il sosia

9 Apr

c.calati

 

 

C’era questo collega che mi assomigliava in modo impressionante: alti uguali, stessa barba, stessa magrezza, stessa testa stretta e spelacchiata, occhiali simili e anche la dentatura era quasi uguale, ma io ho i canini un poco storti.  La somiglianza, però, si limitava al fisico perché per il resto il dottor Bajani era diverso da chiunque.

Sembrava che in ospedale facesse tutto lui. In effetti, se non faceva tutto faceva sicuramente tanto. Aveva come un fuoco che lo spingeva avanti, non a progredire con la carriera, che quella era ferma al palo, ma a sapere e saper fare sempre più.

Il suo è stato un percorso inverso a quello a cui tanti puntavano, sai il salire nell’empireo del potere dove più comandi  e meno fai. No, lui aveva scelto la spirale a scendere verso i piani bassi del lavoro, quelli oscuri e faticosi da cui gli altri fuggivano appena potevano. Di formazione era cardiologo, e pure bravo, ma dopo qualche anno il cuore cominciò ad andargli stretto, c’è tutto il corpo intorno che si può ammalare e io non ne so niente. Così nei ritagli di tempo s’era messo a bazzicare negli altri reparti, un giorno lo trovavi in chirurgia a suturare, un altro in ostetricia a collaborare a un parto o in rianimazione per esercitarsi nell’intubazione. Anche da noi in pediatria veniva spesso, per imparare dosaggi, tecniche e manualità.

Quando si è sentito pronto ha chiesto al Direttore Sanitario di essere trasferito in Pronto Soccorso. Quello, figuriamoci, non gli sembrava vero di aver trovato un fesso che gli avrebbe tappato qualche buco in quel reparto colabrodo da cui tutti scappavano. Anche lì il Bajani lavorava bene, con scrupolo e umanità, trascinando i colleghi a fare altrettanto, con l’autorevolezza dell’esempio più che con l’autorità di un capo, che il capo vero aveva uno studiolo suo, fuori dai turni e dalle urgenze. Ma presto al nostro maturò l’idea che l’emergenza dovesse iniziare prima dell’arrivo del paziente in ospedale. Dobbiamo agire dove la gente sta male o si fa male, è fondamentale stabilizzare sul posto le condizioni dei malati gravi prima di trasportarli perchè è nei primi minuti che ci si gioca tutto. Detto fatto, gli ultimi anni li ha passati in ambulanza a raccattare moribondi dai letti delle case o dall’asfalto delle strade. E quanti ne ha salvati!

Sì, vabbè, bravo il Bajani, ma mi sono fatto prendere la mano e sono andato fuori tema, quello che volevo raccontare è altro.

È che a volte, mentre sorseggiavo un analcolico al bar dell’ospedale o stavo per salire in macchina al parcheggio, mi capitava, anzi ancora adesso che sono fuori dai giochi mi capita, di essere avvicinato da qualche sconosciuto. Mi osserva, resta indeciso, si toglie il cappello o gli occhiali da sole per deferenza, tace, mi scruta  ancora un po’, poi si lancia in un profluvio di parole commosse. Ora che è partito, lo lasciassi fare, mi bacerebbe anche la mano. Suo zio, la moglie, una cognata, lui stesso, la vecchia mamma, cambia il soggetto da una volta all’altra, anche il motivo cambia, una ferita sanguinante, una brutta polmonite, un cuore malandato, ma non il succo della storia. Ascolto con una benevolenza un po’ annoiata la litania della salvezza, come ha fatto dottore a tirarmi fuori, ero spacciato e mi guardi ora, il rosario dei ringraziamenti, non ci fosse stato lei mamma sarebbe morta quella notte, l’osanna delle lodi, un santo, lo dico sempre ai miei figli. Finisco di bere, lo guardo un po’ dall’alto, gli do una pacca sulla spalla, solo il mio dovere gli dico con un’umiltà pelosa, facendogli intendere che ho fatto molto più di quello, lascio che paghi lui quanto ho bevuto, ci mancherebbe, dottore, è un onore, e mi allontano sistemandomi l’aureola sulla testa.
Certo non faccio mai notare a questa gente che io ho gli occhi castani e il dottor Bajani grigio ghiaccio.

41 Risposte a “il sosia”

  1. coulelavie 9 aprile 2020 a 09:23 #

    Ho scoperto che anche io ho un sosia che si chiama Alessandro. Un giorno ho incontrato un suo amico e ci ho messo parecchio a convincerlo che non ero lui. 😉

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 12:27 #

      avere un sosia può essere utile ocontroproducente a seconda delle volte 🙂
      ciao
      ml

  2. quasi40anni 9 aprile 2020 a 10:30 #

    Ha ha! Hai pur sempre ascoltato quindi rincuorato quindi il drink pagato ci sta

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 12:29 #

      eheh, avrei dovuto offrire io da bere a questo sconosciuto, che non avevo mai ricevuto tanti complimenti 🙂
      ciao “quasi”
      ml

  3. Apparentemente 9 aprile 2020 a 11:25 #

    E lui che fine ha fatto?

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 12:30 #

      è andato in pensione anche lui
      ciao Rachele
      ml

      • Apparentemente 9 aprile 2020 a 12:32 #

        Si,ma perché incontrano sempre te e non lui?

      • massimolegnani 9 aprile 2020 a 13:38 #

        eheh, sicuramente incontrano anche lui e lo ringraziano, senza scambiarlo per me, perchè il faro che calamita la riconoscenza è lui 🙂

      • Apparentemente 9 aprile 2020 a 14:06 #

        Beh sì.. mi chiedevo se fossero la stessa persona.

      • Apparentemente 9 aprile 2020 a 14:08 #

        Comunque la sua anima aveva bisogno di scendere per crescere,e ha onorato bene il suo daimon, il progetto che aveva scendendo in lui

      • massimolegnani 9 aprile 2020 a 14:18 #

        anche a me piaceva questa idea dello scendere in basso per migliorarsi.
        e non è stato solo uno scendere metaforico verso mansioni più “umili”, nella realtà di questo ospedale cardiologia è al terzo piano, il prontosoccorso al terreno e il 118 un piano sotto.

      • Apparentemente 9 aprile 2020 a 14:29 #

        Non è tanto nell’umiltà, è scendere nel senso di mettersi a disposizione,dimostrare l’attaccamento alla vita,al suo “destino” . Se leggi “il codice dell’anima” è spiegato…o magari ho capito male io 😄

      • massimolegnani 9 aprile 2020 a 16:19 #

        no, mi sembra che abbia capito bene 🙂

  4. dimaco 9 aprile 2020 a 12:44 #

    Ciao! Te la ricordi questa?

  5. Giuliana 9 aprile 2020 a 14:24 #

    In fondo è un modo come un altro per scroccare un drink 😉

  6. elettasenso 9 aprile 2020 a 16:47 #

    Che bella la gratitudine e la riconoscenza, anche se sbagli persona. ☺🌸🌼🌺

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 21:18 #

      vero! e posso dire che di gratitudine nella gente ce n’è più di quella che magari appare in superficie.
      ciao cara amica 🙂
      ml

  7. ilmestieredileggereblog 9 aprile 2020 a 17:01 #

    Meno male che era bravo; pensa se avesse curato male qualcuno e ti avessero scambiato per lui….. altro che offrirti l’aperitivo……

  8. newwhitebear 9 aprile 2020 a 20:36 #

    uno spicchio di storia vissuta. Il dottor Bajani sarebbe a da esempio ma spesso queste persone che umili non sono ma ricchissime di cuore e altruismo vengono additate come dei poveri sciocchi.
    Ce ne fossero a milioni di dottor Bajani

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 21:16 #

      sono d’accordo con te, naturalmente!
      ho usato un tono scherzoso (e ho esagerato il mio ruolo di cinico scroccone)
      ma in realtà volevo sottolineare la grandezza di questo medico che aveva (ora dovrebbe essere in pensione) l’unica ambizione di lavorare bene
      buona serata GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 9 aprile 2020 a 22:56 #

        ma il tuo ruolo di scroccone mette in luce le qualità dell’uomo

      • massimolegnani 9 aprile 2020 a 23:37 #

        mi fa piacere che lo dici perchè è quello che volevo
        🙂

      • newwhitebear 10 aprile 2020 a 17:27 #

        è quello che ho pensato leggendolo. 😀

      • massimolegnani 10 aprile 2020 a 20:00 #

        bene
        ciao 🙂

      • newwhitebear 10 aprile 2020 a 20:21 #

        ciao

      • massimolegnani 11 aprile 2020 a 10:45 #

        🙂

  9. Luigi Catillo 9 aprile 2020 a 21:01 #

    Bel finale! 🙂

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 21:19 #

      grazie Luigi
      ho usato un tono leggero per raccontare cose anche serie
      ciao
      ml

  10. vittynablog 9 aprile 2020 a 21:41 #

    Ahahah!! Finalmente una storia ” leggera” con un bel finale. E fortunato per essere un sosia di cose buone e belle, pensa se quello era un mascalzone… 🙂

    • massimolegnani 9 aprile 2020 a 23:36 #

      la tua risata mi conforta, sono contento di essere riuscito a raccontare con leggerezza 🙂
      buona notte Vitty
      ml

  11. Ghiandaia blog 11 aprile 2020 a 07:31 #

    Ho saputo di conoscenti offesi perché non ho risposto al saluto in luoghi dove non sono mai stata.

    • massimolegnani 11 aprile 2020 a 10:47 #

      anche a me capita e cerco di dare la colpa a un fantomatico sosia (un altro!), ma in realtà sono miope e molto distratto 🙂

  12. Deserthouse 26 Maggio 2020 a 23:10 #

    Mi hai fatto sorridere, scroccare da bere non è grave. Scrivi sempre molto bene.

    • massimolegnani 27 Maggio 2020 a 08:29 #

      eheh, ho scroccato bevande e gloria 🙂
      tu sempre gentile con me, grazie
      ml

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