e ti addormenti al ritmo dispari dei passi

29 Giu

c.calati

 

Non hanno sesso i passi, né un’età, quando li senti che sei ormai in prossimità del sonno.

Nelle notti estive hanno tutti una risonanza effemminata, picchiettano sul lastricato del vicolo come chicchi di grandine, tu di là dai vetri aperti ti figuri due amiche che sgambettano in tacchi alti e gonna stretta dopo una serata al ballo. Resti in ascolto e la cadenza si fa più lenta, meditata, come d’uomo che, lasciati gli amici nel tratto dall’osteria a casa, per pochi istanti diventa confusamente riflessivo, uno sguardo alla luna, uno al suo futuro e l’andatura si fa dubbiosa.
Rimbalzano ovattati i passi delle sere d’inverno, piccoli tonfi  che giungono alle finestre chiuse. Scarpe maschili con la para, diresti, e magari sta passando per la via una ragazza dalla falcata agile, ma la nebbia e il buio hanno smorzato il tintinnio dei tacchi, ciò che resta è un suono greve, quasi marziale. Estate e inverno tenti di decifrare l’identità dei passi, se non l’età il sesso, ma sempre qualcosa ti spariglia le poche convinzioni e ti addormenti che ancora non sono spenti i loro echi irrisolti.

48 Risposte to “e ti addormenti al ritmo dispari dei passi”

  1. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 29 giugno 2020 a 09:04 #

    Bellissima riflessione

  2. Lucy the Wombat 29 giugno 2020 a 09:05 #

    Dimmi che è l’incipit di un romanzo? 😉

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 15:31 #

      eheh, io non so scrivere romanzi 😦
      contento di rivederti, Lucy
      🙂
      ml

      • Lucy the Wombat 29 giugno 2020 a 17:25 #

        Contenta anch’io. Ormai seguo molto poco, ma sono felice di ritrovare tanti profili. Eppure sembra proprio un inizio di qualcosa 🙂

      • massimolegnani 29 giugno 2020 a 21:03 #

        un sorriso a te, Lucy

  3. franco battaglia 29 giugno 2020 a 09:45 #

    Ecco irrisolte degne di grande sensibilità…

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 15:32 #

      alla fine il sonno è più potente della sensibilità 🙂
      ciao Franco
      ml

  4. Neda 29 giugno 2020 a 10:59 #

    Bella la torre che illumina la nebbiolina leggera.

  5. coulelavie 29 giugno 2020 a 11:27 #

    Invece io riconosco con sufficiente esattezza se a camminare è un maschio o una femmina…

  6. Giuliana 29 giugno 2020 a 12:21 #

    In città difficile poter sentire passi bella notte, in cambio i mezzi della nettezza urbana svegliano tutto l’isolato 😄

  7. teti900 29 giugno 2020 a 12:28 #

    pure io come coulelavie… anzi, potrei dare le generalità. in un piccolo paese impari subito orari e suoni di passi, auto e sospiri…

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 15:37 #

      mah, io affacciandomi all’improvviso vinto dalla curiosità ho constatato di prendere cantonate 🙂
      ciao Teti
      ml

  8. rodixidor 29 giugno 2020 a 12:35 #

    Bella questa suggestione che fa l’estate femmina.

  9. vittynablog 29 giugno 2020 a 13:54 #

    Non avevo mai pensato al rumore cadenzato dei passi. Anche perchè abitando al 4° piano, non ho mai captato quel suono. Però è molto intrigante e suggestivo il tuo interrogativo…mi evoca qualcosa di misterioso…

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 15:41 #

      ma in effetti i passi che rimbombano di notte hanno già di per sè qualcosa di misterioso 🙂
      ciao Vitty
      ml

  10. raccoltaedifferenziata 29 giugno 2020 a 16:42 #

    …e chi cammina rimane inconsapevole che c’è chi si interroga sui suoi passi, e dal loro rumore produce Bellezza… 🙂

  11. newwhitebear 29 giugno 2020 a 17:43 #

    i passi notturni come una dolce ninna nanna cantata da persone sconosciute,
    Poi ci si addormenta felici e sereni.

  12. elettasenso 29 giugno 2020 a 19:12 #

    Bello intuire e immaginare da un semplice suono quando la notte oscura gli occhi

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 21:06 #

      ..e il sonno decide lui quando interrompere il gioco e il mistero 🙂
      buona serata Eletta, da domani si pedala 🙂
      ml

      • elettasenso 30 giugno 2020 a 08:21 #

        Buona pedalata caro 🚴🚴🚴

      • massimolegnani 1 luglio 2020 a 18:32 #

        per ora è di piena soddisfazione:)

      • elettasenso 1 luglio 2020 a 19:32 #

        😊 attenderò i tuoi resoconti 🚴

      • massimolegnani 2 luglio 2020 a 06:42 #

        Appena torno 🙂

  13. appuntidallamiaamaca 29 giugno 2020 a 19:19 #

    Per chi soffre di insonnia invece quegli stessi passi forse fungerebbero di insopportabili lancette di orologio 🙂

    • massimolegnani 29 giugno 2020 a 21:07 #

      o magari le pecore che saltano la staccionata 🙂
      ml

      • appuntidallamiaamaca 29 giugno 2020 a 21:59 #

        Come sapere se un insonne è pessimista o ottimista davanti al rumore di passi nel bel mezzo della notte? Beh’, il primo immaginerà lancette di orologio, il secondo invece pecore saltando una staccionata 😀

      • massimolegnani 29 giugno 2020 a 22:56 #

        esatto 🙂

  14. pino 30 giugno 2020 a 16:56 #

    Noi che abitiamo in città – caro Carlo – non abbiamo questo privilegio di ascoltare, tra il sonno e la veglia, quel “tintinnio dei tacchi” che ci rimanda a chissà quali pensieri. Non ci è concesso di fantasticare sui passi che rimbombano sul selciato. Le nostre notti sono abitate da altri rumori meno romantici, sono strozzate dal traffico, dalle sirene, dai mezzi della nettezza urbana, dagli ubriachi che fanno schiamazzi…

    • massimolegnani 1 luglio 2020 a 18:36 #

      Hai ragione, è una vera fortuna disporre di suoni gradevoli di notte
      Ciao Pino
      ml

  15. Sabina 1 luglio 2020 a 11:03 #

    Ci sono momenti in cui le diversità finiscono per perdere senso, tangibilità, si dissolvono, forse sono rari momenti di vera libertà dai vincoli dell’apparire e del definirsi.
    Tra questi momenti c’è la solitudine del ritorno di sera, come i momenti che tu descrivi, quando non sono più i suoni dei passi ad identificare il sesso o altro di chi cammina: il passo diviene unico, di un solo tipo, e si chiama umano, esattamente come la razza.
    Ma questo da te descritto non è un semplice camminare, forse è soprattutto un misurarsi con i propri pensieri…

    • massimolegnani 1 luglio 2020 a 18:45 #

      Il “passo umano“ ..sì, concordo con le tue parole e apprezzo la sensibilità del tuo commento.
      Felice del tuo ritorno, un abbraccio, Sabina
      ml

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