il primo mattino del mondo

11 Nov
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by c.calati

 

 

Può piovere per settimane intere, in fondo è il mestiere di Novembre la pioggia, può essere buio a mezzogiorno, com’è successo ieri, tanto da farti temere che non ci sia più un domani, può alzarsi il vento a raffiche siberiane o a folate di scirocco a spostare i coppi e turbinare foglie. Ma poi sempre, una mattina, torna inaspettato il sole.

L’uomo viene colpito alle spalle mentre fa colazione in piedi al bancone di cucina. Per qualche istante non comprende quella sua ombra anomala proiettata sul vassoio che non corrisponde alla luce dell’abatjour che ha acceso davanti a sè per distinguere almeno quel che mangia. Si volta di scatto, come a voler sorprendere un intruso, e un raggio limpido lo abbaglia come un rivelazione. Allora interrompe il rito della marmellata da scegliere tra i tre barattoli allineati attorno al piatto, albicocca, rabarbaro, prugna, che il più delle volte non sceglie, finisce col prendere tre fette di pane e su ciascuna spalma un gusto differente (come lo so? lo so perché sono io quella terza persona impersonale, come potrei essere il tu  pleonastico, potrei essere donna, bambino, omosessuale,  potrebbe essere metà ottocento o un viaggio interstellare che sempre sarei io, non si scappa da se stessi nei racconti. Ma torniamo a questo individuo, che ci fa comodo tenere la distanza dal narrato). Allora lui interrompe il rito trito, prende la tazza in ostaggio ed esce sul terrazzo a guardare il coro delle piante nella luce celestiale. E si mette a respirare i colori delle foglie che si stagliano contro un cielo finalmente azzurro. Sì, respira i colori assieme all’aria che sente differente, il giallo, l’arancio, il rosso a riempirgli i polmoni.

Respira come fosse il primo mattino del mondo.

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 (cit) i miei bronchi, canne d’organo, a sincopare jazz, inneggiare l’halleluhia, intonare de Andrè, Guccini, IvaZanicchi, Ninod’Angelo qualunque brano va bene, diventa musica sacra in questa cattedrale d’aria. Ho attimi di brivido, e non è colpa del freddo che manco sento, anzi ho tolto il maglione così come mi sono liberato di quel “lui”, perché è inutile coprirsi, stare nascosto,  è tutta mia questa emozione.

Sono istanti di meraviglia e di follia, come non li avessi mai provati prima. Poi all’improvviso mi ricordo che l’anno scorso fu uguale e due anni fa, dieci, venti, sempre l’identica emozione di Novembre. Scartabello nell’archivio fotografico e trovo anno dopo anno una foto uguale a questa a testimoniare questo reiterato primo mattino del mondo. Mi domando se questo ripercorrere sempre gli stessi passi emozionati abbia un senso profondo o sia segno di una desolante superficialità, e mi rispondo che io sono (come) la donna che replica la propria verginità ad ogni uomo che davvero ama.

E dovrei scriverne.

56 Risposte a “il primo mattino del mondo”

  1. Elle Vit 11 novembre 2018 a 04:42 #

    Donna, bambino, omosessuale, interstellare… Mi sa che sono anche un po’ io, che però non ho avuto il coraggio di togliermi la maglia

  2. quasi40anni 11 novembre 2018 a 08:29 #

    Io dico ha un senso profondo che di anno in anno di arricchisce. Godere delle cose conosciute come fosse la prima volta è una capacità non comune

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 11:44 #

      però è anche segno di una smemoratezza senza pari 🙂
      a parte le battute ti ringrazio molto del tuo intervento
      un sorriso
      ml

  3. franco battaglia 11 novembre 2018 a 09:24 #

    “prendo la tazza in ostaggio” e potrei smettere di leggere tutto il resto per quanto mi fa già star bene un’immagine, l’idea di quotidiano agire traslato nella fantasia di uno scrittore virtuoso. Ma poi continuo anche, e scopro che il “primo mattino del mondo” ha la stessa, eccezionale, valenza del mio “primo tramonto del mondo”, o della mia “prima nebbia del mondo”, tutte immagini che vedo a ripetizione ma che ogni volta mi scuotono tempeste emozionali… siamo fatti di questi tremori, di queste “sorprese” continue, e ce le godiamo tenendo in ostaggio la nostra, personalissima, meraviglia.

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 11:47 #

      fantastiche le tue parole, Franco. Mi hai fatto capire perchè mi piacesse quella frase: fa da cerniera tra il reale e il metafisico.
      e poi bello questo ritrovarti in altre piccole meraviglie che guardiamo sempre con gli occhi della prima volta
      un abbraccio fraterno
      ml

      • Elle Vit 11 novembre 2018 a 13:15 #

        Io ho anche la prima Genova del mattino. Ogni notte sembro dimenticarmi che al mattino, scendendo dalla mia creuza, a una certa svolta a sinistra, mi si staglierà davanti sotto un cielo sempre diverso l’intero centro storico. È una magia che si ripete di qualunque umore io sia. Il primo mattino con vista del mondo

      • massimolegnani 11 novembre 2018 a 15:29 #

        mi piace il tuo sguardo incantato sui tetti della vecchia Genova 🙂

  4. lepastelbleu 11 novembre 2018 a 11:11 #

    sai cos’è il “binky” che fanno i conigli? è esattamente quello che racconti…ad un tratto, come se fossero folgorati da chissà quale meraviglia si mettono a piroettare nell’aria scuotendo testolina e orecchie, lo fanno per una manciata di secondi, forse mezzo minuto, poi, stremati da tanta gioia di esistere, si buttano terra e leccano l’aria, il suolo esausti e appagati dalla vita: un insegnamento alla nostra vacuità di eternità e certezze

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 11:49 #

      wow! sì, ho fatto binky!!
      abbraccio te, Margot e il tuo Oklahoma, maestro di vita 🙂
      ml

  5. annamariaarvia 11 novembre 2018 a 11:21 #

    Bellissima descrizione dei sentimenti che scaturiscono dalla meraviglia della natura

  6. Ghiandaia blog 11 novembre 2018 a 11:55 #

    Sul bellissimo, maestoso albero, mi pare di vedere i primi raggi del sole che lo incoraggino a vivere ancora.🌾🍂🍃

  7. cisonduecoccodrilli 11 novembre 2018 a 13:08 #

    Wow. Only Wow. Powerfull. Yessssss. Ora vo ad ascoltarmi canzone dei dodici mesi che quando dici ‘guccini’ ettullosai che non posso resistere

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 15:21 #

      eheh guccini scalpiterà come un cinghiale sapendo che l’ho messo vicino alla zanicchi e a nino d’angelo (ma era per dire che qualunque musica sarebbe andata bene)
      ciao coccodrilla (non più indiana?)
      ml

  8. quarchedundepegi 11 novembre 2018 a 14:44 #

    Mi piace quello che hai scritto… e come l’hai scritto.
    Oggi come oggi, ci aspettiamo veramente di poterci meravigliare per qualche raggio di sole.
    Buon Pomeriggio… piovoso.
    Quarc

    P.S.: Bella foto.

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 15:30 #

      ..ma tornerà il sole!
      grazie Quarc, buona giornata a te
      ml

      • quarchedundepegi 11 novembre 2018 a 17:02 #

        Certamente. Se non si rasserena… si rasserenerà.
        Ciao.
        Quarc

      • massimolegnani 11 novembre 2018 a 18:17 #

        eheh, siamo costretti a usare il futuro perché il presente è pioggia 🙂

  9. LaDama Bianca 11 novembre 2018 a 16:12 #

    E’ sempre un regalo bellissimo veder tornare il sole dopo così tanti giorni di pioggia.
    Per me è stata come una rinascita.

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 18:16 #

      Qui il ritorno del sole è stata una cosa fugace, come a dirci “tranquilli, ci sono” e io mi fido 🙂
      Buona serata Dama
      ml

  10. Neda 11 novembre 2018 a 17:43 #

    Che bello questo che hai scritto. Allarga il respiro dell’animo.
    Qui da noi, il ventaccio di una settimana fa mi ha sradicato la veccha pianta di pere cotogne, però i colori dell’autunno sono una gioia per gli occhi e per la mente.
    Buona serata.

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 18:19 #

      Grazie eda, mi fa piacere la tua condivisione
      Un sorriso
      ml
      (peccato per il tuo però)

  11. biondograno70 11 novembre 2018 a 18:35 #

    …la certezza di questi infiniti deja vu, ci rende forse meno umani e un poco più folleggianti… che le malinconie sono bagnate, le allegrie scottanti, gli amori malati son laghi e quelli sbagliati son slavine….

    …. ci sono “luoghi comuni” che non potranno mai diventare per pochi intimi…

    un bacio.

    m.

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 18:51 #

      On ci si deve sottrarre ai luoghi comuni ma lì si deve vivere come fossimo noi a scoprirli 🙂
      Un bacio a te, Monica
      ml

  12. newwhitebear 11 novembre 2018 a 18:37 #

    siamo nella famosa estate di San Martino che non smette mai di stupirci.

  13. lamelasbacata 11 novembre 2018 a 18:50 #

    Io credo che sapersi emozionare ogni volta di fronte a un rito trito (quanto mi piace questa allitterazione!) sia sintomo di una grande ricchezza d’animo. Mi dispiace caro il mio dottore, per questa malattia non v’è rimedio se non scriverne ancora 😉😊

  14. Dario Angelo 11 novembre 2018 a 19:44 #

    Sì davvero, dovresti scriverne. Perché scrivi benissimo, non solo per la forma, per il ritmo, per il trasporto, ma per i contenuti, soprattutto, che ti escono fluidi sinceri intensi e con repentini quanto precisi colpi di cesello. Sulla tazza in ostaggio mi sono alzato in piedi, ridendo, ad applaudire. Ma è tutto il pezzo, in fondo, che è da applausi. Buona estate di San Martino, anche se è ormai sera 🙂

    • massimolegnani 11 novembre 2018 a 21:43 #

      Ti ringrazio per le belle parole. Pensare che ero convinto che questo brano fosse troppo stralunato e personale per coinvolgere i lettori!
      Buona serata a te
      ml

  15. sguardiepercorsi 12 novembre 2018 a 08:14 #

    Bellissimo!
    Buona giornata, buon novembre… 🙂

  16. elettasenso 12 novembre 2018 a 10:56 #

    È dei bimbi stupirsi ogni volta e, come diceva qualcuno: Se non tornerete come bambini… Solo gli stolti non si meravigliano ancora e ancora di un raggio di sole

  17. Harley 13 novembre 2018 a 17:22 #

    Innanzitutto complimenti per questo pezzo cosi misterioso ma ricco di spunti importanti. E poi il respiro come fosse il primo di una lunga serie di respiri. Hai descritto perfettamente gli stati d’animo con lo scandire del tempo.

    • massimolegnani 13 novembre 2018 a 18:54 #

      Grazie Harley. Il respiro assieme al battito cardiaco è alla base della vita eppure poche volte lo usiamo per avere un senso di completetezza come se ad ogni inspirazione tirassimo dentro tutto ciò che abbiamo intorno.
      Ciao
      ml

  18. Primula 13 novembre 2018 a 19:47 #

    Respirare i colori è un’immagine splendida! E ogni anno il respiro si fa più profondo, percepisce aromi magari trascurati prima. Quindi continua a scrivere di questo primo sempre nuovo mattino… ne beneficiamo anche noi lettori.

    • massimolegnani 13 novembre 2018 a 22:21 #

      Sì, dobbiamo continuare a meravigliarci come fosse la prima volta.
      Grazie Primula per le belle parole
      ml

  19. alessialia 14 novembre 2018 a 12:30 #

    ohhhhhh…… riuscire ancora a emozionarci… per le piccole cose semplici, le meraviglie che non ci accorgiamo di avere sotto il naso… e io mi sono meravigliata ed emozionata delle tue descrizioni e delle sensazioni che ne scaturiscono…
    come fosse la prima volta… come fosse l’ultima… bello vero, Massimo!

    • massimolegnani 14 novembre 2018 a 16:02 #

      .e c’è una bella corrispondenza tra il mio stupore e il tuo 🙂
      ciao Alessia
      ml

  20. Un cielo vispo di stelle 15 novembre 2018 a 01:58 #

    Bellissima l’immagine del maglione, maschera e seconda pelle.
    Bellissime emozioni di fronte a un nuovo sole autunnale.
    (e trovo il legame con il post più recente che ho letto per primo; ho la sensazione che la storia di questo “miracolo di donna” arrivi da lontano…)

    • massimolegnani 15 novembre 2018 a 11:23 #

      sì questi due brani sono intimamente connessi, il filo è questa meraviglia che si rinnova, che ci fa vergini ogni volta.
      Ti sono riconoscente, Paolo, per la tua lettura così sensibile
      ml

  21. Stefi 18 novembre 2018 a 19:05 #

    E’ nella certezza delle cose che la meraviglia si fa più sorprendente. Io ne assorbo ogni giorno dalla natura che mi circonda. So che la troverò sempre, ad aspettarmi.

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