Archivio | ottobre, 2018

una favola che mi devo

30 Ott

by c.calati

 

Ho ritrovato, dopo tanto cercare, questa favoletta che avevo scritto per mia figlia affranta dalla perdita del suo gattino.

“Ora, Titta, ti racconto, a  te che chiedi dove vanno i nostri gatti che troppi ne spariscono e troppo ti confondono. Continua a leggere

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un sorriso per Birolli

29 Ott
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by c.calati

 

 

Ho le ginocchia vuote senza il peso senza peso del mio gatto. Continua a leggere

ogni cosa al suo posto

27 Ott
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by c.calati

 

Già la scrittura di questa affermazione mi mette in difficoltà, non so mai se è ogni cosa “al suo posto” o “ha il suo posto”. In realtà il concetto cambia di poco, il vero dubbio è..al suo posto, ma al posto di chi? Non ha importanza, non divaghiamo, il punto è un altro: nella mia tana su in mansarda ho una scrivania, che poi scrivania è un termine davvero altisonante per un piano in legno sostenuto da due cavalletti, che ho comprato a Milano dal mitico Pedano quando il signor Ikea ancora costruiva mobiletti per i contadini della Skania. Bene, questi due metri quadri di pianura sono l’unica superficie di mia giurisdizione in tutta la casa. Continua a leggere

parole&pistole

23 Ott

by web

Se oggi racconto questa mia storia è proprio per ciò che da essa non si può imparare, i contrattempi e i contraccolpi della vita, quell’insieme di eventi assurdi che per comodità chiamiamo la banalità del caso. Puoi solo raccontarla, la sua banalità, per il resto la subisci, con il crescente dubbio che niente sia banale e niente sia casuale, che quel che hai detto caso sia stato il disegno di qualcuno che a suo tempo ti ha manovrato bene a suo favore.  Continua a leggere

in fondo al viale

19 Ott

c.calati

 

 

In fondo al viale dell’autunno l’occhio va a quella specie di parete informe che gli fa da sfondo, bianca, lattiginosa, densa di mistero Continua a leggere

fantasma d’Olanda

16 Ott
donna in bici

by web

 

 

 

Andare controvento sulla strada dell’argine è roba da donChisciotte e i suoi mulini, una battaglia ingenua che sfianca e acciacca. Mi ostino a spingere, ma ogni metro avanti ti sembra di scivolare indietro. Lotto per un’ora, sperperando energie e bestemmie, poi faccio l’unica cosa logica, abbandonare l’argine per la strada bassa, che spero più protetta. Supero un ragazzo che piantato ad un incrocio sta consultando una cartina. Quella cartina dalle notizie incerte, nell’era degli infallibili display, me lo rende subito simpatico, ha il mio stesso anacronismo. Gli sorrido e gli faccio cenno di seguirmi, la direzione è questa, per qualunque dove provenendo da Ferrara.  Continua a leggere

sai i detriti che il fiume

12 Ott
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by c.calati

 

 

Si rese conto che sarebbe stata una giornata cupa, anzi che già lo era dal risveglio: un incalzare di nuvoloni neri in testa e in cielo. E non trovò affatto consolatoria quella corrispondenza tra il dentro e il fuori. Continua a leggere