una donna in vetta

23 Ago
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by c.calati

 

 

Questo è un post tutto in salita, a rischio di inadeguatezza delle mie parole e di fraintendimenti, a partire dalla foto che mi espone a facili battute. Non è di stambecchi né di pedalate che voglio parlare, ma del luogo, la brulla spianata in cima al colle battuta dal vento, e della breve felicità che stava per spandersi come polline nell’aria dopo una folata improvvisa. Ieri ero lì ad asciugarmi il sudore al sole come un lenzuolo rattoppato ma ancora buono per avvolgerci la notte, quando noto tra i gitanti una figura in tuta scura che risale il crinale . È una giovane donna che arranca aiutandosi con le racchette da sci; penso a una camminatrice stremata che si sia fatta tutta la salita a piedi, ma come si avvicina mi rendo conto che più delle racchette avrebbe bisogno di due stampelle, ha passi fiacchi e anarchici che a stento controlla con un viso contratto dall’impegno.

La osservo, ogni passo è una conquista, ogni passo è una sosta a guardare il cielo e rifiatare.

Quando arriva alla mia altezza, d’impulso esclamo Brava!, come fosse una mia compagna di viaggio che s’era un po’ attardata. Un intervento inopportuno il mio, che finisce col rimarcare la diversità che lei tentava di nascondere. Potrebbe rispondermi male, un fanculo smozzicato a mezzo fiato sarebbe stato sacrosanto, invece mi sorride come mi avesse riconosciuto. Già, non ci conosciamo eppure ci riconosciamo. Sarà l’aria rarefatta, sarà l’euforia della fatica o qualche altra imperscrutabile magia, ma io in lei riconosco tante amiche blogger. Sì, questo istante è la saldatura tra due mondi, la concretizzazione delle parole lette nell’etere, in lei ricosco il sorriso cocciuto di Ale, la sommessa invincibilità di Cristina, il rialzarsi di Cuore, la vertiginosa Eva, la gioiosità caparbia della Koala. Curiosamente tutte donne (stupende), forse perché solo le donne, queste donne, hanno la capacità di raccontare le ferite senza piangersi addosso, indicando semmai un percorso che anche i cosiddetti sani dovrebbero seguire.

E anche lei mi riconosce, riconosce la mia intenzione di fratellanza senza spocchia (che chiamo ecumenismo in questi momenti di euforia) e forse riconosce di rappresentare tutte quelle persone che conosco solo io. Così mi sorride e si schermisce: ma sono scesa dal camper appena un centinaio di metri più sotto! Le ribatto che non ha importanza da dove sia partita, l’importante è che ha conquistato la sua vetta.

Non ho la minima paura di sbagliare le parole, pareggio la sua fatica alla mia, da “vecchietto che pedala oltre la sua età”. E nemmeno lei ha paura di sbagliare, ironizza sul mio aspetto, non mi fa sconti, la barba bianca, le rughe, eppure sono carezze le sue parole. Le indico un gruppo di ragazzotti che arrivano in cima freschi e spavaldi in sella a biciclette dalla pedalata assistita: non abbiamo forse più merito noi di loro? Non siamo forse più belli noi col nostro affanno? Ride di nuovo, sì siamo più belli! Abbiamo accomunato i nostri limiti, ora qualche chiacchiera leggera, poi ognuno riprende il suo cammino. Per me è discesa, ma anche per lei, forse, sarà un passo meno faticoso.

 

68 Risposte a “una donna in vetta”

  1. rodixidor 23 agosto 2018 a 11:58 #

    La fatica, l’aria rarefatta, il sole cocente, niente può trattenere l’istinto da bagnino. Così viene chiamata la sindrome che manifesta qualunque esemplare maschio della razza umana in presenza di una femmina. Poco cambia che sia a Riccione o su un’impervia vetta alpina 😉

  2. lamelasbacata 23 agosto 2018 a 12:01 #

    Bravo! 😊

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 14:23 #

      grazie, a volte la spontaneità paga 🙂
      buongiorno Mela cara
      ml

  3. Evaporata 23 agosto 2018 a 13:43 #

    Superare i limiti e gli ostacoli che la vita ci mette davanti è una sfida che dà una un senso alla vita stessa, non permettere che ci sottometta è una conquista quotidiana. Quando esco dalla palestra e vado a farmi un breve giretto post pesistica, incontro spesso una signora ultrasessantenne. Cammina con grande fatica reggendosi su due stampelle (senza non riuscirebbe a stare in piedi), ogni tanto mi fermo a far due chiacchiere. Lei mia racconta della sua gravissima malattica che la messa in sedia a rotelle dove sarebbe rimasta se, grazie alla sua caparbietà, non avere voluto riprendere (da sola) a camminare con le stampelle. Ogni giorno compie 4/5 chilometri tra slite e discese nel paese. Estate e inverno, non s’arrende mai, impiega ore a compiere il percorso, non ha paura né del gelo, né del caldo. Mi dice che queste camminate soono la sua salvezza.

  4. dimaco 23 agosto 2018 a 13:45 #

    Hai ragione. Ho incontrato tante donne che pedalano sulle salite della vita e le raggiungono con un umile sorriso, tale da farci vergognare della nostra presunzione quando conquistiamo un cavalcavia.

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 14:26 #

      verissimo, noi la mettiamo giù dura, a prescindere 🙂
      ciao,
      ml

  5. teti900 23 agosto 2018 a 14:33 #

    io devo ancora riprendermi dalla botta di calore che mi venuta solo a leggere il post che hai scritto una decina di giorni fa… oggi in città con due borse da portare in struttura all’arzilla genitrice ero paro paro la tua nuova conoscente… hai presente i marines nelle esercitazioni a terra dove si striscia sotto i pali?
    e dire che vent’anni fa… ecc… ecc… e puf… puf… puf…:)

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 14:43 #

      eheh, il difetto dei vent’anni fa è che sono stati vent’anni fa
      🙂
      ml

  6. cuoreruotante 23 agosto 2018 a 15:22 #

    Ahahah noi siamo soprattutto donne 😜 Bellissimo racconto, come sempre 😘

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 15:27 #

      indubbiamente, ma con una forza in più 🙂
      un abbraccio, Cuore
      (comunque è successo per davvero, compreso lo stordimento esistenziale :))
      ml

      • cuoreruotante 23 agosto 2018 a 15:31 #

        Si sì, ci credo 😊
        Tutto dipende dal ciclo, quello ci ha sempre fortificato.
        Un abbraccio a te 😘

      • massimolegnani 23 agosto 2018 a 19:09 #

        🙂

  7. alemarcotti 23 agosto 2018 a 15:58 #

    Si, ora il passo è meno faticoso😊

  8. Giuliana 23 agosto 2018 a 16:48 #

    Stupendo, si sa, siamo donne 😉

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 19:12 #

      eheh, adesso però non montatevi la testa
      un sorriso, Giuliana
      ml

      • Giuliana 23 agosto 2018 a 19:14 #

        Dobbiamo, è l’unica cosa che ci tiene sempre in piedi 😊

      • massimolegnani 23 agosto 2018 a 21:25 #

        eheh
        🙂

  9. Transit 23 agosto 2018 a 21:24 #

    Anatomia di una fotografia agostana. Alquanto ambigua. O di parte, nel senso buono del termine. Campeggia in prima battuta il giallo e il nasone d’aquila e di pelle umana il setto nasale. Gli occhi dimentichi di occhiali di lenti trasparenti e scure(per l’occasione.) Di fianco il libero volitivo stambecco. Dal muso e dal naso entrambi regolari. O la natura nel suo divenire. E dietro i nostri personaggi campeggiano l’azzurro dei giorni più belli e intensi(i ricordi nella discesa e il pensiero dell’amore), il verde e il bruciacchiato del verde di montagna e il bianco immacolato delle nevi che si sciolgono al sole. Si spera soltanto al sole. E il sudore certo non scorgiamo, forse il cronista dice il falso, pur se la fatica è tanta. E probabilmente attinge al meraviglioso. Forse a pranzo c’è anche un bicchiere da gustare. O a sera col ritorno dei pensieri in salita. Altri ghiacci si sciolgono nella coppa che chiamiamo anima.

    • massimolegnani 23 agosto 2018 a 22:43 #

      al vento di montagna il sudore e le lenzuola si asciugano in fretta. 🙂
      mi piace soprattutto la chiusa di questa anatomia, che riporta al nucleo del brano dove altro ghiacci si sono sciolti.
      ciao Armando
      ml

      • Transit 23 agosto 2018 a 22:45 #

        Ciao Massimo, viva la chiusa e l’aria frizzante.

      • massimolegnani 23 agosto 2018 a 22:53 #

        viva 🙂

  10. miaeuridice 23 agosto 2018 a 21:37 #

    Bel selfie!

  11. Stefi 24 agosto 2018 a 09:37 #

    Noi donne.
    E voi uomini.
    Bello il mondo quando gira così.
    🙂

  12. Pendolante 24 agosto 2018 a 12:31 #

    I limiti e le fatiche accomunano e non c’è niente più vero trovandosi nella natura. Solo lì ci si riconosce così spontaneamente. Mi hai aperto il cuore

    • massimolegnani 24 agosto 2018 a 13:53 #

      ne sono felice.
      sì, è proprio quella la la bellezza, riconoscersi senza nemmeno sapersi.
      ciao Katia
      ml

      • Pendolante 24 agosto 2018 a 14:30 #

        riconoscersi è sempre un evento importante

      • massimolegnani 24 agosto 2018 a 14:43 #

        sì! 🙂

  13. tramedipensieri 24 agosto 2018 a 13:53 #

    eh ci sono donne e donne…io in salita? nisba! 😉
    (comunque il saluto ci sta tutto, a prescindere)

    • massimolegnani 24 agosto 2018 a 14:04 #

      eheh, ma le salite a volte uno le incontra senza averle cercate e allora sei costretto ad affrontarle 🙂
      ciao .marta, un sorriso
      ml

  14. Neda 24 agosto 2018 a 15:09 #

    Bello il racconto, simpatica l’immagine.

    • massimolegnani 24 agosto 2018 a 17:52 #

      Grazie, lo stambecco ingentilisce la foto 🙂
      Buona serata, Neda
      ml

      • Neda 25 agosto 2018 a 09:25 #

        Buon fine settimana.

      • massimolegnani 25 agosto 2018 a 10:35 #

        Grazie, anche a te

  15. newwhitebear 24 agosto 2018 a 22:56 #

    qualcosa vi accomuna: la voglia di faticare con gioia. Il paragone coi ragazzotti la racconta tutta.
    Lo stambecco sale le più impervie pendenze come voi.

    • massimolegnani 25 agosto 2018 a 00:12 #

      giusta l’osservazione sullo stambecco.
      io l’avevo messo come foto spiritosa, invece lui è lì a simboleggiare che si può arrivare ovunque con lo spirito adeguato.
      grazie delle tue parole GianPaolo
      ml

  16. Ghiandaia blog 25 agosto 2018 a 07:56 #

    Bellissima la foto, ottimo il fotomontaggio.

    • massimolegnani 25 agosto 2018 a 10:35 #

      Grazie per l’apprezzamento della foto ma non è un fotomontaggio:)
      A piccolo San Bernardo c’e’ questa Statua lignea di stambecco accanto a cui mi sono fotografato un po’ di sbieco. Sì un famigerato selfie 🙂
      Buona giornata, Lucia
      ml

  17. LaDama Bianca 25 agosto 2018 a 16:52 #

    Sono belli quest’incontri d’anime. Questo riconoscersi per qualcosa e scambiare due parole. Rendono meno faticoso qualunque tragitto.

    • massimolegnani 25 agosto 2018 a 19:08 #

      Si’, e’ proprio questo il senso, quella fugace intesa istintiva, quel riconoscersi per un istante uguali nell’anima, che rende piu’ leggero il cammino nella vita.
      Grazie e benvenuta
      ml

  18. Un cielo vispo di stelle 26 agosto 2018 a 11:57 #

    Quanta… (ogni parola è d’inciampo) Quanta tenerezza. Sento bene il calore dell’anima. Amplificato dalla fatica, se vuoi, che distilla e nobilita. Dal luogo, che si fa cattedrale. Capisco. Intuisco, diciamo. Io non ero lì, non ero te. Non uso le parole come sai fare tu. Ma ti sono vicino. Ti leggo. Anche in questo sentire e trasmettere attraverso una parola scritta che sa essere poesia e canto, abbraccio e carezza. Attraverso un monitor e correnti elettriche che attraversano la rete. Da qui sento l’uomo (che canta la donna). Sento un cuore pulsare, e non è solo lo sforzo, il sudore. Penso a tutto questo e mi dico: ne vale la pena.

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 14:09 #

      Quando mi capita di provare queste sensazioni poco razionali un pensiero che mi conforta e’ che anche altri della mia cerchia, quelli, intendo, abituati a leggere e scrivere, provino emozioni analoghe, insomma che con costoro si parli la stessa lingua e che basti un accenno, un cenno, per capirsi. E tu nei sei la dimostrazione lampante.
      ml

  19. elettasenso 27 agosto 2018 a 07:21 #

    C’è chi deve mettere manifesti e manifestare con ciance a tutti le vette raggiunte. Non è la vetta, nè la lunghezza del percorso. Tu l’hai scritto. Divinamente

    • massimolegnani 27 agosto 2018 a 10:34 #

      pienamente d’accordo, non è importante il dove e il quanto ma il come ci si arriva
      grazie Eletta, buongiorno
      ml

  20. yourcenar11 28 agosto 2018 a 00:21 #

    Il tuo selfie mi ha intrigato e divertito, poi però mi commuove questo incontro, questo sbirciare prima gli affanni di una compagna di viaggio e quel tuo saluto spontaneo, che trova eco immediata in questa donna che è riuscita ad arrivare fin sulla vetta. Quello che dici dopo è come una carezza al cuore, visto che in lei rivedi tante di noi. Grazie Massimo, stasera posso concludere la mia giornata con un sorriso dolce che dedico a te! Buona notte
    Cristina

    • massimolegnani 30 agosto 2018 a 18:03 #

      Sono stati momenti di sana confusione mentale, una vera ubriacatura, forse avevo messo la grappa nella borraccia, parlavo con questa donna sconosciuta e tutt’intorno, anzi al posto del suo volto, un carosello di volti di persone di cui in realta’ conosco solo le parole. E tu ci stavi bene e meritatamente in quel glorioso carosello in vetta al monte.
      Un abbraccio e un grazie a te
      🙂
      ml

      • yourcenar11 30 agosto 2018 a 18:57 #

        In vetta al monte! Che bello… 🦋

      • massimolegnani 30 agosto 2018 a 20:27 #

        eheh rido sotto i baffi perche’ oggi sono salito in vetta a un altro monte, il Mottarone che, al di la’ del nome che mi ricorda mottarello e coppa del nonno, e’ una salita durissima. Sono arrivato su che vedevo santi e diavoli, altro che blogger 🙂

      • yourcenar11 31 agosto 2018 a 14:38 #

        Complimenti davvero!

      • massimolegnani 1 settembre 2018 a 21:20 #

        Grazie 🙂

  21. Lucy the Wombat 30 novembre 2018 a 16:58 #

    Mi era sfuggito questo post col selfie! 😊😊

    • massimolegnani 30 novembre 2018 a 17:30 #

      le bestie simpatiche (quale delle due nel selfie?) non ci sono solo in Australia 🇦🇺
      🙂
      ml

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