o l t r e (revisione)

22 Ago

c.calati

 

 

 

In un pomeriggio piovoso non diverso da tanti altri, mentre era sulla strada del ritorno a casa, Camillo, giunto al bivio di Albiano, mise la freccia a destra e deviò dal suo percorso. Prese il lungo rettilineo in direzione sud, fissando le nuvole che si ammassavano all’orizzonte.
Aveva sempre considerato la corona di colline come il confine naturale del suo mondo ma ora provava il desiderio di un oltre vago che non si limitasse alla prima cerchia collinare. Superare il Monferrato, valicare l’Appennino, puntare al mare, verso una verginità di volti e borghi.
Non amava il mare, tanto meno la Liguria, così difficile da scovare autentica tra gli aperitivi di Alassio e le case anni 60 di Camogli, quello che inseguiva era altro dai luoghi che sapeva. Sperava di arrivare oltre la pioggia, appena prima della costa, alla quiete di panni stesi nei paesi da un lato all’altro della strada, ai colori differenti delle case, ocra o rosso pompeiano un po’ scrostati, alle imposte verdi aperte verso il basso come palpebre annoiate, al bianchetto al banco di un oste con la barba di tre giorni e un sorrisetto consapevole. Quanto è distante il mare? gli avrebbe chiesto, dopo un silenzio sufficiente, contando su una risposta che non fosse di chilometri e indicazioni sulla carta. E l’oste l’avrebbe accontentato: Quel che basta per non vederlo ma saperlo appena oltre. Qui a sera arriva il sale, sperso nell’aria come nell’acqua della pasta.
Camillo, allora, con il bicchiere in mano, sarebbe andato fin sulla porta, scostando le listarelle di brutta plastica sgargiante: nella piazzetta ormai in ombra quattro ragazzetti inseguivano un pallone tra bestemmie e pugni per sembrare grandi, da qualche punto indefinito si diffondeva una musica sguaiata, pochi corvi volteggiavano gracchiando e non c’erano gabbiani, una ragazza di troppa carne e poca stoffa portava in giro un ombelico tremolante. Spettacoli incresciosi di piccole indecenze.

Eppure…
…eppure lui avrebbe sorseggiato il vino acidulo e annusato l’aria inseguendo il sale.

E per quella scia salmastra appena percettibile, per quell’aria nuova che invisibile gli riempiva gli occhi e i bronchi, per quel sentirsi parte di qualcosa, avrebbe perdonato l’ombelico e la musica burina, i corvi, le listarelle orrende e l’eccesso delle grida, avrebbe perdonato a sé il proprio snobismo e al luogo ogni difetto, ogni stonatura, in cambio e in nome di quella pace misteriosa che gli scendeva dentro insieme al vino bianco, non certo dei migliori. Rivolto all’oste avrebbe chiesto un altro bicchiere domandando se fosse Pigato o Sciacchetrà e quello allora avrebbe versato da bere per entrambi con una risata franca che annullava ogni nobiltà di nome al loro vino. I gomiti a fronteggiarsi sul bancone poco lustro, avrebbero taciuto il tempo necessario, quindi rari scambi di parole, superflue anche le poche. Poi l’oste avrebbe sogghignato quasi trionfante alla sua richiesta di una camera per la notte, porgendogli una chiave che già stringeva in pugno, come avesse saputo sin dal suo ingresso che il forestiero non sarebbe ripartito.

Camillo si svegliò alla prima luce che dalla finestra lasciata spalancata arrivava fino al letto. Si lasciò cullare da un vago suono che poteva essere l’eco di onde lontane o dello scorrere di auto lungo la discesa dietro casa. Come pure si lasciò avvolgere  dall’aria pungente cercando in essa tracce di sale, ma forse era l’odore delle ultime rose giù in giardino. Mantenne gli occhi chiusi con una cocciutaggine un poco disperata, per prolungare il più possibile il dubbio stordente di dove si trovasse.

 

26 Risposte a “o l t r e (revisione)”

  1. lamelasbacata 22 agosto 2020 a 21:24 #

    Camillo sa essere poeta e ricamare con le parole.
    Da leggere sorseggiando un buon bianco, una fetta di focaccia con i granelli di sale grosso in mano, Genova per noi di Conte nell’aria.
    Bravo amico mio, bravo sempre.

    • massimolegnani 22 agosto 2020 a 23:11 #

      è un privilegio che mi emoziona ricevere il tuo bel commento, di questi tempi in cui tu prediligi letture silenziose.
      grazie Mela, ti abbraccio
      ml

      • lamelasbacata 23 agosto 2020 a 17:05 #

        Grazie a te, mio caro, per questa bellezza. Sono latitante, o meglio, ospite silenziosa saltuariamente presente nei tuoi paesaggi immaginari.
        Non riesco a fare più di questo e me ne rammarico, ma mi manca la lucidità. Mi consola la tua comprensione.

      • massimolegnani 23 agosto 2020 a 20:59 #

        so che ci sei sempre, anche in silenzio di parole, per questo parlavo di privilegio, davvero onorato che Camillo ti abbia coinvolto fino a “ridarti la parola”
        un sorriso e un abbraccio forte

  2. sibillla5 NADIA ALBERICI 22 agosto 2020 a 21:41 #

    Btavo bravo!!!

  3. PindaricaMente 23 agosto 2020 a 12:35 #

    Che meraviglia, è prosa ma scritta in versi!
    Ho un caro amico che si chiama Camillo che somiglia tanto al tuo e quasi quasi ora lo chiamo e gli mando il link del tuo post!😍

    • massimolegnani 23 agosto 2020 a 20:50 #

      dai, sì, faglielo leggere, un Camillo autentico a giudicare un Camillo di fantasia 🙂
      buona serata, Pindara
      ml

  4. vittynablog 23 agosto 2020 a 16:00 #

    Mamma mia, questo racconto lascia senza fiato! Camillo è un vero cittaddino del mondo, può spaziare dai monti fino al mare, facendoci sognare ogni volta con lui. grazie per queste immagini , odori e sapori… ❤

    • massimolegnani 23 agosto 2020 a 20:53 #

      Camillo in qualunque luogo cerca e talvolta trova una dimensione sua.
      grazie davvero Vitty per l’apprezzamento
      ciao 🙂
      ml

  5. newwhitebear 23 agosto 2020 a 18:07 #

    un sogno di conoscere cosa c’è altre il proprio naso.
    Camillo sogna il mare che non ama e questo può sembrare singolare ma l’oste filosofo gli insegna a vivere.
    Complimenti

  6. elettasenso 25 agosto 2020 a 21:01 #

    Sapore di sale e mare… Mi è mancato molto questa estate

    • massimolegnani 25 agosto 2020 a 23:12 #

      gli sconvolgimenti legati al Covid hanno costituito la “cerchia di colline” che ti ha tenuta lontano dal mare, ridotto a un “oltre” raggiungibile solo con la memoria o la fantasia.
      (in fondo non sei diversa da Camillo)
      un sorriso, Eletta
      ml

  7. Riccio 29 agosto 2020 a 10:11 #

    Sembra di vederle alcune scene, quando le racconti.
    Ché io le descrizioni nei libri a volte le salto e invece qui mi ci tuffo dentro.

  8. paginadiester 1 settembre 2020 a 22:17 #

    Conosco questa Liguria, la amo come Camillo e mi manca. Fin da bambina la trovavo nelle persone che ci affittavano i locali per l’estate e con cui spesso dividevamo lunghe passeggiate e brevi confessioni. La trovavo lungo le strade sterrate che salivano passando sotto gli ulivi, negli odori che dagli usci delle cucine uscivano mescolandosi alla salsedine. Nelle parole dei vecchi muri, dei gradini di ardesia… Quanto mi manca!

    • massimolegnani 1 settembre 2020 a 23:35 #

      sì, c’è una perfetta coincidenza tra la tua Liguria e quella vagheggiata da Camillo.
      belle le pennellate con cui l’hai descritta
      grazie Ester
      ml

  9. paginadiester 2 settembre 2020 a 18:43 #

    Sempre felice di rileggerti, caro Massimo. Mi riporti sempre ad interessanti riflessioni che mi toccano… poi faccio tardi 🙂

    • massimolegnani 2 settembre 2020 a 21:03 #

      e io sempre contento dei tuoi passaggi e delle tue letture
      🙂

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