lettera delle palme

14 Set

dal web

 

 

Qui nel Settentrione piove più che sulle pecore d’Irlanda e per molti mesi all’anno fa più freddo che in Alaska. Eppure non c’è giardino che non abbia la sua bella palma. Bella un accidente. Non c’è giardino che non ne abbia una. Nana, giallastra, malaticcia, insensata e orrenda.
Niente di personale, per carità.
È che le palme mi rendono nervoso, senza nemmeno darmi in cambio il gusto buono del caffè. Le palme sono un retaggio del periodo coloniale, quando avevamo un posto al sole e faceva chic un tocco di esotico nostrano. Le colonie le abbiamo perse prima che io nascessi, ma le palme no, quelle sono rimaste, anzi sono aumentate. Si sono moltiplicate non per una legge naturale, sai una scopata fatta bene con i pistilli al posto giusto e via un’altra generazione di datteri e di cocchi. Macchè, le palme sono tanto malandate che manco riescono ad aprire le gambe, proprio non ci pensano a figliare. No, sono i pronipoti dei coloni che hanno assimilato il vezzo dell’esotico, così in giardini che sono un fazzoletto tolgono la gaggia ed il nocciolo che quelli sì ci danno dentro che è un piacere e piantano la palma con attorno quattro nani e biancaneve.
Non c’è che dire, la palma mi tira fuori il peggio, davanti a lei divento intollerante, politicamente scorretto, perfino un po’ razzista.
Sarei disposto a dare il voto a Calderoli, purchè presenti in parlamento una legge che preservi la pianta padana e stabilisca quote severe di affluenza e drastici controlli delle palme già nei porti libici d’imbarco. Lo voterei, ma poi lui, dopo qualche tempo, andrebbe da Mentana a dire, ridendo come un bambino scemo, che quella legge è una porcata; ma non l’ha fatta lei? sì, ma è una porcata lo stesso. E giù un’altra risata scema, con buona pace per chi l’ha eletto. No, non mi posso fidare della Lega che parla parla e dopo sbraca. Devo fare tutto da solo. Così giro di notte con un cappuccio bianco in testa ed una fiaccola alta nella destra. Trovo la palma, pronuncio qualche frase di condanna che lei manco comprende e le do fuoco.
Poi torno a casa e dormo più tranquillo, purificato.

47 Risposte a “lettera delle palme”

  1. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 14 settembre 2019 a 16:26 #

    😂😂😂 Mi affaccio la mattina e vedo un giardino con tre palme, nella campagna romana, dove crescono splendidi ulivi e lecci.

  2. sibillla5 NADIA ALBERICI 14 settembre 2019 a 16:36 #

    Lo stesso per gli ulivi portati dal sud nella pianura padana….. Non c è più rispetto per la natura!

    • massimolegnani 14 settembre 2019 a 17:41 #

      già, è vero, anche gli ulivi sono una sfida alla logica e al clima.
      buona serata Nadia
      ml

  3. quasi40anni 14 settembre 2019 a 16:43 #

    Vabbè ma con il global warming tra poco avremo le palme in Alaska !

    • massimolegnani 14 settembre 2019 a 17:43 #

      ahah, hai ragione e allora non potrò più lamentarmi 😦
      ml

  4. dimaco 14 settembre 2019 a 16:50 #

    Bisogna presidiare i porti. Queste palme si adagiano alla chetichella su qualche mercantile ed entrano di soppiatto, tra un container di ananas e uno di banane,
    Prima gli ippocastani!

  5. alemarcotti 14 settembre 2019 a 16:52 #

    😂😂😂

  6. lepastelbleu 14 settembre 2019 a 17:19 #

    mah! non sarei tanto d’accordo, giustissimo preferire piante “tradizionalmente” autoctone ma, in realtà, quasi tutto è importato, magari in tempi più remoti e persi alla nostra memoria. Ogni essere vivente mi piace, alberi, piante e animali, soprattutto; talvolta qualche difficoltà con gli umani…qui in Liguria abbiamo parchi storici con meravigliose palme che allungano nel cielo e nella tramontana mani con dita filiformi che si irradiano a raggiera, tronchi ruvidi e geometrici che rimandano alla Belle Epoque, a signore con cappelli di paglia a larghe tese, a pizzi e damaschi che strusciano lungo sentieri ghiaiosi e lassù, nell’indaco ligure, la trama perfetta delle foglie delle palme…

    • massimolegnani 14 settembre 2019 a 17:51 #

      è vero, ma la Liguria dal punto di vista climatico è una regione a parte dal resto del Nord. Da voi le palme non rappresentano un controsenso, tutt’altro.
      ciao Margot, un sorriso
      ml

  7. tramedipensieri 14 settembre 2019 a 18:05 #

    Le palme in … Trentino sono un po’ assurde

  8. Giuliana 14 settembre 2019 a 18:53 #

    Qui giù siamo pieni di palme meravigliose, meno male che stai lontano! 😄😄😄

    • massimolegnani 15 settembre 2019 a 19:20 #

      ahah, ma io dalle tue parti le trovo appropriate, è qui che stonano 🙂
      buona serata, Giuliana
      ml

  9. Evaporata 14 settembre 2019 a 19:35 #

    E degli scoiattoli grigi che hanno spodestato i nostri rossicci, ne vogliamo parlare? 😉

    • massimolegnani 15 settembre 2019 a 19:22 #

      hai ragione, i nostri rossi sono sempre più rari ed è un peccato!
      ciao Eva 🙂
      ml

      • Evaporata 15 settembre 2019 a 20:10 #

        Buona serata Massimo! 😀

      • massimolegnani 15 settembre 2019 a 20:48 #

        grazie, anche a te 🙂

  10. Ghiandaia blog 15 settembre 2019 a 09:31 #

    In Liguria, dove le palme fanno parte del paesaggio, purtroppo stanno scomparendo per colpa del punteruolo rosso. 🌴🌴🌴

    • massimolegnani 15 settembre 2019 a 19:25 #

      giuro che io non c’entro col punteruolo rosso!
      buona serata, Lucia 🙂
      ml

  11. Neda 15 settembre 2019 a 11:21 #

    A me, qualche anno fa, ne hanno regalata una, poverella, veniva dalla città ed era allevata in vaso. L’ho piantata in terra nell’angolo più riparato del mio giardino. E’ lì, bella e rigogliosa, le foglie che stormiscono al vento e par che canti. Visto che poi qui piove, d’estate, solo un paio di giorni, crede di essere nel suo deserto e ha perfino fatto un grappolo di datteri, che non ha purtroppo maturato.
    In compenso, da tre anni circa, tutte le altre piante da frutto sono danneggiate da malattie fungine e da insetti vari: cimici, rodilegno gialli, bruchi vari…Quest’anno, solo le giuggiole hanno frutti e ho lasciato che tutte le piccole piante delle giuggiole, nate dai frutti caduti l’anno scorso, crescessero in santa pace, belle, con foglie verdi lucide laccate e già hanno frutti anche loro.
    Buona domenica.

    • massimolegnani 15 settembre 2019 a 19:28 #

      però è una beffa del destino che la palma sia rigogliosa e le piante da frutto originali soffrano!
      buona serata, Neda
      mk

  12. coulelavie 15 settembre 2019 a 12:50 #

    Odio i piromani (tranquillo, capisco che questo è solo un racconto di fantasia e comunque non rispecchia il tuo vero pensiero).

    • massimolegnani 15 settembre 2019 a 19:30 #

      ma poi a volte è salutare immaginare sfracelli e crimini che in realtà non faresti mai.
      ciao 🙂
      ml

  13. newwhitebear 15 settembre 2019 a 20:45 #

    Dalla cucina di casa mia vedo la palma che il vicino ha piantato in occasione della nascita della figlia. Oddio fanno tenerezza le quattro foglie in cima

  14. pino 16 settembre 2019 a 11:22 #

    Io amo in maniera particolare l’olivo e tu sai bene quanto il nostro territorio, da nord a sud, sia caratterizzato da questa pianta: eppure, pare che sia originaria dell’Asia minore. Non mi dirai che anche l’olivo ti rende nervoso? 🙂 Sorrido…

    • massimolegnani 16 settembre 2019 a 12:23 #

      eheh, no, gli ulivi sono troppo belli.
      in realtà non me la prendo con le piante, palme o ulivi che siano, ma contesto la loro collocazione assurda e modaiola in territori non adatti, dove non possono che crescere stentatamente (le palme in piazza Duomo a Milano sono l’emblema di questa aberrazione)
      un sorriso e un abbraccio, Pino
      ml

  15. elettasenso 16 settembre 2019 a 15:50 #

    Ma perché? A me piacciono le palme. Una era persino presente in una casa che avevamo visto per acquistarla qui in montagna. Sai che per il cambiamento climatico ormai qui coltiviamo pomodori e datteri? 😀 buona giornata 🌴🌴🌴

    • massimolegnani 16 settembre 2019 a 16:53 #

      mannaggia, lo stravolgimento climatico gioca a favore dei difensori delle palme; tra un po’ Lombardia e alto Piemonte saranno i luoghi d’elezione di questa pianta. Ma per ora posso ancora dire che le palme qui da noi sono una stonatura 🙂
      Buon pomeriggio a te, Eletta
      🙂
      ml

  16. mocaiana 18 settembre 2019 a 19:12 #

    Quando vivevo a Torino la domenica facevo spesso passeggiate in campagna e mi facevano una brutta impressione vedder palme e banano nei giardini. Mi davano un’idea di sofferenza e di alterazione stilistica, tipo i sandali con i calzini di spugna bainchi. Concordo pienamente. E aggiungo che qui in Sicilia fanno la stessa cosa in altro modo: prato all’inglese (carbonizzato) con 40 gradi costanti per due mesi l’anno.

    • massimolegnani 18 settembre 2019 a 20:45 #

      i calzini di spugna bianchi con i sandali sono perfetti come esemplificazione di un concetto che condivido in pieno (in piazza duomo a milano quelle quattro palme sono proprio dei calzini e da qualche parte ci devono essere anche i sandali!)

  17. mocaiana 18 settembre 2019 a 19:13 #

    Scusate gli errori, ho scritto senza occhiali e non so come si modifica il commento…

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