lettera aperta a un quotidiano del mattino

28 Set

c.calati

 

 

Egregio Direttore, Gentile Redazione,
mi vedo costretto a scrivervi per affermare un principio e correggere alcune imprecisioni presenti nell’articolo comparso due giorni fa sul vostro giornale.
“UN SERIAL KILLER TRA NOI” titolava il pezzo che parlava di tre omicidi irrisolti, che la polizia aveva ricondotto ad una stessa mano.
Titolo orrendo, il vostro, dozzinale, segno di una o più menti che non sanno porsi domande e preferiscono scivolare nel banale. Anche con i pochi elementi che avevate a disposizione, le identità degli uccisi, i luoghi e le modalità degli omicidi, qualcuno in redazione, se non alla polizia, avrebbe dovuto comprendere che non si trattava di assassinii fatti in serie, ma di singoli pezzi artigianali.
Credo che non mi si potesse offendere in modo peggiore: IO NON SONO UN SERIAL KILLER.
Non uccido in serie e non faccio stragi, sapete la sventagliata di mitra che va tanto di moda tra gli assassini patentati e tra gli assassini improvvisati, quelli che sbroccano in un pomeriggio di un giorno da cani. Io opero artigianalmente, in piena coscienza, con passione e con cura meticolosa per i dettagli.

Ogni morte è un pezzo unico, inimitabile.
Consideratemi, se volete, un collezionista, alla stregua di chi raccoglie conchiglie sulla spiaggia o bottigliette mignon o gufi di ceramica. Ditelo pure, non mi offendo, anche se mi reputo migliore di loro, più raffinato.
E poi c’è il cruccio che la mia collezione non esiste se non nella mia memoria e anche se avessi conservato un particolare di ogni mia vittima, certo non potrei mostrarlo agli ospiti alla sera.
Immagino la vostra obiezione, Collezionista, che parola grossa per tre morti!
Il fatto è che voi non avete idea.
Diciamo, per aiutarvi a capire, che se fossi il collezionista di gufi in ceramica di cui sopra, bè, non mi basterebbe una mensola per esporre tutti i pezzi. E non  trovereste due gufi uguali.
È anche per questo che vi scrivo, perchè sia riconosciuta la numerosità e l’eccellenza della mia collezione. Vi confesso che mi manca questo riconoscimento, anche se ho sempre agito perchè nulla apparisse. Morti passate inosservate, le mie. Tranne quei tre omicidi così evidenti che nemmeno voi potevate non ricondurli a un’unica matrice.
Come si inizia una collezione? Tranne i pochi casi di gente che nasce con la vocazione e dedica la vita come una missione a raccattare tappi di bottiglia o a battere i quattro angoli del mondo in cerca di pacchetti di sigarette rari, gli altri iniziano per caso, per un’occasione che dà l’avvio, senza che ce se ne renda conto. Così io. A dodici anni mia mamma mi ha chiesto di sopprimere i gattini appena nati che già ne avevamo troppi. Io non volevo, ma lei insisteva che ormai ero io l’ometto di casa. Contava su di me. Che potevo fare? Così li misi in un sacco di iuta e riempii il lavandino d’acqua. Contai fino a cento tenendo il sacco sul fondo con le mani che un po’ mi tremavano. Ancora bollicine, contai un’altra volta cento, più rilassato. Più facile del previsto. E anche gratificante, a cose concluse la mamma mi accarezzò su una guancia.
La scena mi tornò in mente dopo una decina d’anni, mentre mi annoiavo al mare. E mi venne voglia di riprovare. Mi guardai intorno, finchè vidi una signora anziana, costume nero e cuffia viola in testa, entrare circospetta in acqua. Aspettai che si spingesse un po’ più al largo, poi mi tuffai anch’io, in un punto distante da lei. Feci un tratto sott’acqua e l’afferrai per un piede. Fin troppo semplice. Per darmi un brivido partecipai ai soccorsi.
Ecco, avevo iniziato la mia collezione.
Mi diedi delle regole, per coltivare meglio il mio passatempo. Vittime occasionali, mai agire per motivi personali, scena del delitto sempre differente, che è troppo facile agire sempre allo stadio al momento del gol, quando potresti ucciderne mille che nessuno ci farebbe caso (in quell’occasione catapultai un tifoso dal parapetto del terzo anello e lo soccorsero solo al fischio di chiusura), evitare i personaggi in vista e finchè possibile i bambini, che poi la polizia s’incarognisce e ti becchi in sovrappiù l’accusa di pedofilia che fa tanto richiamo sui giornali.

Ho ucciso un solo bambino.

Un’occasione troppo ghiotta per rinunciarvi: sgambettava per il piazzale dell’autogrill che era già buio, probabilmente dimenticato lì dai genitori. S’era messo a seguirmi, avendomi forse scambiato per suo zio. L’ho caricato in macchina e l’ho fatto volare giù dal primo viadotto.
Rispettando queste regole, dare la morte è facile.

E diventerebbe quasi noioso, se non ci aggiungessi il pepe della fantasia. Escogitare il modo originale, quella è la vera sfida. Il tempo lungo della preparazione, la morte poi è un attimo.
Di solito uccido di domenica, perchè ho un lavoro impiegatizio di un certo rilievo che mi tiene occupato in settimana. Solo alla sera ho modo di studiare i dettagli e preparare gli strumenti, la siringa d’insulina, il coltello a serramanico, il cappio. Poi di sabato mi muovo, vado lontano, e la domenica agisco.
A sera quando torno a casa, mentre sistemo idealmente un altro gufo sulla mensola, immagino mia mamma che mi regala una carezza sulla guancia.

Non mi preoccupo che voi passiate questa mia lettera alla polizia, anzi mi meraviglierei del contrario. Temo piuttosto che voi mi possiate scambiare per un mitomane e sono tentato di fornirvi qualche elemento a riprova di quanto vi ho dichiarato. Ma devo essere prudente, non voglio vanificare il mio operato per sciocca vanità.

In ogni caso resto in attesa che sul vostro giornale compaia una rettifica delle inesattezze che mi riguardano. Dopo forse vi ripagherò con qualche notizia in esclusiva.

I miei più cordiali auguri di buon lavoro e perdonate se non mi firmo.

52 Risposte a “lettera aperta a un quotidiano del mattino”

  1. teti900 28 settembre 2019 a 12:46 #

    … non fa una grinza… un assassino molto pragmatico!

    • massimolegnani 28 settembre 2019 a 16:43 #

      .e anche suscettibile, che a dargli del serial killer si offende!
      ciao Teti 🙂
      ml

  2. quasi40anni 28 settembre 2019 a 12:51 #

    Geniale ! Ognuno vuole essere riconosciuto per le imprese che compie

  3. lamelasbacata 28 settembre 2019 a 13:01 #

    Un vero artigiano del male!
    Un pezzo bellissimo, credibile e divertente nel suo cinismo. Bravo!

    • massimolegnani 28 settembre 2019 a 16:48 #

      quella parola, “artigiano”, lo avrebbe fatto felice 🙂
      felice che il brano ti sia piaciuto.
      un abbraccio, Mela.
      ml

  4. Ghiandaia blog 28 settembre 2019 a 13:56 #

    Sei un vero artista! Serial…Complimenti. 🌚🌑🌒

    • massimolegnani 28 settembre 2019 a 16:50 #

      eheh, fossi come il mio protagonista mi offenderei per il “serial”..invece ti ringrazio 🙂
      ciao Lucia
      ml

  5. Evaporata 28 settembre 2019 a 14:25 #

    La professionalità va sempre rispettata.

  6. alemarcotti 28 settembre 2019 a 14:59 #

    Geniale😊

  7. Giuliana 28 settembre 2019 a 15:52 #

    Bravissimo! Certi giornalisti vanno corretti dubito 😉

  8. elettasenso 28 settembre 2019 a 20:25 #

    Che brividi… un noir davvero ben scritto. Cattivo ironico sardonico. Bellissima l’immagine di apertura.
    Eletta

    • massimolegnani 28 settembre 2019 a 23:41 #

      contento di averti coinvolto 🙂
      grazie amica Eletta
      buonanotte
      ml

  9. Luigi Catillo 28 settembre 2019 a 21:03 #

    Bella composizione!

  10. Walter Carrettoni 28 settembre 2019 a 21:09 #

    Come ti capisco. Io ho dovuto scrivere al giornale della mia provincia perchè continuavano a sbagliare il mio nome… Va bene che ho solo dato fuoco a qualche autovelox, ma l’ho fatto con classe…

    • massimolegnani 28 settembre 2019 a 23:43 #

      e quando c’è classe si comincia con gli autovelox ma non si sa fin dove si arriva!
      ciao Walter 🙂
      ml

  11. cuoreruotante 29 settembre 2019 a 15:03 #

    a me hai fatto venire i brividi, comunque 😳

    • massimolegnani 29 settembre 2019 a 22:23 #

      sono contento perchè significa che il protagonista era credibile 🙂
      ciao Cuore
      ml

      • cuoreruotante 30 settembre 2019 a 00:26 #

        Credibilissimo, tu scrivi molto bene… però la prossima volta avvisa 😅
        Notte Massimo!

      • massimolegnani 30 settembre 2019 a 12:28 #

        eheh, ti ringrazio.
        buongiorno a te.
        (la prossima volta ti avviserò, ma così mi perderò il tuo brivido!)

      • cuoreruotante 30 settembre 2019 a 14:49 #

        Effettivamente 🤔
        Buon tutto!

      • massimolegnani 30 settembre 2019 a 18:18 #

        🙂

  12. newwhitebear 29 settembre 2019 a 21:07 #

    il nostro Massimo trasformato nel killer creativo che si offende perché gli danno del seriale.
    Bella e convincente questa pseudo lettera che potrebbe essere reale, se non ci fosse il misfatto dei gattini.
    Un sorriso.

    • massimolegnani 29 settembre 2019 a 22:26 #

      eheh, grazie dell’apprezzamento GianPaolo.
      (però il misfatto dei gattini è all’origine della carriera da assassino)
      🙂
      ml

  13. Nina 29 settembre 2019 a 21:08 #

    ogni talento va riconosciuto, anche il suo.
    essere un mostro richiede costanza e disciplina.

    • massimolegnani 29 settembre 2019 a 22:28 #

      ecco sì, il protagonista vuole che gli sia riconosciuto il talento!
      ciao Nina 🙂
      ml

  14. pino 30 settembre 2019 a 10:29 #

    Questo tuo racconto mi ricorda un personaggio di un famoso romanzo di George Simenon “L’uomo che guardava passare i treni”. Ebbene questo personaggio – che si chiama Popinga e conduce una vita normalissima e abitudinaria – un bel giorno, di fronte al suo paventato tracollo economico a seguito del fallimento della ditta in cui lavora, perde completamente la testa e comincia ad ammazzare delle persone. Quindi abbandona la famiglia e fugge a Parigi con un treno della notte, dove inizia un lungo vagabondaggio per le strade della città, in mezzo alla folla che gli passa accanto ignara, sfidando la polizia e scrivendo lunghe lettere ai giornali del mattino, per raccontare la sua verità e smentire le false notizie riportate dagli stessi giornali. Credo che tu l’abbia letto perché, se non sbaglio, sei un cultore dello scrittore belga

    • massimolegnani 30 settembre 2019 a 12:39 #

      oh sì, me lo ricordo Popinga!
      Quello che accomuna il mio protagonista al personaggio di Simenon credo sia la apparente “normalità” dei due uomini che dopo una vicenda che li segna (il fallimento economico per uno, l’uccisione dei gattini per l’altro) compiono con lucidità atti assolutamente folli.
      Grazie del tuo commento, Pino
      buona giornata
      ml

  15. Neda 30 settembre 2019 a 15:29 #

    No, non l’uccisione dei gattini, come inizio, ma la carezza della mamma e, da grande, il desiderio appagante di quella carezza…a proposito, non è che stai parlando di te stesso?
    Io, invece, quando lavoravo in Liguria e vedevo i debordanti rosei corpi teutonici al sole, sognavo spesso di infilzare quelle flaccide carni con una forchetta. Mi trattenevano la ferrea educazione spartana ricevuta nell’infanzia e nell’adolescenza e lo spauracchio delle patrie galere.

    • massimolegnani 30 settembre 2019 a 18:26 #

      è vero, l’affettuosa approvazione della mamma è stata determinante nella formazione del protagonista.
      No, non sono io l’assassino, e credo che lo scriverne aiuti a tenere lontani certi istinti omicidi 🙂
      buona serata Neda
      ml

      • Neda 1 ottobre 2019 a 00:44 #

        La mia era una boutade, ovvio, però a volte il desiderio di far fuori qualcuno deve venire esorcizzato da fantasie appaganti.

      • massimolegnani 1 ottobre 2019 a 10:31 #

        sono d’accordo con te, e che scherzavi lo avevo capito 🙂

      • Neda 1 ottobre 2019 a 10:38 #

        Lo so. Ti auguro una buona giornata.

      • massimolegnani 1 ottobre 2019 a 10:50 #

        anche a te 🙂

  16. tramedipensieri 30 settembre 2019 a 15:34 #

    Ma che offensivi…certe opere sono uniche :(((((((((((( mica seriali….
    Complimenti Massimo!
    (se, e dico, se avessi aver bisogno di una lettera giustificativa…mi aiutarai vero?)

    • massimolegnani 30 settembre 2019 a 18:28 #

      conta pure sul mio aiuto incondizionato 🙂
      ml
      (grazie .marta)

  17. Blumalva 1 ottobre 2019 a 12:42 #

    Potresti essere tu il serial killer. Sai, no, l’escamotage di scrivere di noi stessi facendo in modo che sembri un racconto di fantasia, o (non è questo il caso) attribuendo alla voce narrante la terza persona singolare…
    Chi può dirlo! :))

    • massimolegnani 1 ottobre 2019 a 13:33 #

      serial killer?? ma allora cosa ho scritto a fare questa lettera? non la sopporto quella definizione, è offensiva!
      🙂 🙂
      ml

  18. gialloesse 2 ottobre 2019 a 18:48 #

    Una volta la TV mi mandò a fare un servizio sulla inaugurazione di una nuova caserma dei pompieri. Girate le prime sequenze ero fermo in piedi appena oltre l’ingresso e guardavo entrare tanti notabili, alti ufficiali e politici. La maggior parte di loro erano accompagnati dalle elegantissime mogli che reggevano piante infiocchettate o scatole dall’aspetto lussuoso: tanti regali insomma. Il mio assistente che mi stava accanto mi tocco di gomito e senza guardarmi disse:” io so cosa regalare di veramente bello ai pompieri: andiamo a bruciare un bel asilo pieno di bambini.

    • massimolegnani 2 ottobre 2019 a 20:29 #

      ecco, l’episodio che riporti dimostra come in ognuno di noi si annidano pulsioni poco encomiabili.
      non dico che il tuo assistente avrebbe mai dato fuoco all’asilo, ma le sue parole vanno un poco oltre la semplice battuta.
      grazie di esserti soffermato qui,
      ml

  19. Riccio 3 ottobre 2019 a 07:42 #

    Geniale questo pezzo, mi domando come ti sia venuto in mente, se c’è qualcosa o qualcuno che ti ha ispirato.

    P.S. Mi ricorda un po’ l’Igiene dell’assassino.
    P.P.S. Ho visto che te l’hanno già chiesto quindi non farò o stesso… mi rassicura che non sia un pezzo autobiografico 😛

    • massimolegnani 3 ottobre 2019 a 20:54 #

      pochi anni fa, mi pare in Piemonte, hanno condannato uno per l’assassinio di alcune prostitute dopo che aveva pubblicato un libro che ricalcava troppo da vicino quelle uccisioni! (per cui mi guardo bene dal dire che vi sia in questo brano alcunchè di autobiografico 🙂 )
      quel libro della Nothomb non l’ho letto.
      ciao Riccio e grazie per il geniale 🙂
      ml

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