la Concarena e il Coronavi…

12 Apr

c.calati

 

 

Non so di preciso cosa sia, se un’area geografica, una montagna, o la frazione di un paese. Avevo sentito quella parola da due ragazzi che parlavano tra loro di un entusiasmante itinerario ciclistico in ValCamonica. Io, seduto al tavolo vicino, mi ero segnato su un foglietto i nomi dei luoghi a mano a mano che li snocciolavano.

Era autunno inoltrato, troppo avanti la stagione per pensare di affrontare subito un percorso che prevedeva discrete altitudini, ma nel frattempo avrei studiato il giro sulla carta. Così, tornato a casa, mi sono armato di carta penna e atlante, ho individuato i paesi sconosciuti, ho scoperto vallette e passi alpini mai sentiti, ho ricostruito una tessera dopo l’altra tutto il mosaico di una futura pedalata, riportando i dati su un foglietto pro-memoria, parola quest’ultima che per me non è un modo di dire ma una necessità per trattenere nero su bianco ciò che mi volerebbe via nel giro di due giorni.

Solo Concarena è rimasto un nome ignoto.

Avessi usato un motore di ricerca o un indice analitico, di sicuro avrei scoperto cosa fosse, ma ho preferito lasciarlo nel vago e indefinito.

Concarena! Sa di messicano, di ballo allegro e disperato come una pedalata, sa di piatto tipico a base di polenta da saziare la fame della sera, sa di poesia del primo novecento, Carducci forse ne ha scritto tra il balzo del camoscio e il tuono di valanga. E sa di tanto altro, una bonaria ingiuria di paese (t’sé propi ‘na concarena!), un liquore tradizionale a base di erbe e noci, sconosciuto oltre i confini della valle, una tagliola in legno che un tempo i bracconieri usavano nei boschi, la caffettiera in stagno adatta ai cerchi della stufa, imbevibile il caffè ma vuoi mettere!

Ho messo il foglietto accanto al pc, che lo vedessi tutti i giorni come stimolo a uscire ad allenarmi al freddo dell’inverno in vista della salita a primavera.

Poi è arrivato il virus a scombinare i piani e rattristare i giorni.

I muscoli a rammollire come carciofi in salamoia, la bici che impigrisce al muro, i vetri a fare da confine invalicabile.

Ma il foglietto è sempre lì, un poco accartocciato ma leggibile, come una speranza che non cede, un’amara medicina che fa bene, un appuntamento solo rinviato.

Salirò, forse a luglio, forse a settembre, con più fatica del previsto, ma salirò determinato al passo del Vivione, poi giù verso Schilpario a prendere l’aria in faccia, e di nuovo su per l’altopiano di Borno fino a completare il giro, sgranando ovunque il rosario dei significati che nel tempo fermo avevo dato a Concarena.

Allora il ballo messicano, la caffettiera, la tagliola, la polenta, la poesia, l’ingiuria di paese, il liquore alle erbe, avranno tutti un senso e una verità loro, al ritmo lento del pedale.

 

51 Risposte a “la Concarena e il Coronavi…”

  1. annamariaarvia 12 aprile 2020 a 10:54 #

    Siamo tutti in attesa di poter di nuovo uscire all’aria aperta per sentire sulla pelle il vento portatore della pienezza della vita!
    Buona Pasqua!

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 12:14 #

      credo che possa aiutare avere un punto di riferimento mentale, un qualcosa che poi magari nel concreto non farai, ma intanto ci pensi e ti distrai 🙂
      grazie, buona Pasqua a te
      ml

  2. teti900 12 aprile 2020 a 10:59 #

    non mi ricordo perché detesti la cyclette… ma rivedrei l’avversione…:)

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 12:16 #

      la detesto perchè mi fa tristezza pedalare come un criceto al chiuso 🙂
      buona pasqua Teti
      ml

  3. dimaco 12 aprile 2020 a 10:59 #

    Come al solito ti innamori delle parole e le lisci contropelo, come si fa con i gatti per farli incazzare.
    Concarena suona anche come una specie di velodromo, di quelli dove si arriva per l’ultimo giro dopo una pedalata estenuante. Non spaventa e non inquieta, come parola. Anzi è di buon augurio.

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 12:19 #

      mi piace l’immagine del velodromo.
      e hai ragione, Concarena non ha un suono triste è morbida ed evocativa di buoni pensieri.
      ciao Dimaco
      ml

  4. elettasenso 12 aprile 2020 a 11:12 #

    Sì, avranno un sapore nuovo e anche l’atmosfera sarà più chiara diafana trasparente e il pedalar leggero. Buona Giornata 🐥🐣🐤

  5. Alexandra 12 aprile 2020 a 11:14 #

    Una parola bellissima. Dovunque siua il posto, qualunque sia l’origine del nome, ha un suono, tra le altre cose, di buon augurio. Ti auguro una Pasqua comunque serena e bella, per quanto possibile. Un abbraccio.
    Ale

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 12:22 #

      anche a me ha subito evocato qualcosa di gradevole, confortante. forse proprio per questo non ho voluto approfondire la sua origine.
      buona Pasqua, Alex, ti abbraccio
      ml

  6. @didiluce 12 aprile 2020 a 12:22 #

    Il più bel messaggio di speranza 🍀💚🌹

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 12:24 #

      dobbiamo guardare avanti, sognare, fantasticare 🙂
      tanti auguri di buoni giorni
      ml

  7. franco battaglia 12 aprile 2020 a 13:02 #

    Ripartire sarà gioia e stimolo, non sottovalutare il riapproccio, come il mio al pc, ancora precario e scomodo, ma vivo e pimpante…

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 17:28 #

      bello avere tue notizie.
      stai in gamba, Franco, e buona Pasqua
      ml

  8. Donatella Calati 12 aprile 2020 a 14:41 #

    un’allegria fattiva e contagiosa a riempire questo tempo sospeso. La speranza in giorni “altri” ci sostiene in questi giorni piatti. Papa Francesco ci dice che esiste un diritto inalienabile alla speranza, e lui se ne intende

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 17:30 #

      diritto inalienabile alla speranza è un bel concetto, adatto a questi tempi, e in fondo in linea con lo spirito di questo brano
      grazie Dona
      io

  9. newwhitebear 12 aprile 2020 a 16:25 #

    Non vorrei sbagliarmi ma quei nomi mi sono familiari da un giro d’Italia di qualche anno fa. Fatto un giro ho visto che ricordavo bene. Tre volte il Giro d’Italia è passato per di lì.
    1981, 2004 e l’ultima volta nel 2008. Un passo tosto a quanto si legge.
    Quando lo farai, aspetto il resoconto. Sembra che sia aperto solo nei mesi estivi.

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 17:40 #

      non lo sapevo, pensavo fosse una valle trascurata. La cosa mi sarà di stimolo e preoccupazione, che c’è passato il Giro deve essere una salita davvero impegnativa (ma il maggio scorso con il mio passo da tartaruga testarda sono riuscito a fare la tappa di Ceresole reale)
      grazie delle notizie GianPaolo e buonapasqua
      ml

      • newwhitebear 12 aprile 2020 a 18:00 #

        Se l’affronti dal versante bergamasco sembra meno tosta. Certo che ce la farai. 😀
        Buona Pasqua pure a te

      • massimolegnani 12 aprile 2020 a 18:35 #

        prezioso il tuo suggerimento, lo terrò sicuramente presente al momento buono 🙂
        grazie

      • newwhitebear 12 aprile 2020 a 20:24 #

        ciao

      • massimolegnani 12 aprile 2020 a 20:49 #

        ciao

      • newwhitebear 12 aprile 2020 a 21:28 #

        😀

      • massimolegnani 13 aprile 2020 a 00:17 #

        🙂

  10. Walter Carrettoni 12 aprile 2020 a 19:43 #

    Quindi, non sai ancora cos’è?
    Io non ho resistito, sono andato a vedere…

    • massimolegnani 12 aprile 2020 a 20:49 #

      eheh, alla fine l’ho scoperto anch’io senza volerlo mentre studiavo il suggerimento di GianPaolo
      e un po’ mi spiace perchè mi ero affezionato al mistero e ai significati di fantasia che avevo dato alla parola 🙂
      ciao Walter
      ml

  11. vittynablog 12 aprile 2020 a 21:49 #

    Concarena!!!!! ( come un’esclamazione ) ma questa è una bellissima e positiva speranza per un nuovo inizio di vita. Sono certa che fra non molto potrai tornare in sella alla tua amata bicicletta. D’altronde Concarena è lì che ti aspetta… Buona Pasqua Massimo, anche se siamo quasi alla fine della giornata, spero sia stata una Pasqua serena!!!! ❤

    • massimolegnani 13 aprile 2020 a 00:18 #

      vedi, a volte sono fiducioso sul futuro, concarena!!
      buona Pasquetta a te 🙂
      ml

  12. coulelavie 13 aprile 2020 a 07:38 #

    Mi ricorda la storia dei miei “calzini da biblioteca”… Dovevo passare il biblioteca avendo terminato di leggere il libro preso in prestito. Ma mi sentivo pigro, non mi andava. Mi dicevo: ci sono stato da poco, che fretta c’è?! Allora mi sono messo a leggere altri libri che avevo in casa presi al book crossing… Finché poi un giorno ero pronto a partire nuovamente in direzione della biblioteca, e mi sistemato messo sulla sedia un paio di calzini di un certo tipo, che andassero bene con le scarpe da ginnastica, perché in biblioteca io ci vado a piedi facendomi un viaggetto di venti minuti (che a te sembrerà un niente). Ma poi… l’infausta notizia! Aveva chiuso tutto! Non ci si poteva più andare!
    Allora per un po’ quei calzini sono rimasti lì, fermi sulla sedia, a ricordarmi che la prima cosa che avrei fatto quando tutto sarebbe tornato normale sarebbe stato andare in biblioteca.
    Poi li ho tolti. Sapevo che sarebbe stata una cosa molto lunga…

    • massimolegnani 13 aprile 2020 a 11:16 #

      divertente il tuo aneddoto.
      i calzini-simbolo come il foglietto, però io il foglietto lo tengo lì anche dovessero passare mesi 🙂
      ciao
      ml

  13. Riccio 13 aprile 2020 a 15:03 #

    Non mi capita spesso di offendere qualcuno, ma questa della concarena me la segno. Così, per confondere un poco un eventuale avversario!

    Comunque, mi piace che ti sia ritrovato con in mano un atlante e non davanti a Google map, non ti si dire perché. Io ho problemi sia col cartaceo che col virtuale, ho un pessimo senso dell’orientamento che fa sì che mi perda ogni volta che provo a seguire l’indicazione di google che mi dice di proseguire verso ovest (dov’è l’ovest? Dal lato opposto a dove sorge il sole ma se al momento non so dove è sorto il sole? Ma perché non mi dai un riferimento che posso capire?). Finisco sempre col perdermi e col rendermene conto solo quando mi accorgo che i minuti che mi separano dalla meta aumentano invece di diminuire. Comunque, tutto questo sproloquio per dire che ho una grande stima di chi sa orientarsi con atlanti e mappe.

    E aspetto una foto della Concarena, qualsiasi cosa sia!
    R.

    • massimolegnani 13 aprile 2020 a 21:09 #

      mi piacerebbe, se mai farò quel giro (io ci conto), fotografare ogni cosa o persona che in quel momento mi sembrerà “concarena”, non solo la montagna che so che è.
      io sono per atlante e cartine, prima e durante il viaggio, google map non lo consulto proprio, troppo moderno per uno antico come me 🙂
      (per inciso, mi oriento abbastanza, ma l’errore fa parte del gioco)
      ciao Riccio e grazie del tuo passaggio 🙂
      ml

      • Riccio 13 aprile 2020 a 22:32 #

        È sempre un piacere! 🙂

      • massimolegnani 13 aprile 2020 a 23:59 #

        grazie!!
        🙂

  14. Bloom2489 13 aprile 2020 a 18:33 #

    Abbiamo tutti forse qualcosa su un foglietto per luglio o settembre 🙂

    • massimolegnani 13 aprile 2020 a 21:15 #

      non voglio spacciarmi per il saggio della montagna, ma il messaggio che volevo far passare era proprio questo: di questi tempi fermi, ognuno dovrebbe avere un foglietto con un desiderio di futuro o piccola utopia a cui pensare come vera.
      buone ore, Bianca
      ml

  15. lamelasbacata 13 aprile 2020 a 19:15 #

    non perdere questa speranza! Leggerò le cronache di Concarena, ne sono certa 🙂

    • massimolegnani 13 aprile 2020 a 21:21 #

      tu, voi, con le vostre parole di condivisione e incoraggiamento, mi rendete più concreta questa speranza.
      un abbraccio, Mela cara
      ml

  16. pensieridimary 14 aprile 2020 a 14:32 #

    Concarena. .. più che ad una Valle, questa parola mi fa pensare ad un tango…facile sognare di questi tempi. Forse non occorre nemmeno un post-it. ..

    Ciao carissimo.

    • massimolegnani 14 aprile 2020 a 18:23 #

      eheh dal ballo messicano al tango argentino tutto è credibile con la Concarena:)
      buona giornata a te, Marina
      ml

  17. Deserthouse 26 Maggio 2020 a 23:15 #

    Peccato scoprire nei commenti il significato. Hai poi fatto il tuo giro? Io voglio credere che sia lo stesso una poesia o un liquore

    • massimolegnani 27 Maggio 2020 a 08:34 #

      hai ragione, anch’io voglio conservare alla parola un significato indefinito.
      non ho ancora fatto quel giro ma ci proverò di sicuro a fine estate 🙂
      ciao
      ml

  18. Cinicamente 23 giugno 2020 a 17:36 #

    Sono della Valle Camonica e per quanto non sia né un’appassionata di montagna né di ciclismo ti auguro di poter venire nelle mie amate montagne al più presto

    • massimolegnani 23 giugno 2020 a 18:30 #

      sarai anche cinica di mente, ma sei gentile di modi 🙂
      il benvenuto nella tua valle mi commuove e mi porterà fortuna 🙂
      ricambio con un benvenuta qui tra le mie righe 🙂
      ml

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  1. la carta e la ruota (Concarena2) | orearovescio - 21 giugno 2020

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