il venerdì 17 colpisce anche di sabato

18 Gen

c.calati

 

 

Sono appena rientrato a casa, sfinito. Dovrei farmi una doccia, cambiarmi, riposare, ma voglio mettere subito nero su bianco quello che mi è successo perché, se ci dormo sopra, domani penserò che sia stato un incubo notturno da cena pesante.

Ieri mattina i due passi a prendere il giornale mi avevano fatto sentire il tepore del sole sulla pelle. Mentre leggevo steso sul divano ogni tanto guardavo fuori dalla finestra: un cielo azzurro che era una meraviglia. Mi sentivo in colpa a starmene in panciolle con una giornata così bella che ti chiama fuori. Erano settimane che rinviavo il giro del lago (per me il lago per antonomasia è quello di Como), ieri sarebbe stato il giorno giusto. Però era venerdì 17 e mia nonna diceva sempre né di venere né di marte né si sposa né si parte. E spesso aggiungeva: di 17, poi, non se ne parla proprio.

Ma io non sono superstizioso, semmai mi faceva comodo quell’alibi. Dopo aver tergiversato fin troppo alla fine mi sono deciso, ho preparato in fretta la sacca e la bici e sono partito. Mi sono portato in zona in macchina e verso mezzogiorno ho cominciato a pedalare. Bastano due o tre settimane di inattività e subito si forma la ruggine nei muscoli e nelle articolazioni; nel tratto tra Como e Bellagio, che è tutto un saliscendi, sentivo le gambe cigolare, le gambe, non la bici, che quella è sempre ben lubrificata! Fortunatamente ho fatto un tratto in battello e quando ho ripreso a pedalare le cose sono andate meglio.

In albergo ho dormito il sonno dei giusti, soddisfatto di aver sfatato le vecchie superstizioni, per tutto il giorno non avevo avuto il minimo contrattempo.

Stamattina mi sono svegliato pieno di energia e mi sono messo per tempo a macinar chilometri. Ho “doppiato” il vertice del lago seguendo una ciclabile molto bella, in mezzo a canneti e filari di salici, e poi ho iniziato il ritorno verso Como sull’altra sponda. Una cavalcata un po’ stancante ma piacevole per il poco traffico e per il tempo che dopo un inizio incerto si stava mettendo al bello (e anche per le gambe che non giravano male).

Quando mancavano una quindicina di chilometri al punto dove avevo lasciato la macchina, ho forato. La ruota posteriore che è la più rognosa da smontare. Bè, una foratura ci può stare, infatti ho tutto l’occorrente per rimediare, ho fatto anche una previdente incetta dei guanti che si usano nei supermercati per prendere frutta e verdura. Affronto il contrattempo con spirito costruttivo e in una mezz’ora sono pronto a ripartire, senza essermi nemmeno imbrattato le mani!

Pedalo di lena perché è quasi il tramonto, ma dopo pochi chilometri foro di nuovo, ancora la posteriore appena sostituita. Questa volta la prendo con meno filosofia, diciamo che m’incazzo proprio. Per fortuna ho una seconda camera d’aria di scorta e altre due bombolette d’aria compressa. Siccome non credo alla sfiga cieca, penso che doveva essere rimasto conficcato nel copertone il chiodino o altro che aveva provocato la prima foratura bucandomi nuovamente la gomma. Passo con le dita l’esterno e l’interno del copertone ma non trovo corpi estranei. Vabbè sarà stata una coincidenza. Cambio la camera d’aria, mi concio le mani da far paura perché gli ultimi guantini dell’Esselunga si sono lacerati nella concitazione delle operazioni, rimonto il tutto e riparto. Ormai sta imbrunendo.

Ma faccio non più di un chilometro e buco per la terza volta, sempre la medesima ruota. E questa volta la frittata è fatta, non ho altre camere d’aria e di mettermi a rattoppare quella bucata non se ne parla, tra l’altro ho finito anche le bombolette per cui non avrei di che gonfiarla. L’unica è andare avanti a piedi spingendo la bici fino alla macchina, almeno 8 chilometri. Sono rassegnato e m’incammino. Dopo due chilometri sono già cotto (camminare con le scarpe da bici è una tortura). Fortuna vuole che attraversando un paesino trovo un negozio di biciclette. Anche il meccanico del negozio è convinto che deve essere rimasto un chiodino nel copertone ma nemmeno lui lo trova.

Gli ultimi chilometri fino alla macchina sono all’insegna quasi rassegnata di un’ulteriore foratura e da un pensiero fisso che mi martella: se la causa delle forature non è stata un corpo estraneo rimasto nel copertone a colpire a ripetizione, l’unica spiegazione che rimane è quella che ho espresso nel titolo e che ora mi rifiuto di ripetere perché io non sono superstizioso. O non lo ero fino ad oggi? Che avesse ragione mia nonna?

 

58 Risposte a “il venerdì 17 colpisce anche di sabato”

  1. Giuliana 18 gennaio 2020 a 21:21 #

    Riderei se non fosse tragico, immagino l’incazzatura. Iattura o buchino invisibile?

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:08 #

      ridi, Giuliana, ridi, che le cose tragiche hanno un altro spessore 🙂
      ti abbraccio
      ml

  2. Morgana💜 18 gennaio 2020 a 21:23 #

    No vabbé.. no comment😅 a me il venerdì 17 porta bene.. anche il sabato 18 di solito… 😬 comunque mi dispiace cavoli

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:13 #

      ormai la rabbia è sfumata ed è rimasto il divertimento di aver vissuto un piccolo evento fuori dall’ordinario.
      ciao Morgana 🙂
      ml

      • Morgana💜 19 gennaio 2020 a 13:17 #

        Meglio così allora ☺️ buona domenica ✨

      • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 15:26 #

        a te 🙂

  3. ilmestieredileggereblog 18 gennaio 2020 a 21:27 #

    mai sottovalutare gli adagi popolari….. adesso riposati, vah, che è stata una bella prova!

  4. Biagina Danieli 18 gennaio 2020 a 21:36 #

    Complimenti per l’energia e lo spirito…io avrei scaraventato la bici nel lago, pure le scarpe e avrei snocciolato il rosario fino all’auto! 😂

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:17 #

      oh, la tentazione di scaraventarla nel lago l’ho avuta anch’io, ma poi avrei dovuto recuperarla, che ci sono affezionato a questa bici 🙂
      buona serata Biagina
      ml

  5. Daniela 18 gennaio 2020 a 21:42 #

    vedila solo come una giornata ultrasfigata indipendentemente dalla data. Buon riposo e buona domenica:-)

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:21 #

      sì una gran sfiga, a prescindere dalle date, che comunque non mi ha tolto il piacere di aver fatto un bel giro 🙂
      ciao Daniela, buona domenica a te
      ml

  6. alessandra 18 gennaio 2020 a 22:16 #

    Io non sono superstiziosa. Penso piuttosto che la strada o la pista ciclabile che hai percorso fosse sporca/ricoperta di cose che potessero causare una foratura.
    Che avventura, comunque.
    Buon riposo 😊

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:24 #

      spiegazione verosimile, ma tra il tratto sterrato e la foratura ci sono in mezzo 60 km su asfalto, un po’ troppi per pensare all’effetto ritardato di una piccola spina.
      ciao Alessandra
      ml

  7. Maria 18 gennaio 2020 a 22:32 #

    Cose da pazzi! Anche a me è successa una cosa assurda in questi giorni, sono quelle cose che ti fanno pensare che le coincidenze non esistono!
    Bellissimo il tuo raccontare 😊

    • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:25 #

      diciamo che sono gli scherzi del caso, senza badare alle date 🙂
      grazie M.aria
      ml

      • Maria 18 gennaio 2020 a 23:28 #

        Io da un pochino di tempo sto ormai cominciando a pensare che non sia tutto un caso 😅 ma forse non si avrà mai in conferma certa per questo tipo di cose

      • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:33 #

        infatti non esiste la prova del nove nè la prova finale..a festa finita 🙂

      • Maria 18 gennaio 2020 a 23:33 #

        Già!

      • massimolegnani 18 gennaio 2020 a 23:59 #

        un sorriso

      • Maria 19 gennaio 2020 a 00:02 #

        A te, buonanotte 🌟

      • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 11:44 #

        🙂

  8. vittynablog 19 gennaio 2020 a 00:04 #

    Magari hai fatto la scorta di sfortuna e per tutto l’anno non ti accadrà più niente… va meglio così ? 🙂

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 11:46 #

      dai, perfetto!
      mi piace la tua idea, la faccio mia 🙂
      Grazie del suggerimento, Vittina
      ml

  9. alemarcotti 19 gennaio 2020 a 00:37 #

    😂😂😂😂scusa se rido….

  10. mocaiana 19 gennaio 2020 a 01:02 #

    Completo il detto della tua nonna:”ne’ si da’ principio all’arte”…

  11. Neda 19 gennaio 2020 a 11:37 #

    All’inizio ho pensato che fosse un racconto inventato, così, tanto per far ridere un po’ e per scaramanzia, poi ho letto i commenti e ho capito che ti è successo davvero…credo che Jella,la streghina, abbia messo dei chiodi a tre punte sulla tua strada.
    Io non sono superstiziosa, però non passo mai sotto le scale: potrebbe cadermi qualcosa in testa o potrei far cadere quello che sta sulla scala.

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 11:53 #

      eheh, per una volta è verissimo e fresco di giornata (ieri) e l’ho postato proprio per far ridere. Perchè una volta passata l’ondata della sfiga non ci resta che ridere.
      un sorriso e un abbraccio, Neda
      ml

  12. PindaricaMente 19 gennaio 2020 a 11:51 #

    Leggendoti mi hai strappato un sorriso perché sai ironizzare anche su situazioni pesanti e inaspettate, ma immagino l’incazzatura. I detti antichi non si sbagliano mai, guai poi a contraddire quelli della nonna! 🙄

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 11:58 #

      eheh, mia nonna credo sia stata la prima a farsi quattro risate lassù in cielo vedendomi armeggiare ripetutamente con camere d’aria e catene. Ma poi mi avrebbe detto “bravo, bravo” perchè alla fine mi diceva sempre così qualunque fesseria avessi fatto.
      ciao Pindara, un sorriso
      ml

  13. teti900 19 gennaio 2020 a 12:29 #

    è che è tradizione di quel lago, che il negozio di bici del paesino dissemini di chiodi la strada che conduce al negozio il venerdì 17… chi mai penserebbe a lui?
    io lo avrei preso a testate.

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 13:13 #

      è tradizione del lago, dici. Bè ci credi che l’ultima volta che avevo bucato, l’estate scorsa, era successo proprio su quel lago?!
      ciao Teti 🙂
      ml

  14. titti onweb 19 gennaio 2020 a 13:30 #

    Evento speciale e spiacevole a testimonianza che la sfiga ci vede benissimo….come si sul dire. Un abbraccio Massimo!

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 15:28 #

      sì, la sfiga ci vede benissimo, ma a distanza di ventiquattr’ore dall’accaduto guardo la sfiga con simpatia 🙂
      buona domenica, Titti
      ml

      • titti onweb 19 gennaio 2020 a 20:59 #

        Ed è lì il bello! Buona serata💫💫💫💫💫💫💫💫

      • massimolegnani 20 gennaio 2020 a 10:36 #

        sì 🙂
        grazie, buona giornata a te

  15. rodixidor 19 gennaio 2020 a 14:29 #

    L’ultima foratura è davvero inspiegabile perché la precedente era stata riparata nell’officina del meccanico delle biciclette, quindi con tutta la calma e la cura dovuta. Mah .. Tua nonna andava in bicicletta?

    • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 15:32 #

      il meccanico ha riparato solo la terza foratura, alle due precedenti avevo provveduto da solo, quindi può essere che mi fosse sfuggito il pezzettino appuntito.
      eheh, mia nonna credo non abbia mai pedalato 🙂
      ciao rodix
      ml

      • rodixidor 19 gennaio 2020 a 16:32 #

        Pensavo ci fosse stata ancore un’ulteriore foratura dopo il meccanico. Buona giornata massimo.

      • massimolegnani 19 gennaio 2020 a 16:52 #

        ahah, direi che tre potevano bastare 🙂

  16. newwhitebear 19 gennaio 2020 a 17:37 #

    non sei stato previdente. perché un altro detto dice ‘non c’è il due senza il tre’. Tradotto in italiano due camere e due bombolette erano insufficiente dovevi prendere tre.
    Oddio mi sarei incavolato morte pure io per la sfiga di tre forature.

    • massimolegnani 20 gennaio 2020 a 10:35 #

      sicuro che se portavo tre camere d’aria foravo quattro volte 🙂
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 20 gennaio 2020 a 17:05 #

        beh! non mettiamo limite alla provvidenza 😀
        Mi sa che c’era un diavoletto che trasportavi con te sulla schiena 😀

      • massimolegnani 20 gennaio 2020 a 21:35 #

        eheh, sì un diavoletto che mi sono scrollato di dosso solo alla fine 🙂

      • newwhitebear 20 gennaio 2020 a 22:12 #

        ciao

      • massimolegnani 20 gennaio 2020 a 23:10 #

        ciao

  17. elettasenso 20 gennaio 2020 a 09:02 #

    Povero! Sì proprio strano quel chiodo inesistente… diventa forse il chiodo fisso che il 17 né si sposa né si parte. Stare in panciolle: la vera arte 😀

  18. @didiluce 24 gennaio 2020 a 19:53 #

    La sfortuna non esiste, è certo però che i chiodini per strada ci vedono benissimo. 😁
    Capisco che per te non sia stato divertente, ma a leggere la tua disavventura un sorriso lo strappi. 🌹

    • massimolegnani 25 gennaio 2020 a 00:56 #

      eheh ci vedono fin troppo bene 🙂
      giusto riderne, sono il primo io farlo ripensando alla piccola disavventura
      buonanotte Didi
      ml

  19. Riccio 26 gennaio 2020 a 16:03 #

    Io non sono superstiziosa (pessima napoletana da questo punto di vista) ma sai come si dice… non è vero ma ci credo!
    Scherzi a parte, tutta la parte di prima precedente alla forature mi è sembrata piacevole… ne sarà valsa la pena!

    R.

    • massimolegnani 27 gennaio 2020 a 10:47 #

      sì, lo rifarei domani, anche al prezzo di quattro forature 🙂
      ciao Riccio
      ml

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