le uniche chiese

18 Nov
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by c.calati

 

Le uniche che abbiano un senso sono queste chiese della semplicità che incontro  nel mio vagabondare tra le colline canavesi. Stanno lì, tra vigne spoglie, sotto pini secolari, al fondo di un campo d’erba medica, alcune diroccate, altre solide nei secoli, qualcuna fattasi piccina per l’ingigantirsi delle querce attorno. Hanno un’umiltà maestosa, l’unica grandiosità che accetto, non il marmo o le colonne di San Pietro. Qui non mi meraviglierei d’incontrare un sanfrancesco, un vagabondo, mentre raccoglie quattro funghi e due castagne, la mia cena mi direbbe sorridendo prima di scomparire nella chiesa. E forse spezzerei con lui il mio pane.

34 Risposte a “le uniche chiese”

  1. Harley 18 novembre 2018 a 18:08 #

    In questi luoghi cosi sereni e tranquilli è possibile ascoltare la nostra anima che si rigenera.

    • massimolegnani 18 novembre 2018 a 21:43 #

      Sì, è esattamente quella la sensazione che ho provato.
      Ciao Harley
      ml

  2. Ghiandaia blog 18 novembre 2018 a 18:26 #

    Nella tua descrizione vedo le chiesette sparse nei miei cari boschi, e le persone generose simpatiche come San Francesco. Grazie!🌰🍄

    • massimolegnani 18 novembre 2018 a 21:47 #

      No, grazie a te, Lucia, per aver condiviso le mie parole.
      Buona serata
      ml

  3. tramedipensieri 18 novembre 2018 a 20:48 #

    Queste piccole, umili chiese, raccontano la fatica del lavoro dei campi; riuniva le genti il dì di festa.
    La Sardegna è piena di chiese rupestri di acquisto alcune meravigliose.
    Qui come per magia il credo si fa uomo semplice

    • tramedipensieri 18 novembre 2018 a 20:49 #

      Non “acquisto” ma …di cui…

    • massimolegnani 18 novembre 2018 a 21:56 #

      C’una somiglianza di semplicità nei luoghi di campagna che fanno più autentici i comportamenti della gente.
      Ciao .marta, grazie
      ml

  4. pino 18 novembre 2018 a 21:47 #

    Condivido le tue parole. Non è possibile pregare in un luogo maestoso come la Basilica di S. Pietro. La solennità dell’arte, la impareggiabile ricchezza delle decorazioni distolgono l’animo dal raccoglimento e dalla meditazione. Se io devo immaginare un cristiano che prega il suo Dio, non posso che vederlo in uno spazio più appartato, più silenzioso, meno appariscente. Un luogo che evochi la povertà anziché la ricchezza, la contemplazione anziché la meraviglia. La bellezza dell’arte non può sovrastare il pensiero di chi prega. La ricchezza del luogo non può interferire nel dialogo con Dio.

    • massimolegnani 18 novembre 2018 a 22:13 #

      Pienamente d’accordo con te, Pino, la bellezza artistica, l’opulenza,lo sfoggio di tesori, distolgono il fedele dalla preghiera. Viceversa queste chiesette precarie, trascurate e resistenti sono luoghi di spiritualità.
      Buona serata
      ml

  5. lepastelbleu 18 novembre 2018 a 23:23 #

    la tua foto, molto bella, non mi sembra di un’umile chiesetta di campagna ma un bell’esempio di romanico, da quello che riesco a vedere…io credo che la spiritualità si possa trovare dovunque, anche nel tripudio barocco che ci fa volare in un sogno sognato, in un immaginifico immaginario…c’è chi ha bisogno della semplicità per volare oltre e chi si fa trasportare dalle immensità voluttuose dell’arte secentesca; personalmente la bellezza mi commuove oltre ogni dire in ogni sua manifestazione, epoca, periodo, stile perché va oltre tutto quanto, oltre ogni classificazione.

    • massimolegnani 19 novembre 2018 a 01:03 #

      sì, credo anch’io che sia romanico che d’altronde è uno stile semplice, linee pure, umiltà d’insieme.
      comprendo il tuo discorso, ma personalmente faccio fatica negli altri stili, dal gotico (che pure dal punto di vista artistico apprezzo molto) al barocco, a vedere un’espressione di fede quanto una manifestazione di potenza della Chiesa. Tra l’altro la mia è un’opinione da “estraneo” in quanto non sono credente.
      grazie Greta del tuo intervento
      un sorriso
      ml

  6. newwhitebear 19 novembre 2018 a 18:17 #

    chiese di campagne semplici e spoglie che invitano alla meditazione.

  7. biondograno70 19 novembre 2018 a 18:44 #

    che anche tu hai pure un lato “riflessivo”…
    ma va??

    amo anche io la semplice nudità di certi luoghi e contesti che poi s. francesco mi è pure simpatico.

    😀

    m.

    • massimolegnani 19 novembre 2018 a 21:11 #

      Eheh. Qualche volta rifletto come uno specchio 🙂
      Ciao Monica 🙂
      ml

      • biondograno70 19 novembre 2018 a 21:25 #

        …a beh che poi con l’ironia ci andiamo in vacanza…. anche se è quasi inverno…
        un bacio…

        m.

      • massimolegnani 19 novembre 2018 a 23:05 #

        A te 🙂

  8. miaeuridice 20 novembre 2018 a 07:59 #

    Trattasi di pievi, per lo più.

  9. elettasenso 20 novembre 2018 a 09:42 #

    Quando ho visto la chiesa, mi pareva “la mia chiesa”: in mezzo al bosco dove andavo a raccogliere legna e castagne in un tempo che fu, con il mio compagno di allora. Magnifica chiesetta che è stata per anni il nostro punto di semplice approdo.
    Buona giornata caro

    • massimolegnani 20 novembre 2018 a 11:28 #

      Mi piace quel termine, luogo di approdo, che sia per un po’ di riposo, per un panino, per un bacio o per un istante di coinvolgimento mistico, lì ci si ferma, si riflette.
      Buona giornata Eletta
      ml

  10. Sabina_K 20 novembre 2018 a 17:41 #

    Ci sono cose che si fanno tutt’uno con il paesaggio, e ancor di più con il pensiero che quel paesaggio traduce in concretezza. Starebbe alla sensibilità degli uomini di non interferire mai con quel pensiero, piuttosto di accompagnarlo, edificando con “sensibile umiltà” e con senso di consapevole rispetto .
    Ma, purtroppo, accade sempre più raramente, forse perché si è affermato un concetto dell’uomo come baricentro del mondo, al disopra e al di fuori della natura e delle cose.

    • massimolegnani 20 novembre 2018 a 18:44 #

      Ecco, sì, hai spiegato bene quello che io avevo intravisto in modo nebuloso: la fusione della costruzione dell’uomo con il paesaggio, con la terra. È una “sensibile umiltà” questo costruire semplice per elevare lo spirito partendo dalla concretissima terra.
      Grazie Sabina per le tue parole
      ml

  11. ordnas64 22 novembre 2018 a 11:11 #

    Sono in pieno accordo con te. Pur non essendo credente questi luoghi minimi e appartati danno comunque un senso di quiete e non di disagio come può accadere in tempi più altisonanti e rinomati turisticamente. Sono cromaticamente ben inseriti nel paesaggio; fatti della stessa pietra che calpesti camminando.
    Buon proseguimento

    • massimolegnani 22 novembre 2018 a 14:24 #

      Ti ringrazio per il tuo intervento in cui ritrovo lo spirito del mio brano.
      Benvenuto qui
      ml

  12. alessialia 27 novembre 2018 a 07:44 #

    Sono bellissime e sospese in un altro tempo…

    • massimolegnani 27 novembre 2018 a 11:12 #

      condivido le tue parole
      “sospese nel tempo” è una bella immagine
      🙂
      ml

  13. quarchedundepegi 6 dicembre 2018 a 15:12 #

    Già, già… non solo è bella ma fa sorridere per la sua semplicità… e quasi commuove.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

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