ritorno al Toce

12 Giu

c.calati

 

 

Doveva essere l’ultima di maggio o la prima di giugno la domenica in cui papà, dopo tanto promettere e rinviare, finalmente ci portò alla cascata del Toce.

Ho ricordi sbiaditi della scampagnata in Val d’Ossola, la millecento che arrancava, una coperta stesa su un prato scosceso, l’aria intrisa di vapori che inumidivano i panini, le bottiglie in fresco, il salame di cioccolato, l’allegria,  il fragore che copriva le nostre voci, la meraviglia nel guardare in alto  allo sbalzo delle rocce  dove un’incessante massa d’acqua compiva il salto coraggioso verso valle, schiumando più di gioia che di rabbia. E m’incantava tutta quell’acqua che mi infradiciava di spruzzi e mi avvolgeva di tanti piccoli arcobaleni.

Non ero più stato nell’Ossola, più di mezzo secolo a lasciar sedimentare la memoria, poi in questi giorni mi ha preso il desiderio di ritornare al Toce e ai tanti torrenti che solcano le valli laterali, un dedalo di strade che salgono e che che scendono e non stanno mai ferme. Sono stati giorni di nuvole basse e di salite impervie, di luoghi magici e di trasandatezze imperdonabili, di fatiche disumane e di salvifiche rinunce, la pioggia compagna di viaggio a far da alibi alla debolezza delle gambe.

La prima emozione è stata varcare il confine, segnato da una stele in pietra a bordo strada, di quella che fu la Repubblica Partigiana dell’Ossola, il disperato tentativo in piena guerra di creare un’utopia (im)possibile. E la senti ancora, nei casolari abbandonati, nei paesini silenziosi d’alta valle, nelle croci e nelle lapidi, la presenza di quegli uomini vissuti e morti perché noi potessimo rinascere. Come, nelle cave di Candoglia e nelle pietre di Ornavasso, rivedo il marmo utilizzato per il duomo di Milano, pietra su pietra strappata alla montagna e caricata sui barconi fino alla città.

In quest’angolo minore di un’Italia di seconda mano, pedalo tra geografia e storia e ogni cosa mi emoziona, ogni luogo ha un senso malinconico di bellezza e di abbandono. È un viaggio strano il mio, gioioso e triste allo stesso tempo, in cui sono più le mete che manco di quelle che raggiungo, la val Formazza dove mi arrendo ben prima della mitica cascata, il Sempione che abbandono a metà salita mentre scambio sguardi bagnati e sorrisi mesti con i ciclisti  stranieri che calano dal passo. Cercavano anche loro il sole e trovano la pioggia, eppure va bene così, per me e per loro.  Ridiscendo a valle senza aver conquistato vetta come troppe volte in questi giorni, ma mi consola l’acqua del fiume che mi scorre a fianco.

C’è una simmetria tra il mio andare rinunciatario e la rinuncia del Toce a essere più grande. Già, perché questo fiume, sconosciuto ai più, avrebbe tutto per essere famoso, dalle cascate poderose del suo esordio, alla maestosità modesta del suo fluire pieno fino allo sfociare largo e solenne nel Lago Maggiore. Per portata d’acqua, e forse pure per lunghezza, è superiore al Ticino che parte dalla Svizzera e nei pressi di Locarno entra ancora esangue nel lago.

Eppure per una decisione antica che trovo ingiusta il fiume che esce dal Maggiore e scende fino al Po non è chiamato Toce ma Ticino. E un poco mi sento Toce pure io che avrei potuto, forse, salire un po’ più in alto. Ma per fortuna ho il mio rifugio nel piccolo Mergozzo, il lago e il luogo mi regalano conforto.

E domani con l’animo all’asciutto salirò la val Vigezzo fino al sole.

 

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44 Risposte to “ritorno al Toce”

  1. diserieZero 12 giugno 2019 a 10:35 #

    I ricordi sono il miglior viaggio. Accompagnati a scrittura evocativa diventano esperienza. Complimenti.

  2. Maria 12 giugno 2019 a 11:05 #

    Che posti 😍 e quanto possono emozionare i ricordi, sono davvero come dei gioiellini preziosi.

    • massimolegnani 12 giugno 2019 a 16:53 #

      posti splendidi e ti dirò che fino a un certo punto la pioggia aggiungeva splendore.
      poi ha esagerato 🙂
      ciao M.aria
      ml

  3. le hérisson 12 giugno 2019 a 12:26 #

    Val Vigezzo: la valle dei pittori 🙂
    è sempre stata nel mio cuore…
    conservo anche un bel ricordo delle vertiginose cascate del Toce (purtroppo aperte solo ad orari stabiliti) e dei dintorni.
    Sempre bello leggerti…
    cb

    • massimolegnani 12 giugno 2019 a 16:57 #

      nei miei ricordi infantili le cascate del Toce non avevano sbarramenti erano un continuo ammassarsi dell’acqua.
      questa volta non sono arrivato fino su a vederle e la foto è di una delle tante cascate incontrate nel girovagare di questi giorni.
      un sorriso soddisfatto per la tua presenza, cb
      ml

  4. Walter Carrettoni 12 giugno 2019 a 14:08 #

    Buona pedalata. Siamo tutti con te (nello spirito, perché nelle gambe non mi ci metto neanche…).

  5. sguardiepercorsi 12 giugno 2019 a 15:53 #

    Bellissima foto… E il salame di cioccolato è uno dei dolci che amo di più!!!
    Buon viaggio… fuori e dentro 🙂
    Ciao Massimo 😘

    • massimolegnani 12 giugno 2019 a 16:59 #

      eheh il salame di cioccolato èun languore che arriva intatto dall’infanzia 🙂
      grazie di cuore, Chiara
      ml

  6. pino 12 giugno 2019 a 16:30 #

    Ma queste tue meravigliose “fatiche disumane” le affronti da solo? 🙂

    • massimolegnani 12 giugno 2019 a 17:01 #

      a volte con un amico, a volte, come in questo caso, da solo, soprattutto quando voglio andare col mio passo (e le mie soste a rifiatare)
      buon pomeriggio Pino 🙂
      ml

  7. Giuliana 12 giugno 2019 a 18:59 #

    Posti meravigliosi!

    • massimolegnani 12 giugno 2019 a 19:54 #

      Davvero! E la pioggia che mi costringeva a frequenti soste mi aiutava a guardare i luoghi con occhi curiosi.
      Buona serata, Giuliana
      ml

      • Giuliana 12 giugno 2019 a 20:30 #

        Le soste forzate fanno vedere cose che altrimenti non si vedrebbero 😊

      • massimolegnani 12 giugno 2019 a 23:43 #

        sì, la lentezza è un bene 🙂

      • Giuliana 13 giugno 2019 a 05:15 #

        Si 😊

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 10:13 #

        🙂

  8. lepastelbleu 12 giugno 2019 a 22:20 #

    bellissimo! buon tutto carissimo ML

  9. Neda 13 giugno 2019 a 16:12 #

    Che bello questo viaggio che m’hai fatto fare! Grazie.

    • massimolegnani 13 giugno 2019 a 17:45 #

      contento che tu sia riuscita a viaggiare con me 🙂
      buona serata, Neda
      ml

      • Neda 13 giugno 2019 a 18:59 #

        Buona serata a te e buona cena.

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 19:15 #

        Grazie 🙂

  10. Apparentemente 13 giugno 2019 a 16:54 #

    So come ci si sente quando si ripercorrono certe strade

    • massimolegnani 13 giugno 2019 a 17:47 #

      è una miscela di stati d’animo differenti, a volte contrapposti
      ciao Rachele
      ml

      • Apparentemente 13 giugno 2019 a 18:37 #

        Ti rendi conto veramente che il tempo è passato

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 19:14 #

        Già, per esempio, a quanto pare la cascata come la ricordavo non esiste più

      • Apparentemente 13 giugno 2019 a 20:40 #

        Perché eri piccolo 😂

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 22:30 #

        eheh, io piccolo e la cascata imponente 🙂

  11. newwhitebear 13 giugno 2019 a 17:19 #

    ma esistono ancora le cascate del Toce? Un viaggio nella memoria bagnato e interrotto a metà

    • massimolegnani 13 giugno 2019 a 17:50 #

      purtroppo non ti so rispondere non essendo riuscito ad arrivare fino ad esse (diciamo per la pioggia!), ma penso di sì, anche se magari sono ingabbiate in una centrale idroelettrica.
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 13 giugno 2019 a 18:13 #

        Insomma la pioggia 😀 ti ha impedito di arrivarci.
        Credo che la cascata sia visibile poche volte durante l’anno. Solo quando il bacino idroelettrico rilascia l’acqua. E’ un po’ la fine di tutte le cascate italiane

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 18:28 #

        Allora fortuna che non sono arrivato su, sarebbe stata una vera delusione che rischiava di cancellare il bel ricordo di bambino

      • newwhitebear 13 giugno 2019 a 21:08 #

        penso proprio di sì

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 22:31 #

        Già:)

      • newwhitebear 13 giugno 2019 a 23:08 #

        ciao

      • massimolegnani 13 giugno 2019 a 23:30 #

        ciao

  12. unvecchiomaivissuto 14 giugno 2019 a 08:41 #

    Sembra di essere lì! Buona giornata, V.

  13. Ghiandaia blog 14 giugno 2019 a 13:16 #

    Oggi sotto la pioggia rivivevi i tanti piccoli arcobaleni di un tempo.🚲☔🌈🚲

    • massimolegnani 14 giugno 2019 a 16:55 #

      Sì, ho avuto lampi di memoria di quel tempo 🙂
      Ciao Lucia, un sorriso
      ml

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