una coppia venuta da fuori

17 Feb
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c.calati

 

 

Che coppia stramba, borbottavano in paese vedendoli passare la mano nella mano, mai le dita intrecciate, solo il palmo stretto al palmo, come si fa con i bambini per paura che ti sfuggano. E nessuno sapeva dire chi dei due potesse sfuggire all’altro. Lei sempre curata, di un’eleganza estrosa, nastri tra i capelli, camiciole e gonne a fiori, lui sciatto, sandali nei piedi, una barba ispida da ladro e una selva di capelli bianchi a scendere confusi sulle spalle o trattenuti malamente da uno spago.

Erano comparsi dal nulla qualche tempo prima e subito era stata una gara a leggere la loro vita, come se a vederli passare per le strade acciottolate del paese fosse uno sfogliare le pagine di un rotocalco di pettegolezzi. Di sicuro c’era solo la differenza dell’età che saltava all’occhio al primo sguardo, ma qualcuno non s’accontentava dell’approssimazione e sparava anni e anamnesi con la competenza di un commerciante di cavalli a cui basta un’occhiata alla dentatura per sapere tutta la vita della bestia, sessantadue contro trentacinque, potrebbe essere suo padre e forse lo è davvero. E non si viene, chissà da dove, a vivere qui a San Cataldo delle Marche se non si ha qualcosa da nascondere.
E divennero per tutti padre e figlia, secondo quella tenace regola secondo la quale è la voce del paese a decidere la verità per gli estranei.

Che coppia assurda, dicevano in negozio e già sapevi di chi parlavano. Il padre fa il pittore, raccontò chi aveva sbirciato dalle finestre aperte, macchie orrende che puoi appendere al contrario e nemmeno lui se ne potrebbe accorgere. Una voce in controcanto aggiunse mentre tastava le patate: la figlia si dipinge le unghie e le fa asciugare al sole. Altri contribuirono con dettagli che volevano essere piccanti in un crescendo rossiniano: lei ogni tanto gli si rivolta contro, dice una. Sì, l’ho sentita gridare che non si riconosce in quel tal quadro, conferma un’altra, sa bene chi è la puttana che lui ha dipinto!, e abbassa la voce su puttana, perché fosse chiaro che lei certe parole non le dice, le riporta. Infine un coro di madame con la sporta: In quei quadri senza senso?! Lei giovane e bella è gelosa di un vecchio senza un soldo!

Che coppia scandalosa, e scuotevano la testa sul sagrato sottolineando la loro costante assenza dalla messa. Indicavano le finestre spalancate sulle liti, che erano urla tutti i giorni, e sulle paci urgenti, fatte di fretta o lentamente, sempre a suon di gemiti ed abbracci. Ormai era chiaro a tutti che non fossero padre e figlia, ma nessuno si prese la briga di correggere nelle chiacchiere di mezzogiorno l’errore iniziale di valutazione, forse perché la parentela inesistente faceva loro comodo aggiungendo scandalo allo scandalo. E quelle liti e quelle paci tutti ad ascoltarle come schegge di notizie del telegiornale.

Che coppia sconcia, dissero il giorno della morte, o meglio due giorni dopo, quando il silenzio troppo lungo e l’odore dolciastro che usciva dalle finestre li spinsero a dare un’occhiata dentro. Giacevano nudi su un letto sfatto, lui come si fosse addormentato con la faccia sprofondata tra le sue cosce, lei con un’espressione di beatitudine negli occhi. In paese la morte fu vissuta come una conferma della dissolutezza in vita che era giusto condannare. Solo ogni tanto qualche parola di pietà pelosa mormorata a denti stretti, tanto per tenersi aperta la porta del paradiso che non si sa mai che Dio trovi eccessiva la loro intransigenza.

Che coppia particolare, esclamò il medico legale quando comprese la dinamica del doppio suicidio, osservando la vulva nero-violacea e gonfia, esattamente come la lingua dell’uomo. Che tipo di veleno la lingua del vecchio amante avesse spalmato con l’ultima passione tra le cosce della donna l’avrebbe scoperto con le indagini tossicologiche, anche se aveva pochi dubbi che si trattasse dell’arsenico. Ma quanto aveva appena visto gli bastò per raccomandare all’inserviente: Trattali bene questi due, che sono una bella coppia.

50 Risposte a “una coppia venuta da fuori”

  1. Moon 17 febbraio 2019 a 12:45 #

    🙂

  2. lepastelbleu 17 febbraio 2019 a 13:58 #

    come ti è venuta in mente una storia così? che strano….a metà tra l’essere atroce e tenera…

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 16:14 #

      ho voluto creare una vicenda che prestasse il fianco ai pettegolezzi di paese, dove già l’essere forestieri porta al preconcetto, figuriamoci il resto 🙂
      e di questa coppia non ho voluto offrire altra visuale se non quella dei paesani.
      buona giornata Margot e grazie della lettura 🙂
      ml

  3. LaDama Bianca 17 febbraio 2019 a 17:06 #

    Beh, effettivamente una coppia strana visto il triste epilogo…

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 19:03 #

      Ho scelto volutamente una coppia un po’ estrema per contrapporla al bigottismo e all’ipocrisia della gente. Chi si allontana pubblicamente dalla norma viene bollato.
      Buona serata, Dama
      🙂
      ml

  4. Giuliana 17 febbraio 2019 a 17:36 #

    … strana e con strani problemi ma magnifica!

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 19:08 #

      Ecco, anche secondo me questa coppia aveva qualcosa di bello 🙂
      Grazie Giuliana
      ml

      • Giuliana 17 febbraio 2019 a 20:24 #

        Sicuramente un filo che li ha uniti nella vita e nella morte

      • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 21:30 #


        forse erano di quelli che non riescono a sopportarsi vicini ma non sopportano di stare lontani
        o forse il motivo era tutt’altro

      • Giuliana 17 febbraio 2019 a 21:40 #

        … o forse erano clandestini in questa vita

      • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 22:23 #

        forestieri lo erano e il loro amore poteva essere clandestino e forse non solo quello

  5. Neda 17 febbraio 2019 a 17:59 #

    Un racconto molto ben scritto, avvincente e anche molto realistico. Bello davvero.

  6. La Casetta del Merlo 17 febbraio 2019 a 19:40 #

    Che bel racconto, e che bella coppia, viene da chiedersi il perché di un epilogo così triste …

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 21:24 #

      Ho preferito non motivare il doppio suicidio come ne sapessi quanto i paesani.
      Grazie del commento e benvenuta 🙂
      ml

  7. biondograno70 17 febbraio 2019 a 20:05 #

    ….sto ancora riflettendo….

    a te che vengono storie…che le vai a prendere e poi ce le dipingi e ce le fai raccogliere tra le dita… con timore e passione…

    te sei così… un po’…

    m.

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 21:27 #

      Wow, che belle parole.
      Io sono così…compiaciuto del tuo commento 🙂
      Un sorriso, m.
      ml

      • biondograno70 17 febbraio 2019 a 21:38 #

        …lo so, per questo esistono le empatie, per raccontarsele, non per far calzette alla luce del camino…

        😀

      • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 22:17 #

        Vero! Niente calzette davanti al camino 🙂 🙂

  8. vikibaum 17 febbraio 2019 a 22:01 #

    o forse erano davvero padre e figlia…in piena tragedia greca… che non sempre è finzione

    • massimolegnani 17 febbraio 2019 a 22:27 #

      ecco la differenza tra te e i paesani sta tutta in quel “forse”.
      Per loro ogni cosa era una certezza, per te solo un’ipotesi e come tale la posso condividere.
      Ciao Viki 🙂
      ml

  9. Apparentemente 18 febbraio 2019 a 07:16 #

    Mi ha fatto ricordare qualcosa,ma non ricordo cosa..

    • massimolegnani 18 febbraio 2019 a 11:03 #

      se ti torna in mente dimmelo 🙂
      ml

      • Apparentemente 18 febbraio 2019 a 11:06 #

        Impossibile con tutti i libri che ho letto..però solo dal titolo senza leggere già ho pensato a “ cortesie per gli ospiti “…vabbè la storia è diversa ma molto bella..si legge in due ore

      • massimolegnani 18 febbraio 2019 a 11:40 #

        devo averlo letto (penso di aver letto tutti i romanzi di mcewan) ma non me lo ricordo minimamente

  10. Apparentemente 18 febbraio 2019 a 15:53 #

    Uno dei miei preferiti

    • massimolegnani 18 febbraio 2019 a 19:53 #

      per me un’occasione per rileggerlo e vedere se c’e’ qualche aggancio col brano 🙂

  11. newwhitebear 18 febbraio 2019 a 22:08 #

    un altro bel racconto di come la cattiveria paesana bolla due persone di differente età.
    Certo che sono morti in beatitudine nell’ultimo atto della loro vita,

  12. dimaco 19 febbraio 2019 a 01:20 #

    E se ad ammazzarli non fosse stato quel veleno, quello chimico, ma tutto il veleno di prima, tutto quello che la gente serpiforme non si astiene mai dall’iniettare?
    Sei un bell’ofiologo, tu…

    • massimolegnani 19 febbraio 2019 a 10:24 #

      eheh tutta la mia ofiologia, o quasi, è una reminiscenza del Nome della rosa con quelle lingue gonfie e morte. Ne ho voluto fare un uso..più romantico.
      Quanto al veleno delle maldicenze, mi piace pensare che la mia coppia se ne fregasse bellamente, troppo impegnati loro due a vivere (e a morire) insieme nel loro guscio di liti e di passioni.
      ciao e grazie 🙂
      ml

  13. elettasenso 19 febbraio 2019 a 08:51 #

    Come sempre: bellissima storia. Bella storia sulla diversità. E sulla lettura della diversità. Quel che accade quando due elementi estranei alla piatta “normalità” entrano in una comunità urbana sociale culturale. Certe personcine per bene vivono la loro vita nutrendosi dello scandalo degli altri. Succhiano la vita da chi la vive. Chiacchiere e bisbigli, taglia e cuci, illazioni e maldicenze. Da sempre il diverso fa paura. Deve essere omologato insultato. Una volta c’era la lapidazione o il rogo, oggi bastano le parole. ❄

    • massimolegnani 19 febbraio 2019 a 10:41 #

      ho voluto tratteggiare due mondi paralleli e separati, la coppia “diversa” da una parte, il paese pettegolo dall’altra.
      è chiaro che tutte le mie simpatie vanno ai due stravaganti protagonisti che penso indifferenti al chiacchiericcio molesto che li circondava.
      a guardarli dall’esterno loro giganteggiano per passionalità, oserei dire per vitalità nonostante il suicidio finale (che non ho voluto indagare ma che ho immaginato come una scelta condivisa e motivata da problemi strettamente loro) rispetto alla piccinerie delle maldicenze.
      è vero oggi spesso bastano le parole per annientare una persona, ma se i paesani sono convinti di aver prevalso su quei due si sbagliano di grosso.
      un abbraccio di buona giornata, Eletta
      ml
      (e un grazie)

      • elettasenso 20 febbraio 2019 a 16:53 #

        Anch’io tifo per loro perché, come dicevo stamattina a un’amica, a me piace molto scandalizzar la gente ( non per vezzo ma per sostanza ). Viva la diversità. Buon pomeriggio caro amico

      • massimolegnani 20 febbraio 2019 a 17:56 #

        Ecco, non per vezzo ma per sostanza, esattamente così anche per loro 🙂

      • elettasenso 20 febbraio 2019 a 21:17 #

        Yesss 😀

      • massimolegnani 20 febbraio 2019 a 23:44 #

        🙂

  14. Sabina_K 19 febbraio 2019 a 16:51 #

    Mi piace la sconsideratezza surreale dei due, il loro essere fuori da ogni catalogazione e, per assurdo, la loro capacità di incarnare tutte le ipotesi.
    Di questo è fatta l’umanità reale: di mille possibili interpretazioni.
    Di questo hanno paura i mediocri, che cercano il rifugio dietro il già visto per continuare a morire in pace…

    • massimolegnani 19 febbraio 2019 a 18:57 #

      Del tuo commento sposo ogni parola (la sconsideratezza surreale dei due!!) perché chiarisce anche a me l’essenza del racconto. La tua chiusa poi è illuminante.
      Grazie Sabina
      ml

  15. Maria 20 febbraio 2019 a 12:37 #

    Ci sono racconti e racconti, e questo l’ho adorato! 😍 è intrigante, le parole scorrono benissimo, i commenti dei paesano poi! Mi è piaciuto molto 😊 inaspettato anche il finale… ma mi pare che in molti tuoi racconti muoia qualcuno, o sbaglio?

    • massimolegnani 20 febbraio 2019 a 12:54 #

      mi fai riflettere, sì credo tu abbia ragione, la morte ricorre con una certa frequenza, forse eccessiva, nei miei racconti.
      d’altronde è l’episodio finale che ci accomuna tutti.
      e poi non sempre è un evento “luttuoso”, qui per esempio la mia intenzione era di porre l’accento più sulla modalità che sul fatto in sè, una sorta di omaggio alla carnalità della coppia.
      e sono soddisfatto che tu abbia apprezzato questo brano nonostante il risvolto “macabro”
      ciao M.aria, grazie
      ml

      • Maria 20 febbraio 2019 a 13:30 #

        Ho capito sì 🙂 è vero, in effetti tutti lì andiamo a finire xD
        Grazie a te per la bella lettura!

      • massimolegnani 20 febbraio 2019 a 14:20 #

        ma non abbattiamoci, prima di finire lì abbiamo la vita da attraversare 🙂

      • Maria 20 febbraio 2019 a 14:22 #

        Ben detto 😀

      • massimolegnani 20 febbraio 2019 a 14:32 #

        ti sorrido

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