una giornata indimenticabile

11 Nov

c.calati

 

 

In otto anni non era mai successo che sua moglie gli telefonasse sul lavoro, lui glielo aveva esplicitamente proibito, ma questa era un’occasione straordinaria.

Michele Alberti, inebetito, riuscì a rispondere solo davvero? alle parole piene di gioia di Monica. La sentì piangere di felicità e ancora balbettò ma davvero? prima di chiudere la telefonata. Per qualche minuto fissò, senza vederli, i fogli sparsi sulla scrivania, poi balzò in piedi con un urlo disumano, lui solitamente fin troppo controllato.

I suoi colleghi esterefatti lo videro fare una sorta di balletto tra le scrivanie, finire addosso a Francesca Palmeri, il pachiderma sudato come la chiamavano tutti, e abbracciarla calorosamente, saltare a piedi uniti su una sedia come volesse arringare una folla alla vigilia della rivoluzione, fare ampi gesti per ottenere silenzio, anche se in realtà nessuno aveva ancora aperto bocca, e infine annunciare con voce strozzata Monica è incinta.

Tutti capirono chi fosse Monica, anche se era la prima volta che Michele, un tipo quanto mai riservato, citava sua moglie per nome. Abbracciarono e festeggiarono il loro collega sebbene trovassero eccessiva la sua euforia. Non potevano sapere quanto quei due avessero desiderato un figlio, quante delusioni e quanti tentativi andati a vuoto avessero vissuto, una vera frustrazione. Recentemente si erano rivolti a un centro contro la sterilità di coppia e si erano da poco sottoposti ai test preliminari di fertilità in previsione di una eventuale fecondazione assistita, un percorso tutt’altro che esaltante. Anzi proprio quel giorno Michele avrebbe dovuto ritirare gli esiti. Ma ora tutto questo passava in secondo ordine, Monica era incinta!

Michele, sempre in preda a un’eccitazione inusuale, volle organizzare un rinfresco estemporaneo e, con il permesso del capo-ufficio, scese a comprare dei salatini e una bottiglia di spumante. Lui stesso, sebbene astemio, se ne trangugiò due bicchieri, alimentando il proprio stato di allegro stordimento. Alla fine il suo capo per riportare ordine nell’ufficio, gli concesse, anzi gli impose, mezza giornata di ferie.

Una volta per strada, Michele avrebbe voluto comunicare la lieta notizia ad ogni passante ma si limitò a sorridere come un ebete alle persone sconosciute che incrociava. Si fermò da un fioraio a comperare un mazzo di garofani, sa, mia moglie è incinta.

Passò anche in clinica a ritirare i referti e anche all’impiegato dello sportello ripetè quella frase che gli stava facendo circolare più veloce il sangue nelle vene.

Sulla via di casa volle guardare l’esito del proprio esame, anche se questo non aveva più importanza. Lesse, rallentò il passo, si fermò, rilesse e poi gettò il referto appallottolato in un cestino. Niente doveva offuscare la gioia di quel giorno, Monica era incinta!

Riprese a camminare con passo deciso verso casa, cancellò dalla mente la parola appena letta, azoospermia, ma capì che questa si sarebbe ripresentata ogni volta che avrebbe guardato o abbracciato suo figlio. SUO figlio?

 

54 Risposte a “una giornata indimenticabile”

  1. emcquadro 11 novembre 2019 a 13:34 #

    Empatizzo con Michele, e cerco di comprendere come avrei potuto reagire io ad una notizia del genere: sono certo che non avrei festeggiato.

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 14:59 #

      considera però la tempistica, prima arriva la lieta notizia, poi la mazzata. Non è facile uscire dall’euforia e affrontare la realtà. Michele sembra aggrapparsi (vigliaccamente) a un improbabile errore di laboratorio, ma certo dovrà convivere con tarlo.
      Benvenuto emcq
      ml

  2. teti900 11 novembre 2019 a 14:34 #

    ecco.
    (…)
    domani ne scrivi un altro che racconti cosa è successo nei successivi dieci anni…
    e poi ne riparliamo:)

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 15:09 #

      infatti, è quello il punto, lo sviluppo dei rapporti negli anni con questo tarlo che lavorerà instancabilmente 🙂
      ciao Teti
      ml

      • teti900 11 novembre 2019 a 15:48 #

        a ma è già tutto scritto… lei che dice che lo ha fatto per la loro felicità e lui che si farà tentare dal crederle… il punto è: ma perché non me lo hai detto PRIMA?
        nessuna scusa, con quella mancata premessa cade ogni presupposto di buona fede, ergo… a farne le spese chi sarà?
        come dico sempre, per fare un buon vino si deve applicare un severo disciplinare, per fare un figlio basta berne un bicchiere di troppo.

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 19:56 #

        la tua predizione è quanto mai plausibile

  3. Maria 11 novembre 2019 a 14:37 #

    Ci sono tanti modi per leggere questa storia. Comprenso la gioia di Michele di avere una creatura da amare e a cui donare il suo amore… tempo fa leggevo invece di un articolo, non ricordo quale scritto, che trattava questa tematica, dicendo di fare attenzione e di essere sinceri con se stessi: vuoi un figlio per amarlo? O solo per soddisfare un sentimento momentaneo? Tuttavia qua Michele sembra davvero far parte del primo caso..m

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 15:12 #

      qui però la domanda è più complessa: riuscirai ad amare quel figlio che a dar retta a quel referto non può essere tuo?
      Michele si è dato una risposta, ma sarà solo il tempo a dire se ce la farà.
      ciao M.aria
      ml

      • Maria 11 novembre 2019 a 15:15 #

        Sono d’accordo 👍
        P.S. pardon per tuuutti i refusi nel mio commento 😜

        Ciao ciao, Massimo! ☺

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 15:21 #

        (i refusi nei commenti mi sono simpatici, sono segno di un dire emozionato)
        🙂

      • Maria 11 novembre 2019 a 15:26 #

        Eh, per dirti, invece di “sentimento momentaneo”, avevo pensato a “capriccio momentano”, non so perché mi sia uscito sentimento! Qui, più che emozione, era la “foga” di dire quello che avevo in testa, unita alla fretta prima della pappa 😛

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 19:54 #

        eheh, prima della pappa è difficile ragionare 🙂

      • Maria 11 novembre 2019 a 20:04 #

        Ben detto 😆

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 20:05 #

        🙂

  4. coulelavie 11 novembre 2019 a 15:02 #

    sacrificio per puro amore!

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 15:14 #

      o per vigliaccheria? sai quel mettere la testa sotto la sabbia per non affrontare la realtà.
      Chissà
      ciao Coulelavie
      ml

      • coulelavie 12 novembre 2019 a 09:02 #

        ah, ma il sacrificio per puro amore io intendevo fosse della donna, non dell’uomo! 😉 ciao!

      • massimolegnani 12 novembre 2019 a 10:00 #

        ah, ecco, non avevo capito.
        allora sì, “sacrificio” per puro amore 🙂

  5. denken00 11 novembre 2019 a 16:45 #

    Sacrifici, loro. Di nuovo…

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 19:57 #

      infatti, lui per un attimo ha creduto che tutti i problemi fossero alle spalle, invece..!
      buona serata Denken
      ml

      • denken00 11 novembre 2019 a 20:42 #

        Succede così un po’ a tutti, non trovi?
        Buona serata a te Massimo.

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 22:50 #

        sì, magari non in termini così estremizzati come nel racconto 🙂

      • denken00 11 novembre 2019 a 23:02 #

        Infatti generalizzavo. Come metafora dell’eccesso, assolutamente si…hai ragione

      • massimolegnani 11 novembre 2019 a 23:20 #

        allora siamo d’accordo 🙂

      • denken00 12 novembre 2019 a 00:24 #

        Come potrei non esserlo con te. Ti stimo moltissimo

      • massimolegnani 12 novembre 2019 a 00:29 #

        !ti ringrazio!

  6. quasi40anni 11 novembre 2019 a 16:51 #

    Lo spirito genitoriale è forte ancor prima di diventare padre o madre. Di Michele nella vita reale ne conosco uno, una roccia nel suo affetto verso la “ figlia “….

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 20:00 #

      quelle virgolette attorno a figlia mi fanno capire che hai perfettamente inteso 🙂
      ciao Vanilla
      ml

  7. tramedipensieri 11 novembre 2019 a 17:33 #

    Ormai mentre leggo mi aspetto sempre un colpo di scena…per me sorpresa a metà…
    😀
    Non gli resta altro che amarlo, punto.
    Tutto il resto che penserà non lo farà vivere bene e meglio penserà alla fortuna di avere un figlio sano da amare e una donna che amava .già

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 20:04 #

      sì, il finale era un po’ “telefonato” dal ritiro dei referti 🙂
      è vero, non gli resta che amarlo quel figlio, ma ammetterai che non sarà nè facile nel modo nè scontato nel risultato.
      ciao .marta
      ml

  8. Giuliana 11 novembre 2019 a 21:46 #

    Sono sicura che amerà molto quel figlio, la moglie forse un po’ meno 😄

    • massimolegnani 11 novembre 2019 a 22:49 #

      il difficile sarà tenere separati i due sentimenti probabilmente opposti per figlio e moglie
      buona serata, Giuliana 🙂
      ml

      • Giuliana 11 novembre 2019 a 23:32 #

        Già, la vita è una continua dicotomia 😄

      • massimolegnani 12 novembre 2019 a 00:23 #

        sì 🙂

  9. newwhitebear 12 novembre 2019 a 17:48 #

    Michele aveva due scelte. Imprecare perché suo figlio non era tale oppure fare finta di niente. Ha scelto con coraggio la seconda strada. Tanto lo sapevano tutti che Monica è incinta.

    • massimolegnani 12 novembre 2019 a 18:56 #

      sono d’accordo con te sulle due possibili scelte di Michele. Mi chiedo solo se è stato un atto di coraggio accettare e amare quel figlio quasi certamente non suo, o di vigliaccheria, non affrontare la realtà a muso duro e imboccare una strada senza ritorno.
      buona serata GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 12 novembre 2019 a 18:57 #

        per me 50% di coraggio e 50% di vigliaccheria.

      • massimolegnani 12 novembre 2019 a 19:22 #

        eheh, sei salomonico e probabilmente nel giusto. A parte rari eroi siamo fatti così, a seconda delle volte coraggiosi o pusillanimi e non sempre il confine tra i due stati è netto.

      • newwhitebear 12 novembre 2019 a 22:21 #

        è quello che a volte si dice compromesso. Nel tuo racconto Michele era troppo felice per rompere con Monica. E’ meglio amare un bambino non tuo che il nulla.

      • massimolegnani 12 novembre 2019 a 23:19 #

        sono pienamente d’accordo con la tua lettura

      • newwhitebear 12 novembre 2019 a 23:43 #

        ciao

      • massimolegnani 13 novembre 2019 a 00:10 #

        ciao

  10. Neda 18 novembre 2019 a 17:33 #

    Madre sempre certa, padre non si sa…Ma se nel referto gli avessero scritto che aveva un cancro e sarebbe morto prima della nascita del bimbo…credo che sia felice di essere vivo.

    • massimolegnani 18 novembre 2019 a 21:49 #

      mi dimostri che c’è sempre un altro modo di vedere le cose 🙂
      grazie Neda
      ml

  11. Walter Carrettoni 22 novembre 2019 a 13:32 #

    Un classico… 😁😁😁

  12. S. 23 novembre 2019 a 15:03 #

    Penso sia un momento indimenticabile, intenso, bello 😉

    • massimolegnani 23 novembre 2019 a 15:34 #

      per il protagonista lo è stato fino a che non ha letto il referto, poi…chissà!
      ciao, grazie della lettura
      ml

  13. Riccio 26 novembre 2019 a 20:37 #

    È che io poi ogni tanto li vorrei incontrare nuovamente i tuoi personaggi per sapere che è successo dopo. Tipo, Camillo come sta?

    R.

    • massimolegnani 26 novembre 2019 a 22:15 #

      eheh, Camillo sta bene, fa la sua vita defilata e io ogni tanto gli cucio addosso una storia.
      🙂
      buona serata, Riccio
      ml

  14. Luigi Catillo 28 novembre 2019 a 23:35 #

    Bel racconto! 🙂

  15. Deserthouse 14 dicembre 2019 a 13:29 #

    Spero che il protagonista amerà lo stesso il figlio che colpa di sicuro non ne ha.

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