in montagna senza pedali

12 Ago

c.calati

 

 

Per una volta avevo lasciato la bicicletta a casa, convinto che in questo modo avrei fatto una vacanza più riposante. Ma non è andata così, con gli scarponi ai piedi al posto delle scarpette sui pedali mi sono stancato allo stesso modo. Anzi, mi sono stancato in modo opposto, che a salire con il mio passo pesante e cadenzato sono arrivato ovunque, mentre le discese, che in bici tanto mi appassionano, si sono rivelate una tortura. Muscoli mai usati messi a dura prova come freni fumanti giù per i tornanti, gambe dure come stecche da biliardo incapaci di ammortizzare i salti e i piedi, oh, i piedi e le loro dita a massacrarsi contro la punta degli scarponi per contrastare la pendenza. Insomma ogni volta sono tornato a valle che sembravo un reduce di Russia con i geloni ai piedi o un vecchietto malfermo sulle gambe in disperata fuga dalla casa di riposo.

Eppure, nonostante questi ritorni mesti, stamattina sono pronto per una nuova salita, che tutte quelle rocce attorno agli occhi, il Sella, il Sassongher, la Croda della Santa Croce, scintillanti al primo sole, sono un’attrattiva che fa dimenticare le pene che m’aspettano in discesa.

Così anche oggi salgo, penetro l’ombra dei boschi, riaffioro ai pascoli e all’aria già alta, frizzante come un vino bianco, salgo e mi emoziono alla baracca solitaria in mezzo ai prati, salgo e mi volto a guardare laggiù le formiche ciclistiche faticare lente verso il Gardena o il Campolongo, so le loro smorfie e le risa a nascondere fatica, ricordo le gocce di sudore, le condivido, ma non provo nostalgia. Oggi quest’andare a piedi fino a dove mi porteranno i piedi, un lago minuscolo, una chiesetta, un rifugio alpino o il nulla, mi soddisfa in pieno.

c.calati

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32 Risposte a “in montagna senza pedali”

  1. coulelavie 12 agosto 2020 a 16:03 #

    Delle mie esigue escursioni montane ricordo una gran fatica per fare pochi metri, una fatica che io, per niente abituato a quelle sfacchinate, ritenevo del tutto ingiustificata. Per questo non ne feci più.
    Curioso il paragone che fai con la bicicletta. Avresti preferito averla per fare le scalate… e ti infastidiscono più le discese che le salite, sopratutto per questioni ammortizatorie scarponesche… 😉

    • massimolegnani 12 agosto 2020 a 20:25 #

      la fatica della salita ha un suo perchè, si ascende verso la bellezza e la conquista della quota.
      per me del tutto ingiustificata (e non prevista) è stata la fatica della discesa 🙂
      ciao 🙂
      ml

  2. dimaco 12 agosto 2020 a 17:35 #

    Carissimo, è una cosa che da trekker modestissimo e dilettante e della seconda età ho a suo tempo scoperto anche io: salire è orgoglio, scendere è angoscia. Ah, anche nella vita, giusto per precisare.

    • massimolegnani 12 agosto 2020 a 20:27 #

      come condivido le tue parole, scendere è angoscia!
      un saluto 🙂
      ml

  3. sibillla5 NADIA ALBERICI 12 agosto 2020 a 20:20 #

    bellissimi luoghi! la fatica in montagna è d’obbligo!

  4. teti900 12 agosto 2020 a 23:53 #

    condivido e approvo il nuovo percorso sportivo.
    la camminata lenta è una pratica molto zen e sicuramente meno pericolosa della precedente:)

    • massimolegnani 13 agosto 2020 a 08:37 #

      ho gradito le camminate/zen,..ma non è che ho appeso la bici al chiodo. Appena smette il caldo la riprendo.
      ciao Teti
      ml

  5. Franco Battaglia 13 agosto 2020 a 14:27 #

    Confermo anche io.. salire mi viene agevole, a piedi..la discesa è tosta.. anche se come insegnano gli esperti, bisogna slacciare le scarpe, e riallacciarle per bene; probabilmente dipende anche da una postura non ideale.. mi trovo meglio a nuotare..in pianura.. 😉

    • massimolegnani 13 agosto 2020 a 16:47 #

      sì, credo che il segreto sia tutto lì, prima della discesa sciogliere i lacci e riallacciarli molto più stretti sin dai primi passanti, in modo che il piede faccia un tutt’uno con lo scarpone.
      io l’ho capito troppo tardi 😦
      ciao Franco, e buone nuotate 🙂
      ml

  6. elettasenso 13 agosto 2020 a 14:34 #

    Che meraviglia! Luoghi davvero incantevoli. La montagna, per chi la ama, suscita emozioni terse.
    Sono d’accordo con te: più che la salita, massacra le gambe la discesa.
    Buona vacanza senza 🚲 😉

    • massimolegnani 13 agosto 2020 a 16:52 #

      camminare in montagna è faticosa ma nutre gli occhi e il cuore.
      grazie Eletta (presto sarò di nuovo in sella 🙂 )
      ml

  7. vittynablog 13 agosto 2020 a 14:54 #

    Le scarpinate in montagna danno molta soddisfazione, sono di una bellezza unica! Ma la stanchezza e i dolori alle gambe, per chi come me non è abituato a queste camminate, sono massacranti.

    Buona pemanenza in montagna!!! 🙂

  8. newwhitebear 13 agosto 2020 a 15:40 #

    scarpinare in montagna bisogna essere allenati. Muscoli diversi in azione. In compenso si può godere lo spettacolo mozzafiato delle montagne che hai descritto.
    Mi manca molta la montagna ma oggi mi dovrei molto limitare.

    • massimolegnani 13 agosto 2020 a 16:58 #

      vero, per la salita avevo muscoli allenati dalla bici, mentre in discesa ho utilizzato muscoli che manco sapevo di avere, e lì sono stati dolori 😦
      buona serata GianPaolo
      ml

  9. Guglielmo 16 agosto 2020 a 12:37 #

    Il bici o a piedi è pur sempre un incedere lento e fa apprezzare i luoghi che si attraversano.

    • massimolegnani 16 agosto 2020 a 14:03 #

      d’accordissimo, l’andare lento in salita senza motore accomuna piedi e pedali (poi la discesa li differenzia)ed è un andare entusiasmante.
      ciao Guglielmo
      ml

  10. marisasalabelle 19 agosto 2020 a 16:27 #

    Camminare a piedi in montagna è una delle cose più belle in assoluto…

  11. Giorgio Giorgi 21 agosto 2020 a 20:12 #

    Le passeggiate in montagna sono sacre. Se si ha un’anima si apprezzano. Il contatto con la natura é totale, si é immersi nella natura, e i tuoi piedi sono tutto ciò che hai per muoverti.
    Troppo bello! Buone vacanze!

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