Archivio | maggio, 2019

ogni notte muore un blog

29 Mag

by c.calati

 

 

Se ne stava lì sul ponte, i gomiti appoggiati sulle pietre della spalletta e la mente impegnata a consumarsi tra meditazioni di minima levatura e noia piatta, difficile distinguere tra i due stati.  La tesa del cappello grondava goccioloni giù nel fiume, ma Camillo nemmeno s’era accorto che stesse piovendo. Continua a leggere

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la Ines del bar

25 Mag

photo by margherita calati

 

 

Non è una gran vita, sapete, sciacquare bicchieri e servire bianchetti da mattino a notte. Tiro avanti tra la mano lunga del padrone e gli sguardi a spoglio dei clienti.
Mi chiamano la Ines del bar anche se il mio nome è Gianna. Ines era la cameriera che c’era prima, quella che il padrone ha cacciato sui due piedi dopo un suo rifiuto e me lo ricorda ogni volta che ringhio alle sue voglie. Ringhio e apro le gambe, lo odio quel maiale ma lo lascio fare. Continua a leggere

tante biciclette rosa

22 Mag

c.calati

 

 

Oggi ho risalito la valle dell’Orco, dal fondovalle fino alla prima neve sotto il lago Serrù. Qui tra due giorni passerà il Giro, credo per la prima volta, e io volevo toccare con mano, o meglio col pedale, le asperità, le strettoie, i punti più arcigni in cui è probabile che qualcuno attacchi e magari s’involi solitario fino al traguardo.

È stata un’esperienza durissima ma gratificante. Continua a leggere

l’ultima opportunità (ma chi era massimolegnani?)

17 Mag

photo by c.calati

 

 

Il paesaggio, conifere odorose, ampie radure, morbide colline, ha qualcosa di fiabesco, o meglio di irreale. Non che questo sia un brutto posto, ci sono stagni, ruscelli, cielo di un blu che più intenso non potrebbe essere, una leggera brezza che accompagna i passi, eppure è come se vi mancasse la vita, non incrocio altri camminatori e nemmeno odo cinguettii né vedo scoiattoli o gatti randagi. Mi muovo come sospeso nell’ambiente pur seguendo un sentiero ben battuto.

Non ho idea di dove mi trovo. Continua a leggere

vento contro

15 Mag

c.calati

 

Di vento contro ne incontro spesso, arrogante e furioso, e io stesso divento furioso ed arrogante, cerco lo scontro. Continua a leggere

il tavolino di nonna Rebecca

11 Mag

c.calati

 

 

Il calcio di un cavallo uccise mio nonno, segnando, per me, l’inizio dell’era moderna. Quel calcio infatti è la prima notizia certa che ho della mia famiglia.

Il Novecento, iniziato da un decennio, procedeva fiacco, si credeva un secolo tranquillo, nessuna guerra ancora, né rivoluzioni. Solo il calcio mollato da un cavallo al suo padrone nel chiuso di una stalla. Un dramma minimo che non avrebbe oltrepassato le ultime case del paese. Continua a leggere

canne al vento

8 Mag

c.calati

 

 

È un titolo banale, trito e abusato, me ne rendo conto, ma oggi ho la mente fiacca e fiacchi pure i muscoli. Infatti mi sono fermato qui, all’inizio della ValChiusella, sulla riva di uno specchio d’acqua che non ha nulla di speciale se non la solitudine e i canneti delle sponde che fremono nell’aria, canne al vento, appunto.

Sono bastati i tre tornanti a salire dalla piana per farmi alzare bandiera bianca e stendermi mezzo nudo sul prato, carne al vento. Continua a leggere