il pirata del Buon Gesù e il miraggio del lago

8 Set

lago d’Antrona, web

 

 

Pochi giorni or sono, saltabeccando da un blog all’altro come un passerotto in cerca di briciole, sono capitato da Max il poeta (https://paginequotidiane.wordpress.com) dove ho trovato parole e immagini che mi hanno subito conquistato. Max raccontava di una valletta appartata, ramificazione della Val d’Ossola, e di un laghetto alpino tra i più belli. Ho guardato le fotografie e subito ho deciso che quella sarebbe stata la mia prossima gita, scompaginando i programmi precedenti.

Qualcuno sostiene che i laghi sono diventati la mia idea fissa a un livello maniacale, come un collezionista mezzo rimbambito che non parli d’altro che di francobolli rari, ah il “Gronchirosa” come mi piacerebbe possederlo. Il fatto è che i laghi non sono evanescenti come i mari che, senza confini, si continuano uno nell’altro e tu non ci puoi girare attorno, i laghi hanno un perimetro tangibile e una dimensione umana, adatta ai miei piedi, i bacini più piccoli, o ai pedali, quelli più grandi.

Così, dopo aver studiato cartine e meteo, giovedì scorso sono partito alla volta del Lago d’Antrona, 250 chilometri circa tra andata e ritorno, in due, massimo tre giorni, avrei completato il giro. Giornata stupenda, l’aria del primo mattino ancora frizzante, il sole basso a scaldarmi le spalle, ho iniziato con una pedalata tranquilla, era la mia prima uscita “lunga” dopo la rovinosa caduta di fine luglio e volevo distribuire bene le mie forze. Stavo ritrovando l’emozione del viaggio, mi sentivo bene, tutto era perfetto. Ma è durato poco.

Lungo il rettilineo del BuonGesù, a pochi chilometri da casa, un’auto nello svoltare a sinistra dalla carreggiata opposta non mi dà la precedenza e mi centra in pieno. Volo per qualche metro e atterro di schiena sul marciapiede urtando violentemente il fianco sul cordolo. Mentre io, sbalordito per quanto è successo, resto disteso per capire se ho qualcosa di rotto, il signore che mi ha fatto questo bel regalo se la svigna. Gli auguro che il dubbio di avermi provocato seri danni e il rimorso per non essersi fermato gli popolino di incubi le notti insonni di qui all’eternità. Ma non sarà così, i pirati hanno la pellaccia dura e la coscienza tenuta sotto chiave.

Quindi, gita finita? A dir la verità, no. Dopo essere stato soccorso e medicato da un infermiere che passava di lì, provo a rimettermi in sella. La cosa più ragionevole sarebbe tornarmene lemme lemme a casa, ma non voglio darla vinta alla sfiga. Così, senza forzare e cercando una posizione che non mi provochi dolore,  proseguo nella direzione stabilita come se niente fosse successo. Un venticello gentile mi spinge alle spalle e il pensiero del lago che mi attende, intenso come un miraggio nel deserto, mi rende agevole la pedalata. Macino chilometri con inaspettata facilità e mi accorgo di andare addirittura più veloce del solito, sono avvolto da una strana euforia, mi sento invincibile e, se non fosse per il dolore al fianco, la caduta sembra un pallido ricordo.

Solo quasi in prossimità dell’imbocco della Valle Antrona mi rendo conto che sto viaggiando a frequenze cardiache spropositate, come se non fossi in pianura ma sui tornanti dello Stelvio. La prima idea è che il cardiofrequenzimetro si sia guastato nella caduta, ma è un’ipotesi che non regge, gli altri dati che mi fornisce l’apparecchio sono attendibili. Mi fermo e attendo che il battito torni normale, ma come riprendo a pedalare ecco che la frequenza sale vertiginosamente. Ripenso alla caduta, al dolore al fianco e mi assale il dubbio che la tachicardia sia il segno di un’emorragia interna che va aggravandosi di ora in ora. È evidente che con questo timore non posso affrontare la salita. Il miraggio del lago sfuma all’orizzonte e mestamente mi avvio verso Domodossola e il suo ospedale.

Il resto è cronaca: la sollecitudine del personale, l’inevitabile cazziatone in coro di medici e infermiere (quindi dopo la caduta ha pedalato per 100 chilometri, cos’è, matto??), gli esami a cui vengo sottoposto in rapida successione, prelievo, ecg, radiografie di torace e bacino, eco dell’addome, l’attesa dei risultati disteso sulla barella con la convinzione di finire direttamente in sala operatoria. Invece gli esami sono tutti normali, l’emorragia è esclusa come pure problemi cardiaci. Che cosa sia successo è un mistero. L’ipotesi più probabile è che lo stress per la caduta e forse anche un urto diretto sul surrene abbiano provocato un’abnorme e prolungata liberazione di adrenalina che spiegherebbe la tachicardia e la insensibilità al dolore e alla fatica. Comunque sia, vengo trattenuto qualche ora e a sera sono dimesso.

32 Risposte a “il pirata del Buon Gesù e il miraggio del lago”

  1. Walter Carrettoni 8 settembre 2020 a 16:53 #

    Dai. Il lago è ancora là. Magari la prossima volta vai in auto… 😁😁😁

    • massimolegnani 8 settembre 2020 a 21:57 #

      ahah…andrò in auto fin dove sono già arrivato in bici, poi proseguirò..in bici 🙂
      ciao Walter
      ml

  2. pino 8 settembre 2020 a 17:20 #

    “Gli auguro che il dubbio di avermi provocato seri danni e il rimorso per non essersi fermato gli popolino di incubi le notti insonni di qui all’eternità. Ma non sarà così, i pirati hanno la pellaccia dura e la coscienza tenuta sotto chiave”. Sei troppo buono: io non sarei stato capace di tanta bontà. Comunque sono contento che sia finita bene. Un caro saluto 🙂

    • massimolegnani 8 settembre 2020 a 22:00 #

      sì avrei dovuto essere più drastico con l’anonimo pirata!
      grazie per la solidarietà
      un saluto a te, Pino
      ml

  3. ilmestieredileggereblog 8 settembre 2020 a 17:45 #

    Che avventura… Meno male che te la sei cavata senza grossi danni, poteva andare peggio. Quel disgraziato che ti ha investito e nemmeno si è fermato…. Che rabbia 😖

    • pensieridimary 8 settembre 2020 a 18:16 #

      Che coraggio! La voglia di pedalare per arrivare a vedere il lago, ha cancellato il dolore. Però hai rischiato…

      Un caro saluto.

      • massimolegnani 8 settembre 2020 a 22:06 #

        è vero, ho rischiato, ma anche a tornare indietro sarebbe cambiato solo l’ospedale a cui rivolgermi 🙂
        grazie Mary, ricambio il saluto
        ml

    • massimolegnani 8 settembre 2020 a 22:04 #

      sì, poteva andare decisamente peggio e a un certo punto ero convinto che lo fosse.
      al momento non mi è importato granchè che quello fosse scappato, avevo altro a cui pensare, ma ora, a distanza di qualche giorno mi fa una gran rabbia la sua vigliaccheria.
      buonanotte, Pina
      ml

  4. vittynablog 8 settembre 2020 a 21:15 #

    Che farabutto quell’autista che ti ha investito senza soccorrerti ma fuggendo! Ha trasformato una piacevole gita in un incubo!! E per fortuna non hai avuto gravi danni..i potevi…potevi…meglio non pensarci! Hai dimostrato di avere la pelle dura e una grande determinazione. Rimettiti bene, il lago non scappa ! La prossima volta la gita sarà ancora più bella!!!! Auguri di cuore per tutto!!! ❤

    • massimolegnani 8 settembre 2020 a 22:10 #

      sì, meglio non pensarci 🙂
      grazie per gli auguri, mi hanno fatto molto piacere
      un sorriso Vitty
      ml

  5. maxilpoeta 8 settembre 2020 a 23:51 #

    per fortuna che nella sfiga non hai riportato danni gravi, mi spiace davvero tanto per l’accaduto, ti ringrazio per aver citato il mio blog. Va beh quando ti sarai ripreso del tutto la meraviglia dei laghi sarà sempre intatta, anzi ora con l’arrivo dell’autunno saranno ancora più belli e farà meno caldo anche per salire. Certo che quel pirata della strada è stato davvero un gran bastardo! Almeno poteva fermarsi a prestarti soccorso, certa gente davvero non la capisco…

    • massimolegnani 9 settembre 2020 a 08:53 #

      sì, ci riproverò di sicuro, spero già a fine settembre.
      benvenuto Max, a presto
      ml

  6. lamelasbacata 9 settembre 2020 a 07:35 #

    Caspita che guaio! Per fortuna è stato senza conseguenze gravi.
    Un abbraccio grande amico ammaccato 😊

    • massimolegnani 9 settembre 2020 a 08:59 #

      “amico ammaccato”..che bella assonanza e che sintesi perfetta (vedi, tu puoi non scrivere per mesi, ma le parole giuste ce le hai nel sangue!)
      grazie davvero Mela cara, ti abbraccio
      ml

  7. coulelavie 9 settembre 2020 a 11:39 #

    Mi spiace per la tua disavventura. Cerca di riguardarti. E’ un errore che commettono in tanti quello di perdere improvvisamente il controllo del proprio corpo incorrendo in pericoli molto, molto gravi. Riposati per bene prima di ritornare in sella. 🙂

    • massimolegnani 9 settembre 2020 a 15:30 #

      dagli errori e dalle disavventure si dovrebbe trarre qualche insegnamento, speriamo 🙂
      ciao “la vie”
      ml

  8. Neda 9 settembre 2020 a 14:25 #

    Certo che sei coriaceo! Sono felice non ti sia successo nulla di più grave e maledico quel delinquente che non ti ha soccorso subito. Io, però, un pensierino lo farei agli ultimi avvertimenti che ti sono capitati. Capisco la tua passione per il pedale, ma forse è ora di fare un cambiamento: magari tirarsi dietro un altro appassionato un po’ più giovane che possa farti da spalla e di aiuto al bisogno.

    • massimolegnani 9 settembre 2020 a 15:33 #

      eheh, sto pensando che gli “altri appassionati” sono tutti miei coetanei!
      Però hai ragione, meglio, quando si può, non pedalare da soli 🙂
      grazie Neda per l’interessamento e i consigli
      ml

  9. newwhitebear 9 settembre 2020 a 16:34 #

    Quest’anno è bisesto e un po’ funesto. Due colpi della sfiga a poca distanza dicono che è meglio fare gite fuori casa senza allontanarsi troppo.
    La tachicardia, per uno come me bradicardico, è una brutta esperienza.
    Comunque diciamo è andata bene nella sfortuna.

    • massimolegnani 9 settembre 2020 a 19:19 #

      sì, anno sfigatissimo, almeno dal punto di vista ciclistico, negli ultimi 10 anni non ero mai caduto e ora due volte nel giro di un mese!
      e speriamo che non valga il proverbio “non c’è due senza tre” 🙂
      quanto alla tachicardia una delle stranezze dell’episodio è che se non era per il cardiofrequenzimetro io non me ne sarei accorto. comunque erano frequenze patologiche (sempre entro i 170) solo sproporzionate allo sforzo che stavo producendo. La tua tachicardia temo avesse ben altri valori.
      e sì, è andata decisamente bene 🙂
      buona serata e buona salute GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 9 settembre 2020 a 20:33 #

        hai ragione. L tua era da sforzo, ma sproporzionata ma mia era passata da 48 a 150 a riposo.
        Grazie e buona serata

      • massimolegnani 9 settembre 2020 a 21:28 #

        accidenti, una cosa poco simpatica, spero non si sia ripetuta

      • newwhitebear 10 settembre 2020 a 16:12 #

        Per fortuna no.

      • massimolegnani 10 settembre 2020 a 17:23 #

        bene!
        🙂

      • newwhitebear 10 settembre 2020 a 20:35 #

        ciao

      • massimolegnani 11 settembre 2020 a 00:10 #

        Ciao a te

  10. raccoltaedifferenziata 10 settembre 2020 a 11:23 #

    Wow, un’esperienza quasi mistica 🙂

    • massimolegnani 10 settembre 2020 a 14:07 #

      mi piace la tua visuale di lettura 🙂
      in effetti c’è stato qualche elemento surreale nella vicenda (non certo la caduta, quella era proprio terra terra!)
      ciao e grazie 🙂
      ml

  11. vittynablog 10 settembre 2020 a 22:16 #

    Massimo, sto’ leggento il libro di Michela Murgia ” Accabadora “. Mi piace moltissimo, ti ringrazio per avermelo consigliato!!!! 🙂

    • massimolegnani 11 settembre 2020 a 00:12 #

      Sono contento, ti piacerà fino alla fine!
      Buonanotte Vitty
      ml

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