viandanti sulla terra scabra

18 Giu

c.calati

 

 

Una vetta raggiunta a fatica, un faggio dall’ombra obliqua, una duna di sabbia al riparo dal vento, un campo di grano punteggiato di fiordalisi, gli scogli di una caletta solitaria, un fazzoletto d’erba tra rovi carichi di more, un tappeto d’aghi sotto pini odorosi, una barca da cui l’orizzonte sale e scende inquieto, una fienagione nell’ultimo sole, una darsena di lago minuscola, da piccolomondoantico,  ma  anche una panchina incongrua  nei pressi di un semaforo, la poltroncina consunta di un cinema deserto, una croce arrugginita ed erbacce sulla tomba in un cimitero di campagna. A ognuno di noi capita d’imbattersi in un luogo, mai visto prima, che per qualche motivo imperscrutabile gli allarga l’animo a dismisura. Diventa solo suo quel luogo e lo trafigge con un pensiero netto e labile, “qui vorrei fermare i passi e anche il cuore”.

E si sta lì sospesi in una contemplazione intorpidita, la mora la vetta la panchina il mare assurgono a qualcosa d’essenziale che non sappiamo dire, amore morte vita struggimento, in un tutt’uno di cui sfioriamo appena il senso ma non troviamo le parole.

Si sta lì sospesi.

Siamo noi, per quell’istante, lo spazio e il tempo.

Poi si riprende a andare, viandanti sulla terra scabra.

 

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50 Risposte to “viandanti sulla terra scabra”

  1. lamelasbacata 18 giugno 2019 a 23:09 #

    un fermo immagine dell’infinito 🙂

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 10:21 #

      ..o dell’indefinito, che non so bene che cosa “vediamo” in quel “nostro” luogo.
      Un sorriso Mela cara
      ml

  2. titti onweb 18 giugno 2019 a 23:11 #

    Ciao massimo!
    una tra le sensazioni magiche che nella vita preferisco quella che hai descritto col tuo inconfondibile stile fine e sottile.👏👏👏👏⭐

  3. alessandra 18 giugno 2019 a 23:27 #

    Ho ripercorso, a occhi chiusi, tutti quei luoghi in cui ho fermato i passi e lasciato un pezzo di cuore. Semplice magia.
    Grazie

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 10:24 #

      felice che tu abbia condiviso il senso e le parole di questo brano nebuloso.
      🙂
      ciao Alessandra
      ml

  4. Giuliana 19 giugno 2019 a 05:09 #

    Sono attimi di eternità personale ed intima

  5. teti900 19 giugno 2019 a 07:05 #

    ecco… che poi una passa di lì con la poesia nel cuore e ti trova stecchito a rovinare il panorama:(

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 10:29 #

      ahah, che Teti cinica e perfida!…ma noi ormai sciupiamo comunque il panorama, da vivi e da cadaveri 🙂
      ml

  6. La Casetta del Merlo 19 giugno 2019 a 07:25 #

    C’è un luogo in cui ho provato questa sensazione e ritrovarla identica nelle tue parole mi ha stupita e anche un po’ intenerita; ne parlavo alla fine di questo post e mi piacerebbe condividerlo qui (se non sono inopportuna!) Buona giornata, Elena
    https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/2018/06/11/il-merlo-curioso-jusquau-bout-du-monde/

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 10:31 #

      Tutt’altro che inopportuna, mi hai incuriosito ora vado a leggerlo
      ciao Elena 🙂
      ml

      • La Casetta del Merlo 19 giugno 2019 a 10:57 #

        Grazie! 🙂

      • massimolegnani 19 giugno 2019 a 11:09 #

        oh, dopo la lettura sono io che ringrazio te. Tante emozioni nel tuo brano!

      • La Casetta del Merlo 19 giugno 2019 a 11:23 #

        Sono felice che leggerlo ti abbia fatto piacere, tra l’altro è sicuramente il post al quale sono più affezionata! Grazie ancora e a presto, Elena

      • massimolegnani 19 giugno 2019 a 12:02 #

        un sorriso

  7. rodixidor 19 giugno 2019 a 07:48 #

    Hai bene descritto una sensazione che sanno dare certi luoghi dove sembra di essere tornati a casa, anche se è la prima volta che ci arriviamo.

  8. miaeuridice 19 giugno 2019 a 08:50 #

    Terra scabra.
    Un bel modo per dire che non sa di nulla.

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 10:35 #

      una terra dura e avara con solo qualche oasi di pace in cui ci imbattiamo con stupore.
      buona giornata Euridice
      ml

  9. pino 19 giugno 2019 a 13:27 #

    Ci sono luoghi che sanno di eterno e nessuna foto potrà mai rendere l’idea della meraviglia che solo una presenza dal vivo può trasmettere. Sono luoghi dell’anima, sospesi nel tempo, che in qualche maniera ci riportano alle nostre origini, di fronte ai quali si rimane senza parole, sopraffatti dalla potenza della natura e dalle sensazioni che sanno evocare

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 14:43 #

      condivido le tue parole che interpretano bene il senso di questo brano.
      buona giornata, Pino
      ml

  10. Maria 19 giugno 2019 a 14:41 #

    “qualcosa d’essenziale che non sappiamo dire, amore morte vita struggimento, in un tutt’uno di cui sfioriamo appena il senso ma non troviamo le parole.

    Si sta lì sospesi.

    Siamo noi, per quell’istante, lo spazio e il tempo.”

    L’ho provata diverse volte questa sensazione, ho sentito amche questo insieme di pensieri!! 🙂 che bello averlo trovato scritto.

    Lo scatto sembra proprio un dipinto 😄

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 14:59 #

      contento che ritrovi nelle mie parole sensazioni che già hai vissuto in prima persona
      ciao M.aria 🙂
      ml

  11. Ghiandaia blog 19 giugno 2019 a 16:34 #

    Tutti noi vorremmo fermare i passi e il cuore in un campo di grano con i fiordalisi i papaveri e le viole del pensiero!

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 18:35 #

      sì! forse è la commistione tra la preziosità del grano e la bellezza dei dei fiori a farne un luogo dell’anima condiviso da tanti.
      buona sera Lucia
      ml

  12. newwhitebear 19 giugno 2019 a 17:35 #

    il film dell vita bloccato su queste immagini ma tutto dura un soffio di vento perché il tempo continua a scorrere,

    • massimolegnani 19 giugno 2019 a 18:37 #

      sì, sono istanti di fermo-immagine, poi la ripresa del film è ineluttabile e non sempre piacevole.
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 19 giugno 2019 a 21:08 #

        rispetto ai fermi immagine penso che sia vero che la ripresa non sia piacevole.

      • massimolegnani 19 giugno 2019 a 21:44 #

        Già, quantomeno non sempre piacevole

      • newwhitebear 19 giugno 2019 a 23:07 #

        vero. Ciao

      • massimolegnani 20 giugno 2019 a 00:09 #

        ciao

  13. elettasenso 20 giugno 2019 a 16:26 #

    Bello.

  14. annamariaarvia 22 giugno 2019 a 10:02 #

    Ogni tanto vengo a rileggere questo tuo pezzo. È la descrizione di un’epifania che ferma il tempo. E più è rara, più è preziosa

    • massimolegnani 22 giugno 2019 a 11:01 #

      mi fa piacere questo tuo passare e ripassare e alla fine dire.
      E’ un’epifania universale nel senso di sperimentata da tutti o quasi, anche ognuno la identifica con un fenomeno e un momento diversi, strettamente personali.
      grazie per le tue parole
      ml

  15. Miriam Sol 22 giugno 2019 a 21:46 #

    Mi hai ricordato un pomeriggio in Val Pusteria e le luci di un paesino sperduto nella notte arroccato su un colle, sembra di poter vivere un’altra vita, si sfiora qualcosa che non si sa dire, è vero e tu, non sapendolo dire, l’hai però saputo scrivere far intuire 🙂

    • massimolegnani 22 giugno 2019 a 22:40 #

      grazie per i complimenti e soprattutto per aver condiviso il senso del brano
      Ciao Miriam, benritrovata
      🙂
      ml

  16. Stefi 23 giugno 2019 a 07:09 #

    Come quell’attimo in cui senti che il cuore sta facendo un giro a vuoto, il fiato viene meno, lo sguardo è incanto, poi il battito riprende.

    • massimolegnani 23 giugno 2019 a 14:52 #

      esattamente quell’istante, che è un brevissimo infinito 🙂
      buona domenica Stè (ma dal GP non aspettiamoci nulla di buono!)
      ml

      • Stefi 24 giugno 2019 a 05:33 #

        È il caso di rassegnarci anche quest’anno? 😔

      • massimolegnani 24 giugno 2019 a 11:24 #

        purtroppo non vedo la minima possibilità che le cose cambino.
        il peccato originale è stato compiuto sei anni fa accettando l’introduzione dei motori misti dove mercedes aveva già un’esperienza consolidata, incolmabile.
        a questo aggiungi i regolamenti ingessati che impediscono rivoluzioni progettuali e la scarsa vena di Vettel e il gioco è fatto.
        dovremo accontentarci di qualche bella prestazione di Leclerc se smetteranno di frenarlo dal muretto.

  17. Patrizia Caffiero 23 giugno 2019 a 21:38 #

    come sempre la tua scrittura è densa, piena di significati (se si potesse strizzare…. 🙂 )
    come l’anima si riconosce in paesaggi fortemente romantici anche per tradizione consolidata (da visioni di film, da cartolina, da paesaggi in quadri celebri ecc) o si riconosca ineditamente in altre forme in cui si organizza la vita umana, diverse, a volte scarne di simboli, felice.

    • massimolegnani 23 giugno 2019 a 22:59 #

      che piacere questa tua visita, Patrizia.
      ho cercato di immedesimarmi in altri, di immaginare luoghi simbolici diversi tra loro, alcuni lontani da me, per una fame di universalità.
      un sorriso a te
      ml

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