quell’uomo

22 Apr

c.calati

 

 

Quell’uomo mi ha incuriosito.

Mi capita, una o due volte al mese, di vederlo passare sotto la finestra del mio studio mentre affronta la salita dai ciottoli sconnessi che porta al castello. Non so come si chiami né da dove venga, sicuramente non abita nel borgo, siamo talmente pochi che ci conosciamo tutti. Probabilmente arriva  da una qualche casa dei paraggi e vuol dire che si sobbarca ogni volta un bel cammino.

Ha un’eleganza sobria, d’inverno un loden verde e un cappello di feltro scuro che gli nasconde il volto,  posso notare solo il pizzetto curato, nei mesi caldi una giacca sportiva senza cravatta e un fresco panama in testa. Ai piedi, in qualunque stagione, scarpe inglesi che con la loro suola in cuoio risultano poco pratiche sui sassi sdrucciolevoli della via, e infatti gli vien fuori una camminata piena di cautela che lo invecchia.

Sembra un turista solitario interessato ai tesori del castello.

Ma al castello lui non arriva mai.

Si siede sulla panchina rivolta a valle, vicino alla grande quercia e non lontana dalla cancellata d’ingresso, come voglia rifiatare pochi istanti.

Poi ci resta delle ore.

Ogni tanto mi affaccio per vedere se sia ancora lì. C’è.

Predilige venire di pomeriggio, qualche ora prima del tramonto, per cui dalla mia finestra vedo di spalle la sua sagoma scura nel controluce d’occidente. Sta seduto quasi immobile, nelle ore muta magari la posizione di un braccio, l’inclinazione del capo ma poco altro.

A volte una gazza gli saltella intorno. Non so se sia sempre la stessa, ma la cosa straordinaria è che dopo qualche saltello la gazza si blocca ai piedi della panchina, per nulla intimorita dall’uomo. Credo che si blocchi per adeguarsi al suo immobilismo, sai come quando uno parla e l’altro tace fino a che anche il primo si zittisce per non essere importuno.

M’incuriosisce quest’uomo e la cosa più curiosa è che finora non ho mai colto l’istante in cui si alza e se ne va.

Sembrano, lui , la gazza e la panchina, intagliati in una lastra di metallo nero.

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46 Risposte to “quell’uomo”

  1. Stefi 22 aprile 2019 a 06:40 #

    Trova lí la sua pace, io credo.

  2. Giuliana 22 aprile 2019 a 06:51 #

    Potrebbe nascondere una storia struggente oppure, semplicemente, adora quel paesaggio

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:18 #

      credo sia una panchina da meditazione, come una seggiola davanti al camino o una poltrona circondata dalla musica.
      buona Pasquetta Giuliana
      ml

      • Giuliana 22 aprile 2019 a 09:25 #

        O il mio tavolo da disegno … Buona pasquetta a te caro Massimo

      • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:27 #

        esattamente 🙂
        (grazie)

      • Giuliana 22 aprile 2019 a 09:27 #

        😘

      • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:32 #

        🙂

  3. coulelavie 22 aprile 2019 a 07:44 #

    la gazza (o è un corvo?) sicuramente è sempre la stessa. gli uccelli sono molto più svegli di quanto pensano gli umani, e si ricordano bene le persone. forse ne è incuriosita. ma non lo teme, altrimenti non gli si approssimerebbe a quel modo. sì, questo uomo incuriosisce anche me… 🙂

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:22 #

      è una gazza di sicuro, per l’aspetto e per la posa impettita.
      penso anch’io che sia sempre la stessa perchè ha un atteggiamento confidenziale come avesse superato la paura dell’umano.
      ciao coulelavie 🙂
      ml

  4. flampur 22 aprile 2019 a 08:08 #

    Prendere curioso spunto da una lastra in salotto è tipico delle persone ricche di immaginazione. E tu lo sei magnificamente. 😉

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 09:25 #

      sei un fine osservatore.
      è proprio come dici, l’altro giorno ho fotografato la lastra e solo dopo, colpito dal suo realismo, mi si è accesa la fantasia 🙂
      grazie Franco, una buona pasquetta
      ml

  5. lepastelbleu 22 aprile 2019 a 09:21 #

    un piccolo quadro d’autore…bravo!

  6. Neda 22 aprile 2019 a 09:49 #

    Bello il racconto e stupenda l’immagine che sembra una di quelle silhouettes che si facevano anticamente con il cartoncino nero.
    Buona pasquetta.

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 10:07 #

      questa in effetti è su una lastra di metallo, ma l’idea (cogliere la silhoettes) è la stessa.
      Grazie e buona pasquetta a te, Neda
      ml

  7. Walter Carrettoni 22 aprile 2019 a 10:14 #

    Sono sicuro che in qualche posto e in qualche tempo tutto ciò accadrà davvero.
    E qualcuno di noi sarà lì a vederlo, come uomo, come gazza, o come panchina…

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 11:14 #

      ti sei tuffato di testa nell’essenza del mio “farneticaio”.
      Stupenda davvero questa tua affinità, grazie Walter
      ml

  8. Pino 22 aprile 2019 a 10:37 #

    A volte cogliamo, o costruiamo con la nostra fantasia, delle immagini che in qualche maniera ci somigliano…

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 11:16 #

      assolutamente d’accordo con te, Pino, fingiamo di cogliere somiglianze ma in realtà ci specchiamo 🙂
      ciao Pino, un sorriso
      ml

  9. cuoreruotante 22 aprile 2019 a 11:13 #

    Se ritorna è perché ha lasciato qualcosa in quel posto. Probabilmente la pace, forse sé stesso… chissà!
    Felice giornata 😊

    • massimolegnani 22 aprile 2019 a 11:19 #

      sì, lo penso anch’io, lì ritrova se stesso.
      grazie, Cuore, buona pasquetta a te 🙂
      ml

  10. biondograno70 22 aprile 2019 a 12:20 #

    …oggi solo auguri, che per le parole aspettiamo un attimo.
    un abbraccio..

    m.

  11. EmoticonBlu 22 aprile 2019 a 13:14 #

    Forse cerca un po’ di pace dentro il profumo di ricordi lontani e la compagnia silenziosa di una “semplice” gazza… 🙂

  12. elettasenso 22 aprile 2019 a 16:22 #

    Magnifico quadro verbale e magnifica immagine

  13. newwhitebear 22 aprile 2019 a 16:34 #

    certo la curiosità è molta, specialmente vedere l’interazione tra uomo e gazza come se si conoscessero.

  14. flyaway2018 23 aprile 2019 a 18:39 #

    Una terribile fiaba…incantesimo che fece di lei una gazza…

    • massimolegnani 23 aprile 2019 a 19:20 #

      Ecco svelato il segreto di quell’uomo: lei trasformata da ragazza a gazza, lui fedele la va a trovare alla panchina tutte le volte che può.
      Mi piace la tua interpretazione
      Grazie e ben arrivato qui
      🙂
      ml

  15. Ghiandaia blog 25 aprile 2019 a 07:30 #

    Sulla panchina, la sua vita invecchia con cautela come la sua camminata.📆

    • massimolegnani 25 aprile 2019 a 10:46 #

      sì, e con cautela lui forse tenta una nuova pace.
      buon 25, Lucia
      ml

  16. Deserthouse 21 giugno 2019 a 19:02 #

    forse vuole solo un po’ di pacifica solitudine, forse è stanco di novità, forse ha bisogno di riti rassicuranti, forse in quel luogo ha vissuto qualcosa di importante per la sua vita. è bello ogni tanto immaginare la vita degli altri

    • massimolegnani 21 giugno 2019 a 21:56 #

      Felice che tu abbia scovato questo racconto. In un brano successivo (la gazza) ho cercato di rispondere a cosa ci faceva quell’uomo sulla panchina solitaria. Una risposta di fantasia come di fantasia sono i due racconti, perché, come dici tu, è bello ogni tanto immaginare la vita degli altri 🙂
      Grazie del passaggio e delle parole.
      ml

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