il vento fa il suo giro

7 Giu

by g.gunda

 

Camillo si riparò sotto un albero, aveva bisogno di rifiatare prima dell’ultimo balzo verso casa. Tirava vento e cadeva una pioggia modesta a goccioloni isolati che comunque non foravano l’ombrello offerto dal fogliame. Si appoggiò al tronco e presto si lasciò scivolare lungo questo fino a stendersi alla sua base. Non aveva alcun motivo di essere allegro ma, osservando intorno a sé l’erba resa lucida dalla pioggia che era diventata più intensa, e il vapore che per reazione saliva dai prati assetati, sentì svaporare allo stesso modo ogni pensiero cupo. Alzò lo sguardo per guardare l’albero dal basso:  non aveva la maestosità della quercia o la rigogliosità del faggio, era un albero senza etichetta come un cane senza pedigree, l’avrebbe detto un meticcio ma non sapeva se anche tra le piante esistessero incroci casuali e bizzarri come tra i cani. Comunque fosse, il suo albero era bello, visto da quella prospettiva svettava imponente e solido, il tronco immobile al vento, i rami appena mossi, le foglie agitate. Camillo fissò un punto fermo del cielo che intravvedeva esattamente sopra la cima, si concentrò su questo lasciando che nella periferia del suo campo visivo le foglie si muovessero liberamente quasi senza che le vedesse. Ben presto, per un effetto ottico che non seppe spiegarsi, tutto prese a roteare attorno al perno saldo rappresentato dal tronco. Con la coda dell’occhio guardava quella girandola stupefacente, un gorgo da vertigine, un fenomeno psichedelico che senza farlo star male lo trasportò allo stesso tempo sull’aeroplanino della giostra di San Giorgio, nel vortice di polvere del suonatore Jones, e ancora nei fotogrammi di un film che credeva di aver dimenticato, il vento fa il suo giro.

Camillo chiuse gli occhi per meglio inseguire quelle immagini di sue epoche differenti che gli si erano affacciate alla mente.

Quando li riaprì tutto era fermo e aveva smesso di piovere. Si rialzò e riprese il cammino. Dopo qualche passo si voltò a guardare l’albero. Gli sembrò meno imponente e più anonimo di prima, ma in qualche modo era ancora più bello. Camillo si allontanò ridacchiando contento.

16 Risposte a “il vento fa il suo giro”

  1. giorgio giorgi 8 giugno 2020 a 00:18 #

    Che bello quando ci lasciamo andare e giochiamo liberamente come fanno i bambini (e i cani!).
    Bellissimo quel film!
    Giorgio

    • massimolegnani 8 giugno 2020 a 07:57 #

      sì, quando non siamo “ragionevoli” e gustiamo in pieno quello che ci succede intorno.
      ciao e grazie della condivisione
      ml

  2. dimaco 8 giugno 2020 a 00:18 #

    Val Maira.
    Tu lo sai cosa sto dicendo.

  3. Giuliana 8 giugno 2020 a 07:59 #

    Osservare senza cercare di capire, godere della semplice visione …

  4. newwhitebear 8 giugno 2020 a 23:03 #

    un sogno, un’illusione ottica che fa apprezzare a Camillo un albero anonimo

  5. Neda 9 giugno 2020 a 14:55 #

    Camillo è un sognatore.

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