i lampi di Lillo *

15 Dic

per gentile concessione di Sabina K. (artepsychesabina.blogspot.com)

 

 

Alto e asciutto, un paio di baffi neri a spiovere che creano una curiosa simmetria con le sopracciglia, altrettanto folte e scure e arcuate, Vigilio già nell’aspetto si distanzia dai coetanei, un corpo di trentenne non temprato né dalla palestra né dall’officina, un cervello che intuisci sempre in movimento nel guizzare inquieto dello sguardo, un atteggiamento singolare sul lavoro e in compagnia, da esilio volontario. Lillo, così l’abbiamo sempre chiamato e non ricordo se quel nomignolo da cane pechinese gliel’abbiamo dato noi o se se lo porta dietro dall’infanzia, se ne sta in disparte, non occupa mai la prima fila, che siano le seggiole di un bar, le poltrone di un salotto o le scrivanie in ufficio, lui preferisce la distanza e la penombra. Ma non è certo timidezza la sua, Lillo semmai ha l’arroganza del silenzio. Nelle nostre discussioni, nei dibattiti, nelle liti che accendiamo attorno a futili occasioni o più sostanziosi argomenti, lui quasi sempre tace.

Ma quando parla è un lampo che squarcia l’oscurità, perché ha chiarezza nell’esporre il suo pensiero, un pensiero mai scontato né polemico, e parole misurate che quietano gli animi arrabbiati e mettono la sordina ai primi violini, sai quelli, presenti in ogni compagnia, che si credono i migliori e non lo sono.

Ecco, la vita di Vigilio procede a lampi,che non sono strappi o tuoni, ma brevi illuminazioni a ricordarci che lui comunque c’è, e che se non è arrivato a primeggiare in alcun campo non è per inettitudine ma per disgusto filosofico alla gara.

Ne scrivo oggi del mio amico perché ieri l’ho incontrato a teatro, io placido in poltrona, lui inatteso sopra il palco. Mica mi aveva avvertito che avrebbe recitato, non è da lui pubblicizzare le cose che fa. Quindi un’apparizione inaspettata la sua, potrei dire una comparsa inaspettata, ma la battuta sminuirebbe il suo ruolo, sulla carta men che secondario, nella realtà determinante.

Era un lavoro d’avanguardia, di quelli tutti metafore ed estrosità che fatichi a entrarci dentro, a me avevano attratto il titolo della commedia, uomini e bestie e il nome piuttosto noto del regista. Eravamo al terzo atto e lo spettacolo si trascinava un po’ stancamente in un susseguirsi di scene disparate di vita più o meno quotidiana, bancarelle di mercato accanto al salotto buono di un interno borghese e al tavolo in radica di un consiglio d’amministrazione in pieno svolgimento, a cui mancava un collante che le tenesse unite.

Lillo comparve dal nulla, lo vidi che era già mescolato agli altri interpreti, ma ben distinto da questi perché lui era infagottato in una complessa imbragatura, mezzo cavallo e mezzo cavaliere medioevale. Attraversò il palco impettito e distaccato dagli eventi circostanti, riuscendo a dare, non so come,  credibilità al suo personaggio, che non capivi dove finisse il cavallo e dove iniziasse il cavaliere eppure lo prendevi per vero. Lillo non una parola prevista nel copione, non un gesto eclatante, solo il cipiglio austero del portamento.

L’unica battuta,  quando già stava per uscire di scena, fu un nitrito che lui modulò con una nota lunga di disperazione. Eccolo il collante, mi dissi, il disgusto inascoltato verso la nostra epoca da parte di un visitatore da secoli lontani.

Sono convinto che anche non fosse stata interpretata dal mio amico avrei apprezzato l’intensità di questa breve scena. Ma sono altrettanto convinto che proprio la sua interpretazione ha impresso forza e significato alla scena.

Perché Lillo sul palco aveva interpretato se stesso. L’ultimo suo lampo un nitrito.

*spunto da foto e parole di questo post di Sabina K: http://artepsychesabina.blogspot.com/2018/12/cecilia-e-lidea-del-romanzo-collettivo.html

42 Risposte a “i lampi di Lillo *”

  1. quasi40anni 15 dicembre 2018 a 07:57 #

    Lo sai che anche mio padre per esprimere la disparatezza della vita o delle persone a volte fa un nitrito ? Oggi ne capisco di più il significato

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 12:32 #

      ecco, quello che mi dici di tuo padre mi conforta, rende più credibile il brano 🙂
      un sorriso
      ml

  2. lepastelbleu 15 dicembre 2018 a 10:13 #

    io ringhio e talvolta ululo…preoccupante? magari quando c’è il plenilunio…

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 12:34 #

      eheh, no non è preoccupante, sono efficaci manifestazioni di dissenso, più di tante parole 🙂
      buona giornata, Margot
      ml

  3. franco battaglia 15 dicembre 2018 a 10:59 #

    Io a volte esterno organicamente – il mio disappunto – in altre maniere, ma non è carino che se ne disquisisca su un blog così raffinato…

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 12:35 #

      in effetti un nitrito sarebbe più raffinato 🙂
      ciao Franco
      ml

  4. Sabina_K 15 dicembre 2018 a 11:25 #

    Bellissimo, ci si sente dentro l’anima del “raccontatore”, che prende uno ” stuzzichino” dal vassoio e ci riesce ad imbandire un pasto.
    Sono proprio felice, oltreché ammirata.
    Ciao, fratello di scrittura,
    Sabina

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 12:37 #

      cara Sabina, la tua approvazione mi gratifica,
      la tua condivisione mi conforta
      grazie di avermi offerto lo spunto e di avermi permesso di utilizzarlo
      un abbraccio sorella di scrittura 🙂
      ml

  5. Daniela 15 dicembre 2018 a 16:02 #

    un suono gutturale, un grugnito, possono avere più forza di qualsiasi parola e sono universali, non han bisogno di traduzione…

  6. Harley 15 dicembre 2018 a 18:51 #

    Un nitrito val bene un’entrata in scena.

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 20:17 #

      Assolutamente sì, è se ben recitato vale una parte di cento battute 🙂
      Ciao Harley
      ml

  7. newwhitebear 15 dicembre 2018 a 22:44 #

    un bel racconto di vita, della vita di Lillo, un personaggio immaginario – o forse no – ma credibile nella vita come il nitrito finale.

    • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 23:19 #

      un personaggio immaginato sull’onda della foto, se fai caso sta indossando un costume da cavallo 🙂
      grazie GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 15 dicembre 2018 a 23:41 #

        ho visto la foto ma potrebbe essere un personaggio reale

      • massimolegnani 15 dicembre 2018 a 23:51 #

        sicuramente lo è, ma io non lo conosco. ho visto la foto sul blog che ho segnalato e ho letto un brano sullo stesso blog che forse, incidentalmente, parlava di lui

      • newwhitebear 16 dicembre 2018 a 00:26 #

        comunque ne è uscito un bel racconto

      • massimolegnani 16 dicembre 2018 a 01:21 #

        ti ringrazio!
        buonanotte

      • newwhitebear 16 dicembre 2018 a 16:12 #

        buona giornata

      • massimolegnani 16 dicembre 2018 a 19:44 #

        Ti ringrazio 😊

      • newwhitebear 16 dicembre 2018 a 21:57 #

        ciao

      • massimolegnani 16 dicembre 2018 a 22:45 #

        🙂

  8. Stefi 16 dicembre 2018 a 19:12 #

    E’ quel suo comparire dal nulla ad essere significativo.
    Un’epifania inaspettata che ferma un punto nello strano racconto d’avanguardia.

    • massimolegnani 16 dicembre 2018 a 19:51 #

      Sì l’epifania e il silenzio è il breve dire come il nitrito sono il suo punto nella commedia sul palco e immagino anche in quella della vita.
      Un sorriso, Ste’
      ml

  9. cazzeggiodatiffany 17 dicembre 2018 a 10:17 #

    Nooo ma Lillo deve esistere!!

    • massimolegnani 17 dicembre 2018 a 12:25 #

      ma Lillo esiste di sicuro, sono io che di lui conosco solo questa fotografia 🙂
      ciao Tiffany 🙂
      ml

      • cazzeggiodatiffany 17 dicembre 2018 a 12:52 #

        Comunque le tue descrizioni mi piacciono tantissimo; sembra proprio di averle davanti agli occhi, le cose o le persone di cui scrivi.

      • massimolegnani 17 dicembre 2018 a 13:24 #

        Sei davvero gentile, mi fa molto piacere quello che dici.
        Grazie 🙂

  10. Sabina_K 17 dicembre 2018 a 16:01 #

    Ho messo un “rinvio” al tuo post ad inizio del mio, (quello che parla anche di Lillo, quello sul romanzo collettivo).

    • massimolegnani 17 dicembre 2018 a 17:35 #

      Grazie!
      e io ho sistemato meglio il richiamo al tuo 🙂

      • Sabina_K 17 dicembre 2018 a 18:06 #

        grazie a te!
        comunque, la foto è pescata da internet (cioè non mi appartiene in alcun modo) e fa riferimento a delle prove di rappresentazione teatrale.

      • massimolegnani 17 dicembre 2018 a 18:18 #

        Ahah ero convinto che l’avessi, a suo tempo, scattata tu intrufolandoti nel backstage del teatro per sorprendere Lillo nei preparativi di scena. Dai, quello è troppo Lillo per essere casuale!

  11. Sabina_K 17 dicembre 2018 a 18:16 #

    Non ricordo più attraverso la ricerca di quale parola mi è comparsa l’immagina su google, so però che è un’immagine riconducibile ad un artista scomparso: Jean Dubuffet

    • massimolegnani 17 dicembre 2018 a 18:29 #

      Mi spiace, mi spiace per la fine di questo attore e mi spiace per la realtà che taglia fuori Lillo

      • Sabina_K 18 dicembre 2018 a 12:50 #

        Jean Dubuffet non è l’attore: nella foto, (così credo di ricordare), si vedono in realtà alcuni suoi allestimenti teatrali (è stato un artista piuttosto eclettico). E’ lui, l’artista, ad essere scomparso nel 1985.
        Quanto alla corrispondenza tra la foto e Lillo (che, peraltro, nella mia descrizione- e nella realtà- è tutt’altro che bruno e ha un paio d’occhi grandi-grandi, “a lago”, di un celeste chiarissimo).
        Diciamo che, per individuare un’immagine che si legasse al testo, ho seguito il mio solito criterio: digitare una parola “densa” e far scorrere google immagini. Nel caso di questo foto non ricordo più quale fosse la parola, perché a volte faccio più tentativi, forse quella che mi ha portato a quell’immagine era “visione”, “visionario”.

      • massimolegnani 18 dicembre 2018 a 15:16 #

        bè, sono contento che non è questo attore ad esser morto, a furia di osservarlo mi ero affezionato 🙂
        quanto alla non corrispondenza, è quasi inevitabile, partito da uno spunto sono poi andato per la tangente della fantasia senza rispettare l’originale 🙂

  12. Sabina_K 18 dicembre 2018 a 16:24 #

    beh, certo, ci mancherebbe, ma per un attimo ho pensato che ti fossi convinto che quello era davvero Lillo

  13. Un cielo vispo di stelle 22 dicembre 2018 a 11:33 #

    Un essere a margine (il modo, non il soggetto) pieno di fascino.
    Incisive le tue parole nel tratteggiarlo.

    • massimolegnani 22 dicembre 2018 a 11:48 #

      grazie Paolo, mi affascinano coloro che scelgono il margine, non per timidezza o eccesso di cautela ma perchè l considerano il luogo ideale per osservare quel che succede, risparmiando fiato e gesti per le poche volte che ritengono valga la pena intervenire e allora lo fanno in modo sfolgorante. Non sempre sono simpatici, hanno un che di superiorità snobistica agli affanni del mondo, ma riconosco loro capacità d’intelletto non comuni.
      buona giornata 🙂
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: