la festa è altrove

7 Nov

by c.calati

 

Nonostante le quinte d’alberi e i vetri chiusi, lo raggiunge la musica burina del Faccia Bella Village. Di quel luogo lui odia tutto, la troppo folla, la sguaiatezza urlata, le stonature al karaoke, le amicizie date e tolte come al mercato delle vacche.

Preferisce la poca gente che gira nel suo locale come a casa, chi passeggia in giardino, chi con un saluto entra o va dalla porta sempre aperta, chi gli scompagina i libri condividendo o criticando le letture, chi qualche parola calda, chi s’accontenta di esserci in silenzio.

La festa è altrove ma qui forse si sta meglio.

30 Risposte a “la festa è altrove”

  1. ilmestieredileggereblog 7 novembre 2018 a 01:07 #

    via dalla pazza folla …. come ebbe a dire il caro Hardy

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 11:02 #

      raccontavo di una discoteca-balera e di un baruccio ma intanto in mente confrontavo i social ai blog
      e il “via dalla pazza folla” allora mi viene spontaneo 🙂
      ciao Pina
      ml

  2. Lallib 7 novembre 2018 a 09:32 #

    Il buon vecchio pochi ma buoni

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 11:03 #

      sì, uno dei pochi vecchi detti che sottoscrivo con convinzione 🙂
      buona giornata, Lalli
      ml

  3. teti900 7 novembre 2018 a 11:10 #

    non c’è niente di più triste delle feste dove nessuno si sente felice, ma finge di esserlo per far parte di un gruppo o inseguire una moda…

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 11:27 #

      è proprio quell’inseguire la moda che mi dà in testa
      ciao Teti 🙂
      ml

  4. Neda 7 novembre 2018 a 11:44 #

    Quello che io non capisco è la necessità, soprattutto ai giorni nostri, che molti hanno di divertirsi con il chiasso, con la musica a tutto volume, rompendo i timpani al vicinato, con gli scoppi di mortaretti…non capisco la movida, il “ballo” (ginnastica) in discoteca, le feste elle piazze con partecipanti schiacciati, premuti uno contro l’altro a creare folle urlanti e sbraccianti…
    Sembra che oggi ci sia la necessità di essere in gruppo, di mettersi in mostra, di essere presenti, comunque, di stordirsi con forti rumori, forse per non dover ascoltare se stessi.
    E non credo che ciò sia colpa dei “social”, ma solo di una cattiva educazione che impedisce la crescita dell’individuo, che lo mantiene immaturo, insoddisfatto. I social non hanno fatto altro che far esplodere questa casistica e rendere il fenomeno planetario.

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 12:31 #

      sono d’accordo con te, non è colpa dei social, è una tendenza planetaria, ma c’è un parallelismo tra il chiasso “da festa” delle discoteche e le parole scritte urlando sui social.
      ciao Neda, un sorriso
      ml

      • Neda 7 novembre 2018 a 12:34 #

        Verissimo. Parte uno con una cavolata e tutti ad andargli dietro facendo a chi “urla” di più. Il bisogno di stare nella massa, è sempre quello.
        Del resto io ho solo questo blog e qualche foto su Flickr. Null’altro.

      • massimolegnani 7 novembre 2018 a 13:19 #

        sì, i blog sono l’esempio di un convivere civile e quieto 🙂

      • Neda 8 novembre 2018 a 17:08 #

        Tranne per qualche “troll” che ogni tanto fa la sua incursione, ma ci si può difendere senza problemi e senza fare “cagnara”.

      • massimolegnani 8 novembre 2018 a 18:58 #

        Infatti, gli incursori basta ignorarli 🙂

  5. pino 7 novembre 2018 a 12:34 #

    Dove c’è folla io non ci sono. Non mi piace la folla nel momento in cui cessa di essere una moltitudine di individui pensanti e diventa quella specie di miscuglio violento e volgare che insegue le mode, si fa guidare da qualche esaltato e si esprime solo con gli applausi, le grida e gli evviva. Meglio “la poca gente” 🙂

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 13:18 #

      se il chiasso è quasi scontato in città, trovo che sia imperdonabile in campagna. A poche centinaia di metri da casa mia, appena oltre la provinciale c’è questo luogo di ritrovo, metà discoteca e metà balera, dove la musica a palla, per altro orrenda, il karaoke, gli schiamazzi, i cori da stadio, le risse, mi rendono insopportabili le notti dei fine-settimana estivi.
      sì, viva la poca gente, le parole a bassa voce, i gesti misurati, utopia insomma!
      ciao Pino,
      ml

  6. LaDama Bianca 7 novembre 2018 a 13:33 #

    Per stare bene, non sempre occorre fare festa.

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 14:37 #

      Giusto, sono d’accordo. E se festa deve essere, che non sia oceanica ma per pochi intimi.
      Buona giornata, Dama
      ml

  7. lepastelbleu 7 novembre 2018 a 16:07 #

    sei tu? mi pare di si…bello, davvero bello…se fossi lì mi faresti entrare? porterei una bottiglia di Teroldego e una di Saint-Emilion, così sarei equa con le mie “due anime” e forse ti piacerebbero ambedue…le bottiglie…

    • massimolegnani 7 novembre 2018 a 19:53 #

      Oh, certo che ti farei entrare e ti servirei un assaggino vegano prima che me chiedessi 🙂
      E poi con quei due vini saresti ancora più gradita!
      Allora ti aspetto quando dovessi aprire un locale
      Ciao Margot
      un sorriso
      ml

  8. le hérisson 7 novembre 2018 a 16:55 #

    quella “altrove” è più baldoria che festa… penso

  9. Harley 7 novembre 2018 a 17:13 #

    Le feste migliori sono sempre quelle di casa nostra.
    Altrove c’è solo baccano.

  10. newwhitebear 7 novembre 2018 a 18:46 #

    meglio la calma di un posto discreto che la chiassosa festa di un posto grezzo.

  11. Stefi 11 novembre 2018 a 18:23 #

    Ecco…”chi si accontenta di esserci in silenzio”.
    Non mi dire che vado a cercare il pelo nell’uovo, però ti pare possibile che pubblico un post sul silenzio e appena apro le tue ore a rovescio ci trovo proprio il silenzio?
    Ah, ml….

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 18:50 #

      eheh ormai non ci meravigliamo più, ci limitiamo a sorridere consapevoli.
      un abbraccio
      ml
      (ora guardò il GP, stasera verrò a leggerti)

      • Stefi 11 novembre 2018 a 20:44 #

        Kimi, quanto mi mancherà…

      • massimolegnani 11 novembre 2018 a 21:45 #

        È stato il suo miglior anno in Ferrari e da Monza è stato nettamente superiore a vettel

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