viaggio intorno a un faggio

30 Nov
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by c.calati

 

 

L’altro giorno, quando è tornato il sole, avrei voluto restarmene in terrazzo a contemplare il tappeto variopinto delle foglie che si erano distese sopra l’erba. Sono un maestro di contemplazione, io, e di inazione, una sigaretta in bocca e una tazza tra le mani starei ore lì a far scorrere lo sguardo tra prato e orizzonte, e a fare niente mentre gli altri faticano. E mi spiace pure che fatichino perché mi sciupano il tappeto, io le foglie le lascerei lì per mesi come corolle attorno all’albero da cui sono cadute, d’oro sotto il ginko, rosso fuoco attorno alle liquidambra, un mantello bruno gli aghi fitti sotto i pini. Ma poi ho visto il faggio laggiù al fondo del giardino, l’unica pianta che ancora trattiene con orgoglio le sue foglie come figlie predilette e le fa splendere alla luce. Già da lontano ha qualcosa di maestoso, è un’attrazione irresistibile anche per me che sono pigro. Così ho messo gli stivali e, presa la fotocamera, ho intrapreso il viaggio. Pochi passi nel fango, a dir la verità, eppure lo spirito era quello di un viaggio di scoperta, il faggio la mia meta, l’America confusa con le Indie, che il suo nome l’ho scoperto ieri,trent’anni che lo vedo e lo credevo un platano. È stato come guardarlo per la prima volta, non l’avevo mai visto così bello, forse non lo avevo mai davvero visto. Gli ho girato tutt’attorno, allontanandomi e avvicinandomi fino al suo centro per cogliere visuali differenti, alcuni rami al sole, altri in ombra o in controluce. Ho sfiorato con gli occhi e con la mano il tronco tozzo e poderoso, decisamente brutto, un manico di materiale grezzo a reggere a raggiera un ombrello rivestito della più fine seta. Ho alternato a lungo occhio e obbiettivo, riuscendo con entrambi a trovare stupore e meraviglia.

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Poi conscio del pantano a  cui era ridotto il prato ho lasciato il faggio per la zappa, a scavare canalini di drenaggio e a fingere fatica che non so quando mi capiterà di nuovo.

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46 Risposte a “viaggio intorno a un faggio”

  1. ilmestieredileggereblog 30 novembre 2018 a 01:11 #

    “Parlano poco gli alberi, si sa.
    Passano tutta la vita meditando
    e muovendo i loro rami.” Eugenio Montejo (poeta venezuelano)
    ciao Massimo, buonanotte!!

    • massimolegnani 30 novembre 2018 a 09:55 #

      buongiorno Pina,
      grazie per i versi particolarmente appropriati
      (gli alberi ascoltano!)
      ml

  2. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 30 novembre 2018 a 08:18 #

    Alberi meravigliosi e meravigliose foto.

  3. tramedipensieri 30 novembre 2018 a 09:38 #

    Trent’anni che lo guardavo …ma non lo vedevo
    Splendite foto con l’aiuto del sole 🙂

  4. lamelasbacata 30 novembre 2018 a 15:29 #

    Pino! Pino! Cosa sta facendo? Lo vedi?

    Cosa vuoi che faccia, guarda, come al solito. Ha la tazza in mano, la sigaretta accesa e se ne sta là con gli occhi persi. E’ sempre il solito sognatore con la testa tra le nuvole.

    A me piace quando mi guarda, anzi quando mi fotografa vado proprio in solluchero!

    Perché sei sempre la solita vanitosa Ambra! Con la scusa che sei rossa naturale ti metti in mostra e lo sai che lui non resiste.

    Uff, quanto la fai lunga, sei sempre il solito barbogio.

    Io cosa devo dire invece?? Trent’anni che mi conosce e non sapeva neppure il mio nome fino a ieri!

    Hai ragione (fag)Gino, ma non lo fa apposta, era stato male informato.

    Tu lo difendi sempre…… ma che fa? Viene da questa parte? Eccolo che arriva, ma adesso sono offeso e non lo guardo, anzi se riesco gli rovescio una pioggia di foglie sulla testa!

    Oh questa è bella! Mi fotografa? Ahahah, mi fa il solletico alla scorza, che ridere. Va beh, per questa volta lo perdono visto che si è accorto di me.
    Che bello, anche un massaggino alle radici. Sì, sì proprio lì che ho una galla fastidiosa.

    Ambra! Pino! E’ andato via e sembrava avesse fretta. Gli ho visto quella lucina negli occhi, quella che gli si accende quando ha voglia di scrivere.
    Secondo me ora sale nel suo studio. Dite che racconterà di noi?

    (Un piccolo omaggio per te amico mio 🙂 )

    • massimolegnani 30 novembre 2018 a 17:25 #

      Fantastico!
      Fantastica!
      Grande Mela
      sei entrata nello spirito “farneticaio” del brano con l’irruente allegria della primavera, un vento caldo a fare mulinelli delle foglie, uno scroscio salutare di risa a bagnare barba e baffi del contemplatore pigro, una soave presa in giro che mi fa felice.
      Ambra, Pino e Gino sono stati favolosi e tu con loro.
      Grazie di aver riso con me, ti abbraccio
      ml

      • lamelasbacata 30 novembre 2018 a 21:27 #

        Ci ho pensato da stamattina presto quando l’ho letto. Avevo paura di offenderti e invece ci siamo divertiti entrambi.
        Un abbraccio!!! 😊😊😊

      • massimolegnani 30 novembre 2018 a 22:15 #

        Come mi sarei potuto offendere? Il tuo scherzare mettendomi simpaticamente al centro di questa favola è stata una vera carezza.:)
        Abbraccio te

  5. Silvia 30 novembre 2018 a 16:47 #

    Confondevi un faggio con un platano?? Ah ah!

  6. Sara Provasi 30 novembre 2018 a 17:46 #

    Che meraviglia!! E foto stupende *–*

  7. Giuliana 30 novembre 2018 a 17:49 #

    Gli alberi, potenza della natura, radici al cuore ad abbracciare madre terra e braccia al cielo verso il padre

    • massimolegnani 30 novembre 2018 a 19:52 #

      Gli alberi sono ossigeno per gli occhi e per i polmoni.
      Buona serata, Giuliana
      ml

  8. lepastelbleu 30 novembre 2018 a 18:28 #

    oro rosso dell’autunno, alberi: poesia del mondo…

    • massimolegnani 30 novembre 2018 a 19:54 #

      È vero gli alberi in autunno disegnano poesia
      Ciao, Margot
      un sorriso
      ml

  9. newwhitebear 30 novembre 2018 a 22:59 #

    splendida pianta, il faggio ma si sarà offesa per essere stata scambiata per un platano

  10. quarchedundepegi 1 dicembre 2018 a 09:50 #

    Qui vicino a casa mia c’è un meraviglioso Gingko… anch’io ho pensato che quel bel tappeto di foglie dorate dovrebbe essere lasciato lì… tranquillamente.
    BUONGIORNO.
    Quarc

    • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 12:20 #

      la penso esattamente come te, è un piccolo delitto privarci di quel sontuoso tappeto ma purtroppo a casa mia in fatto di foglie il mio parere conta poco, e allora via di soffiatore e rastrello.
      buongiorno a te, Quarc
      ml

  11. annamariaarvia 1 dicembre 2018 a 14:01 #

    Anche a me piace molto contemplare gli alberi.
    Le tue foto poi sono riuscite a rendere veramente bene la meraviglia di cui hai parlato nel tuo articolo!

    • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 15:25 #

      questi sono i giorni del loro massimo splendore 🙂
      grazie delle belle parole
      ml

  12. Neda 1 dicembre 2018 a 18:36 #

    Che bello quello che hai scritto! Una boccata di ossigeno oggi. Io quest’anno le foglie non le raccolgo, al massimo le ammucchio ai piedi degli alberi, fanno da pacciamatura alle rose, da tappeto sull’erba. A primavera raccoglierò gli scheletri delle foglie del bagolaro, ridotte a trine simile a filigrana e le userò per decorare biglietti e carte.

    • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 20:05 #

      Vorrei fare anch’io come te, ma non posso, in giardino è mia moglie che decide.
      Buona serata Neda
      ml

      • Neda 1 dicembre 2018 a 20:07 #

        Dille che vada a controllare se le foglie nei boschi le raccoglie qualcuno, magari ci ripensa.

      • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 22:45 #

        eheh, ottimo suggerimento 🙂

  13. Patrizia Caffiero 1 dicembre 2018 a 19:09 #

    ecco la mia cura. Ho spinto l’acceleratore, organizzato, fatto e disfatto il giorno e mi ritrovo ammalata e “tossicitante” a recuperare la lentezza e lo sguardo sul presente. Il tuo blog è anche questo 🙂 ciao ml

    • massimolegnani 1 dicembre 2018 a 20:07 #

      Allora ben venga l’influenza se ti riporta qui! No, dai scherzo.
      Rimettiti presta, Patrizia
      un abbraccio
      ml

  14. Ghiandaia blog 2 dicembre 2018 a 08:11 #

    Bellissima foto. Non ho capito se è il faggio comune o il faggio rosso, più raro. Ciao!🌳🌷🌳

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