una breve distopia

24 Nov

by c.calati

 

 

Quando ero piccolo il cielo era solcato dagli aerei. Immagina tanti uccelli di acciaio che ti portavano ovunque volessi andare. Il nonno parla e rimesta nel pentolino le quattro erbe faticosamente raccolte. Sono stati i primi a essere fermati, ma era già troppo tardi. Poi rinunciammo ai treni, alle auto, all’elettricità. Fu inutile.

Il nipote lo ascolta annoiato, ha già sentito quel discorso e non ama immaginare quel mondo mitico, che comunque non gli riempirà la pancia. Controlla la fionda, verifica l’elastico, soppesa i  sassetti e pensa che, se non riuscirà a colpire qualche passero, domani sarà ancora erba disgustosa.

52 Risposte a “una breve distopia”

  1. teti900 24 novembre 2018 a 12:56 #

    ma sai che a giudicare il presente, quasi mi rasserena la tua rappresentazione dell’imminente futuro?

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 14:55 #

      Anch’io. D’altronde il futuro ipotizzato sarebbe figlio è conseguenza di questo presente.
      Ciao, Teti
      ml

  2. dimaco 24 novembre 2018 a 13:23 #

    Essendo che una volta si schiattava relativamente giovani, non c’erano molti vecchi a ricordarti un passato inimmaginabile. Tanto, il passato, se era bello crea solo rimpianti, e se era brutto fa solo incazzare a ricordarselo. Un onesto nichilismo ci potrebbe anche salvare, ma non è certo neanche quello.

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 14:58 #

      Sono d’accordo con te, al nipote, pragmatico, non interessano le rievocazioni quanto procurarsi qualcosa da mangiare.
      Buona giornata
      ml

  3. lamelasbacata 24 novembre 2018 a 13:27 #

    Molto bello, dici tantissimo con le parole essenziali. Bravo!
    Buona fine di settimana amico mio 😊

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 15:03 #

      Grazie Mela. Sono convinto che la terra collasserà non per una guerra mondiale o per l’esplosione di una centrale nucleare ma il raggiungere livelli di inquinamento irreversibile.
      Buona domenica ( e anche sabato 🙂 )
      ml

  4. Giuliana 24 novembre 2018 a 15:42 #

    Finché c’è ancora qualcuno che possa parlare del passato … e qualcuno che ascolti

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 17:06 #

      È vero, ma quella immaginata è una terra tornata arcaica, rassegnata, probabilmente senza futuro.
      Ciao Giuliana
      ml

  5. pino 24 novembre 2018 a 17:31 #

    Mi sorprende che in questo tuo mondo immaginario ci sia ancora spazio per l’uomo…:-)

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 17:58 #

      ..però è un uomo ridotto ai minimi termini 🙂
      Buona domenica, Pino
      ml

  6. amleta 24 novembre 2018 a 18:20 #

    Durante la guerra mangiavano gatti, topi, ucxelli, serpenti, erba amare e suole di scarpe. Ma solo chi ha sentito questi racconti di storia vera vissuta può capire il pericolo del futuro. Tutti gli altri eccoli lì ancora a cercare la migliore offerta di Black Friday….🙁

    • massimolegnani 24 novembre 2018 a 18:57 #

      Molto appropriato il tuo richiamo per contrasto al black friday. È proprio quella mentalità di consumismo estremizzato che ci sta portando al disastro.
      Grazie e benvenuta
      ml

  7. Sara Provasi 24 novembre 2018 a 22:57 #

    Che bel racconto! Anche secondo me potremmo tornare indietro a livello tecnologico!

  8. miaeuridice 25 novembre 2018 a 10:01 #

    Un’odissea nello spazio, insomma.

    • massimolegnani 25 novembre 2018 a 11:16 #

      sì! ma più che nello spazio è nella terra, a procacciarsi cibo tra erba e passeri.
      🙂
      ml

  9. Rincorrendo foglie gialle nel vento 25 novembre 2018 a 17:06 #

    Ciao Massimo, era tanto che non passavo di qui, causa impegni lavorativi, ma è sempre un enorme piacere leggere i tuoi componimenti. Non mi lasci mai l’amaro in bocca. Felice d’averti letto di nuovo! A presto, Giulia.

    • massimolegnani 25 novembre 2018 a 21:11 #

      Ciao Giulia, ben ritrovata 🙂
      Un sorriso e a rileggerci presto
      ml

  10. newwhitebear 25 novembre 2018 a 18:27 #

    la pancia vuota fa brutti scherzi

  11. Harley 25 novembre 2018 a 19:17 #

    Siamo all’impasse…

    • massimolegnani 25 novembre 2018 a 21:14 #

      ..o anche peggio dell’impasse, a una vera involuzione
      Buona serata Harley
      ml

  12. marilenamonti 25 novembre 2018 a 20:51 #

    Mi ha dato i brividi….

    • massimolegnani 25 novembre 2018 a 21:17 #

      Temo che sia uno scenario futuro plausibile se continuiamo a spremere la Terra come un’arancia
      Ciao Marilena
      ml

  13. cisonduecoccodrilli 25 novembre 2018 a 21:39 #

    Appena ci saremo estinti, la bellissima Gea tornerà un luogo stupendo. Peccato tutta quella plastica nei mari che ci metterà una vita. Siamo un cancro per questa terra. E anche per mandarti un commento, ho prodotto anidride carbonica, temo 😔

    • massimolegnani 25 novembre 2018 a 22:44 #

      ..e anche dovessimo dopo l’estinzione ricominciare il lungo cammino dalla scimmia ripeteremmo gli stessi errori in un ciclo perpetuo.
      Ciao coccodrillo
      ml

  14. alessialia 27 novembre 2018 a 07:42 #

    Eh…….

  15. Neda 1 dicembre 2018 a 20:01 #

    Te l’immagini il momento in cui non ci sarà più l’elettricità? Quante saranno le abitazioni autosufficienti in questo nostro vecchio mondo per così dire civilizzato?

    • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 20:15 #

      Poche davvero e sarà un mondo che si ripiegherà su se stesso.
      Ciao
      ml

      • Neda 1 dicembre 2018 a 20:18 #

        Io la vecchia stufa economica a legna e la lampada della nonna me le sono tenute, poi in soffitta c’è anche lo scaldino (prete o monega) per il letto, sai mai che possano servire.

      • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 20:22 #

        pure io, stufa a legna e lampada a petrolio 🙂

      • Neda 1 dicembre 2018 a 20:24 #

        E ho anche legna per tre anni.

      • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 21:45 #

        io solo per un anno, SIGH
        🙂

  16. titti onweb 8 marzo 2021 a 21:59 #

    🌹

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