un uomo semplice

10 Ott

c.calati

 

 

S’incamminò lungo la vecchia costiera che, da quando avevano realizzato la superstrada poco più in alto, era diventata un percorso lungolago ad esclusivo uso di ciclisti e pedoni. Lì erano solo rumori minimi di passi e voci basse, fruscio di gomme sull’asfalto e di catene ben oliate, sciabordio dell’acqua a riva e di rari remi sul lago, e sopra questi suoni si diffondeva il gracchiare incolpevole dei corvi.

Dopo l’incidente, una caduta di bicicletta di cui non ricordava nulla, Luigi aveva dovuto rinunciare all’amata due ruote, che suo figlio gli aveva letteralmente requisito. Era quindi costretto a muoversi a piedi, o con la corriera quando le distanze erano eccessive.

Aveva comunque mantenuto l’abitudine di prendere e andare, usciva da solo e camminava a lungo con il piglio di chi non agisce per diletto ma per uno scopo ben preciso, che però nemmeno lui sapeva quale fosse.

Quel giorno si era mosso per tempo così ora poteva procedere con un passo tranquillo che gli permettesse di sciogliere il garbuglio di pensieri. Ma i suoi pensieri, una volta dipanati e spurgati dai borbottii e mugugni da uomo solitario, si riducevano a ben poca cosa. Scorbutico e lunatico, aveva una parola di fastidio o di rancore per ogni persona conosciuta e per ogni cosa che gli succedeva intorno. Era come avvolto da una patina vischiosa di malumore da cui si liberava raramente, ma quando ci riusciva allora si apriva a sensazioni semplici che lo emozionavano. Per esempio era stato proprio lui a giudicare incolpevole il gracchiare dei corvi quando, fermatosi di colpo, aveva alzato lo sguardo a seguire il loro volo accompagnato da quel suono sgradevole.

Riprese la marcia con uno spirito più leggero e solo allora si accorse che c’era più gente del solito sulla strada, intere famiglie, gruppi di ragazzi che avrebbero dovuto essere a scuola, frotte di anziani dal passo incredibilmente svelto.

Luigi si lasciava superare da quella ininterrotta fiumana senza modificare la propria andatura. Le brigate a piedi o in bicicletta mostravano una strana euforia e una comunanza tra loro da cui lui si sentiva escluso.

Ogni tanto captava spezzoni di frasi che non l’aiutavano a comprendere che cosa stesse succedendo, chi diceva che avrebbe camminato sull’acqua, chi elogiava Cristo, chi sosteneva che era tutta una pagliacciata, ma voglio esserci perché ci guarderanno da tutto il mondo.

Luigi era sconcertato, possibile che i suoi compaesani fossero improvvisamente impazziti? Di che diavolo parlavano? Si decise a fermare un amico e a chiedere lumi.

Mi dici cosa capita?

Andiamo a Sulzano.

A fare?

Oggi la passerella è riservata a noi residenti del lago.

Quale passerella?

L’opera di Christo.

Di Cristo? Gesù è tornato sulla terra? Proprio qui?

Eddai, in che mondo vivi? Christo è l’artista che ha fatto l’installazione sul lago.

Installano un nuovo pontile al lido di Sulzano?

 

Alla fine l’uomo, vedendo lo smarrimento sul volto dell’amico, gli mostrò dallo smartphone alcune  fotografie della passerella. Luigi doveva essere l’unico abitante del lago che non fosse al corrente dell’evento. La sua reazione fu secca, che cazzata! disse, e non aggiunse altro. Anzi, di lì a poco, smise di camminare a fianco del suo conoscente quasi a prendere le distanze da lui e da tutti gli altri.

Riprese la strada per conto suo con quel passo che non capivi se meditabondo o annoiato, ma che in ogni caso lo isolava dall’atmosfera festosa che lo circondava.

Si era spinto più in là del suo tratto abituale ed era arrivato alla vecchia galleria scavata nella roccia. Vi entrò titubante, ricordando le volte in cui accompagnava suo papà sul carro delle consegne a domicilio, la galleria era per lui un momento di paura, lo spaventava il rimbombo provocato dalle poche macchine e temeva sempre che una di queste nel buio li investisse. Rivisse con un brivido quelle emozioni, le grida allegre della gente che oggi rimbalzavano contro le pareti di roccia non erano meno terrifiche dei motori di un tempo.

Riaffiorò alla luce con sollievo.

E con la luce vide uno scorcio di lago che non ricordava: un breve prato malridotto, un muretto come una balconata sull’acqua, un cipresso solitario, il rilievo dei monti sull’altra sponda.

Abbandonò la strada e si stese sull’erba a guardare il cielo.

Corvi e gabbiani, il bianco e il nero. E il cipresso che svettava silenzioso.

Emise un sospiro prolungato, quasi gioioso, come di risveglio dopo un buon sonno. Poi si mise seduto e cavò di tasca il coltello, tagliò il pane e fette di formaggio. Bocconi lenti e occhi veloci che si saziavano al poco e al tanto che vedevano.

Luigi era arrivato.

 

28 Risposte to “un uomo semplice”

  1. Giuliana 10 ottobre 2019 a 09:22 #

    Sempre splendidi i tuoi racconti, emozionanti.

  2. Biagina Danieli 10 ottobre 2019 a 11:53 #

    Ma che meraviglia…non smetterei mai di leggerti, complimenti.

  3. Speranza 10 ottobre 2019 a 15:52 #

    Un bel racconto, mi pare di vederlo mentre si gusta la sua merenda.

    • massimolegnani 10 ottobre 2019 a 20:36 #

      una merenda semplice per un uomo semplice 🙂
      buona serata, Speranza, e grazie
      ml

  4. elettasenso 10 ottobre 2019 a 18:28 #

    Ricordo l’opera di Christo. Meglio il cielo e i corvi: loro ci sono sempre

    • massimolegnani 10 ottobre 2019 a 20:38 #

      sono con te, l’effimero in arte raramente mi coinvolge 🙂
      buona serata, Eletta
      ml

      • elettasenso 11 ottobre 2019 a 07:53 #

        Buona giornata caro ( hai cambiato pic )

      • massimolegnani 11 ottobre 2019 a 09:08 #

        grazie Eletta
        (cosa vuol dire “cambiare pic”?)

      • elettasenso 11 ottobre 2019 a 17:03 #

        Era apparsa un’altra immagine sotto il tuo orologio. Ora non c’è più… mistero?

      • massimolegnani 11 ottobre 2019 a 18:15 #

        mistero fitto, mai provato a modificare o sostituire l’immagine dell’orologio.
        🙂

      • elettasenso 11 ottobre 2019 a 18:43 #

        Sotto l’orologio si vedeva un rettangolo con un uomo vicino a un tavolo. Veramente MISTERO 😀

      • massimolegnani 11 ottobre 2019 a 21:06 #

        un fantasma tra noi!
        🙂

      • elettasenso 12 ottobre 2019 a 20:25 #

        😀🍃🍂🍁

      • massimolegnani 12 ottobre 2019 a 21:43 #

        eheh, io so usare solo questa…:)

  5. missiswhite 11 ottobre 2019 a 14:02 #

    Passerelle e tacco dodici non vanno d’accordo.
    Un picnic davanti al lago, al contrario, mi suggerisce piedi scalzi, cieli tersi e canti a più voci con la natura intorno a me. Mais oui, anch’io sono una donna semplice.
    La tua scrittura trasmette quiete. In sottofondo, per puro caso, ho una canzone di Ivano Fossati: Invisibile. Sembra fatta apposta.

    • massimolegnani 11 ottobre 2019 a 16:11 #

      è vero! “la grande arte è un mestiere piccolo” dice Fossati e già queste parole fanno dell’Invisibile l’accompagnamento musicale adatto allo spirito del brano.
      grazie Missis, sei stata preziosa 🙂
      ml

  6. acutamente 11 ottobre 2019 a 18:51 #

    Bellissima, caro Massimo, questa tua prosa, che mi sembra quasi poesia. Anche la conclusione, nella sua semplicità (soprattutto nel contrasto “bocconi lenti e occhi veloci”), è deliziosa.

    • massimolegnani 11 ottobre 2019 a 21:10 #

      grazie per l’apprezzamento molto gradito.
      ciao e benvenuta A.
      🙂
      ml

  7. Harley 12 ottobre 2019 a 21:32 #

    Sempre suggestivo il tuo paesaggio letterario.

  8. Maria 19 ottobre 2019 a 11:10 #

    Confesso che a leggere “si era spinto più in là del suo tratto”, ho cominciato a pensare che sarebbe finita male. E invece non è successo nulla! Un po’ come quei film che a volte guardo… sono belli, fanno compagnia, e finiscono che non succede davvero niente. E credo che la maestria stia proprio in questo: appassionare con la semplicità, raccontando il quotidiano che non è mai banale… è, semplicemente, umano!
    D’altronde, il testo non ha smentito il titolo dell’articolo👍 e sei stato capace di rendere “vivo” il personaggio.

    • massimolegnani 20 ottobre 2019 a 12:21 #

      ti sono grato per questo commento che mi piace un sacco: sì miravo alla semplicità della vicenda e degli atteggiamenti dell’uomo.
      grazie M.aria, un sorriso
      ml

      • Maria 20 ottobre 2019 a 13:54 #

        A te, Massimo! ☺
        Buona domenica 🌻

      • massimolegnani 20 ottobre 2019 a 17:21 #

        🙂

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