nessuna più (Vilma, parlandone da diva)

14 Mar
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c.calati

                                              

                                                                                       

Nessuna più in ambulatorio a far la diva involontaria, che lei calcava il pavimento come fosse un palcoscenico facendo di se stessa un personaggio sfaccettato, un po’ macchietta per ridere con noi, un po’ convinta di avere un ruolo tragico. Ma mai diva del muto, che lei non era capace di tacere, probabilmente parlava anche nel sonno. Incredibilmente, nonostante il suo profluvio di parole e di stranezze annesse e sconnesse, l’ambulatorio non aveva mai funzionato così bene come da quando ne era lei la responsabile.

Nessuna più con quel nome scriteriato, Vilma, (ma senta, non dovrebbe esserci la W? Ma cosa vuole che sapessero i miei genitori e poi mica c’era la Vdoppia a quei tempi) e con quella cadenza veneta, una cantilena inconfondibile che sembrava appena sbarcata in Piemonte e invece era qui da tre generazioni.

Nessuna più a dire a proposito e sproposito quella parola bizzarra, GIOIOSO!, al bambino che appena devastato dal prelievo strabuzzava gli occhi e chiedeva in perfetto piemontese ma che minchia dice?.  E quell’altra parola ancora più stramba, MARTIRIO, inizialmente riferita al proprio marito, ma poi estesa ad ogni uomo che avesse una donna a fianco, ehi lei, martirio, mi dia una mano con suo figlio.

Nessuna più a farmi quei discorsi così lineari, tutti a spizzichi, smozzichi e ammicchi che, arrivati in fondo, ancora non sapevo di che cosa stessimo parlando.

Ha visto? mi chiedeva facendo un cenno con il mento a indicare chissà cosa.

Visto cosa, Vilma?”

 Dee dotore, cossa le avevo dito?

Che dito, il medio?

Ela!! ce semo capiti, noo? E dava una zoccolata di rimarco al pavimento

Ma ela chi? la mamma del bambino appena uscito?, azzardavo annaspando.

Ela, caspita!! Non mi faccia dire.

E agitava i fogli che aveva in mano, o la siringa appena usata o il bicchiere con l’urina che temevo lo bevesse in un momento di eccessivo fervore oratorio. Ma intanto non diceva, nel senso che, senza confermare o negare nulla, andava avanti con mezze parole e allusioni incomprensibili, e girava la testa a destra e a manca più rapida di uno struzzo per essere sicura che nessuno ascoltasse. Nemmeno io, in verità, ascoltavo più.

Disemolo chiaro, dotore, non se può, ecco! È d’accordo?

Come no, Vilma!, assentivo stremato, e non capivo se alludesse al Direttore Generale o a Mario il portinaio, senza tralasciare nessuna delle figure intermedie tra i due.

.Ma, soprattutto, nessuna più ad accendere il ventilatore a soffitto, che Vilma, in crisi di calore anche a gennaio, lo attaccava appena entrava in servizio. E io lavoravo con un’aria siberiana a gelarmi la pelata.

Vilma, non potrebbe spegnere il ventilatore una mezz’ora? Muoio di freddo.

No, dotore, ghe xe aria viziata.

E smanettava implacabile sull’interruttore a mettere la velocità al massimo.

Io sacramentavo a bassa voce ma, pur ribollendo di rabbia come un facocero appena impallinato, non osavo insistere per timore che lei spalancasse pure le finestre

 

Insomma, nessuna più farà girare le pale come Vilma!

 

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46 Risposte to “nessuna più (Vilma, parlandone da diva)”

  1. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 14 marzo 2019 a 14:22 #

    Cos’è successo a Vilma?

  2. Ghiandaia blog 14 marzo 2019 a 16:34 #

    Nonostante le stranezze, le cantilene, forse adesso Vilma le manca! 👕👡🛍

    • massimolegnani 14 marzo 2019 a 18:37 #

      Sicuramente, Vilma è una forza della natura. Qui l’ho messa un po’ in ridicolo, ma è un’infermiera in gamba.
      Ciao Lucia:)
      ml

  3. La Casetta del Merlo 14 marzo 2019 a 17:20 #

    Sto ridendo da sola 😂😂😂 È un personaggio di fantasia o la signora Vilma esiste anche nella realtà? In ogni caso, grazie per questo racconto! Elena

    • massimolegnani 14 marzo 2019 a 18:39 #

      Vilma esiste davvero anche se con un altro nome, altrettanto assurdo 🙂
      Grazie per le tue risa gratificanti 🙂
      ml

  4. Neda 14 marzo 2019 a 20:12 #

    Grazie…sto ancora ridendo! Mi ci voleva questa sera, davvero.

    • massimolegnani 14 marzo 2019 a 21:03 #

      Ne sono felice
      Tra l’altro far ridere è più difficile che commuovere, quindi le tue risa sono un bel premio:)
      Buona serata, Neda
      ml

      • Neda 14 marzo 2019 a 21:28 #

        Vero, far ridere non è facile.

      • massimolegnani 14 marzo 2019 a 21:34 #

        🙂

  5. lamelasbacata 14 marzo 2019 a 22:48 #

    Bellissimo! Con un dottore e un’infermiera così, lavorare deve essere stato a dir poco scoppiettante! 😉

    • massimolegnani 15 marzo 2019 a 00:10 #

      eheh, in effetti tra me e lei erano sorrisi e petardi 🙂
      buona notte cara Mela
      ml

  6. blogcambiopasso 15 marzo 2019 a 08:56 #

    😂😂😂 sembrate una coppia fantastica è ben assortita!!

    • massimolegnani 16 marzo 2019 a 00:25 #

      sì, nonostante le punzecchiature e le prese in giro lavoravamo bene insieme.
      ciao cambiopasso, contento di rivederti
      🙂
      ml

  7. rodixidor 15 marzo 2019 a 11:04 #

    Bellissimo quadretto, hai saputo renderla viva e presente anche a noi lettori che non l’abbiamo mai vista. Magia delle parole e del saperle usare. Spero sia andata in pensione la simpatica infermiera. 🙂

    • massimolegnani 16 marzo 2019 a 00:29 #

      sì, è andata meritatamente in pensione.
      grazie rodix delle parole di apprezzamento
      ml

  8. Sabina_K 15 marzo 2019 a 14:16 #

    Bellissimo titolo e bellissima introduzione, ha qualcosa di teatrale e riesce, partendo da lontano, ad introdurre il personaggio dandogli fisicità e concretezza.
    Bella Vilma, nel suo essere “imperfetta”, come tutti, ma pronta, vitale, capace di afferrare la realtà al volo, rendendosi insostituibile e facendosi poi rimpiangere, nonostante l’aria sparata d’inverno e il resto.

    • massimolegnani 16 marzo 2019 a 00:33 #

      in effetti ho cercato di dare al dialogo un ritmo teatrale, contento che tu l’abbia sottolineato.
      Povera Vilma l’ho un po’ maltrattata, ho calcato sui difetti, ma ha tanti pregi sia professionali che umani
      buona notte Sabina
      ml

  9. sguardiepercorsi 15 marzo 2019 a 16:57 #

    L’hai raccontata in modo così vivido che è come se ce l’avessi davanti agli occhi! 🙂
    Ciao Massimo!

  10. newwhitebear 15 marzo 2019 a 18:33 #

    avere un’infermiera così deve essere un martirio altro che MARTIRIO.
    Simpatico racconto, credo del tutto genuino

    • massimolegnani 16 marzo 2019 a 00:35 #

      un martirio e un piacere, che professionalmente era molto più in gamba di come l’ho dipinta 🙂
      ciao GianPaolo.
      ml

  11. Apparentemente 16 marzo 2019 a 14:53 #

    Orco can

  12. Stefi 18 marzo 2019 a 23:17 #

    Degna di un film di Verdone, la tua Vilma. ☺

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