l’occasione fa l’uomo bravo

7 Mar
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c.calati

 

 

Pino gonfia i palloncini e ride.

A guardarlo sembra un citrullo.

In realtà lui ride all’allegria che non sapeva di possedere e che ora sparge intorno come chicchi di semenza. E ride anche a quell’uovo di Colombo che è la vita.

Pino non era mai stato un uomo buono, anche prima del suo dramma era un tipo chiuso, concentrato su se stesso e disattento agli altri. E dopo il dramma tutto è stato peggio. Da allora Pino ha viaggiato nella vita con un dolore dentro come una cancrena e un rimorso continuamente rinnovato che gli serrava le labbra impedendogli il sorriso. Ti porterò a pescare quando sarai più grande, ci divertiremo, diceva al suo bambino, scrollandoselo di dosso infastidito, mentre usciva la domenica mattina con la canna e il pentolino dei cagnotti.

Ma più grande il suo Michele non lo è diventato mai.

E non è più andato a pesca, il Pino, troppo grande la colpa per non aver giocato.

Per vent’anni è andato avanti a rabbia e odio per ogni cosa che si muovesse sulla terra. Anche il sangue che donava ogni sei mesi non era una vera offerta al prossimo, ma una restituzione puntigliosa al padreterno per non sentirne più parlare, un tentativo di pareggiare il conto aperto, che tanto ne aveva consumato il figlio in poche notti prima di morire, più delle bottiglie che una combriccola di ubriachi si scola in una settimana di bagordi.

Ma un giorno Pino è entrato per sbaglio in Pediatria, cercava la Cardiologia che è al piano sottostante. Un errore madornale, non di aver confuso un piano con l’altro ma di aver varcato il luogo che da allora s’era proibito. Compreso l’equivoco, si è messo ad annaspare verso l’uscita. Prima che arrivasse alla maniglia, un bimbo gli si è aggrappato ai pantaloni: Tu sei BabboNatale, vero?

L’istinto era quello di scrollarselo di dosso e di scappare, ma non è stato in grado di trasmettere l’ordine alle gambe, inchiodate al pavimento. Quello gli ha tirato di nuovo i pantaloni, che lo guardasse negli occhi: BabboNatale mi fai guarire?

Pino avrebbe voluto piangere, urlare, sprofondare, disintegrarsi in mille minutissimi frammenti, che non restasse traccia del suo passaggio sulla terra. È rimasto lì impietrito sulla porta per una vita intera.

Poi si è arreso e si è messo a ridere a bocca spalancata, mentre le ginocchia si piegavano da sole. Da un tavolino ha raccattato un palloncino floscio e ci ha dato dentro a pieni polmoni, come fosse il suo cuore, quel palloncino rosso, che finalmente si espandeva al mondo. A guarire ci penseremo dopo, ora divertiamoci a giocare.

Pino non ha più smesso di ridere e di gonfiare palloncini.

A guardarlo sembra un citrullo.

 

44 Risposte a “l’occasione fa l’uomo bravo”

  1. elettra 7 marzo 2019 a 13:25 #

    Meraviglioso racconto. Di una profondità speciale.

  2. Walter Carrettoni 7 marzo 2019 a 13:46 #

    Un citrullo felice…

  3. Evaporata 7 marzo 2019 a 14:40 #

    I citrulli in genere non vivono male. 🐾

  4. pino 7 marzo 2019 a 14:43 #

    Ci tengo a precisarlo: quel pino non sono io 🙂 A parte gli scherzi, il racconto è bello e toccante. Sembra quasi che scaturisca da fatti e circostanze legate in qualche modo alla tua esperienza professionale.

    • massimolegnani 7 marzo 2019 a 14:56 #

      hai avuto l’intuizione esatta (e, dopo questa intuizione, difficile per te continuare a sostenere che non sei quel Pino)
      Pino lo incontravo tutti i giorni in reparto come volontario d’animazione, e mi sono sempre chiesto che storia avesse dietro quell’allegria profusa a piene mani. non potendo darmi una risposta concreta me la sono data di fantasia 🙂
      buona giornata, Pino
      ml

  5. Ghiandaia blog 7 marzo 2019 a 19:01 #

    Quei palloncini li gonfia per il figlio che da lassù gli sorride. è sereno, ha pareggiato il conto.🌠🎈🎈🎈

    • massimolegnani 7 marzo 2019 a 20:45 #

      Sì, credo sia questo il senso, un conto pareggiato senza badare al dare e all’avere.
      Buona serata, Lucia
      ml

  6. dimaco 7 marzo 2019 a 23:26 #

    Molto bello, e confortante.
    Ma poi, quando tireremo la riga, il conto sarà giusto?

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 00:13 #

      il bello di Pino è che lui ora fa senza pensare alla riga da tirare e alla cifra che comparirà sotto.
      grazie dell’apprezzamento
      ml

  7. Stefi 7 marzo 2019 a 23:45 #

    Su quella porta per una vita intera continuerà a starci. Però ora ha scelto il lato giusto verso cui girarsi.

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 00:20 #

      per alcuni, con le medesime storie tragiche alle spalle, quella porta diventa un ostacolo insormontabile.
      Pino ha avuto la fortuna di superarla per sbaglio e la bravura di non uscirne più 🙂
      buona notte, Stè
      ml

  8. franco battaglia 8 marzo 2019 a 07:31 #

    Spezzi il cuore a leggerti… storie meraviglia che meriterebbero di esistere. Ma grazie a te, esistono.

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 11:58 #

      bè, Pino esiste davvero e davvero gonfia palloncini e ride.
      Non so se la sua storia sia questa che gli ho cucito addosso con filo rosso e fantasia,ma so che lui quando gliel’ho fatta leggere, arrivato a “citrullo” s’è fatto una risata delle sue 🙂
      Un abbraccio, Franco
      ml

  9. teti900 8 marzo 2019 a 09:47 #

    i palloncini mi mettono tristezza. li avevo debellati per via della plastica, poi siccome posso vedere poco mia nipote ho pensato di lasciarne uno ogni volta che la vedevo così da creare una sorta di consuetudine gioiosa e persistente che in effetti la bimba sembrava gradire.
    al quinto palloncino mi è stato vietato per la pericolosità che le esplodesse in faccia.
    ennesima castrazione di ogni singolo mio gesto e iniziativa nei suoi confronti da parte della madre biologica (altro nome sarebbe meno educato).
    poco male, l’ambiente se ne gioverà e io ho ancora abbastanza creatività da inventare e brandire come una scure contro un’imbecillità talmente enorme che quando si ritorcerà contro al soggetto che la detiene la seppellirà fino al soffocamento nel suo brodo di ottusa arroganza e smisurata ignoranza.

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 12:04 #

      sembra una prudenza pelosa quella dei genitori, più castrante che utile.
      ogni tanto scoppiava un palloncino in reparto e sembrava che i bimbi non aspettassero altro che lo scoppio per provare il brivido ed esorcizzare la paura con un altrettanto sonoro scoppio..ma di risa. 🙂
      buona giornata Teti
      ml

  10. LaDama Bianca 8 marzo 2019 a 12:18 #

    Caspita, un colpo nello stomaco questo racconto…
    Come ci riesci non lo so, ma mi fai letteralmente entrare nelle tue storie e nei tuoi personaggi.
    Sinceramente, grazie.

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 12:36 #

      riunisco fili da differenti vicende a cui mi capita di assistere e arbitrariamente li cucio addosso a qualche altra persona rendendola personaggio 🙂
      Cara Dama le tue parole sono davvero gentili, grazie
      ml

  11. biondograno70 8 marzo 2019 a 17:59 #

    …il dolore di una ferita infetta e inferta…

    quando non si ha tempo e se ne ha, e quando se ne ha ma non se ne ha più…

    non c’è frattura più immensa.

    purtroppo.

    m.

    • massimolegnani 8 marzo 2019 a 19:47 #

      La seconda frase del tuo commento è la perfetta fotografia del senso di colpa vissuto da Pino.
      Un abbraccio, Monica,
      ml

  12. newwhitebear 8 marzo 2019 a 22:06 #

    non so se sia vera o inventata ma leggendola fa molta commozione. Pino in un colpo solo ha recuperato vent’anni di dolori.

  13. elettasenso 9 marzo 2019 a 09:04 #

    Uscire da un dolore donando gioia. Più io do, più io ho.
    Favola con una bellissima morale.

    • massimolegnani 9 marzo 2019 a 10:26 #

      è l’uovo di Colombo, esci da te stesso e ti accorgi del mondo 🙂
      grazie Eletta,
      buon giorno
      ml

  14. Bloom2489 9 marzo 2019 a 22:11 #

    Anche qui c’è il filo rosso?

    • massimolegnani 9 marzo 2019 a 22:40 #

      Direi proprio di sì, esce dalla tasca destra di Pino che lo srotola per i corridoi e chiunque lo può toccare
      Un sorriso
      ml

  15. Un cielo vispo di stelle 11 marzo 2019 a 09:28 #

    Bello! (commovente, tanto) Viva i bambini!

    • massimolegnani 11 marzo 2019 a 12:32 #

      ..e viva chi i bambini sa farli ridere e sa ridere con loro 🙂
      ciao Paolo
      ml

  16. Sabina_K 12 marzo 2019 a 17:27 #

    Davvero credo che la potenzialità della vita si esprima al massimo quando accade di riuscire a “girare” un dolore in un “arricchimento” interiore.
    No, non è che succeda solo con il dolore; no, non è che il dolore sia un male necessario, tutti ne faremmo volentieri a meno. E’ che il dolore può essere un punto di partenza di una crescita in positivo.

    • massimolegnani 12 marzo 2019 a 18:27 #

      Sono in totale sintonia con le tue parole.
      La reazione istintiva al dolore di un lutto è di chiusura al mondo, ma se si riesce a “manipolare” il dolore allora si aprono scenari inimmaginabili di aiuto agli altri. Certo occorre fare una violenza a se stessi e a volte un caso fortuito, come nel racconto, può aiutare.
      Buona serata, Sabina
      ml

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