prove tecniche di trasmissione

28 Dic

by c.calati

 

 

Sotto l’albero ho trovato una fotocamera digitale, chiesta a Babbo, no, a Figlia Natale che le generazioni e i riti si sono ormai ribaltati, chiesta, dicevo, espressamente semplice e di dimensioni contenute per poterla utilizzare andando in bicicletta, infilata e pronta in una tasca della maglia. Ma siccome in questi giorni di freddo e nebbia la bici è ferma, m’impratichisco dentro casa o appena fuori, pochi passi sulla strada che presto va a morire tra i campi e i rovi colmi di brina. Inquadro, premo, scatto, fin qui tutto va liscio. Il difficile viene quando voglio trasferire le immagini dalla camera al computer.

Non sono un animale tecnologico, più che 2.0 sono 1 virgola qualcosa, cresciuto agli albori della televisione, compariva la scritta prove tecniche di trasmissione sovraimpressa al monoscopio e restava lì per ore senza che trasmettessero alcunchè, forse erano le sperimentazioni per il secondo canale, una conquista mitica la possibilità di scegliere tra due canali differenti, in realtà al momento era una scelta tra il poco e il nulla, ma inebriava di progresso. Ecco, io sono rimasto fermo al monoscopio, fisso lo schermo del pc per un tempo interminabile come bastasse guardare intensamente le icone misteriose per ottenere la trasmissione delle immagini. E mentre faccio tentativi cliccando qui e là a casaccio medito sul fatto che la mia difficoltà di trasmissione non è solo tecnica, anzi questa è quasi una metafora di un disturbo più ampio. Io che ho l’ambizione di trasmettere emozioni mi areno spesso a metà del guado tra me e voi, mi manca il salto dall’episodio personale al concetto universale. Per esempio l’altro giorno, con il brano La nostalgia delle sirene, mi mulinava in testa un’idea di solidarietà che non riuscivo a esprimere e mi sono limitato ad elencare qualche aneddoto di vita e di lavoro, lasciando a chi leggeva l’ingrato compito di cavarne un senso comune che lo coinvolgesse. Poi ieri mi capita sotto gli occhi come piovuta dal cielo questa frase di Chandra Livia Candiani:

c’è un suono particolare, intenso, e soprattutto per chi vive in città anche frequente, è il suono delle ambulanze. Io invito a non ascoltarlo come un suono tra gli altri ma come il segnale dell’emergenza, qualcuno ha bisogno di me, almeno del mio pensiero: “So che sei lì, so che sei in pericolo, non sei solo, ti sento, ti mando il mio augurio di bene.”

Che meraviglia! Ecco com’è il saper andare dritti al cuore del concetto e delle persone, ecco le parole semplici e giuste per trasmettere l’essenza universale che a me sono mancate. Ondeggio tra l’ammirazione per Chandra e la frustrazione di sentirmi come un vecchio mai vissuto, incapace di rinascere nel travaso di parole.

E intanto riesco nell’intento, mentre rifletto sulle pochezze mie e provo vie tecniche a casaccio, di trasferire un’immagine dalla camera al computer e da qui al post. Mi rinfranca che la prima foto sia di Enea, il gattino che è con me da pochi giorni. Sì, c’è qualcosa di consolatorio nel suo essere giocoso e impertinente, curioso e coccolone, nel suo inconsapevole sostituirsi a chi lo ha preceduto, aggiungendomi piccole emozioni senza rubare spazio al ricordo di Birolli. Perché ogni novità è una minima rinascita e forse è questo è il senso dell’andare.

 

 

 

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60 Risposte to “prove tecniche di trasmissione”

  1. ninanona8200 28 dicembre 2018 a 14:23 #

    Hai reso benissimo invece, non credo tu abbia bisogno di rinascere in nessun travaso.
    Chandra, come sai, l’adoro. È la concretizzazione della parola “oppprtuna”.
    Lo è sempre.
    Continua a fotografare, c’è un mondo incantevole intorno.

    • massimolegnani 28 dicembre 2018 a 15:23 #

      Chandra l’ho conosciuta proprio da te, prima non sapevo chi fosse, e pochi giorni più tardi mi sono imbattuto in quella sua frase che mi ha lasciato stupefatto tanto è bella e puntuale.
      un abbraccio, Nina
      ml

  2. La volontà è la spinta più grande verso l’apprezzamento, insieme alla curiosità.
    Le immagini catturano quanto spesso le parole non sanno descrivere.
    Vedrai che con la pratica tutto sarà più semplice.

  3. Maria 28 dicembre 2018 a 15:57 #

    Che carino Enea 💓

    • massimolegnani 28 dicembre 2018 a 17:42 #

      Vero? e di giorno in giorno è sempre più vivace e affettuoso 🙂
      Ciao M.aria
      ml

  4. Un cielo vispo di stelle 28 dicembre 2018 a 16:27 #

    C’eri riuscito benissimo anche tu. Ci hai portati per mano sulla soglia di quella consapevolezza.
    Buoni scatti Massimo! (anche sul divano)

    • massimolegnani 28 dicembre 2018 a 17:52 #

      di fronte alla densità delle parole di Chandra le mie scompaiono 🙂
      grazie Paolo,
      buoni giorni a te
      ml

  5. ogginientedinuovo 28 dicembre 2018 a 17:07 #

    Se c’è qualcuno che riesce a trasmettere emozioni, sei tu.
    La macchina fotografica diventerà un’altra parola, che userai al pari di quelle che ti sono già familiari 🙂
    Il tutto con il supporto del nuovo aiutante (peraltro bellissimo) Enea!

  6. Sara Provasi 28 dicembre 2018 a 17:30 #

    Ma che CARINO *__* ❤

  7. pino 28 dicembre 2018 a 18:20 #

    …non possedendo neanche un telefonino, io sono rimasto fermo ai segnali di fumo 🙂

    • massimolegnani 28 dicembre 2018 a 18:48 #

      eheh, tu sei la mia consolazione quanto ad arretratezza tecnologica 🙂
      buona serata, Pino
      ml

  8. fleurerose 28 dicembre 2018 a 19:23 #

    Tante emozioni, in un post solo. Grazie:)

  9. Giuliana 28 dicembre 2018 a 21:55 #

    Il senso dell’andare … una cosa nuova ogni giorno, una strada, un progetto, un’idea. Scuotere cuore e mente, sempre, tenerli svegli, pieni di vita. Stupirsi sempre, questo è importante, imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, sbagliare e non arrendersi, la vittoria delle piccole cose …

    • massimolegnani 28 dicembre 2018 a 23:28 #

      sì, Giuliana, condivido ogni parola che hai detto
      il piacere nelle piccole cose 🙂
      buona serata,
      ml

  10. Alidada 29 dicembre 2018 a 01:35 #

    buoni scatti Massimo…il micio è stupendo

  11. LaDama Bianca 29 dicembre 2018 a 13:24 #

    E’ un regalo bellissimo 🙂
    Io amo scattare fotografie, negli ultimi 2 anni è diventata una passione. Vedrai che ti divertirai, e pian piano non uscirai più senza.

    • massimolegnani 29 dicembre 2018 a 16:23 #

      vero! già oggi me la sono portata in bici 🙂
      ciao cara Dama
      ml

  12. Ghiandaia blog 29 dicembre 2018 a 19:39 #

    Gatto stupendo. Auguri di buon anno.🚵🚴🚵 e tanti giorni in bicicletta.

    • massimolegnani 29 dicembre 2018 a 21:31 #

      Grazie Lucia, buon anno a te e buona bici anche a te che se non sbaglio sei appassionata.
      🙂
      ml

  13. newwhitebear 29 dicembre 2018 a 21:46 #

    Massimo, di solito c’è una schedina dove la fotocamera memorizza immagini e video. Prova con quella. Le immagini di norma sono jpeg o jpg. I video mp3 o mp4.
    Pero collegando fotocamera e pc tramite cavetto usb, dovresti vedere la famosa scheda.

  14. ilmestieredileggereblog 29 dicembre 2018 a 23:52 #

    Buon anno, pieno di scatti e di pensieri! Micio bellissimo !!

    • massimolegnani 29 dicembre 2018 a 23:57 #

      grazie Pina
      che il tuo sia un anno pieno di (bei) libri e di buoni giorni
      🙂
      ml

  15. yourcenar11 30 dicembre 2018 a 13:45 #

    Che bel regalo! La fotocamera ti permetterà di ampliare e di modificare il tuo sguardo, è molto diversa dal cellulare. In bicicletta poi vedrai che ti darà la gioia di andare in giro anche per scoprire particolari nuovi e punti di vista differenti, attimi che vorrai fermare per te e anche un po’ per trasmetterli a noi, che li aspettiamo insieme alle tue parole! La foto del tuo piccolo micio intanto promette bene!
    A presto, io sono in attesa…
    Cristina

    • massimolegnani 30 dicembre 2018 a 14:47 #

      Spero di non deluderti e di portarti con le immagini in qualche luogo dove non sei stata 🙂
      Un abbraccio, Cris
      ml

  16. Bloom2489 30 dicembre 2018 a 13:55 #

    Non voglio essere banale, ma l’emozione qui si sente particolarmente. Il rischio contrario è quello di raccontare l’emozione, che forse è la cosa da evitare assolutamente quando si scrive.

    • massimolegnani 30 dicembre 2018 a 14:57 #

      Non sei banale ( e comunque apprezzo il coraggio di chi accetta il rischio di risultare banale pur di esprimere quello che pensa), manifesti un concetto che condivido, l’emozione, per quanto è possibile, deve trapelare più che essere detta.
      Ciao Bianca,
      un sorriso
      ml

  17. Stefi 30 dicembre 2018 a 16:50 #

    Scrivi: “…mi manca il salto dall’episodio personale al concetto universale.”
    Io non credo sia un salto, ma un fluire naturale perché se salto dev’essere allora è artificio. Se emerge naturalmente dalla tua penna è perché così doveva essere; se invece hai bisogno di dargli una spinta per fargli fare un balzo, allora forse non doveva essere raccontato, o perlomeno, non doveva essere raccontato in quel momento.
    Troppo fatalista? O, al contrario, troppo deterministica?
    Che dilemma, eh….

    • massimolegnani 30 dicembre 2018 a 18:23 #

      Ne’ l’una né l’altra, semplicemente corretta, non deve essere un salto ma fluire spontaneamente o non essere per nulla. Sono d‘accordo con te.
      Un sorriso, Ste’
      ml

  18. arroccodelriccio 30 dicembre 2018 a 18:51 #

    Mi piace questo ribaltamento tra generazioni e riti, ammiro le tue prove tecniche di trasmissione. E comunque, che bel regalo ti ha fatto tua figlia!

    Buona serata,

    Riccio

    • massimolegnani 30 dicembre 2018 a 20:14 #

      Sì, nemmeno io amo i ruoli ingessati, mi piace che nella vita si rimescolino le carte:)
      Buona serata a te, Riccio,
      ml

  19. Neda 31 dicembre 2018 a 16:34 #

    L’essere umano ha impiegato duecentomila anni per ricavare un’amigdale da un chopper e noi pretendiamo di passare da una tecnologia ad un’altra in poche ore…Cavoli, ma questo è il “progresso”!

    • massimolegnani 31 dicembre 2018 a 16:39 #

      eheh, io sono rassegnato, per quanto corra non riuscirò mai a tenere il passo del progresso.
      Ciao Neda
      un sorriso
      ml

      • Neda 31 dicembre 2018 a 16:41 #

        Comunque, pur andando lentamente, prima o poi ci arriviamo.

      • massimolegnani 31 dicembre 2018 a 18:04 #

        Sì, ma intanto il progresso procede 🙂

  20. cuoreruotante 5 gennaio 2019 a 01:42 #

    Quello che ho letto è emozione pura. Sono in arretrato con i tuoi articoli e ho per primo questo, grazie alla tua splendida foto. E poi c’è stata la riflessione che hai citato e le tue parole a fare da cornice. Dolcemente, come sempre.

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