terzo pontile

26 Feb

c.calati

 

 

Una mattina di fine settembre, dopo aver girovagato per la città dorata, prendo la salitella che partendo dalla piazza del mercato s’inoltra tra vecchie ville e qualche casa contadina in una periferia perfetta che con poche faticose pedalate sfuma dal traffico alla solitudine del lago. Una cosa di cui sono grato a Ivrea è questa facilità all’evasione.

Dalla strada il pontile sembra deserto, così mi fermo alla piccola area da picnic prospiciente la riva, appoggio la bici ad una panca, bevo qualche sorsata dalla borraccia e mi avvio ai pochi gradini che scendono all’approdo.

Solo in quel momento mi accorgo delle due figure stese, direi appiattite, sulle assi più lontane, quelle che formano il braccio corto della grande croce adagiata sull’acqua.

Allora mi siedo all’ombra dei salici, accendo una sigaretta e osservo a lungo il ragazzo e la ragazza: immobili, contrapposti, apparentemente silenziosi.

Dovrei lasciarli in pace, defilarmi prima che mi vedano, riprendere la bici verso altri scorci di lago che ce ne sono tanti, ma qualcosa mi trattiene, e non è solo il richiamo del pontile, sono loro. Non so se siano una coppia o se la loro sia una vicinanza casuale. Ma meno ne so e più li immagino. Quello che so è che lui legge un libro poggiandosi sui gomiti, e che lei, stesa all’altro estremo, sonnecchia rosolandosi all’ultimo sole utile dell’anno.

Tra i due c’è una sorta di intesa in quello stare vicini e distaccati, è un ignorarsi confidenziale, un placido ossimoro in armonia con l’acqua calma.  Adesso sono così, ma quello che immagino è che prima qualche minima cosa deve essere successa.

Appena prima del mio arrivo lui aveva provato a leggerle qualche passaggio a voce alta, ricevendone però in cambio un mormorio a bocca chiusa, vagamente annoiato. Il ragazzo s’è subito ammutolito sentendosi improvvisamente fragile, sai il timore del rifiuto che serpeggia nelle zone ombrose degli uomini, giovani e no. Lei, dopo un tempo opportuno, ha rovesciato all’indietro un braccio e allungato le dita come tentasse di arrivare a sfiorargli il piede troppo lontano in una rassicurazione necessaria. Lui ha l’impressione che qualcosa stia accadendo alle sue spalle, ruota la testa, vede le dita, sorride. Basta questo a trasformare il loro mutismo un po’ scontroso in  un silenzio quasi maestoso. Ed è il frammento che colgo col mio arrivo.

Ora tacciono in pace, come quell’acqua dove ho appena lanciato un sassolino, qualche cerchio ad incresparla poi questa s’è richiusa quieta. Mi ha sempre stupito la capacità delle donne di provocare piccoli subbugli e poi appianarli utilizzando il minimo dispendio di energia, che uno poco attento nemmeno si sarebbe accorto della scaramuccia.

Io invece ho notato tutto, anche quello che non è successo.

Ancora sguardo a quella immobilità che sa di vita e poi riparto.

48 Risposte a “terzo pontile”

  1. lamelasbacata 26 febbraio 2019 a 22:55 #

    Quante storie tra le assi di quel pontile! Scintille di vita vera e verosimile che le tue abili dita raccolgono, per farne dono a chi ti legge. Grazie mio caro

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 00:53 #

      è un luogo dove torno spesso e quasi sempre vi trovo qualcosa che mi piace, anatre, persone, nulla 🙂
      buona notte Mela cara
      ml

      • lamelasbacata 27 febbraio 2019 a 22:28 #

        Trovare il nulla, il proprio nulla, è un’esperienza gratificante.
        Buona serata a te 😊

      • massimolegnani 28 febbraio 2019 a 00:15 #


        un sorriso

  2. Valeria Minciullo 27 febbraio 2019 a 02:04 #

    Io invece voglio immaginare che qualcosa sia successo (o non successo) dopo che tu sei andato via.

    Buonanotte, Massimo.

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 11:48 #

      buongiorno Valeria,
      chissà magari si sono avvicinati oppure avranno proseguito in quell’ignorarsi confidenziale 🙂
      ml

  3. Giuliana 27 febbraio 2019 a 07:23 #

    Stupendo 😊 anche se non fosse successo nulla

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 11:49 #

      quantomeno c’era una staticità viva e confortevole nel loro stare
      buona giornata, Giuliana
      ml

  4. La Casetta del Merlo 27 febbraio 2019 a 07:41 #

    Ma che bello: hai un dono, lo sai vero?! Sono felice di averti scoperto 🙂 Buona giornata, Elena

  5. ilmestieredileggereblog 27 febbraio 2019 a 08:40 #

    Il pontile degli incontri ispirati…..

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 11:54 #

      è un pontile che già mi piace per struttura, se poi accoglie umani o animali simpatici (c’era un cigno che bazzicava lì attorno ma pare sia stato ucciso) ancora meglio
      buona giornata, Pina
      ml

  6. pino 27 febbraio 2019 a 11:56 #

    Sono convinto che l’immagine di quella tua foto sarebbe piaciuta ad Edward Hopper: l’avrebbe impressa in un suo dipinto per raccontare l’incomunicabilità di una giovane coppia 🙂

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 12:13 #

      quanto mi fa piacere il tuo richiamo ad Hopper, sebbene io in questa coppia ho percepito un affiatamento sotterraneo.
      si vede che ero in una giornata di raro ottimismo 🙂
      ciao Pino e grazie
      ml

  7. rodixidor 27 febbraio 2019 a 12:44 #

    Grande pezzo con tante considerazioni su cui si potrebbe parlare a lungo:
    *) “Ma meno ne so e più li immagino” .. Vero, in una massima racchiuso il motore del raccontare, del leggere, la curiosità che acuisce i sensi …
    *) Poi c’è il raffronto tra le onde che increspano il lago attorno all’impatto del sasso e la capacità attribuita alle donne “di provocare piccoli subbugli e poi appianarli utilizzando il minimo dispendio di energia .. ” Questo è un pezzo da maestro perché potrebbe essere utilizzato per spiegar il propagarsi per onde dell’energia del sasso che perturba il fluido ad una annoiata scolaresca liceale trovando l’appiglio per suscitare il loro interesse citando la capacità delle donne di innescare un moto ondoso perturbante in un animo con minimo dispendio energetico.
    *) Poi c’è il voyerismo di ognuno di noi si metta di fronte ad una pagina bianca a raccontare storie …
    *) Poi c’è un lato tuo autobiografico che ti rende più simpatico: “appoggio la bici ad una panca, … Allora mi siedo all’ombra dei salici, accendo una sigaretta …” Ma si, la trasgressione al tabacco dopo una pedalata tanto salutare ti rende più simpatico 🙂

    Questo pezzo ha un unico difetto: non l’ho scritto io 😦

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 18:00 #

      Intanto tu hai scritto questo commento che è roba ritagliare e tenersi in tasca come un talismano per i tempi bui. E poi me ne ricordo di tuoi racconti che trascinano nel vortice della fantasia e so che altri ne verranno 🙂
      Un abbraccio fraterno, rodix
      ml

  8. Maria 27 febbraio 2019 a 16:03 #

    Che bello! Ho visto tutto 😀 mi piace anche la riflessione sulle donne… e che dire dello scatto 😊

  9. newwhitebear 27 febbraio 2019 a 16:48 #

    bisogna avere la capacità di cogliere le sfumature, lavorare con l’immaginazione per colmare i vuoti naturali che una scena offre. E così hai fatto tu.

  10. Pendolante 27 febbraio 2019 a 17:37 #

    “un ignorarsi confidenziale”. Il percepire la confidenza che si ignora è parte di un senso sesto o settimo o ottavo che non tutti hanno, ma che allarga gli orizzonti

    • massimolegnani 27 febbraio 2019 a 18:10 #

      È quello stesso senso che ti aiuta a leggere la vita come una chiromante dei tuoi sconosciuti compagni di treno 🙂
      Ciao Katia
      ml

  11. Deserthouse 27 febbraio 2019 a 19:25 #

    i tuoi post me li godo piano piano, così ne apprezzo la scrittura, il ritmo, le ambientazioni e i personaggi che descrivi. in questo ultimo periodo in cui fatico a scrivere è così bello leggere i tuoi post e in generale i post qui su wordpress; allietano le giornate, anche quelle più pesanti.

    • massimolegnani 28 febbraio 2019 a 00:14 #

      che bello sapere il modo delicato con cui mi leggi.
      ti abbraccio
      ml

  12. Sabina_K 28 febbraio 2019 a 11:40 #

    davvero interessante la tua riflessione sulle donne:
    “Mi ha sempre stupito la capacità delle donne di provocare piccoli subbugli e poi appianarli utilizzando il minimo dispendio di energia, che uno poco attento nemmeno si sarebbe accorto della scaramuccia”
    Altrettanto “interessante” è la tua capacità d’attenzione.
    Bellissimo poi star dentro o accanto ad un silenzio maestoso.

    • massimolegnani 28 febbraio 2019 a 13:12 #

      era proprio uno starci dentro a quel silenzio fermo e maestoso.
      grazie Sabina
      a presto
      ml

  13. Neda 28 febbraio 2019 a 13:15 #

    Bello osservare e immaginare ciò che c’è “dietro le quinte”.
    Sei bravo a descrivere ciò che vedi e lo fai vedere anche a noi.
    Grazie.

    • massimolegnani 28 febbraio 2019 a 14:32 #

      sorrido perchè ci siamo incrociati manco ci fossimo dati appuntamento 🙂
      grazie a te Neda, e buona giornata
      ml

  14. Stefi 1 marzo 2019 a 06:53 #

    Le rivelazioni, spesso, si nascondono nei vuoti di ciò “che non è successo”. Tu le hai colte, con gli occhi sensibili del vero scrittore.

    • massimolegnani 1 marzo 2019 a 10:21 #

      amo riempire i vuoti di ciò che “forse” non è successo 🙂
      grazie Stè
      un sorriso
      ml

  15. flampur 1 marzo 2019 a 07:20 #

    Sei unico nel dare vita alla staticità di un’immagine. Una roba alla Lumiere, voglio credere.

    • massimolegnani 1 marzo 2019 a 10:25 #

      bè, un fratello appassionato di cinema ce l’ho, quindi forse sono sulla buona strada per i Lumiere 🙂
      grazie Franco, buona giornata
      ml

  16. Un cielo vispo di stelle 2 marzo 2019 a 12:26 #

    “Un silenzio maestoso”. Dà il senso di quanto sia ricco e carico.
    Forse non c’è niente di più bello di perdersi in un simile magnetismo originato da un’anonima vicinanza. Un universo riempito – parlo da uomo – di vertiginose immaginazioni, originate da frammenti, rumori, impercettibili…
    Animo palpitante, vivido, attento il tuo…

    • massimolegnani 2 marzo 2019 a 15:08 #

      è il silenzio soprattutto che aiuta a ricostruire ciò che forse non è stato.
      grazie Paolo delle bella parole
      ml

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