tante biciclette rosa

22 Mag

c.calati

 

 

Oggi ho risalito la valle dell’Orco, dal fondovalle fino alla prima neve sotto il lago Serrù. Qui tra due giorni passerà il Giro, credo per la prima volta, e io volevo toccare con mano, o meglio col pedale, le asperità, le strettoie, i punti più arcigni in cui è probabile che qualcuno attacchi e magari s’involi solitario fino al traguardo.

È stata un’esperienza durissima ma gratificante.

Subito dopo Noasca inizia un tratto micidiale, tornanti che sembrano impilati uno sull’altro in verticale,

una breve spianata e poi di nuovo un’impennata  con pendenze al 15% lungo la vecchia strada ,resa di nuovo praticabile per l’occasione, che evita una galleria di oltre tre chilometri.

Confesso che prima o poi avrei desistito non fosse stato per l’atmosfera da giorno prima della festa  che ho incontrato lungo tutto il percorso. Non c’era casa che non fosse pavesata come una nave da crociera, coccarde e nastri rosa sulle cancellate, festoni colorati che partivano dai tetti, striscioni di benvenuto per i corridori e soprattutto centinaia di biciclette sgangherate ridipinte di rosa e fissate alle ringhiere o legate alle staccionate o a penzolare dai pilastri dei cancelli. A metà di quei tornanti duri ho incontrato  due ragazzi impegnati ad affrescare la parete di cemento con una scena campestre che riecheggiava i colori del Giro.

Quando dopo alcune ore sono ridisceso li ho trovati ancora lì a dare gli ultimi ritocchi. Grandi ragazzi, li avrei abbracciati, ma almeno ci siamo salutati. Questa è una festa di tutti, mia che fatico oltre le mie possibilità, delle famiglie che agghindano le case, degli stradini che tappano le ultime buche e che non ho mai visto lavorare con tanto fervore, delle signore che ho visto in più punti ridipingere alcune cappellette votive lungo la strada, anche loro viste all’andata e riviste ancora all’opera al ritorno.

Ma poi non è solo l’atmosfera festosa a coinvolgermi, è la suggestione di percorrere lo stesso asfalto che di lì a poco sarà teatro dei campioni, salgo e immagino, salgo e mi sembra di sentire gli incitamenti, salgo e mi confondo, a tratti non sono più io, sono loro, perché se la velocità è ben diversa, identica è la sofferenza  mia e loro, il timore di cedere di schianto e la voglia di arrivare, possibilmente primi, loro, possibilmente e basta, io.

 

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38 Risposte to “tante biciclette rosa”

  1. Evaporata 22 maggio 2019 a 19:39 #

    Ahhhha, che bello! Sei arrivato giusto prima di loro. 😀

  2. Maria 22 maggio 2019 a 20:05 #

    Che bello 😀 il ciclismo, a differenza del calcio, resta ancora un bellissimo sport.

    • massimolegnani 22 maggio 2019 a 22:09 #

      Vero, e poi ha un pubblico meno partigiano e meno violento
      Buona serata, M.aria
      ml

      • Maria 23 maggio 2019 a 00:03 #

        Proprio a quello pensavo!
        Buon proseguimento a te, Massimo 😊

      • massimolegnani 23 maggio 2019 a 09:40 #

        grazie 🙂

  3. teti900 22 maggio 2019 a 22:38 #

    ottimo! scommetto che nel week end vai sul gavia:)

    • massimolegnani 22 maggio 2019 a 22:48 #

      ahahah, no, neanche in fotografia. mi è bastata la faticaccia di oggi.
      ciao Teti 🙂
      ml

  4. Neda 23 maggio 2019 a 16:03 #

    Quella biciclettina rosa al balcone è un mito!

    • massimolegnani 23 maggio 2019 a 17:15 #

      Sì, potevo scegliere tra tantissime biciclette agghindate e piazzate nei modi più svariati, ma questa le batte tutte:)
      Ciao Neda
      ml

      • Neda 23 maggio 2019 a 19:11 #

        Buona serata.

      • massimolegnani 23 maggio 2019 a 19:54 #

        Grazie, anche a te

  5. pino 23 maggio 2019 a 17:14 #

    Nonostante tutto (nastri e biciclette rosa, festoni e coccarde colorate…), il giro d’Italia ha perso il suo antico fascino. Almeno per me. Forse mi mancano i grandi campioni…e forse mi mancano quei grandi telecronisti che sapevano raccontarlo. Non lo seguo più, come non seguo più il calcio, l’altro grave malato del nostro sport.

    • massimolegnani 23 maggio 2019 a 17:24 #

      È vero, mancano grandi campioni, ma questo, a mio vedere, è un vantaggio perché così infuria la battaglia tra tanti che c’è la possono fare. E domani iniziano le montagne vere e ne vedremo delle belle:)
      Ciao Pino
      ml

  6. Ghiandaia blog 23 maggio 2019 a 17:40 #

    Non cedi di schianto,va tranquillo, hai già vinto!🚵🚴🚵 Ti consiglio:transalp 2019. Limone Sanremo.( Limone- on. com)

    • massimolegnani 23 maggio 2019 a 17:49 #

      Transalp! Già il nome mi angoscia, sarà tutto un salire e scendere per i bricchi come stambecchi:)
      Grazie Lucia della segnalazione
      ml

  7. franco battaglia 23 maggio 2019 a 19:39 #

    Il Giro ha senso solo dalle tue parti coi “tornanti impilati”… io ho perso molta passione dopo le infinite storie di doping, ma ricordo con rabbia soprattutto quando Bertoglio (un signor nessuno) lo vinse un Giro, grazie ad una crono scalata micidiale. Non se ne programmarono più da allora… peccato, peccato davvero..

    • massimolegnani 23 maggio 2019 a 19:57 #

      Sì, quanto a doping credo che siano tutti alla pari, nel senso peggiore. Però nonostante questo continuo ad appassionarmi alle salite, gli scatti,le fughe.
      Ciao Franco
      ml

  8. mariluf 24 maggio 2019 a 01:45 #

    Non lo seguo più molto, il Giro, ma sempre più del calcio…Mi è piaciuto molto quannto ha scritto, e ancor di più quel che hai fatto. Anch’io mi emoziono a ripercorrere, in qualche modo, i passi di chi è più “grande” di me in qualcosa… Avanti così! E grazie!

    • massimolegnani 24 maggio 2019 a 10:34 #

      “mi emoziono a ripercorrere, in qualche modo, i passi di chi è più “grande” di me in qualcosa…” ecco, con quel “più grande” hai reso bene la sensazione che ho vissuto su quei tornanti 🙂
      grazie e benvenuta
      ml

  9. elettasenso 24 maggio 2019 a 08:04 #

    Mi hai ricordato quando piccola, passava il Giro sotto casa: anche allora il fermento agitava il quartiere, la strada, la città. Non seguo il ciclismo, mio padre era appassionato.

  10. newwhitebear 25 maggio 2019 a 22:12 #

    insomma hai vinto per distacco la tappa 😀
    Sei arrivato due giorni prima.
    Vista in TV non sembra così arcigna.

    • massimolegnani 25 maggio 2019 a 23:01 #

      eheh 48 ore esatte di distacco!!
      La televisione inganna, i 4 tornanti usciti da Noasca e gli ultimi 4chilometri sotto il Serru’ sono assolutamente micidiali, più duri del colle San Carlo che hanno fatto oggi

      • newwhitebear 26 maggio 2019 a 21:49 #

        in effetti vedendoli andare su non pareva

      • massimolegnani 26 maggio 2019 a 22:30 #

        l’apparenza (televisiva) inganna 🙂

      • newwhitebear 26 maggio 2019 a 22:31 #

        in effetti a volte sembra che pedalino in pianura 😀

      • massimolegnani 26 maggio 2019 a 22:58 #

        bè, vanno forte, è il loro mestiere, ma la fatica è tanta anche per loro

      • newwhitebear 27 maggio 2019 a 16:43 #

        nessun dubbio che vadano forte ma l’impressione rimane 😀

      • massimolegnani 27 maggio 2019 a 20:18 #

        🙂

      • newwhitebear 27 maggio 2019 a 20:31 #

        ciao

      • massimolegnani 27 maggio 2019 a 23:17 #

        ciao

  11. massimolegnani 23 maggio 2019 a 19:53 #

    Wow, grazie Eva 🙂

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