un sassolino internettiano nella scarpa

23 Set

by web

 

 

Sta prendendo sempre più piede tra i blogger la moda di scrivere i propri brani  in inglese. I più educati pubblicano la doppia versione, in italiano e in inglese, ma ci sono anche quelli che usano unicamente la lingua straniera. A parte alcuni casi sporadici in cui il suo utilizzo è giustificato dall’avere questi blogger (per lo più si tratta di siti settoriali di pittura o di fotografia) una platea internazionale, la motivazione degli altri per me resta un mistero. Badate bene non sto parlando di blogger di altri Paesi o di persone espatriate, ma di gente nostrana che magari non è mai uscita dai confini angusti di Casalpusterlengo. Forse lo fanno per snobismo o forse sognano davvero di raggiungere in questo modo lettori sparsi ai quattro angoli più remoti della blogosfera, dalla Manciuria al Botswana, dalla Tasmania alla Terra del fuoco. In ogni caso è un atteggiamento che non capisco e che un poco mi disturba (sì, ho intolleranze imprevedibili, che mi basterebbe voltare pagina e invece sto lì a fissare irritato le parole che mi rifiuto di tradurre). Forse perché io ho ambizioni più ristrette: sono felice se scopro di avere un lettore del Canton Ticino o una lettrice di Pizzo Calabro. E mi andrebbe bene anche qualcuno del paese qua vicino.

62 Risposte a “un sassolino internettiano nella scarpa”

  1. Evaporata 23 settembre 2019 a 19:37 #

    Ahahhhhha, è vero! Per fortuna tra i blog italiani che seguo non ho gente così, solo un paio inseriscono al seguito la trduzione perché, come dici tu, sono artisti o fotografi.

  2. Lucia Senatore 23 settembre 2019 a 20:07 #

    Credo di intuire perché lo fanno: a me è capitata una volta di scrivere un articolo tutto in italiano, ma con un titolo inglese: per quattro giorni ho avuto quotidianamente almeno una ventina (se non di più) visualizzazioni, la gran parte dall’America. A quanto pare su WordPress ci sono molti angolofoni e quindi, per pura sete di visualizzazioni o magari con la speranza di diventare di botto famosi grazie a un semplice blog, scrivere in inglese ti porta a essere letto da più persone.
    Io non sento questa esigenza perché scrivere di per sé assolve la mia esigenza – di conseguenza se la mia ispirazione fosse in tedesco probabilmente scriverei in quella lingua. Però chi è in cerca di fama o ha semplicemente la malattia del secolo (ovvero farsi vedere, anche solo per un minuto) deve usare questo espediente.

  3. Giuliana 23 settembre 2019 a 20:29 #

    Per fortuna pochi, perché per una sfigata come me che non sa una parola d’inglese sarebbe una vera scocciatura. Comunque non sopporto gli inglesismi, abbiamo una lingua meravigliosa con una quantità di vocaboli e relativi sinonimi non vedo perché andare a cercare altrove … e poi c’è sempre Google translation!

    • massimolegnani 23 settembre 2019 a 22:19 #

      io davanti a quelle pagine dimentico di sapere l’inglese 🙂
      buona serata, Giuliana
      ml

  4. Sara Provasi 23 settembre 2019 a 21:11 #

    A me piace un sacco l’inglese, ma anch’io non trovo il senso di non pubblicare in italiano dato che il pubblico è al 99 percento italiano!
    Un conto è una piccola citazione, può anzi stimolare la curiosità, ma gli scritti propri non hanno senso se poi si interagisce con blog italiani!

  5. Walter Carrettoni 23 settembre 2019 a 21:16 #

    Ecco… Stavo giusto pensando di pubblicare i racconti anche in inglese… Hai appena stroncato la mia possibilità di diventare famosissimo 😁😁😁

  6. le hérisson 23 settembre 2019 a 22:13 #

    concordo!
    la genuinità vince su tutto!

  7. Apparentemente 23 settembre 2019 a 22:38 #

    Oltretutto in iun nglese non corretto 😂 concordo.

  8. Ehipenny 23 settembre 2019 a 22:44 #

    Premetto che adoro l’inglese e leggere articoli in lingua non mi dispiacerebbe (moda a parte di cui mi frega poco), ma qui bisogna fare chiarezza. Non ci si può rivolgere agli anglofoni da Casalpusterlengo e non risultare di immediata comprensione per il panettiere sotto casa. Entrambe le lingue sarebbe già un buon compromesso

    • massimolegnani 24 settembre 2019 a 00:10 #

      sì, hai centrato il punto.
      anche a me piace l’inglese, ma non in sostituzione dell’italiano 🙂
      ciao Penny
      ml

  9. miaeuridice 24 settembre 2019 a 08:17 #

    Al momento non li ho ancora incontrati, questi blogger in inglese nonostante italiani.
    Boh…
    Voglia di apparire migliori? Ricerca di fama internazionale?
    Può darsi.

    Io mi accontento di scrivere nella mia lingua e di farlo in maniera corretta.
    Non è poco!

    • massimolegnani 24 settembre 2019 a 12:14 #

      che poi l’italiano è bello e impegnativo, non si finisce mai d’impararlo, usandolo!
      buona giornata Euridice
      ml

  10. lepastelbleu 24 settembre 2019 a 09:28 #

    carissimo; io li scrivo in tre lingue…non per “tirarmela” ma per rispetto ed educazione nei confronti dei miei amici virtuali che sono più anglofoni che parlanti italiano. Ho visto che l’hai specificato ma vorrei ribadirlo. Aggiungo il francese perché è la lingua del mio cuore, del mio passato e spero anche del mio futuro…e alcuni amici di Le Pastel Bleu sono francesi. Insomma, per me è solo una questione di ospitalità cortese…

    • massimolegnani 24 settembre 2019 a 12:21 #

      Margot, sai bene che mi riferivo soprattutto a te parlando di blogger giustificati dal fatto di avere effettivamente una platea internazionale.
      e mi fa davvero piacere che i tuoi acquerelli (e non solo) siano apprezzati nel mondo.
      un sorriso e un abbraccio
      ml

      • lepastelbleu 24 settembre 2019 a 13:07 #

        grazie, sei sempre così gentile! Merci beucoup, Thank you!!!!

      • massimolegnani 24 settembre 2019 a 13:30 #

        eheh
        grazie a te 🙂

  11. pino 24 settembre 2019 a 10:23 #

    Condivido le tue parole. Neanche io li capisco… E’ un pò come i viaggi all’estero di cui ho parlato in un mio post: Si va a Parigi o a Londra senza aver mai visto Firenze o Venezia…

    • massimolegnani 24 settembre 2019 a 12:23 #

      sì l’impressione è quella, una smania di varcare i confini italiani, linguistici o territoriali.
      un saluto Remigio
      ml

  12. tramedipensieri 24 settembre 2019 a 17:26 #

    Non sapendo l’inglese sul mio blog al massimo si trovano posto in lingua sarda…😁
    Ne seguo qualcuno che scrive poesie in inglese e qualcuno che pubblica solo fotografie.
    Nel caso traduco con zio Google…

    • massimolegnani 24 settembre 2019 a 19:12 #

      con le dovute eccezioni ha più senso un post in sardo (con relativa traduzione) che in inglese 🙂
      ciao .marta
      ml

  13. newwhitebear 24 settembre 2019 a 18:02 #

    diciamo che blogger nostrani col doppio linguaggio o solo inglese non ne seguo, né sono seguito
    E’ vero però che ho diversi contatti esteri che per ovvie ragioni l’italiano non lo conoscono.
    Secondo me è puro snobismo da radical chic del blog.

  14. ninaops 25 settembre 2019 a 09:14 #

    io scrivo (e anche un tantino male) solo in italiano, ma leggo bene l’inglese. che sia voglia di praticare la lingua straniera?
    a presto

    • massimolegnani 25 settembre 2019 a 18:37 #

      Se mi ricordo bene tu in italiano scrivi bene davvero:)
      Ciao Nina
      ml

    • ninaops 25 settembre 2019 a 20:00 #

      sei gentile 😘

  15. HB 25 settembre 2019 a 12:44 #

    Scrivere in altre lingue ha senso se racconti di viaggi all’estero e se vuoi condividere con persone conosciute in tali situazioni.
    Ha anche senso se tratti certi argomenti, scrivere di ciclismo in Italia è poco interessante e lo si vede dai vari blog a tema e dalle visite straniere attirate da un titolo.
    E poi sebbene ciò che ti spinga a scrivere sia una tua incontrollabile passione resta comunque che lo fai pubblicamente, per condividere ma anche per egocentrismo.
    Si assume questo astio per la lingua straniera per ignoranza della stessa nascondendosi dietro il classico “la nostra è una lingua così bella” quando metà della popolazione non la sa parlare ma ha imparato tutte le buzzwords di Internet.
    La questione di avere pubblico italiano su wordpress esiste perché l’app ereditata la localizzazione del telefono e gli sviluppatori non sono interessati a fornire un’app internazionale che si comporti come il sito web.

    • massimolegnani 25 settembre 2019 a 18:49 #

      L’astio non è per la lingua straniera in se’ ma per l’uso che ne viene fatto. Certo che scrivendo in inglese hai un pubblico potenziale vastissimo ma non vedo perché debba andare a scapito di chi l’inglese non lo conosce. Ho detto anch’io che giustifico quei blog settoriali, di pittura, di foto, o altro che hanno una reale platea internazionale per cui l’inglese (accanto all’italiano) è una necessità.
      Comunque l’inglese lo parlo discretamente per cui non è quello il motivo del mio fastidio 🙂
      Ciao e grazie del tuo intervento
      ml

  16. elettasenso 25 settembre 2019 a 15:52 #

    Pienamente d’accordo. La nostra lingua italiana è talmente bella. Sarebbe già tanto saperla usare correttamente, compreso la punteggiatura. Sono con Augias quando sgrida chi usa inglesismi. Buona giornata caro

    • massimolegnani 25 settembre 2019 a 18:54 #

      Mica facile saperla usare correttamente, la lingua italiana è piena di regole e trabocchetti, forse per questo c’e’ chi preferisce usare l’inglese 🙂
      Buona serata, Eletta
      ml

      • lepastelbleu 25 settembre 2019 a 19:04 #

        a questo punto mi “tirate per i capelli” (meno male che ho un caschetto corto): vantarsi di usare solo la propria lingua è molto italiano e molto francese, a differenza che i francesi non usano MAI idiomi inglesi (il computer è l’ordinateur, ad esempio). Ho già ribadito le mie necessità ma, sinceramente, non vedo perché tanta acredine per chi usa più lingue nel loro blog. Il mondo si è ristretto, è bene e bello poter comunicare in altre lingue, è sano, è generoso e se fatto nel modo giusto, apre porte altrimenti chiuse. Perché a priori ritenere sbagliato questo? <I miei amici anglofoni spesso sono così gentili da rispondermi in italiano, lo fanno con google, d'accordo, ma comunque è uno sforzo di comunicazione. Abbiamo avuto Dante, per fortun,a ma non barrichiamoci dietro questo e, scusatemi, ma non gioiamo della nostra pigrizia…ora mi aspetto insulti in vari idiomi, va bene, sono pronta…

      • massimolegnani 25 settembre 2019 a 21:05 #

        Ma no, dai, Greta, mi sembra ormai assodato che un conto è chi usa l’inglese per necessità ed educazione avendo parecchi lettori e commentatori stranieri, come è il tuo caso, e accompagnando sempre l’inglese a una versione originale in italiano, e un conto è il vezzo di taluni che scrivono solo in inglese senza nessuna evidente necessità.
        Un abbraccio

      • elettasenso 25 settembre 2019 a 20:09 #

        🐞🌷🐞 a te

      • massimolegnani 25 settembre 2019 a 21:06 #

        🙂

      • lepastelbleu 25 settembre 2019 a 21:12 #

        un abbraccio a te! buona serata

      • massimolegnani 25 settembre 2019 a 21:36 #

        🙂

  17. Blumalva 25 settembre 2019 a 16:17 #

    Ma io mi chiedo: perché non imparano ad utilizzare in modo sano, normale e – soprattutto corretto – l’idioma italiano? Non c’è nulla di più bello che comunicare con scioltezza ed eleganza nella propria lingua. Già in molti ambiti siamo obbligati ad usare termini anglosassoni! Scherziamo??! Dante che ha lavorato a fare?? : ))

    • massimolegnani 25 settembre 2019 a 18:58 #

      Concordo pienamente con te. E poi meno la si usa e più s’arrugginisce.
      ciao, un sorriso
      ml

  18. missiswhite 26 settembre 2019 a 11:22 #

    Nei dizionari italiani è stato aggiunto il termine “Bufu”. Credo di aver detto tutto.

    • massimolegnani 26 settembre 2019 a 18:49 #

      Ahah, ho dovuto chiedere a zio Gug che cosa significasse!
      Ciao Missis 🙂
      ml

  19. Celia 7 ottobre 2019 a 17:35 #

    A me capita invece di essere letta da paesi stranieri e so che, salvo qualche espatriato (ma non possono esserlo tutti) con buona probabilità i lettori in questione usano la traduzione automatica – come direbbe Mughini: Aborro!

    • massimolegnani 7 ottobre 2019 a 20:18 #

      magari c’è anche qualcuno che tenta traduzioni di suo 🙂
      ciao Celia
      ml

      • Celia 7 ottobre 2019 a 21:28 #

        Oh, qualche appassionato di italiano in giro per il globo lo si trova sempre 🙂

      • massimolegnani 7 ottobre 2019 a 22:01 #

        sì 🙂

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