e adesso?

4 Mag

c.calati

 

 

 

Il senso di vertigine non accennava a passare e gli impediva di mettere insieme due pensieri che avessero la parvenza di un ragionamento, non dico di un programma. Si limitava a guardare fuori dalla finestrella verso il muro di cinta che gli precludeva ogni altro orizzonte.

La notizia della prossima liberazione lo aveva colto in contropiede, lui sapeva di avere ancora tre anni da scontare. Ma l’avvocato gli aveva parlato di una sospensione provvisoria della pena legata alla buona condotta e all’età avanzata, ma, lo aveva avvertito, non c’era niente di definitivo, un errore e tornava dentro; e lui era rimasto così sgomento che non gli aveva nemmeno chiesto quali fossero i termini dell’accordo, quali le regole da rispettare, quali i limiti geografici da non oltrepassare.

È che era un pezzo che a uscire non ci pensava più. La mente tornò ai primi tempi della reclusione, all’insopprimibile nostalgia per la libertà, il richiamo costante del mondo di fuori, l’immaginarsi ogni giorno quello che avrebbe fatto una volta scontata la pena. Poi era subentrato il torpore, era progressivamente aumentata la distanza tra il mondo di dentro e quello oltre le mura. Parenti e amici avevano diradato le visite fino a non venire più, esasperati dall’apatia con cui venivano accolti, lui sembrava quasi infastidito dalla loro presenza. Aveva smesso presto di fare ginnastica e leggeva sempre meno, gli mancava l’interesse. Invidiava i detenuti, più o meno giovani, che approfittavano di quel tempo fermo per recuperare il tempo sprecato prima, rinforzavano il fisico con esercizi massacranti oppure studiavano sodo, conseguivano diplomi, qualcuno si era addirittura laureato partendo quasi da zero. Lui no, lui si era lasciato andare, era troppo vecchio per avere ancora stimoli e prospettive.

Era stata una lenta spirale a scendere verso la più completa trascuratezza di sé, la sciatteria assurta a stile di vita.

Ora che si avvicinava, non previsto, il momento del rilascio lo aveva preso un’inquietudine strana. E adesso?, si chiese, e non seppe darsi una risposta. Lo angosciava dover riprendere un posto nella società civile con tutti gli obblighi all’apparenza che questa comportava. Ripensò a com’era un tempo lui, prima che in banca scoprissero l’ammanco, la montagna di soldi che aveva stornato: un borghese di medio cabotaggio, tutto giacca cravatta e deodorante. Ora puzzava, lo sapeva bene. Quant’era che non si faceva una doccia come si deve, non si cambiava la camicia, non si faceva la barba? Passava le giornate buttato in branda a sfogliare riviste di infimo livello, lui che prima si dava arie da intellettuale. In pratica in prigione aveva abdicato ad ogni responsabilità verso se stesso e in questo far nulla si era crogiolato a lungo.

Ributtarsi nella mischia? No, non era pronto.

54 Risposte a “e adesso?”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 4 Maggio 2020 a 11:24 #

    bravo! hai descritto da fuori tutte le caratteristiche di reclusione di questa pandemia. In effetti abbiamo imparato cosa significa stare in prigione sulla nostra pelle! buona giornata Massimo! oggi per me è come gli altri giorni, ma la sensazione di maggior libertà mi conforta!

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 15:49 #

      oggi per me è stata giornata di libertà ciclistica e me la sono davvero goduta.
      ieri invece mi sentivo come il protagonista del racconto, smarrito per l’imminente libera uscita 🙂
      grazie Nadia per aver apprezzato
      buona giornata (di maggior libertà)
      ml

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 4 Maggio 2020 a 16:42 #

        Grazie felicissima per la tua fuga!!!

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 16:57 #

        eheh, fuga consentita dalle norme 🙂 Due mesi fa una pattuglia mi aveva trattato come un criminale perchè sorpreso a pedalare in solitaria sulla provinciale; oggi invece è tutto un invito a usare la bicicletta. Bene, meglio tardi che mai 🙂

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 4 Maggio 2020 a 17:10 #

        dai dai!!!

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 20:43 #

        🙂

  2. Maria 4 Maggio 2020 a 11:43 #

    Chissà se i detenuti hanno mai avuto di questi pensieri. Descrizione, comunque, molto realistica 👍e, come ha detto il commento precedente al mio, sicuramente hai descritto molte persone che si sentono così durante questo periodo…

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 16:00 #

      non credo che i detenuti autentici abbiano di questi pensieri, se non forse un po’ di ansia quando stanno per uscire.
      a me premevano i finti detenuti come me, che a forza di essere reclusi stavano (stavo) prendendo una pericolosa deriva di pigrizia e sciatteria.
      ciao M.aria, un sorriso
      ml

      • Maria 4 Maggio 2020 a 16:38 #

        Eh, capita di lasciarsi andare, l’importante è sapersi riprendere 😀 immagino poi quanto ti sarà dispiaciuto non potere passare del tempo con la tua bici, in mezzo alla natura.
        Un sorriso anche a te, Massimo! 🙂

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 16:52 #

        eh sì è stata dura, come per tutti. Ma oggi sono stato ricompensato dal piacere di una pedalata tra alberi fioriti e canali ricchi d’acqua 🙂

      • Maria 4 Maggio 2020 a 16:55 #

        Mi fa piacere! 😀

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 16:57 #

        🙂

  3. newwhitebear 4 Maggio 2020 a 17:18 #

    una metafora della fase 2. E adesso? C’è da rimanere sgomenti come quel carcerato.

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 20:46 #

      sì, siamo perplessi, timorosi nell’abbandona la nostra zona di conforto (non tutti, alcuni, pare, si sono scatenati come fosse finito tutto)
      buona serata GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 4 Maggio 2020 a 21:49 #

        in effetti oggi c’era più movimento e più spavalderia nel muoversi. Il percorso è ancora lungo.
        Buona serata

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 23:01 #

        sì è così

      • newwhitebear 4 Maggio 2020 a 23:22 #

        boh! speriamo bene.
        Notte serena

      • massimolegnani 5 Maggio 2020 a 00:19 #

        Anche a te

  4. Neda 4 Maggio 2020 a 18:18 #

    Io, che uscivo poco anche prima della clausura forzata, faccio fatica ad uscire ora, anche se sarò costretta a farlo per inevitabili esigenze. Però mi piace questa sensazione di clausura alla quale mi sono abituata: sto diventando fratesca, monacale, orsa, eremita.

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 20:49 #

      a me la clausura incominciava a starmi stretta, soprattutto quando erano circolate voci di una chiusura ad oltranza per gli over 65.
      ciao Neda 🙂
      ml

      • Neda 5 Maggio 2020 a 11:17 #

        Capisco benissimo. Anch’io che sono piuttosto solitaria e non amo uscire di casa, l’imposizione, l’obbligo, mi hanno fatto pesare la clausura. Ora, però, sono io che posso scegliere se stare o uscire e questo mi fa sentire più libera, anche se devo adattarmi a certi cambiamenti, come prenotare in banca per fare delle operazioni calcolando precedentemente i tempi di attesa, oppure chiedere, per e-mail o Whatspp, e ricevere le ricette per poi girarle alla farmacia, il che può anche essere comodo.
        Non mi sono mai piaciuti i cambiamenti imposti a me dagli altri, mi piace poter decidere da sola, ma in questi tempi, e non solo in tempi di Covid, le imposizioni sono troppe, gli aggiornamenti sugli strumenti, le leggi e i decreti che negli ultimi vent’anni sono stati a migliaia, sia nostri che imposti dall’EU e che obbligano noi cittadini a rivolgerci a consulenti vari per venirne a capo (pensare che cinquant’anni fa facevo io la mia denuncia dei redditi e anche quella dei miei genitori senza alcun problema e ora cambiano le cose ogni sei mesi…)
        Bah, inutile lamentarsi, bisogna adattarsi ai tempi e cercare di stare sereni, tanto non ci si può opporre.

      • massimolegnani 5 Maggio 2020 a 12:40 #

        sono d’accordo con te, guarda solo l’autocertificazione è diventata un modello di follia burocratica dove devi dichiarare di conoscere tutti i commi dell’ultimo decreto (e un tutore dell’ordine pignolo potrebbe sanzionarti per aver dichiarato il falso se non sai rispondere correttamente a tali domande)

  5. Riccio 4 Maggio 2020 a 18:43 #

    Che metafora azzeccata – suppongo volutissima.
    Mi sento un po’ così anche io, oggi sarei potuta uscire per fare due passi ma non me la sono sentita. Forse domani, ma ho l’impressione che non lo farò.
    Ho ordinato diligentemente delle mascherine lavabili, sono ben preparata su tutte le norme di sicurezza, non andrei in ogni caso in un posto affollato, eppure penso che aspetterò ancora un po’. Forse aspetterò di dover tornare a lavoro, sperando di doverci tornare. Intanto rimango nella mia tanta, con i tempi scanditi che mi sono data per non rimanere con le mani in mano. Ci si sta comodi dentro.

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 20:54 #

      sì, volutissima 🙂
      io questo disagio sulla imminente uscita l’ho vissuta ieri, mille dubbi di opportunità e anche d’incertezza tra agire e impigrire 🙂
      ciao Riccio e auguri per il tuo lavoro 🙂
      ml

  6. lamelasbacata 4 Maggio 2020 a 20:51 #

    Leggo che oggi hai ritrovato la tua libertà. Ne sono felice 😊

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 20:57 #

      oh, sì oggi è stato davvero bello riprendere a pedalare, dopo due mesi di inattività, in mezzo a una natura in fiore 🙂
      grazie, Mela cara, di aver condiviso la mia gioia un po’ infantile 🙂
      buona serata
      ml

      • lamelasbacata 4 Maggio 2020 a 21:08 #

        Mi ha fatto bene leggere le tue parole serene. Le piccole gioie sono gemme preziose.
        Una buona serata anche a te, amico caro.

      • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 21:16 #

        un sorriso a te

  7. teti900 4 Maggio 2020 a 20:59 #

    dopo aver letto le prime parole già avevo capito dove andavi a parare… manco la nipote di due anni ha avuto tale entusiasmo quando l’hanno portata due passi oltre il cancello:)

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 21:15 #

      eheh, tu sei scaltra, però qui era evidente l’intento, parlare di un carcerato per dire i miei (e penso di tanti) timori per la prossima riapertura.
      questo accadeva ieri, è di oggi invece la reazione opposta, un entusiasmo a uscire e pedalare che manco la tua nipotina 🙂
      ciao Teti
      ml

  8. vittynablog 4 Maggio 2020 a 22:08 #

    Forse se il nostro carcerato avesse saputo che fuori l’aspettava una bella bicicletta da corsa, si sarebbe sentito meno timoroso di uscire!!! 🙂 Ho piacere di saperti di nuovo in sella!!!! ❤

    • massimolegnani 4 Maggio 2020 a 23:04 #

      eheh, la sella…me n’ero comprata una appena prima della chiusura e in pratica non l’avevo ancora usata. Oggi è stato un bel collaudo 🙂
      buonanotte Vitty
      ml

  9. Giuliana 5 Maggio 2020 a 07:48 #

    Il nido, di qualunque materiale sia fatto, è sempre difficile da abbandonare. Comunque questa quarantena ci ha fatto capire quanto possa essere piacevole anche a stare a casa da soli, ci ha fatto comprendere meglio il valore del tempo e di quanto sia positivo, per il corpo e per la mente, allentare un po’ i ritmi.

    • massimolegnani 5 Maggio 2020 a 12:30 #

      condivido il tuo pensiero, anche una cella può diventare “nido”, a maggior ragione la nostra cella metaforica, e si può essere restii ad abandonarlo quando il pensiero e l’abitudine ci si sono adattate.
      buone cose, Giuliana
      🙂
      ml

  10. growingupfra 5 Maggio 2020 a 09:47 #

    Hai reso benissimo il momento di smarrimento che ci può essere nel momento in cui vanno riprese tutte “le apparenze” che abbiamo potuto mettere da parte per qualche tempo. Giusto un momento però, perché la gioia di riprendere le scarpe da corsa o la bici è poi impagabile…
    🙂 buon martedì!

    • massimolegnani 5 Maggio 2020 a 12:32 #

      sì..solo un momento di smarrimento poi prevale il desiderio di prendere il volo 🙂
      buona giornata a te 🙂
      ml

  11. pensieridimary 6 Maggio 2020 a 10:52 #

    E adesso? Adesso proviamo a goderci questa semi libertà forzata… che poi, a parte le imposizioni che odio, non è così male…

    Buone passeggiate in sella!

    • massimolegnani 6 Maggio 2020 a 18:14 #

      sì, adesso godiamoci la semiliberta comportandoci da persone responsabili 🙂
      grazie Marina
      ml

  12. Anna Bernasconi Art 6 Maggio 2020 a 16:42 #

    A volte leggendo il racconto di un mondo viene automatico pensare ad un altro e spesso da chi scrive è una cosa voluta… stavolta il salto da un mondo ad un altro è inevitabile! Sempre piacevole leggere i tuoi racconti. .

    • massimolegnani 6 Maggio 2020 a 18:16 #

      eh, sì, sono mondi paralleli, anche se di durezza diversa!
      grazie Anna per l’apprezzamento
      buona serata
      ml

  13. irene zavaglia 6 Maggio 2020 a 17:00 #

    Dura, durissima. Io ancora non ce la faccio. In compenso il 3 mi son tinteggiata mogano, prima volta che cambio colore ai capelli ^_^

    • massimolegnani 6 Maggio 2020 a 18:20 #

      ahah credevo che il mogano fosse per una tintarella presa sul balcone 🙂
      ciao Irene
      ml

  14. cuoreruotante 7 Maggio 2020 a 00:35 #

    Neanche io e sinceramente non so quando lo sarò.
    È sempre bello leggerti 😌

    • massimolegnani 7 Maggio 2020 a 10:11 #

      in effetti non si è mai pronti, nemmeno di fronte a eventi gradevoli da tanto attesi.
      ciao Cuore, bello averti qui 🙂
      ml

  15. Deserthouse 16 giugno 2020 a 01:05 #

    e adesso? me lo chiedo ancora adesso, che sono uscita che mi hanno dato il permesso ma come il tuo protagonista non so bene se potrò inserirmi di nuovo nel mondo io che già ne ero fuori prima.

    • massimolegnani 16 giugno 2020 a 10:00 #

      ecco, è proprio quello il punto, l’affiorare di un disagio sociale che prima aveva l’alibi della clausura forzata, e che forse, prima ancora, riuscivamo a nascondere sotto il tappeto delle convenzioni.
      Grazie come sempre per le tue sentite letture.
      buona giornata, Desert
      ml

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