il dottor ammazzabambini

25 Ago

by c.calati

 

 

Caro Claudio,
spero che questa mia lettera riesca a raggiungerti. Se succederà, vorrà dire che ho ancora una speranza di salvezza. L’affido ad un commerciante svizzero, uno dei pochi stranieri che possono ancora  entrare ed uscire liberamente dalla Paracombia. Mi rivolgo a te perché a suo tempo avevi tentato di farmi desistere da questa avventura. Ci conosciamo poco, è vero, ma confido nel tuo carattere battagliero e nel tuo innato senso di giustizia. Ricordi quando ti spedii quello strano annuncio comparso su Pediatrics da parte del Ministero della Salute di questa minuscola repubblica sudamericana? La Paracombia noi non sapevamo nemmeno dove stesse di preciso, ma il bando prometteva stipendi elevati, un lavoro di grande responsabilità e facili opportunità di carriera e a me queste cose bastarono a farmi decidere. Ero nauseato dalla situazione italiana e speravo di convincerti ad affrontare con me l’avventura. Per tua fortuna non ti sei lasciato coinvolgere! Sono comunque partito pieno di aspettative e le prime esperienze qui a Montelivido mi hanno dato ragione. Sono stato ricevuto dal ministro della sanità in persona, il colonnello Soares, che mi ha spiegato quale sarebbe stato il mio compito: riorganizzare la rete di assistenza pediatrica ospedaliera in base a criteri di umanità, efficienza, razionalità. Belle parole che mi hanno infiammato. I primi mesi ho lavorato sodo ottenendo dei risultati lusinghieri: vi erano molti sprechi e gravi incompetenze che ho corretto poco alla volta affrontando difficoltà non di poco conto. Ogni sei mesi relazionavo al ministro che, pur apprezzando la mia opera, mi stimolava ad essere più incisivo. Mi sono dato ancor più da fare, mettendo a disposizione tutta la mia esperienza ed il mio sapere per migliorare l’efficienza delle strutture sanitarie. Sono stato premiato, nel vero senso della parola. Nel corso di una cerimonia a palazzo mi hanno insignito della massima onorificenza per meriti sul lavoro della Paracombia.
Il giorno seguente il colonnello Soares mi ha convocato, non al ministero ma in un bar del centro, per due chiacchiere informali, aveva specificato. Ma le sue parole furono tutt’altro che chiacchiere: Caro dottor Legnani sono orgoglioso di lei. Lei s’è guadagnata la nostra fiducia, oltre alla nostra riconoscenza. È tempo di passare alla seconda fase del nostro ambizioso progetto: dai dati statistici in mio possesso risulta che le nostre poche risorse tecnologiche sono spesso impegnate da casi disperati che non hanno alcuna possibilità di salvezza; questo comporta l’impossibilità di assistere altri bambini bisognosi e costituisce uno spreco economico insostenibile. Le affidiamo un compito umanitario della massima importanza: lei dovrà visitare gli stessi centri che ha organizzato con tanta maestria e dare precise istruzioni agli operatori su quali bambini assistere. Dovrà esaminare caso per caso tutti i ricoverati e decidere secondo coscienza se è opportuno per ciascuno di loro il proseguimento delle cure. Sarà suo preciso compito offrire agli esclusi una pietosa conclusione delle loro sofferenze. Ci attendiamo da lei la massima collaborazione e l’assoluta segretezza.
Ho cercato di controbattere che i soldi c’erano, bastava stornarli da altre attività meno necessarie e ho aggiunto che era immorale ridurre il livello delle cure negandole proprio ai più bisognosi. Il ministro con molto tatto mi ha spiegato che il Presidente non ammette repliche da parte di chi ha insignito della Gran Croce; questi diverrebbe un suo nemico personale.

Fu il mio unico gesto di ribellione.
Mi è stato ritirato il passaporto con la scusa di prepararlo per un mio eventuale espatrio e da allora sono costantemente scortato dalla polizia “per la mia incolumità personale”.
Così da sei mesi sto girando il paese con la mia valigietta e svolgo questo compito ingrato cercando di non commettere ingiustizie. Ma come puoi essere giusto quando stacchi la spina a chi forse ce la potrebbe fare ma deve letteralmente cedere il posto a un altro neonato un poco più fortunato? Cerco di attenermi a criteri oggettivi di giudizio che mi alleggeriscano la coscienza, ma poi capita che una notte nasca, in tua presenza, il figlio del sindaco di Guadalcara: parto precipitoso assai prima del termine e una grave asfissia alla nascita. Probabilità di sopravvivere vicine allo zero. Mi comporto secondo le norme che mi avevano imposto, presto le cure minime al bambino e con espressioni dolenti spiego al padre che non vi è possibilità di salvezza. Nel giro di pochi minuti mi arriva una telefonata del ministro Soares: Legnani faccia il possibile e l’IMPOSSIBILE per il piccolo di cui io moralmente mi considero il padrino. Obbietto che il neonato non ha chances di sopravvivenza se non per pochi giorni e che comunque non ho al momento un respiratore libero. La sua risposta mi raggela: dottore, lei sa benissimo cosa deve fare e ne risponderà direttamente a me, anche con la vita! La telefonata s’interrompe bruscamente su quella minaccia.

Quella notte credo di aver toccato il fondo. Non sono nato eroe e con la vergogna nel cuore ho fatto la cosa più meschina della mia carriera. C’era questo bimbetto, Manolito, che ormai aveva superato il periodo più critico, ce l’aveva quasi fatta. Io l’ho fermato che era quasi sul filo di lana.

E da allora sono capitati altri episodi del genere, in cui oltre alla crudeltà dell’operazione in sé mi veniva imposta una palese violazione di quelle norme da loro stessi propugnate. Nonostante il mio operato fosse mantenuto ufficialmente segreto, la notizia delle nefandezze a cui sono costretto si è diffusa per tutto il Paese seguendo i misteriosi canali dei passaparola sotterranei.

Ormai mi conoscono tutti e ovunque sono additato come il dottor ammazzabambini.
Nel frattempo la Paracombia è uscita da tutte le organizzazioni internazionali e io non ho più contatti con l’esterno. In pratica vivo tra due fuochi, il ministro che minaccia nemmeno tanto velatamente di farmi sparire, la gente del popolo che mi lincerebbe volentieri.

Solo tu mi puoi togliere da questa situazione allucinante. Fai conoscere la mia storia in Italia, mobilita la stampa, contatta la Farnesina, fai qualunque cosa mi possa essere d’aiuto.

Salvami, Claudio, ti prego!

Un abbraccio disperato
Massimo

48 Risposte a “il dottor ammazzabambini”

  1. lucilontane 25 agosto 2018 a 23:53 #

    Ironico sì, ma purtroppo molto vicino a certe realtà… ciao ml ☺️

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 07:55 #

      Si’, Ho voluto esprimere una situazione esasperata che pero’ ricalcasse i cedimenti morali, i patteggiamenti con la coscienza, che rischiamo o subiamo nella vita reale.
      Pero’ il racconto vuole essere nella narrazione più drammatico che ironico.
      Felice della tua ricomparsa, Luci, un abbraccio
      ml

  2. teti900 26 agosto 2018 a 08:26 #

    sottotraccia il pensiero va al regime nazista e ai tantissimi che, suppongo, abbiano vissuto l’imposizione di un ‘ordine’ alla loro coscienza ben sapendo che ogni loro ‘ribellione’ li avrebbe visti facilmente rimpiazzati da chi probabilmente neanche si poneva un problema che persiste in varie forme così come hai narrato.
    lo chiamo istinto assassino, alberga in ognuno di noi e come diceva faber, anche se noi ci crediamo assolti siamo per sempre coinvolti… a prescindere dal livello di ‘civiltà’, cultura e istruzione siamo e restiamo al contempo vittime e carnefici col primario obiettivo di occultare a noi stessi questa tristissima e inumana condizione.

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 09:31 #

      Apprezzo e condivido la tua analisi e sì, anche se noi ci crediamo assolti siamo tutti coinvolti! Per questo ho usato la prima persona nel racconto, perché a tutti capita di venire a patti con la propria coscienza accampando giustificazioni e assoluzioni non sempre accettabili.
      Grazie Teti
      ml

  3. ogginientedinuovo 26 agosto 2018 a 08:51 #

    Inseguire le sirene e credere alle soluzioni facili! Può succedere a chiunque, anche a massimolegnani!
    Siamo sempre tutti a rischio, non è vero?
    Scoprire in tempo che le sirene uccidono e che le soluzioni facili non esistono, è l’unica via.
    Sempre acuto massimolegnani, un abbraccio 🙂

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 09:34 #

      Qui massimolegnani si è fatto carico di rappresentare il male che si annida in ognuno di noi:)
      Un abbraccio e un grazie a te, “oggi”
      ml

  4. marilenamonti 26 agosto 2018 a 11:21 #

    Il male esiste. Esiste anche il bene. E noi esistiamo per questa terribile stelta.
    Il tuo racconto riaccende il conflitto eterno!
    Grazie

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 14:02 #

      Si’, noi tutti stiamo tra il bene e il male, siamo continuamente costretti a scegliere. Non sempre, piu’ o meno consapevolmente, scegliamo il bene, perche’ siamo fragili e umani.
      Grazie a te per l’intervento.
      ml

      • marilenamonti 26 agosto 2018 a 17:03 #

        Grazie a te delle preziose sollecitazioni alle riflessioni che veramente contano!

      • massimolegnani 26 agosto 2018 a 17:25 #

        È un piacere riuscire a suscitare con un racconto riflessioni condivisibili. La preziosità dei lettori!

      • marilenamonti 26 agosto 2018 a 17:28 #

        Una ricchezza speculare tra chi scrive e chi legge!

      • massimolegnani 26 agosto 2018 a 17:33 #

        esatto!
        🙂

  5. Un cielo vispo di stelle 26 agosto 2018 a 12:21 #

    Il racconto tocca un tema che fa rabbrividire, nelle sue espressioni più estreme (come quella qui rappresentata), ma che purtroppo si propone in maniera più subdola e velata nella vita di tutti i giorni. Vincoli e storture di carattere economico, di risorse, se non addirittura di profitto, fanno quotidianamente a pugni con il giuramento di Ippocrate. Un medico si trova a fronteggiare il braccio di ferro e la morsa che tu hai ben stilizzato, e a fare i conti con la propria coscienza.

    • Un cielo vispo di stelle 26 agosto 2018 a 12:22 #

      PS. Non solo i medici, ovviamente…

      • massimolegnani 26 agosto 2018 a 14:16 #

        Sicuramente, ho scelto il medico perche’ era il piu’ simbolico e per me più facile da gestire, ma il racconto voleva andare oltre la professione medica 🙂

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 14:13 #

      Si’ e’ quello il punto, i condizionamenti, economici, di carriera, di opportunita’, che ci fanno infilare una scala a scendere convinti di poterci fermare dopo pochi gradini. Ma poi si continua a scendere sempre più in basso.
      Buona domenica, Paolo
      ml

  6. quarchedundepegi 26 agosto 2018 a 14:13 #

    La medicina dovrebbe essere una “cosa” seria… anche se la maggior parte dei medici vengono da me definiti impiegati o commercianti.
    La lettera ci mostra un medico impiegato con le “manette”.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 14:32 #

      Io tanti nostri colleghi li chiamo mercanti.
      Pero’, come dicevo in un altro commento, qui la figura del medico e’ un’occasione (semplice) per mostrare come si possa scivolare con facilita’ nella china delle scelte sbagliate, immorali. Curiosamente questo racconto cosi’ amaro e poco “rispettoso” per la nostra categoria, mi e’ stato ispirato da una collega che ha operato la scelta opposta rispetto al protagonista ed e’ entrata in una spirale virtuosa anziche viziosa: sudamerica delle favelas, abbandono del supporto del ministero italiano per non aver condizionamenti, rinuncia alla fine al ruolo ufficiale di medico per essere più vicina e utile alla gente.
      Buona giornata Quarc, e scusa la digressione
      ml

  7. newwhitebear 26 agosto 2018 a 17:08 #

    storia immaginaria ma non troppo. L’avidità di fare soldi spinge a questi estremi con le conseguenze del caso.
    Ma dimmi quel dottorunculo, quel Massimo Legami, che fine a ha fatto?

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 17:30 #

      Certo, è il discorso vale per qualunque categoria di persone.
      Quanto al dottor legnani penso se la sia cavata e sia stato reimpatriato dopo che l’amico Claudio è riuscito a coinvolgere il ministero degli Esteri. Ma da allora penso non abbia più superato i confini, nemmeno della sua regione 🙂
      ml

  8. Patrizia Caffiero 26 agosto 2018 a 20:58 #

    Estremizzi una situazione che già esiste in nuce (non tanto in nuce: se le cure sono costose, il paziente o la famiglia che se ne occupa non può sostenerle e muore, punto e basta, ecc ecc). Mi fa venire in mente una brutta conversazione con un mio giovane conoscente che ipotizza di eliminare i più deboli per scongiurare la crisi (sto cercando di evitarlo in maniera blanda, perché lo temo pure); e una meravigliosa ministagione (5 episodi) del crudele capolavoro Torchwood, terza stagione – serie tv. , dove si affronta magistralmente un tema simile :(((

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 23:21 #

      il tuo giovane conoscente sembra nipote del colonnello Soares, ministro della “salute”. 🙂
      ho esasperato le situazioni (e forse la minaccia di morte al medico da parte del ministro è un po’ sopra le righe) per rimarcare
      come un sommarsi di scelte sbagliate, immorali, porti a un gorgo da cui è difficile risalire. E il discorso non è ristretto al solo campo medico.
      ciao Patrizia, buonanotte
      ml

  9. cuoreruotante 26 agosto 2018 a 22:08 #

    Le motivazioni di questo nuovo articolo sono esattamente il contrario di quelle che hai espresso in quello in cui soffocavi una donna per addolcirne la dipartita…

    • massimolegnani 26 agosto 2018 a 23:37 #

      è vero, due protagonisti che sopprimono vite con motivazioni e presupposti opposti. Ma la mia idea di fondo è identica: quello che conta è la buona intenzione (cioè l’agire secondo la propria coscienza), se non rispetti questo presupposto il risultato non può che essere negativo.
      un sorriso, Cuore
      (mi piace l’attenzione con cui leggi)
      ml

      • cuoreruotante 27 agosto 2018 a 12:38 #

        Avere la coscienza pulita è davvero la base per avere la pace interiore.
        Buona giornata 😃

      • massimolegnani 27 agosto 2018 a 13:49 #

        buoni giorni a te 🙂

  10. cazzeggiodatiffany 27 agosto 2018 a 17:24 #

    Massimo, devo ammettere che sei stato proprio efficace, ho ancora addosso una sensazione di angoscia. Hai reso bene quella spirale in cui l’uomo può finire e che all’inizio crede di poter controllare, spingendosi solo un po’ più in là..

    • massimolegnani 27 agosto 2018 a 22:30 #

      Ti ringrazio per l’apprezzamento e sono d’accordo con te sul controllo che inizialmente crediamo di avere sugli eventi che poi ci travolgeranno
      Ciao Tiffany
      buonanotte
      ml

  11. Neda 29 agosto 2018 a 16:19 #

    Dato il contesto, difficile che la lettera sia arrivata a Claudio.
    Però una cosa la poteva fare: togliere la “spina” a se stesso.

    • massimolegnani 30 agosto 2018 a 18:08 #

      Hai messo il dito, o meglio la parola, sull’aspetto principale: la responsabilita’ individuale, la scelta estrema pur di non essere complici di vicende aberranti.
      Grazie Neda, buona serata
      ml

      • Neda 31 agosto 2018 a 10:06 #

        Buon fine settimana Massimo.
        Qui piove e non mi dispiace.

      • massimolegnani 1 settembre 2018 a 21:22 #

        A me un po’ dispiace, perché sono due giorni che pedalo sotto l’acqua 😦

      • Neda 3 settembre 2018 a 10:48 #

        Vabbé…ma sei costretto a farlo? Io se posso non esco quando piove.

      • massimolegnani 3 settembre 2018 a 13:33 #

        eh, sì, quasi costretto, perché ero in viaggio da qualche giorno e avevo tempi stretti di rientro. Ma un po’ di pioggia fa parte del gioco 🙂

      • Neda 4 settembre 2018 a 11:03 #

        Speriamo non porti conseguenze.
        Ricordo mia madre che quando mi sentiva starnutire, prima mi augurava “Salute” ma al terzo starnuto mi guardava corrucciata e mi chiedeva: ” Sei sicura che sia salute?”

      • massimolegnani 4 settembre 2018 a 12:08 #

        eheh, io sono sicuro che sia salute, non lo starnuto ma il pedalare sotto l’acqua (ci si ammala di più in poltrona!)

      • Neda 5 settembre 2018 a 18:57 #

        Vero, perché appena si esce di casa…

      • massimolegnani 5 settembre 2018 a 20:56 #

        ..basta un refolo di vento a rovinarci 🙂

  12. Stefi 2 settembre 2018 a 08:33 #

    Non riesco a staccarmi dal contesto, so che è un racconto inventato, so che è paradigmatico e rappresentativo, so che è estremizzato, eppure penso a quei bambini e sto male.
    Forse sono troppo madre, forse troppo emotiva, o forse sei tu, caro ml, che con la tua scrittura sai toccare le corde più vive.

    • massimolegnani 2 settembre 2018 a 11:18 #

      un brivido l’ho provato anch’io, scrivendolo, perchè è sì un racconto, ma sfiora la realtà, quello che sarebbe potuto essere se solo avessi dato corpo ai sogni che poi si sarebbero trasformati in incubi. Laureato da poco c’è stato un tempo in cui sognavo di attraversare il sud america assieme a un amico con un pulmino medicale a portare cure gratuite o quasi alle popolazioni disagiate delle Ande. Ottime intenzioni ma poi la realtà magari avrebbe capovolto i nostri intenti, chissà.
      un abbraccio Stè
      ml
      (per una volta vedrò il GP in diretta e non so se questo porterà fortuna)

      • Stefi 2 settembre 2018 a 17:00 #

        Ancor più bello questo tuo racconto diretto.
        (Guai a te se osi guardare un altro gp in diretta da qui a fine mondiale 😔)

      • massimolegnani 2 settembre 2018 a 17:09 #

        ahah, mai piu, promesso (onore a Hamilton, molto bravo Kimi, fesso Vettel che aveva tutta la gara per passare Kimi e invece per cercare di passarlo subito ha aperto la porta a Hamilton, che rabbia!)

      • Stefi 2 settembre 2018 a 20:54 #

        Kimi perfetto ieri, eroe oggi.
        Il cuore rosso lacrima.

      • massimolegnani 3 settembre 2018 a 19:09 #

        😦

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