AltraAsia

20 Ago

by web

 

 

Compariva in piazza nei giorni di mercato, spingendo una bicicletta sgangherata; s’aggirava tra le bancarelle come un animale impaurito che la fame spinge al rischio. A gesti e mozziconi d’italiano si offriva per le consegne a domicilio. Erano altri tempi, ancora non eravamo abituati agli stranieri, così donne e vecchiette la guardavano male e stringevano le sacche della spesa come tesori da difendere.
I miei colleghi dagli altri banchi le gridavano Ehi Cina, smamma, e qualcuno le tirava dietro un ortaggio marcio. Lei non faceva nulla per schivare il proiettile, ma ogni volta, pestando la ciabatta sul selciato, ribadiva: No Cina, Vietnam. Altra Asia. Quelli ridevano sguaiati e intonavano un coretto: Altraasia, Altraasia, pedala, non è aria. 
Dal mio camioncino dei formaggi la vedevo allontanarsi esile e dritta come una canna di lago e poi riprovare poco più avanti con uguale risultato.
Non sono migliore degli altri, lo so, ma ho l’occhio lungo e non mi piace sprecare le occasioni se ci posso guadagnare in soldi o sesso. Così un giorno la chiamai al mio banco, ehi, Altraasia vieni qua. Le diedi un pezzo di formaggio come si tira un tozzo di pane al cane, per risultare gentili e restare padroni.

Tu stai qua, le dissi indicando un angolo del banco, mentre lei sgranocchiava la crosta.
Quando arrivò la signora Lampugnani le decantai il nuovo servizio gratuito di consegna a domicilio. La signora squadrò la donna orientale con una evidente diffidenza, allora aggiunsi E’ fidata. E in ogni caso ne rispondo io.
Dopo quella, altre clienti chiesero la consegna a casa. Alla “Cinese” dissi che si sarebbe dovuta accontentare delle mance, se mai ne fossero venute. Io già la stavo avviando al mestiere, non potevo certo anche stipendiarla. Lei non mi rispose ma chinò il capo in un gesto che interpretai come un assenso.
Quella stessa sera caricai la sua bici nel furgone e la feci salire accanto a me. Mentre andavamo verso casa mia, le chiesi come fosse arrivata in Italia. Io, botpipol. Mi ricordai di certe immagini viste al telegiornale. Mi piacevano i suoi zigomi orgogliosi e la pelle colore delle olive. Ma non volevo sentire storie tristi, non mi interessava il viaggio avventuroso fino a qui dopo la prima nave della fuga, così non chiesi altro. E lei non chiese dove la portassi.
Da allora ci ho fatto l’amore tutte le sere o quasi. Ma sempre, mentre prendevo il suo corpo docile, avevo l’impressione che lei si ritirasse più lontano.
Forse per questo alla fine l’ho sposata, per cercare di raggiungerla dove si nascondeva.
Ma non è cambiato nulla.
Lei è rimasta morbido burro, dove è facile affondare con la lama, ma passo da parte a parte senza che sul coltello ne resti traccia.

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40 Risposte to “AltraAsia”

  1. alemarcotti 20 agosto 2019 a 11:58 #

    Bellissimo… È una storia vera?

  2. Maria Di Lanno 20 agosto 2019 a 12:58 #

    Bellissima la metafora del burro che descrive il suo modo d’essere.

  3. Valeria Minciullo 20 agosto 2019 a 13:13 #

    Appena finito di leggere mi sono posta la domanda se avessero potuto avere figli.
    Massimo Legnani che risponde?

    • massimolegnani 20 agosto 2019 a 16:49 #

      eheh “potere” potevano, se poi ne abbiano fatti…chissà 🙂
      ml

  4. quasi40anni 20 agosto 2019 a 14:33 #

    Splendida!!!

  5. mocaiana 20 agosto 2019 a 14:46 #

    Un capolavoro. Grazie della condivisione

  6. Walter Carrettoni 20 agosto 2019 a 18:32 #

    Vabbé almeno se l’è sposata…

    • massimolegnani 20 agosto 2019 a 20:48 #

      sì l’ha sposata ma non mi sembra che di questa donna abbia una visione migliore degli altri.
      ciao Walter
      ml

  7. Biagina Danieli 20 agosto 2019 a 20:54 #

    È un piccolo gioiello. Tenera ironica passionale. Complimenti

  8. biondograno70 20 agosto 2019 a 21:13 #

    …è così con alcune persone è impossibile non andare dentro ma starci in quel dentro e osservare ciò che avviene…

    perchè è una forma di cecità differente… e non c’è modo di poter vedere, o anche solo comprendere…

    un beso…

    m.

    • massimolegnani 20 agosto 2019 a 22:39 #

      a me giusto ora è venuto in mente Napoleone: sì, il protagonista si comporta come napoleone in russia, che avanza, avanza fino a mosca ma non conquista l’anima nemica, è come se la russia fosse sempre altrove.
      un bacio a te
      🙂
      ml

  9. lepastelbleu 20 agosto 2019 a 22:13 #

    se non l’hai visto ti consiglio assolutamente di vedere il film “Io sono Li”, è di una bellezza e profondità struggente e ha qualcosa del tuo racconto, forse inversamente proporzionale…si svolge a Chioggia e tutto è un incanto di intelligenza, malinconia, verità.

    • massimolegnani 20 agosto 2019 a 22:41 #

      non conosco il film, me lo sono segnato.
      grazie del suggerimento, Margot
      un sorriso
      ml

  10. EnzoRasi 21 agosto 2019 a 09:03 #

    Vedi? A volte un testo breve apre spazi lunghissimi, ma bisogna saperci fare. Tu ci sai fare.
    Non mi interessa se è storia vera, nel senso di tua personale, oppure no. Sono certo che ce ne siano vere così un grande numero, sono certo anche che uomini così ce ne siano altrettanti. Purtroppo. Abituati a trattare gli altri come animali, se poi son donne ancora peggio. Attraversano il burro ma l’anima di una ragazza non l’avranno mai, si accontentano del niente. Mi ha riempito di tristezza leggere ma tu ti fai leggere, questo lo so da sempre

    • massimolegnani 21 agosto 2019 a 21:46 #

      penso anch’io che di vicende come questa, con donne che per difesa si ritirano come basse maree e uomini che ragionano unicamente in termini di possesso.
      quindi non ho avuto bisogno di attingere dal vero ma dal verosimile.
      ti sono davvero riconoscente, Enzo, per questo bel commento
      ml

  11. Neda 21 agosto 2019 a 09:48 #

    Stupendo!
    Io ci ho letto: ottusità maschile e ritrosia orgogliosa femminile. Quando la donna è costretta per poter sopravvivere, in condizioni del tutto avverse, a cedere controvoglia e a cercare di mantenere una propria parvenza di integrità. Un rapporto maschio femmina ormai insanabile, abbastanza frequente in altri tempi.

    • massimolegnani 21 agosto 2019 a 21:52 #

      condivido la tua lettura, Neda. non concordo unicamente su “parvenza” di integrità. a mio vedere questa vietnamita, col suo “ritirarsi” più lontano, mantiene la propria integrità.
      un abbraccio e un grazie
      ml

      • Neda 22 agosto 2019 a 10:53 #

        Effettivamente intendevo proprio questo. Avrei dovuto usare “salvaguardare” la propria integrità.

      • massimolegnani 22 agosto 2019 a 11:54 #

        allora siamo in piena sintonia 🙂

  12. newwhitebear 21 agosto 2019 a 17:30 #

    Beh! i tempi non sono cambiati di molto. Anche oggi gli stranieri sono visti con occhio non troppo benevolo.
    Comunque un bel post delicato ne dolce. Povera Altraasia! Ha trovato un uomo ma non l’amore per quello che è.

    • massimolegnani 21 agosto 2019 a 21:56 #

      sì, e se i tempi sono cambiati sono cambiati in peggio.
      infatti non è che la maggior presenza di neri in Italia abbia reso la nostra società meno razzista!
      grazie GianPaolo
      ml

  13. elettasenso 23 agosto 2019 a 14:02 #

    Bellissima immagine finale. Sarà che ho mangiato burro e marmellata appena ora e ho la sensazione perfetta della morbidezza del burro. L’altro è l’inconoscibile diceva Barthes. Dovrebbe essere anche per chi ci sta accanto anche se non asiatico, africano o di un remoto paese 🐞

    • massimolegnani 23 agosto 2019 a 16:27 #

      l’altro è inconoscibile, è vero, e spesso, come in questo caso, non si fa nemmeno alcuno sforzo per tentare di conoscerlo.
      buona giornata, Eletta cara
      ml

  14. cazzeggiodatiffany 23 agosto 2019 a 23:16 #

    Bellissimo! Io sto con AltraAsia, che fa bene a non farsi trovare..

  15. cuoreruotante 25 agosto 2019 a 17:38 #

    Non ti smentisci mai, storia molto bella 😊

  16. Federico Santarelli 25 agosto 2019 a 19:13 #

    Grazie per averci raccontato la tua storia, la tua testimonianza reale, la tua (auto?)segnalazione?

    • massimolegnani 25 agosto 2019 a 22:45 #

      a volte uso la prima persona per dare più credibilità alla narrazione di fantasia
      e a volte uso la terza per prendere un po’ di distanza da quanto ho vissuto
      🙂
      grazie Federico
      ml

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