il senso delle Alpi

20 Set
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c.calati

 

 

Alla fine ci sono solo pietre, sbriciolate in un pietrisco deprimente o enormi come questo corno di rinoceronte che sembra attendermi a quella curva per infilzarmi da parte a parte. È scomparsa la vegetazione, prima gli alberi, qualche pino eroico ha resistito fino ai duemila, poi i fiori, distese violacee senza nome mi avevano accompagnato un tornante dopo l’altro, infine non è rimasta più nemmeno l’erba, solo questo paesaggio lunare che sconforta ed affatica. Ma oltre quei sassi c’è l’Europa, sto raggiungendo il confine naturale delle Alpi. Abbraccio con lo sguardo queste rocce come abbracciassi tutto l’arco alpino, sento intorno a me  centinaia di chilometri e di vette e ricordo la stessa sensazione da bambino, gli occhi sgranati sulla cartina fisica, io nel mezzo del marrone intenso come ad un balcone, lo sguardo attonito a tutto quel verde di pianura, immaginavo l’Europa un’immensa prateria. Era il mio farwest, io lo spirito pioniere, e poco importa che fosse un altro punto cardinale. Anche adesso, in cima, mi affaccio tra i due edifici dell’Ospizio, fiuto sotto di me l’Europa, la sento a portata di mano ma resto sulle Alpi.

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c.calati

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50 Risposte to “il senso delle Alpi”

  1. Neda 20 settembre 2018 a 11:21 #

    Le hai trovate le marmotte o sono già in letargo?
    Molti anni fa io le ho fotografate al passo del Gran San Bernardo, eravamo ai primi di agosto del 1991.

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 11:36 #

      eheh, anche questo è il Gran San Bernardo 🙂
      ma le marmotte nè le ho viste nè le ho sentite fischiare, peccato.
      buona giornata Neda
      ml

      • Neda 21 settembre 2018 a 13:09 #

        Mi sembrava di aver riconosciuto il corno, ma è passato così tanto tempo che avevo paura di sbagliarmi. La foto delle marmotte ce l’ho ancora, incollata su un “album di viaggio” che avevo costruito per l’occasione.

      • massimolegnani 21 settembre 2018 a 13:45 #

        e pensa, io c’ero passato di lì parecchie volte, ma solo l’altro giorno l’ho notato!

      • Neda 21 settembre 2018 a 13:49 #

        Ho riguardato l’album e l’avevo fotografato anch’io ma da un’altra angolatura e si nota meno
        perché si confonde un po’ con lo sfondo delle montagne.

      • massimolegnani 21 settembre 2018 a 14:00 #

        forse lo avevi fotografato dall’alto e allora ha come sfondo le montagne e lo si nota meno

      • Neda 22 settembre 2018 a 08:17 #

        Infatti, l’ho riguardato ora: è fotografato da “dietro” e le montagne sembrano più in basso.
        Pensa che non lo avrei mai notato “veramente” se non avessi visto la tua foto. In pratica, devo averlo fotografato perché al momento lo consideravo interessante. Una volta sviluppata la pellicola, nella foto si vedevano bene le montagne ma il corno era in controluce e si confondeva con il paesaggio, non si notava quasi più.

      • massimolegnani 22 settembre 2018 a 10:25 #

        ..un corno scornato:)

  2. alemarcotti 20 settembre 2018 a 11:57 #

    Appena ho visto la foto ho pensato anche io al rinoceronte💗

  3. Pendolante 20 settembre 2018 a 12:35 #

    Non visito le Alpi da troppi anni… ma l’Europa lì sotto, oltre, è un’immagine bella, non solo geografica

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 15:12 #

      grazie Katia, pensa che quasi in vetta trovo una macchina di olandesi ferma in uno spiazzo con una canzone a tutto volume e l’autista che accompagnava a squarciagola: era La Montanara cantata in tedesco tranne qualche parola in italiano…insomma un bel misto-Europa 🙂
      ml

      • Pendolante 20 settembre 2018 a 23:52 #

        Che bello! Anche se cantare a squarciagola in montagna mi sembra rompa un incanto

      • massimolegnani 21 settembre 2018 a 00:04 #

        per fortuna era un canto di montagna 🙂

      • Pendolante 21 settembre 2018 a 10:42 #

        Almeno 🙂

      • massimolegnani 21 settembre 2018 a 12:20 #

        🙂

  4. lucilontane 20 settembre 2018 a 13:02 #

    Io trovo questo luogo struggente. Come se sentissi le presenze di un tempo lontano, quando i valichi si percepivano così, enormi e ponte di lancio verso vite nuove. E forse anche adesso è così per molti.

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 15:16 #

      sicuramente una sensazione che ho percepito anch’io, c’era qualcosa di molto visivo e tattile in qull’avvallamento del crinale che faceva da punto di passaggio tra noi e gli altri.
      un abbraccio, luci
      ml

  5. elettasenso 20 settembre 2018 a 14:44 #

    Bellissime immagini. Solo chi ama la montagna può entrare in profonda empatia con il tuo racconto. Io sì

  6. pikaciccio 20 settembre 2018 a 14:45 #

    bellissime le alpi sempre .. pensavamo fosse lo Stelvio

  7. cuoreruotante 20 settembre 2018 a 18:58 #

    Il paesaggio, in foto, è spettacolare… chissà dal vivo…

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 21:06 #

      Dal vivo era incredibile, dopo tanto verde la nuda roccia era fascino e angoscia, anche perche’ non ero certo di arrivarci fin su 🙂
      Buona serata Cuore
      ml

      • cuoreruotante 20 settembre 2018 a 23:42 #

        Puoi essere fiero di te! Buon tutto 😊

      • massimolegnani 21 settembre 2018 a 00:03 #

        grazie, anche a te 🙂

  8. ilmestieredileggereblog 20 settembre 2018 a 20:37 #

    “I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.” Goethe
    Bellissime immagini di un confine che non esiste.

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 21:10 #

      Stupenda la citazione.
      Il confine esiste fisicamente, e’ la montagna stessa, ma niente di più bello che arrivare su e trovare i gabbiotti della dogana abbandonati 🙂
      Ciao Pina
      ml

  9. lepastelbleu 20 settembre 2018 a 21:09 #

    bellissimo, come tutto quello che viene dalla tua sensibilità. ricordi, mi fai galleggiare nei ricordi: il Moncenisio, io e il mio cane sul mondo. Freddo, davanti a noi la mia France, Liam che annusava perdutamente ogni cosa, i miei occhi perdutamente avvinghiati al desiderio di correre là sotto, sentire parlare in francese, il suono dell’acqua gelida e da qualche parte le marmotte che cantavano. GRAZIE

    • massimolegnani 20 settembre 2018 a 21:20 #

      Contento che le mie parole abbiano acceso i tuoi ricordi: e’ la miglior condivisione 🙂
      Buona serata gentile Margot
      ml

  10. franco battaglia 21 settembre 2018 a 06:14 #

    Nel mio ultimo giro sulle Dolomiti, di europeo mi restano in mente i grupponi di motociclisti austriaci e tedeschi che si fanno i tornanti rombando e scassando le uallere ai poveri ciclisti che sparpagliano l’anima sull’asfalto. Immagino che tu li abbia ben presenti, sembra che giugno sia proprio il loro mese preferito…ma perché non se ne vanno in Olanda?

    • massimolegnani 21 settembre 2018 a 09:56 #

      “..ciclisti che sparpagliano l’anima sull’asfalto” è come mi avessi fotografato con occhio pieno di pietà!Grazie Franco.
      quanto ai motociclisti, ce ne sono di due categorie: i turistici, il motore che borbotta tranquillo, gli occhi agli scenari, l’attenzione a non disturbare la fatica dei ciclisti; e i corsaioli, li senti rombare da lontano, a loro non importa la magia del luogo, loro vedono solo il nastro nero che si snoda e sai che ti tratteranno come un birillo da sfiorare. Questi ultimi sono una sciagura a cui di cuore auguri tutto il male possibile.
      ml

  11. miaeuridice 21 settembre 2018 a 07:44 #

    Sono così giovani, le Alpi. Ma loro non lo sanno e si danno arie da giganti.

    • massimolegnani 21 settembre 2018 a 09:59 #

      vero, geologicamente sono giovani, ma l’aspetto è imponente come quello di certi uomini maturi.
      ciao Euridice 🙂
      ml

  12. Ghiandaia blog 21 settembre 2018 a 10:01 #

    Ti invidio.🐿🌲🍀

  13. marilenamonti 21 settembre 2018 a 12:02 #

    Purtroppo non conosco questi paesaggi stupendi. Perciò ti ringrazio di farmene percepire la bellezza,

  14. quarchedundepegi 21 settembre 2018 a 16:09 #

    Anno 1964. Lavoravo a Sion in Vallese. Sapessi quante volte ho fatto quella strada… di giorno e di notte. Quando avevo fretta passavo dal tunnel… inaugurato proprio quell’anno.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

    • massimolegnani 21 settembre 2018 a 21:05 #

      Se si ha fretta il tunnel è una gran comodità, ma la strada del colle è di una bellezza impareggiabile
      Buona serata, Quarc
      ml

  15. newwhitebear 21 settembre 2018 a 21:44 #

    una sensazione di impotenza da parte tua e di potenza da parte delle Alpi.
    Hia colto bene il senso di queste montagne

    • massimolegnani 21 settembre 2018 a 22:58 #

      sì, un sentirsi piccolo al loro cospetto.
      e l’unica “potenza” da parte mia era nella sensazione di essere nel mezzo di questo arco di montagne.
      grazie GianPaolo
      ml

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