Divago

18 Apr

photo by c.calati

 

Il bello del teatro, anche al mio livello ultra amatoriale, è il continuo dentro e fuori da sé stessi, come intrappolati in una porta girevole, pezzo forte di Charlot. Ti assegnano una parte, la leggi, la studi e ti senti assai distante da chi devi interpretare, caratteri diversi, pose, parole, filosofie opposte tra te e lui. E pensi che dovrai scindere persona e personaggio, per qualche ora alla settimana dovrai essere diverso da te stesso, dovrai indossare una maschera, farti personaggio.

Così pensi all’inizio e ti senti schizofrenico.

Ma poi avviene la cosa straordinaria, una sorta di sovrapposizione tra te e lui, a poco a poco quello che era il tuo personaggio diventa persona, diventi tu. Alla fine reciterai te stesso perché è vero siete distanti eppure a un tratto ti ricordi che in quella determinata occasione ti sei comportato esattamente come lui, chiunque sia il “lui” che ti hanno assegnato. E allora dilati quello spicciolo di memoria, lo ripercorri e lo utilizzi per assomigliare a lui pur restando te stesso.

In questo modo, negli anni, non hai interpretato ma sei stato per intero Anacleto di Calvino, frastornato in una città fantasma (quante volte ti è successo di aggirarti stanco per strade sconosciute, il Bancomat che non ti riconosce o sei tu che sbagli PIN, gli alberghi che sembrano spariti, la lingua incomprensibile), sei stato Woody Allen che ci prova ancora ma raccatta figuracce (e qui basta pescare nel mazzo, dalla biondina di mille anni fa a cui facevo il filo..bè sei arrivato secondo, peccato!..ah, ecco, alla colonna dietro cui da tirocinante maldestro mi ero appiattito per non incontrare il severissimo primario e lui..bù! Cos’è, gioca a nascondino “dottor” legnani?).

Insomma ogni volta il pubblico crede che io, con più o meno bravura, stia portando in scena il tal personaggio, mentre ogni volta sul palcoscenico porto parti di me.

Quest’anno sarò il dottor Divago in un monologo di Stefano Benni, un tipo strambo che non riesce a fare un discorso rettilineo e si perde dietro mille divagazioni.

Avete presente certi brani di ml dove lui parte dal glicine e si ritrova in Vietnam, o guarda le betulle e si mette a raccontare di principessine russe?

Ecco, appunto!

Uguale, che non so più se sono io o lui.

Ma non divaghiamo. Addio amore (sipario)

 

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36 Risposte to “Divago”

  1. Giuliana 18 aprile 2019 a 05:24 #

    Abbiamo mille parti e mille copioni in questa vita, spesso costretti a recitare nostro malgrado.

    • massimolegnani 18 aprile 2019 a 13:13 #

      proprio così, Giuliana, e la vita è il nostro palcoscenico che non sempre ci accoglie bene.
      un sorriso un poco amaro
      ml

  2. mocaiana 18 aprile 2019 a 06:01 #

    I Greci antichi, prima di recitare, sacrificavano a Dioniso affinchè garantisse il ritorno dell’attore a sé stesso. Hai colto questo rischio, mi pare. Ma sei troppo te stesso per correre rischi 🙂 Buona giornata Massimo

    • massimolegnani 18 aprile 2019 a 13:16 #

      questa notizia storica mi affascina.
      ti ringrazio e buona giornata a te 🙂
      ml

  3. Daniela 18 aprile 2019 a 08:28 #

    a volte è difficile circoscrivere i limiti della realtà con quelli del sogno, capita spesso quando si legge un libro di identificarsi con qualche personaggi, anche molto diverso dal nostro essere, ci appropriamo delle sue stramberie , forse perchè vorremmo essere un po’ come lui, e quando terminiamo l’ultima pagina ci troviamo in un momento di grande imbarazzo. Lui non può aver assorbito qualcosa da noi, ma noi ci siamo fatti attraversare completamente dal suo essere…

    • massimolegnani 18 aprile 2019 a 13:18 #

      sì, che sia lettura o recita ci immergiamo in un mondo parallelo da poi non è sempre facile uscire.
      ciao Daniela 🙂
      ml

  4. ogginientedinuovo 18 aprile 2019 a 09:18 #

    E ci si conosce un po’ meglio…
    massimolegnani attore, che bella scoperta 🙂

    • massimolegnani 18 aprile 2019 a 13:19 #

      eheh, però attore è una parola grossa, quasi come scrittore 🙂
      un sorriso
      ml

  5. newwhitebear 18 aprile 2019 a 21:27 #

    niente divagazioni. Siamo seri, vero Signor Anacleto che di nome fa Legnani?
    Bel pezzo, divertente e scapigliato

  6. Stefi 19 aprile 2019 a 06:06 #

    Ho ben presente quei brani di ml dove le idee si mescolano e i pensieri si rincorrono. Vivere altre vite e farle diventare nostre, essere io che assorbe altri io, farsi altri per essere meglio sé stessi. Ho presente, sí. 😊

    • massimolegnani 19 aprile 2019 a 11:06 #

      “essere io che assorbe altri io” esattamente così.
      e tu, che sei burattinaia di tanti personaggi, lo sai bene 🙂
      buona pasqua, Stè
      ml

      • Stefi 22 aprile 2019 a 06:41 #

        Giá. 😊
        Buona pasquetta, ml

      • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:15 #

        grazie, anche a te
        🙂

  7. intempestivoviandante 19 aprile 2019 a 11:53 #

    Come capisco! Il teatro, l’entrare e uscire da certe parti che ti appartengono e non ti appartengono, il divagare, le cose che non ti riconoscono, le figuracce…

    • massimolegnani 19 aprile 2019 a 13:41 #

      eheh, sì, teatro e scrittura sono un continuo entrare e uscire da atteggiamenti che solo apparentemente non ci appartengono:)
      Buona Pasqua, Alex
      ml

  8. Ghiandaia blog 20 aprile 2019 a 08:57 #

    Allo scrittore, dottore, attore, tanti auguri di Buona Pasqua.

  9. Maria 20 aprile 2019 a 15:03 #

    Attraente lo scatto! 😀
    e pura verità: difficile recitare una parte senza portare con sé pezzi di se stessi.

    • massimolegnani 20 aprile 2019 a 17:42 #

      eheh, non ricordo come sono riuscito a farmelo, non sembra neanche un selfie 🙂
      In fondo è un bene recitare parti di se stessi 🙂
      Buona Pasqua, M.aria
      ml

      • Maria 20 aprile 2019 a 18:57 #

        Eeh… buona Pasqua a te, Massimo! 🌸

      • massimolegnani 20 aprile 2019 a 20:16 #

        🙂

  10. yourcenar11 20 aprile 2019 a 18:56 #

    La potenza del teatro è questa: chi “recita” in realtà porta allo scoperto caratteristiche umane, proprie o di altri, sfumature e atteggiamenti, azioni e comportamenti in cui anche noi – magari in modo spesso inconsapevole – possiamo riconoscerci.
    La vita va in scena sul palcoscenico del mondo. Che bella esperienza!
    Con un augurio sincero
    Cristina

    • massimolegnani 20 aprile 2019 a 20:20 #

      È un continuo ondeggiare tra il se’, il diverso da se’ e il somigliante a se’ 🙂
      Un abbraccio e tanti auguri a te, Cri
      ml

      • yourcenar11 22 aprile 2019 a 17:24 #

        Auguri anche a te, anche se ormai siamo fuori dalle feste pasquali.
        Ciao ml, al prossimo post!
        Cristina

      • massimolegnani 22 aprile 2019 a 17:45 #

        A presto 🙂

  11. Luigi Catillo 26 aprile 2019 a 22:44 #

    In bocca al lupo per la tua attività teatrale!

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