di aringhe e d’acciughe

14 Gen
img_2156

c.calati

 

 

Una, l’aringa, era arrivata da lontano viaggiando però comoda avvolta nei vestiti di ricambio nel magro bagaglio delle nostre bici.

L’altra, l’acciuga, un viaggio breve e periglioso, tutto di fatica dal mare di Liguria su, controcorrente, per fiumiciattoli a risalire quei monti che non so mai se ultime Alpi o primi Appennini. Brevi tratti in treno al guinzaglio della sua padrona, il resto a nuoto come le anguille dai Sargassi alle Valli di Comacchio (o sono i salmoni dall’Atlantico alla Scozia?).

L’aringa l’avevamo vista a Bornholm, un’isola del Baltico, appesa alla parete di un affumicatoio, ridotta a scheletro di ceramica e metallo, mentre mangiavamo le sue grasse sorelle, tu di buona lena, incuriosita dal pasto e dall’ambiente diversi dal consueto, io con qualche diffidenza per le troppe spezie e per gli aromi estrosi. Amore a prima vista e lunga trattativa con degli isolani danesi più scafati che venditori di tappeti turchi.

L’acciuga l’avevo vista su un blog di pastelli e pennelli *, mi aveva affascinato per la sua bellezza delicata e per la sensibilità mostrata dall’artista nel dipingerla su un piccolo relitto di legno raccolto apposta dopo una mareggiata. Per me era come avesse salvato il pesciolino sbattuto dalle onde sugli scogli. E poi c’era tutto quel blu, colore di riconoscimento del pastello. Mi piacque subito e lo dissi, ma mai avrei immaginato che di lì a poco quella stessa acciuga avrebbe bussato alla mia porta,  un magico passaggio dal virtuale al reale, dai pixel ai pigmenti deposti con passione su un legnetto.

Così ora i due pesci azzurri stanno vicini, appesi ad una parete della cucina. Due gemelle diverse, l’aringa e l’acciuga, la prima, grossa e sgraziata, ha la bocca spalancata come avesse ancora l’amo conficcato tra le fauci, invece la seconda, esile ed elegante, sembra vivere una seconda vita fuori dall’acqua e dentro i colori. Guardala come galleggia agile sopra al pezzetto di legno.

img_2157

* https://lepastelbleu.wordpress.com/2018/12/15/la-rivalsa-dellacciuga/

42 Risposte a “di aringhe e d’acciughe”

  1. lepastelbleu 14 gennaio 2019 a 00:39 #

    come sei carino! sono proprio contenta che la piccola bluetta sia nella tua casa, probabilmente va d’accordo con quella grossa nordica un pò “svuotata”. Grazie del racconto, è tenero e vitale, e, naturalmente delle citazioni..in blu.

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 00:50 #

      sei tu che sei stata gentile a regalarmi la dolcissima acciuga 🙂
      Grazie Margot, ti abbraccio
      ml

  2. Un cielo vispo di stelle 14 gennaio 2019 a 00:51 #

    Queste sono sorprese meravigliose!

  3. dimaco 14 gennaio 2019 a 00:52 #

    Tu certo conosci, stando in Piemonte, le storie delle acciughe appese a un cordino, penzolante sul tavolo delle cascine del secondo dopoguerra, ad accarezzare il pane nel desco miserabile eppure nobile dei contadini che avevano stomaci da riempire più con gli occhi che con altro.
    Apprezzo il tuo omaggio al pesce piccolo ma nel contempo gigantesco di quelle povere genti che provavano a ripensare a un futuro, che adesso è il nostro presente di costosi barattoli comprati da Eataly, pronipoti di quella lì che dicevamo, appesa.

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 01:08 #

      affascinante questo tuo leggere la nostra storia recente attraverso la lente delle acciughe, dalla povertà dignitosa all’opulenza spesso villana.
      grazie per il tuo bel commento
      ml

  4. Giuliana 14 gennaio 2019 a 07:15 #

    Mi piace quell’acciughina azzurra, sembra scappata dal mare per una gita imprevista in montagna

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 12:17 #

      sì una giovane acciuga scappata di casa per andare alla ventura 🙂
      buona giornata, Giuliana
      ml

      • Giuliana 14 gennaio 2019 a 16:06 #

        Non si divertirà molto appesa al muro ☺

      • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 19:31 #

        È un’acciuga saggia, dice spesso “meglio appesa da sola che stesa in un barattolo con cento sorelle” 🙂

      • Giuliana 14 gennaio 2019 a 20:01 #

        Ma vero!!! 👍

      • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 21:25 #

        🙂

  5. Valeria Minciullo 14 gennaio 2019 a 12:27 #

    Sembra la parete di una casetta al mare, immagino proprio il tipo di casa.
    Chissà che contrasto si crea con il tuo ambiente più montanaro.

    Molto carine entrambe, di più l’acciughina Margot che sembra più felice 🙂

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 12:54 #

      vero, i due pesci sulla parete, danno un tocco marino, però si sono subito amalgamati col resto dell’ambiente, almeno ai miei occhi 🙂
      e concordo con te, l’acciuga sembra più felice dell’aringa che pure è lì da ben più tempo.
      ciao Valeria
      ml

  6. yourcenar11 14 gennaio 2019 a 16:18 #

    Sto provando ad immaginare quali altri oggetti alle pareti fanno compagnia all’aringa e alla piccola acciuga blu. Sono belle ambedue e stanno bene insieme! Evviva il blu!
    Ciao
    Cristina

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 19:34 #

      Accanto hanno il telaio di una finestra finta attraverso cui possono “vedere” il mare di cui hanno nostalgia:)
      Ciao Cris
      ml

      • yourcenar11 14 gennaio 2019 a 23:23 #

        Anche le tue risposte ai commenti sono interessanti. Ciao Massimo, buonanotte! Cris

      • massimolegnani 15 gennaio 2019 a 00:12 #

        eheh, ci tenevo a farti sapere, a te che ti chiedevi 🙂

  7. biondograno70 14 gennaio 2019 a 17:54 #

    …quasi favole..
    un abbraccio.
    m.

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 19:35 #

      Sì una realtà travestita da favola 🙂
      Ciao m. un sorriso
      ml

  8. lamelasbacata 14 gennaio 2019 a 19:05 #

    Un dono meraviglioso, la piccola acciuga si troverà benissimo nella tua cucina!

  9. annaecamilla 14 gennaio 2019 a 20:22 #

    Che bel racconto, simpatico e delizioso. Un viaggio di due pesci. ❤️

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 21:26 #

      Grazie dell’apprezzamento e benvenuta 🙂
      ml

      • annaecamilla 14 gennaio 2019 a 21:27 #

        Grazie a te💖💖💖

      • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 21:32 #

        🙂

  10. newwhitebear 14 gennaio 2019 a 22:31 #

    si fanno compagnia e si raccontano le storie di mare per ingannare il tempo.
    Simpatico racconto come sono arrivate nella tua cucina

    • massimolegnani 14 gennaio 2019 a 22:38 #

      eheh ne hanno di storie di mare da raccontarsi, che una non conosce il Baltico, l’altra non sa il Ligure 🙂
      Ciao GianPaolo, buona serata
      ml

  11. flampur 15 gennaio 2019 a 07:21 #

    L’aringa a mo’ di lastra no, ma l’acciughina dipinta è di una leggiadria tutta particolare.

    • massimolegnani 15 gennaio 2019 a 11:30 #

      sono d’accordo con te, l’acciuga conserva una vitalità elegante, l’aringa è tutta scheletro!
      ciao Franco
      ml

  12. Sabina_K 16 gennaio 2019 a 15:37 #

    E’ bellissimo questo post, è una favola che si concretizza, l’acciuga e l’aringa sono vere

  13. cazzeggiodatiffany 19 gennaio 2019 a 11:24 #

    A me piace anche l’aringa.. ne ha di cose da raccontare!

    • massimolegnani 19 gennaio 2019 a 15:10 #

      vero, l’aringa arriva da lontano e lì attorno al Baltico è la regina della tavola 🙂
      ciao Tiffany
      ml

  14. alessialia 20 gennaio 2019 a 13:14 #

    sono felici insieme!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: