciacquone.

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 22:35 #

      quindi mi dici che probabilmente non è stato tanto uno scambio dovuto all’alcool quanto un ripercorrere inconsciamente il comportamento dei suoi nonni!
      e per fortuna che non si era portato della frutta sennò se la sciacquava lì dentro 🙂 🙂
      ciao Neda,
      felice che tu abbia riso fino alle lacrime 🙂
      ml

      • Neda 21 agosto 2018 a 12:02 #

        Io non vado più in Germania da quarant’anni, ma non credo che le abitudini dei tedeschi siano molto cambiate dagli anni settanta a oggi, caso mai sono peggiorate con la crisi che soffrono anche loro, almeno a sentire gli amici che ho ancora lì.

      • massimolegnani 21 agosto 2018 a 20:48 #

        È che sono rigidi, impiegano generazioni a modificare un atteggiamento:)

      • Neda 22 agosto 2018 a 13:31 #

        Vero. Anche la loro lingua è quella che ha avuto meno modifiche dall’ottocento a oggi.

      • massimolegnani 22 agosto 2018 a 14:36 #

        tutto combacia! 🙂

  7. Maria 20 agosto 2018 a 21:36 #

    A leggerlo fa ridere, ma un po’ mi ha inquietata anche 😨 e da quanto ho letto nei commenti, ti è accaduto veramente!! Ma sconvolgente è la calma della signora alla reception 😅😂

    • massimolegnani 20 agosto 2018 a 22:45 #

      ma è giusto riderne, ingenui noi che non avevamo chiuso la porta a chiave 🙂
      il comportamento della padrona era stato davvero urtante: almeno mostrarsi dispiaciuta dell’accaduto (era successo nella sua pensione!) anzichè fare
      quella battuta doppiamente razzista.
      comunque dopo la prima incazzatura, già ne ridevamo mentre pedalavamo 🙂
      ciao M.aria
      ml

      • Maria 21 agosto 2018 a 15:38 #

        Sono d’accordo! Immagino perfettamente l’espressione della padrona… bah 😅 almeno alla fine è finito tutto in risate.

        Ciao ciao, Massimo ☺

      • massimolegnani 21 agosto 2018 a 20:50 #

        Un sorriso a te

  8. cuoreruotante 21 agosto 2018 a 00:03 #

    Non vi annoiate eh 😂😂

  9. Un cielo vispo di stelle 21 agosto 2018 a 03:43 #

    Esilarante… Assurdo, ma esilarante.

    • massimolegnani 21 agosto 2018 a 20:42 #

      È l’assurdita’ della realta’ banale: una porta non chiusa a chiave, un ragazzotto ubriaco che sbaglia camera e come ha spiegato Neda la difficoltà dei tedeschi a differenziare il Valter dal bidet:)
      Ciao Paolo
      ml

      • Un cielo vispo di stelle 21 agosto 2018 a 22:39 #

        Dal mio punto di vista una esperienza invidiabile. Memorabile, appunto. E molto divertente da leggere.

      • massimolegnani 21 agosto 2018 a 23:14 #

        anche dal mio 🙂
        più passa il tempo dall’episodio e più prevalgono nel ricordo gli aspetti indubbiamente comici della nottata

  10. rodixidor 21 agosto 2018 a 09:40 #

    Ti credo sulla parola, ma davvero è una storia incredibile. 🙂

    • massimolegnani 21 agosto 2018 a 20:45 #

      Infatti quella notte ho impiegato del tempo a mettere a fuoco la situazione!
      Grazie rodix per la fiducia 🙂
      ml

  11. newwhitebear 21 agosto 2018 a 23:08 #

    non male la gita ciclistica tedesca. Suvvia eravate in Baviera, la Napoli del sud. Provate a chiedere a un amburghese o berlinese dicosa pensa di un bavarese. I terroni della Germania.
    Insomma una simpatica gasthaus!

    • massimolegnani 21 agosto 2018 a 23:19 #

      eheh, è vero, ma per noi rappresentavano il massimo Nord possibile, con tutti i luoghi comuni annessi e sconnessi, non ultimo un serpeggiante (e ingiustificato!) complesso di inferiorità nei loro confronti
      🙂
      ml

      • newwhitebear 22 agosto 2018 a 16:58 #

        Per noi è nord anche se l’atmosfera gaudente della Baviera fa pensare a un popolo che ama divertirsi.

      • massimolegnani 22 agosto 2018 a 17:55 #

        Hanno solo due situazioni in cui si divertono e trascendono, alle feste e quando scendono in Italia, ma siccome di feste ne fanno parecchie e in Italia ci vengono spesso ecco che le due eccezioni diventano quasi la norma 🙂

      • newwhitebear 22 agosto 2018 a 18:00 #

        giusta osservazione la tua. 😀

      • massimolegnani 22 agosto 2018 a 19:20 #

        🙂

  12. marilenamonti 22 agosto 2018 a 12:02 #

    Esilarante, alla lontana! Ma immagino e mi pare di vivere il vostro legittimo…sgomento!
    Per tanti, per troppi ancora, il bidet…questo sconosciuto! 😂😂😂

    • massimolegnani 22 agosto 2018 a 14:33 #

      fortunatamente lo sgomento stesso di quella notte è diventato fonte di risa 🙂
      grazie per la solidarietà 🙂
      ml

  13. Ghiandaia blog 22 agosto 2018 a 12:24 #

    Avventure indimenticabili che succedono a chi ha la possibilità di viaggiare. Buona giornata straniero!

  14. biondograno70 22 agosto 2018 a 16:41 #

    …che se te la raccontano i tuoi figli…. non ci credi…

    un abbraccio.

    m.

  15. cazzeggiodatiffany 23 agosto 2018 a 00:44 #

    🤣🤣🤣mamma mia Massimo, ma è terrificante ed esilarante!! Spero che da quel dí – atteggiamento padrona compreso – quel senso di inferiorità vi abbia abbandonato 😆

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