cara, un cazzo

17 Mar

by c.calati

 

 

 

Di fronte a lui la donna chinò il capo. Sembrava affranta, soverchiata dalla vergogna, invece stava raccogliendo le forze, come un’atleta prima di spiccare il salto, voleva far esplodere la collera in un’invettiva che avrebbe fatto tremare i vetri alle finestre e i baffi tinti a quel pallone gonfiato.

Tu, disse sollevando un indice in modo imperioso, tu…, ma subito lasciò cadere il dito e le parole.

Nell’istante stesso in cui aveva iniziato a parlare, Marta si era resa conto di come tutto fosse inutile, Alfredo non sarebbe mai cambiato. No, le parole non servivano, occorrevano i gesti, inequivocabili. Così andò in camera, spalancò sul letto una valigia e ci ficcò dentro alla rinfusa roba raccattata in bagno e nell’armadio. La chiuse, la sollevò e con passo deciso si diresse all’ingresso dell’appartamento.

Alfredo sprofondato in poltrona la osservò senza mostrare meraviglia e chiese con sarcasmo: Te ne vai, cara?

Marta aprì la porta, lasciò cadere pesantemente la valigia sul pianerottolo e si voltò verso l’uomo:

Cara un cazzo. Questa è casa mia. Sei tu che te ne vai e subito!

Poi si chiuse in cucina, non per paura ma per evitare discussioni a quel punto inutili perché ormai aveva deciso. Marta impastò una torta nell’attesa che Alfredo si convincesse a sgombrare il campo. L’avrebbe mangiata a cena, da sola, come un premio meritato.

 

 

30 Risposte a “cara, un cazzo”

  1. LaDama Bianca 17 marzo 2020 a 11:07 #

    A volte bisogna tirar fuori questo coraggio.
    Immagino ci si senta liberi, dopo.
    Buona giornata.

    • massimolegnani 17 marzo 2020 a 17:35 #

      sì, infatti. ho immaginato un’impennata d’orgoglio da parte di una donna abituata a subire per quieto vivere.
      grazie Dama
      ml

  2. @didiluce 17 marzo 2020 a 11:33 #

    Alfredo Alfredo… 🙄
    Sicuro la torta verrà buonissima 😊
    Buongiorno Massimo🌹

    • massimolegnani 17 marzo 2020 a 17:39 #

      sì, il brano è molto stringato ma c’è da immaginare che Alfredo se la sia cercata 🙂
      buongiorno a te, Didi
      ml

  3. Donatella Calati 17 marzo 2020 a 12:52 #

    una torta amarissima

    • sibillla5 NADIA ALBERICI 17 marzo 2020 a 15:19 #

      Si ma liberatoria!

      • massimolegnani 17 marzo 2020 a 17:43 #

        sono d’accordo con te
        ciao Nadia
        ml

    • massimolegnani 17 marzo 2020 a 17:42 #

      bè, credo che per ora in Marta prevalga la soddisfazione di aver saputo fronteggiare Alfredo (che doveva essere pieno di spocchia e sarcasmo).
      l’amarezza può darsi che subentri in secondo tempo.
      ciao Dona
      io

  4. newwhitebear 17 marzo 2020 a 21:48 #

    Ma Alfredo poi se ne è andato?
    Una bella sfuriata quella di Marta. Breve ma incisivo.

    • massimolegnani 18 marzo 2020 a 00:04 #

      effettivamente mi sono concentrato solo sull’azione di Marta, lasciando sullo sfondo Alfredo di cui non conosciamo le parole che avevano scatenato la reazione della compagna, nè sappiamo come abbia reagito al suo diktat.
      comunque secondo me lui ha abbandonato il campo.
      ciao e grazie GianPaolo
      ml

  5. ilmestieredileggereblog 17 marzo 2020 a 23:21 #

    Quando ce vò ce vò!!! Brava Marta!

  6. miaeuridice 18 marzo 2020 a 09:16 #

    Mi sarei dedicata a uno sproloquio molto più cattivo, fossi stata in lei.

    • massimolegnani 18 marzo 2020 a 14:18 #

      eheh, il “colore” delle parole certe volte è necessario
      buona giornata Euridice
      ml

  7. vittynablog 18 marzo 2020 a 23:41 #

    Quando non si può fare altrimenti… ah che bella e buona torta liberatoria!!!! 🙂

  8. elettasenso 19 marzo 2020 a 20:12 #

    Brava Marta 🐞

  9. sherazade 23 marzo 2020 a 11:49 #

    Brava così si fa augurandoci che quell’uomo capisca…

  10. Deserthouse 19 aprile 2020 a 01:44 #

    sono stata Marta e ho preparato valigie e poi le ho disfatte e poi ho fatto torte e fatto la pace. in alcuni casi però bisogna arrendersi all’evidenza ed essere drastici.

    • massimolegnani 19 aprile 2020 a 10:21 #

      sì, c’è un limite oltre il quale bisogna essere drastici e Marta aveva raggiunto quel limite.

      buongiorno Desert 🙂
      ml

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