la vita è una stupidaggine

13 Set

by c.calati

Alla fine non c’era stata alcuna festa.

Il cerchio di pietre sulla sabbia e, al suo interno, la legna e i legnetti ben impilati sopra le pallottole di carta era tutto ciò che restava delle loro intenzioni. Nessuno aveva acceso il fuoco per il falò di fine estate. Giacomo era stato irremovibile, il vento sta cambiando, presto sarà pioggia battente, non ha senso fare un falò. Non si capiva mai se lui parlasse per metafore o per immagini concrete, ma una cosa era certa, nessuno sarebbe riuscito a fargli cambiare idea. E non era la prima volta che lui all’ultimo momento mandava tutto in vacca. Giacomo era così, sprazzi di un’allegria trascinante in un umore al solito cupo, come fiammiferi che per pochi istanti rischiarano il buio della notte. Avremmo potuto fregarcene e fare festa ugualmente, ma sapevamo che con il suo mutismo ingombrante, con la sua sola presenza sdegnosamente in disparte, ci avrebbe sciupato la serata. Così ognuno aveva ripreso le proprie birre e riavvolto le salsicce nella carta oleata e se n’era andato alla spicciolata.

Dopo un’ora tornai alla spiaggia. Naturalmente non aveva piovuto e lui era ancora lì, appollaiato su uno scoglio. Lo raggiunsi, mi parlò continuando a fissare la distesa blu davanti a noi: il mare è mortifero, smuove avanti e indietro sempre la stessa acqua, un’enorme bacinella dove esso s’inventa tempeste spurie a ricordarci che la vita è una stupidaggine. Il fiume, sì, è acqua viva che scorre, puoi vederci il tempo che passa, o i cadaveri dei nemici, se hai pazienza a sufficienza. Ma qui non ci sono fiumi, il mare adesso è tutto quel che resta.*

Forse si aspettava che dicessi anch’io qualcosa, magari di altrettanto tetro, ma quando Giacomo si faceva così cupo non riuscivo a seguirlo, provavo solo fastidio e una sorta d’inadeguatezza che mi disturbava. Lo lasciai solo, tornai sulla sabbia e quasi per ripicca accesi il fuoco. Con le spalle al mare mi dedicai alla fiamma e alla salsiccia infilzata su un legnetto. Mangiai la carne e bevvi qualche birra.

Quando, dopo tanto, mi voltai, Giacomo era scomparso.

Mi alzai e andai verso riva con un vago timore. A pochi metri da me si intravvedeva un corpo bocconi sul basso fondale. Entrai in acqua e a fatica riportai Giacomo sulla sabbia. Nessun segno di vita, sul volto un’espressione tranquilla. Prima di dare l’allarme tolsi dalle sue tasche e gettai lontano le pietre che lo avevano aiutato nell’ultima impresa.

*le ultime parole sono tratte da una poesia di Gabriele Galloni.

18 Risposte a “la vita è una stupidaggine”

  1. vittynablog 13 settembre 2020 a 21:14 #

    E’ una storia triste che lascia l’amaro in bocca. E’ scritta benissimo e sembra veramente di essere su quella spiaggia ormai vuota….

  2. franco battaglia 14 settembre 2020 a 06:39 #

    Proprio ieri, passeggiando sulla riva a Scauri, pensavo se l’acqua del bagnasciuga non ritornasse anche lei, ogni tanto, come me sul quel mare della mia infanzia, dopo secoli di girovagare, come nella “bacinella di stessa acqua” che poeticamente citi.. certe coincidenze mi toccano..

    • massimolegnani 14 settembre 2020 a 10:38 #

      un pensiero, il nostro, coincidente e opposto, che tu in quell’acqua “senti” i secoli che passa a girovagare prima di ritornare al luogo natio, io di quella stessa acqua noto il sostanziale immobilismo nella risacca 🙂
      ciao franco, contento del tuo passaggio e delle parole che hai speso.
      ml

      • Franco Battaglia 14 settembre 2020 a 13:58 #

        Spendo parole, e ci compro emozione pura… 😉

      • massimolegnani 14 settembre 2020 a 18:28 #

        un bell’acquisto 🙂

  3. teti900 14 settembre 2020 a 09:08 #

    certo che per essere uno che ‘commenta’ e risponde sempre con un certo ottimismo, pensi spesso alla morte… comunque, la foto è spettacolare!

    • massimolegnani 14 settembre 2020 a 10:39 #

      giusta notazione! in effetti io in casa d’altri ho più ottimismo che in casa mia 🙂
      ciao Teti
      ml

      • teti900 15 settembre 2020 a 07:37 #

        ps.: mi era sfuggito il post precedente… quindi l’ennesimo cazziatone te lo faccio adesso.
        allora??? ci vuole il terzo incidente per farti capire che la devi smettere???

        pps.: vero è che pure i ciclisti professionisti in questa stagione ritardata si rompono come grissini o sembrano l’ombra di quel che erano… dunque mi darei una regolata che qui i blogger son sempre meno…

      • massimolegnani 15 settembre 2020 a 09:21 #

        bè, sarò più prudente, evitando strade troppo trafficate e speriamo di infrangere la regola del non c’è 2 senza 3 🙂
        (in effetti, strano anno questo bisesto, i ciclisti cadono come pere mature e i blogger non vogliono più scrivere)

  4. newwhitebear 15 settembre 2020 a 20:56 #

    Un racconto triste ma chiaro nel suo insieme, esattamente come i versi della poesia. Il mare è monotono, la vita pure ed è meglio togliersi dai piedi che vivere come un’onda.
    Giacomo se ne è andato in punta di piedi, senza clamori e senza disturbare gli altri.
    Bello, veramente bello

    • massimolegnani 15 settembre 2020 a 22:41 #

      avevo iniziato il brano con altre intenzioni, meno tristi, poi mi è capitato di leggere su un blog (brezzad’essenza.wp) la notizia della morte improvvisa di un giovane poeta, Gabriele Galloni, che non conoscevo. ho letto alcune sue poesie, ho visto una sua foto (sorride con un’espressione beffarda) ho saputo che si trattava probabilmente di suicidio. Sono rimasto così colpito che ho utilizzato il canovaccio che avevo impostato per immaginare e inserire un protagonista che un po’ ricalcasse la sua vicenda e quell’andarsene in punta di piedi, come hai notato tu.
      grazie GianPaolo, il tuo apprezzamento mi fa particolarmente piacere.
      ml

      • newwhitebear 15 settembre 2020 a 23:01 #

        La poesia è bella, l’ispirazione si è tradotta molto bene.
        Buona serata

      • massimolegnani 15 settembre 2020 a 23:32 #

        grazie, buonanotte a te

      • newwhitebear 16 settembre 2020 a 16:26 #

        ciao

      • massimolegnani 16 settembre 2020 a 18:30 #

        ciao.

  5. growingupfra 17 settembre 2020 a 18:33 #

    A volte, quando finisco di leggere un pezzo, ricomincio da capo. In questo caso, la frase di apertura ha assunto tutta un’altra sfumatura, sapendo come sarebbe andata a finire.
    Bel pezzo, molto amaro.

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