Tornavento e la Malpensa

26 Feb

c.calati

 

 

C’è questa piazzetta di platani bianchi e ciottoli ben messi che fa da balconata sul Ticino e i suoi canali. In lontananza  la sagoma maestosa del Monterosa e la corona candida delle Alpi. Ha un nome suggestivo questo luogo, Tornavento, che fa pensare a folate d’aria di ritorno che improvvise scompigliano ogni cosa e poi si quietano.

Ci venivo a volte da studente, in quella mia età stupida in cui preferivo il motore ai pedali, il vino alle parole, la notte al giorno. Era un luogo strano, meta e limite del nostro andare, si arrivava fino a lì come a un minimo finisterre, che oltre il fiume si stendeva il buio, si percepiva un’altra terra e si annusava il futuro incerto.

La Malpensa, lì vicino, era uno scalo secondario, pochi gli aerei che si levavano di notte. Noi stravaccati sulle seggiole seguivamo con lo sguardo intorpidito quei lumini rossi che punteggiavano il buio e poi sparivano, non diversi dai nostri pensieri intermittenti, accennati e subito scordati. Correva voce che la Malpensa sarebbe diventata un aeroporto faraonico. Questo posto sparirà, ci dicevamo come ci importasse qualcosa del bello e dell’incontaminato tutto attorno a  Tornavento. In realtà di quel posto conoscevamo unicamente l’osteria dove ci piaceva contarcela e dare forma all’inquietudine, aiutati in questo da pane, salame e una bottiglia.

Ora ci passo spesso, in pieno giorno, pedalando sull’alzaia del Naviglio Grande o sullo sterrato che costeggia il Villoresi. È diventato per me un punto di sosta e di sguardi curiosi intorno, fatti con decine d’anni di ritardo. Finalmente noto la vecchia chiesa priva di pretese, i platani che nel frattempo si sono fatti imponenti, vedo un bar dove prima c’era l’osteria, una fontanella dove dissetarmi che un tempo non ci avevo mai bevuto. Solo vino sciocco, allora. E vedo gli aerei, tanti, che arrivano e partono da quello che è effettivamente diventato l’aeroporto principale di Milano.

Malpensa e Tornavento hanno trovato un equilibrio di convivenza o forse l’ho trovato io per loro, accettando di questi due luoghi contrastanti la necessità del presente e la bellezza del passato. Più delle piste per gli aerei, che non vedo ma so poco lontano, ho simpatia per la strada di terra battuta qui nella boscaglia dove un tempo i cavalli trasportavano i barconi di ritorno verso il lago in un tratto in cui era impossibile trainarli dall’alzaia.

Guardo sotto di me il Naviglio e mi sembra ancora di vederli quei barconi scivolare placidi sull’acqua a rifornire Milano di marmo e grano.

c.calati

32 Risposte a “Tornavento e la Malpensa”

  1. Evaporata 26 febbraio 2020 a 14:29 #

    Un bell’insieme di visioni. 😀

  2. quasi40anni 26 febbraio 2020 a 14:43 #

    Racconti delle storie così belle nella loro semplicità che a volte mi sembra di vedere un film di “prima”

    • massimolegnani 26 febbraio 2020 a 16:39 #

      è che cerco di farmelo per me stesso un film del “mondo di prima”
      🙂
      ciao Vanilla e grazie
      ml

  3. alemarcotti 26 febbraio 2020 a 14:57 #

    Che bello…

  4. vittynablog 26 febbraio 2020 a 15:03 #

    Bella e interessante questa visione di due modi diversi di vedere gli stessi luoghi ma con età diverse. Si può dire che te li sei goduti doppiamnte…come il giorno e la notte! 😉

  5. Pendolante 26 febbraio 2020 a 17:31 #

    Come cambiano le cose negli anni, anche rimanendo uguali

    • massimolegnani 26 febbraio 2020 a 18:02 #

      hai detto una verità
      in effetti non mi sento diverso da quello che ero allora, anche se ho comportamenti diversi 🙂
      ciao Katia
      ml

      • Pendolante 26 febbraio 2020 a 21:07 #

        E modi diversi di vedere il mondo

      • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 11:01 #

        senza dubbio 🙂

  6. elettasenso 26 febbraio 2020 a 18:12 #

    Bellissimo posticino. Ai tempi ho spesso pranzato nella piazzetta… e ho camminato lungo i Navigli… 🐞

    • massimolegnani 26 febbraio 2020 a 18:32 #

      ma dai!! mi piace questa coincidenza di luoghi, se non di tempi 🙂
      buona serata Eletta
      ml

  7. Riccio 26 febbraio 2020 a 22:53 #

    Io sono stata sempre più vicina al mare che alla montagna e dentro di me ho sempre pensato – il mare è molto meglio!
    Però quando leggo certi tuoi bravi e vedo certe tue foto, un po’ ci ripenso. Cioè, per me il mare rimane sempre molto meglio, ma le montagne acquistano punti!

    R.

    • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 11:07 #

      ma apprezzare nuovi mondi e nuovi modi non significa rinnegare i precedenti, è solo un ampliare la gamma dei propri gusti 🙂
      ciao Riccio (e grazie)
      ml

  8. pino 27 febbraio 2020 a 11:15 #

    Il tuo sguardo, oggi, è velato di dolce malinconia, come malinconiche appaiono le tue parole, leggermente intrise di nostalgia. Riesci a cogliere la bellezza di un luogo, la sua magia, le sue morbide atmosfere attraverso questi sentimenti, questo modo gradevole e delicato di sentire la natura. E devo dire che – nello stesso tempo – dipingi due mondi differenti, due modi di vivere la bellezza, due esperienze di vita entrambe da te vissute. Mi complimento con te ;)

    • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 13:29 #

      malinconia sicuramente, mentre non credo di provare nostalgia per quel periodo che mi sembra di aver sprecato.
      in fondo la giovinezza (almeno per me) è un continuo apprendistato per cose che finirai con l’apprezzare solo più avanti negli anni.
      grazie Pino per le parole di apprezzamento
      ml

  9. Neda 27 febbraio 2020 a 11:16 #

    Che bello questo tuo racconto. Grazie.

    • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 13:30 #

      mi fa piacere che ti sia piaciuto.
      buona giornata Neda 🙂
      ml

  10. Gianluca Brescia 27 febbraio 2020 a 17:04 #

    Tornavento… il luogo di nascita del Naviglio Grande

    • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 19:57 #

      esatto, e poco più in là nasce il Villoresi!
      ciao e ben arrivato qui
      🙂
      ml

      • Gianluca Brescia 27 febbraio 2020 a 20:03 #

        In pochi lo associano al luogo di nascita del Naviglio Grande

      • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 21:57 #

        vero, è cosa poco conosciuta

  11. newwhitebear 27 febbraio 2020 a 18:17 #

    tra ricordi dei tempi passati e la realtà del presente si naviga a vista in questo angolo di Lombardia.
    Mi è piaciuto molto.

    • massimolegnani 27 febbraio 2020 a 20:00 #

      è un angolo particolare di Lombardia dove antico e moderno si toccano.
      grazie GianPaolo dell’apprezzamento
      ml

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