madre terra

7 Nov

by web

 

 

Quando fu il suo turno, ultimo dopo il padre e i fratelli più grandi e giusti, afferrò anche lui una manciata di terra. Umida e fredda, la tenne stretta nel pugno come a scaldarla e all’ultimo istante, anziché spargerla nella fossa, se ne riempì una tasca del cappotto, quasi furtivamente. Sulla bara, invece, lasciò cadere qualche foglia e petali appassiti raccolti da altre tombe.

Tornato a casa attese con pazienza che parenti e amici lo lasciassero solo, quindi andò a recuperare il cappotto e rovesciò con estrema cura il contenuto della tasca su un vassoio. Cercò di dare a quei granelli la forma di una minuscola montagnola che poi coprì con la campana di vetro sotto cui era solito proteggere i formaggi. La sistemò su un ripiano della cucina all’altezza del suo sguardo.

Era una cosa senza senso, se ne rendeva conto, eppure non passava giorno che non si soffermasse a contemplare quel grumo di terra scura, attratto da qualcosa che non avrebbe saputo spiegare. La fissava con intensità come fosse una reliquia, o un talismano, forse nell’inutile speranza di correggere il passato e di dare sollievo alla propria disperazione.

Un mattino prima di colazione si avvicinò alla campana trasparente e notò un piccolo lombrico che faceva capolino dal mucchietto scuro. Lo guardò a lungo, ne studiò i movimenti flessuosi e il colore rosato. In un lampo gli tornarono in mente le dita di lei che si muovevano veloci nell’impasto, rivide il colore delle braccia di un pallore appena tinto di rosa, ricordò anche l’aria quieta che il suo fare spandeva per la cucina, lui arrampicato su uno sgabello a guardare, lei sempre indaffarata eppure sorridente.  Rivisse come in un film quel lontano periodo di serenità familiare, prima che iniziassero le incomprensioni, i rimproveri, le liti, l’andarsene via.

Senza staccare gli occhi da quella terra magica e da quel minimo segno di vita di solito così repellente, con voce tremante mormorò ti chiedo perdono, mamma, per averti deluso.

 

51 Risposte to “madre terra”

  1. Un cielo vispo di stelle 7 novembre 2019 a 09:59 #

    Commovente. Mi piace pensare anche all’allegoria che si può leggere e che rimane nel titolo del tuo brano. La terra, la grande madre di tutti, a sua volta tradita e delusa.
    (Ciao Massimo, tornerò a leggerti più spesso)

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:04 #

      caro Paolo, che piacere ritrovarti!
      e come sempre mi piace la tua lettura,quel passare dal particolare all’universale, da un’ipotetica vicenda familiare, un figlio in debito affettivo con la madre(terra) al generale debito che l’umanità ha contratto con la terra(madre)
      ciao, a ritrovarci presto
      ml

  2. Giuliana 7 novembre 2019 a 11:16 #

    Bellissima!

  3. Biagina Danieli 7 novembre 2019 a 11:26 #

    Mi hai commosso….

  4. Maria 7 novembre 2019 a 11:45 #

    Toccante 💖

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:08 #

      grazie M.aria
      un sorriso
      ml

      • Maria 7 novembre 2019 a 16:03 #

        Un sorriso a te, Massimo! ☺

        P.S. mi fa sempre piacere leggere M.aria! 😄

      • massimolegnani 7 novembre 2019 a 18:47 #

        è che ho nostalgia di aria mich 🙂

      • Maria 7 novembre 2019 a 20:32 #

        Oh 💓 ora ho sorriso! Aria Mich ogni tanto la penso anch’io, ma non con nostalgia, come una “cosa” che ha fatto il suo tempo… ed è stato un bellissimo tempo!

      • massimolegnani 7 novembre 2019 a 22:07 #

        sì, hai ragione, nostalgia non è la parola adatta, ogni cosa è giusto che passi. Allora diciamo con simpatia 🙂

      • Maria 7 novembre 2019 a 22:29 #

        Ci sta 😀

      • massimolegnani 7 novembre 2019 a 23:37 #

        🙂

      • Riccio 9 novembre 2019 a 13:34 #

        Anche io ho nostalgia di aria mich 😉

      • massimolegnani 9 novembre 2019 a 17:42 #

        🙂

  5. teti900 7 novembre 2019 a 12:02 #

    meglio di così è difficile mettere insieme e raccontare la complessità di argomenti che già a prenderne uno alla volta si rischia di pasticciare.
    anche commentare diventa superfluo, a meno di saperlo fare con lo stesso stile, che a me manca…

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:15 #

      ma il tuo commento è tutt’altro che superfluo
      hai colto un aspetto a cui tenevo: nella brevità ho messo la complessità dei sentimenti, non c’è solo il lutto,
      ci sono la nostalgia il rammarico il pentimento e la gioia folle di “ritrovare” la madre nel lombrico.
      e tu queste cose le hai viste e te ne sono grato.
      ml

  6. dona 7 novembre 2019 a 12:08 #

    perfetta! mi sembra di conoscerla ma le hai dato nuovo vigore e poesia. Dire tanto con poco

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:18 #

      sai bene che questo è uno di quei brani su cui ritorno spesso e che non considero mai finiti.
      qui nascosto tra le righe ci ho messo qualcosa di personale che magari ti racconterò a voce.
      ciao Dona
      io

  7. Evaporata 7 novembre 2019 a 12:30 #

    Il ciclo della vita…

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:20 #

      sì, il ciclo inesorabile della vita e qualcosa di agguantato per la coda quando secondo logica i giochi erano ormai conclusi.
      buona giornata Eva..
      ml

  8. ilmestieredileggereblog 7 novembre 2019 a 13:19 #

    Pensieri e sensazioni che ci travolgono, perché li abbiamo provati. Quando un genitore ci lascia, insieme ai ricordi belli, ci sono sempre i rimpianti.

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:24 #

      sì, i rimpianti, il tarlo che rode e che qui ha una favolistica soluzione finale.
      un carlo saluto, Pina
      ml

  9. sibillla5 NADIA ALBERICI 7 novembre 2019 a 14:01 #

    Siamo noi che attribuiamo un senso e un valore alle cose e che facciamo restare i ricordi come per far rinascere un passato… Molto bello mi è piaciuto!

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 15:25 #

      far rinascere il passato e riuscire (quasi) a correggerlo.
      un sorriso
      ml

  10. lamelasbacata 7 novembre 2019 a 14:29 #

    Un brano di grande dolcezza.

  11. Walter Carrettoni 7 novembre 2019 a 15:50 #

    Sempre bravo.

  12. newwhitebear 7 novembre 2019 a 17:29 #

    molto forte e intenso questo racconto. Quel mucchietto di terra prende vita attraverso il lombrico.
    Bravo

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 18:50 #

      sì, il lombrico, quel lombrico, è vitalità, è ritorno simbolico.
      grazie GianPaolo
      ml

  13. mikimoz 7 novembre 2019 a 21:37 #

    Vita (illusione di vita) oltre la morte, per un racconto che ha molto di freudiano. Un perdono mai chiesto, un’antica sofferenza che prende le sembianze di un lombrico. Quasi psicomagia.

    Moz-

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 22:13 #

      hai toccato il punto, un perdono mai chiesto in vita ed ora implorato a un lombrico con la “certezza” che sia sua madre.
      ero convinto che fosse un racconto troppo assurdo per essere compreso e condiviso.
      il tuo e gli altri sentiti commenti mi dimostrano il contrario.
      grazie Moz
      ml

  14. lepastelbleu 7 novembre 2019 a 23:06 #

    questa sì che è la bellezza della mutazione!

    • massimolegnani 7 novembre 2019 a 23:51 #

      una mutazione del cuore prima che del corpo 🙂
      buona notte Greta
      ml

  15. Riccio 9 novembre 2019 a 13:36 #

    La vita che finisce e poi ricomincia.
    Commovente, sarà che io mi sento sempre un po’ in debito con i miei (avendoceli ancora e avendo dunque tutte le possibilità di provare a saldarlo questo debito).

    Ciao ml,
    R.

    • massimolegnani 9 novembre 2019 a 17:41 #

      sì, e per farla ricominciare ci si aggrappa anche ai vermi della terra!
      (a saldare certi debiti spesso ci si pensa solo quando è troppo tardi)
      buon week end Riccio
      ml

  16. Scintilla 10 novembre 2019 a 14:09 #

    Intenso e commovente, trovo nei tuoi scritti molte scintille. Grazie

  17. Sabina_K 10 novembre 2019 a 14:42 #

    Tutto ciò che ci è appartenuto profondamente prima o poi riappare o, meglio, “ci” riappare per una seconda possibilità.
    Così è la madre attraverso il lombrico, così è quella tardiva richiesta di perdono, che potrebbe essere anche sbagliata/inutile, ché gli errori, se errori sono, non sono mai di una parte sola.
    La riflessione/richiesta di perdono del personaggio del tuo racconto è di per sé una vittoria, perché è sintomo di u n percorso, di un’evoluzione del giudizio che si condensa in una richiesta di scuse.
    Ma, così la immagino io, non è che una stazione: tante ne potrebbero seguire, perché il segno della vita che continua è anche in questo considrare e riconsiderare.
    In ultimo, devo dirtelo, ho trovato bellissima la metafora sulla “terra offesa” dall’uomo.

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 11:41 #

      molto bello il tuo commento, ne condivido le parole e il senso, a partire dalla convinzione della seconda possibilità.
      grazie Sabina, un abbraccio
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: