il guardiano del faro a olio

28 Ago

van gogh

 

 

Una fortuna il lavoro che mio fratello mi ha procurato su questa scheggia di roccia, pur di togliermi dai guai combinati ad Arles. Non sono certo un guardiano professionista, ma i pochi impegni, rabboccare l’olio di mattina, a faro spento, e regolare a sera la sua fiamma, li assolvo con una precisione maniacale. Mi emoziona essere l’unica luce in mare nel buio della notte, come fossi Sirio solitario in cielo.

Qui nessuno mi disturba così dipingo sulla tela pennellate bianche che vedo solo io. Più tardi aggiungo il giallo, il blu, il nero, che potrebbero capire anche i sani se mai si sforzassero di comprendere la mia arte. Maledetti loro, non un quadro mi hanno mai comprato, certe notti vorrei bruciarli tutti.

Tra gli scogli cammino indietro assieme ai granchi, conto i nostri passi e ogni passo è un pensiero che risale la memoria. Salmone di me stesso cerco la sorgente della mia follia, ma mi fermo appena prima del ricordo. Mi chiamano Vincent(e) ma io sto perdendo. La testa, l’estro, tutto.

24 Risposte a “il guardiano del faro a olio”

  1. lamelasbacata 28 agosto 2020 a 10:39 #

    Questo pezzo è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni.
    Che bello, amico mio!
    Ti consiglio un bel libro, letto qualche anno fa: La vedova Van Gogh, edito da Marcos y Marcos.
    L’autore è Camilo (un nome a caso 😉 ) Sánchez

    • massimolegnani 28 agosto 2020 a 12:14 #

      dopo aver scoperto su una vecchia cartina Michelin l’esistenza di un faro a olio nel golfo di Siant Tropez, ho molto fantasticato fino a immaginare per successivi passaggi mentali la (in-verosimile) presenza del pittore sull’isolotto.
      Il libro che dici l’avevo letto e apprezzato. Mi fa piacere questa coincidenza di letture 🙂
      un abbraccio, Mela cara
      ml

    • ilmestieredileggereblog 28 agosto 2020 a 16:39 #

      anche a me è piaciuto molto!

      • massimolegnani 28 agosto 2020 a 22:31 #

        grazie Pina, contento del tuo apprezzamento.
        ml

  2. Riccio 29 agosto 2020 a 10:07 #

    Ti lascio una canzone stamattina. Buona giornata, ml!
    R.

    • massimolegnani 29 agosto 2020 a 11:42 #

      fantastico!
      me la ricordo questa canzone, sentita tante volte non avevo fatto caso alle parole, al di là dell’intendere che fosse dedicata a Van Gogh.
      Mi colpisce, ora, che il suo sottotitolo (starry, starry night) è anche il titolo del suo quadro che ho scelto come immagine del brano.
      E la musica dolente è perfetta colonna sonora per l’atmosfera che volevo rendere con le mie parole.
      Grazie davvero Riccio
      ml

  3. silvia 29 agosto 2020 a 16:01 #

    perchè la vedova? era sposato?

    • massimolegnani 29 agosto 2020 a 16:06 #

      no. è la vedova del fratello,Theo, che dopo la morte dei due Van Gogh si impegnò a far conoscere le opere di Vincent.
      ml

  4. newwhitebear 29 agosto 2020 a 21:31 #

    il ritratto di Van Gogh un pittore che adoro

  5. vittynablog 29 agosto 2020 a 21:37 #

    Bellissimo racconto e bella canzone scelta da Riccio. Un post che fa sognare…. 🙂

    • massimolegnani 29 agosto 2020 a 22:44 #

      in effetti la canzone è perfetta.
      grazie Vitty dell’apprezzamento
      ml

  6. Guglielmo Gaviani 31 agosto 2020 a 08:12 #

    Salmone di me stesso… grande intuizione!

    • massimolegnani 31 agosto 2020 a 16:07 #

      soddisfatto che tu abbia apprezzato quell’immagine.
      ciao Guglielmo
      ml

  7. Neda 31 agosto 2020 a 11:37 #

    Bello immaginare un racconto di vita, osservando un dipinto. Mi è piaciuto. In stile Vincent (sarebbe piaciuto anche a lui)

    • massimolegnani 31 agosto 2020 a 16:09 #

      immaginandolo in un luogo isolato, ho voluto tratteggiare la sensibilità e la follia che credo gli appartenessero.
      grazie per l’apprezzamento, Neda
      un sorriso
      ml

  8. paginadiester 1 settembre 2020 a 22:01 #

    Incredibile lucidità della follia. Che poi non c’è nulla di folle nell’avvicinarci ai ricordi e fermarci prima di guardarli in faccia… a volte sono pericolosi. Non sono originale se dico di amare anch’io molto questo genio del colore in movimento. Grazie per avermi mostrato lui in una diversa angolazione.

    • massimolegnani 1 settembre 2020 a 23:33 #

      un’angolazione arbitraria, fantasiosa ma credo anche verosimile 🙂
      non c’è nulla di folle nel risalire con la mente ai ricordi, è vero, ma immaginavo che lui lo facesse per venire a capo della propria follia di cui era consapevole, individuare nel passato il punto di rottura, ma poi appunto si fermava prima di trovarlo, forse per paura di quello che avrebbe scoperto.
      ciao Ester
      ml

      • paginadiester 2 settembre 2020 a 18:40 #

        Ma non è quello che facciamo anche noi: fermarci prima della verità? In ogni sogno, in ogni tentativo di sfogliarne i significati come fosse una cipolla, ma non arriviamo mai al dunque, perché farebbe troppo male… Io almeno mi sono accorta che faccio così e ti assicuro che sogno molto e in tecnicolor, ma più di tanto, nonostante varie, ripetute indagini… non riesco a capire. Non mi permetto di capire!
        Buona serata.

      • massimolegnani 2 settembre 2020 a 21:02 #

        hai ragionissima, lo facciamo tutti, anche noi “sani”, sia nei sogni che nei pensieri
        🙂

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