ero io la trota grassa

19 Mar

c.calati

 

 

Ecco, vedi quel pesce, una trota credo o forse un coregone, che buca con la bocca l’acqua del laghetto in cerca degl’insetti? Guarda i cerchi che partono da lì e progressivamente si allargano, sempre più lontani, sempre più smorzati, fino a farsi impercettibili. Che ne sanno loro, i cerchi, del guizzo iniziale che li ha generati? Loro sono la periferia estrema, a un passo dal non essere più nulla, come mai esistiti, l’ultimo arrondisment, la debole banlieu dove non c’è più traccia dello sfarzo metropolitano.

La mia deriva è uguale.

Di cerchio in cerchio, una forza centrifuga che non so da dove sia venuta, mi ha fatto scivolare sempre più lontano. Un tempo ero al centro delle cose, ero io la trota grassa, il pesce ben pasciuto, quello che ancora non gli bastano i buchi fatti nell’acqua per mangiare, diventa gioco e sfoggio il suo forare la superficie liscia con il muso, è uno specchiarsi da narciso nel rovescio dello specchio, lo vedi come resta fermo in verticale, una punta di compasso ribaltato, un ginnasta immobile agli anelli, una ballerina immortalata sulle punte. E intanto conta, al centro esatto dello stagno, il numero dei cerchi che ha prodotto, soppesa la potenza del suo gesto atletico osservando l’onda che propaga la sua fama. E poi dicono Marconi, l’inventore! È nata in un laghetto come questo la comunicazione senza fili, la notizia trasmessa sulle onde, chiave primordiale del successo. Non c’è pesce, anfibio o insetto che non abbia saputo in questo modo della trota grassa.

Ero io la trota grassa, anche pescecane ero, a volte, a mangiarmi i pesci piccoli.

Una decisione, un guizzo d’ingegno e via partivano le onde. Il nome di Camillo sulla bocca della gente, ai quattro angoli del mondo battevano i miei tasti. E la mia piccola città sembrava il centro della terra, io il suo ombelico soddisfatto.

Ma l’acqua ha la memoria labile, solo gli omeopati la credono eterna, presto le onde si affievoliscono e dimenticano il messaggio che dovrebbero diffondere. E altre trote nel frattempo vanno facendo nuovi cerchi, guardale, giovani e superbe piroettare come saltimbanchi, non solo il muso, tutto il corpo salta fuori in un arco estemporaneo, dio che invidia che mi fanno.

Ho perso il centro, ma non saprei dire quando e perchè, è stata una deriva lenta, prima le cose a scivolare inafferrabili, e poi la testa che ogni tanto mi rotolata dal collo, una decapitazione quasi quotidiana qui sulla panchina. E con me la mia città, come ci fossimo spostati insieme, fatti da parte senza esserci mai mossi, la mia città è tornata a essere un punto malinconico segnato sulla carta, in alto a sinistra, lontana da ogni dove.

Così adesso lei vivacchia di terziario e io sto qui a tirare molliche ai pesci, parlo con loro che forse non capiscono e dico fesserie che subito dimentico. Ma un tempo ero io la trota grassa, questo lo ricordo.

14 Risposte a “ero io la trota grassa”

  1. lepastelbleu 19 marzo 2020 a 12:51 #

    che amarezza! riflessi di questi tempi tristi e senza progettualità

    • massimolegnani 19 marzo 2020 a 15:50 #

      sì, anche se il racconto non è legato ai fatti attuali ne rispecchia però il clima desolante.
      un saluto Greta
      ml

  2. vittynablog 19 marzo 2020 a 16:35 #

    A vederla così, senza filtri è tutto piuttosto triste. Però se ci pensi bene è il destino di ognuno di noi durante la maturità…l’importante è averne fatti di guizzi quando era il tempo!!!! Ciao Massimo, sempre piacevole leggerti!!! 🙂

    • massimolegnani 19 marzo 2020 a 21:50 #

      bè, si il decadimento psicofisico e l’accantonamento in una posizione defilata è sempre malinconico, soprattutto se prima si è guizzato parecchio 🙂
      grazie Vitty per le belle parole
      ml

  3. Neda 20 marzo 2020 a 12:19 #

    Io, invece, ero la gattina nera, quella che si arrampicava sugli alberi a ricorrere lucertole e farfalle. Ora non son più nemmeno gatta. Chissà, forse è giusto, quando arriva il tempo, di fermarsi e cambiare pelle, adattandosi a nuovi mutamenti.

    • massimolegnani 20 marzo 2020 a 14:21 #

      sei saggia!
      simpatico l’animale che ti eri scelta di essere 🙂
      ciao Neda
      ml

  4. newwhitebear 20 marzo 2020 a 21:44 #

    la trota grassa… che malinconia

  5. sherazade 24 marzo 2020 a 00:31 #

    Molto triste.
    Shera

    • massimolegnani 24 marzo 2020 a 09:59 #


      però, anche se ho usato la prima persona, non è (strettamente) autobiografico
      ciao Shera 🙂
      ml

      • sherazade 24 marzo 2020 a 11:23 #

        Lo avevo immaginato tranquillo😁

      • massimolegnani 24 marzo 2020 a 12:52 #

        un sorriso e un grazie a te

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